9 Mar, 2010
Risparmio gestito: a febbraio i riscatti sono superiori alle sottoscrizioni e il sistema fondi chiude il mese con una raccolta netta negativa pari a 456 milioni di euro. Nonostante il risultato negativo il patrimonio è in crescita e sale provvisoriamente fino a quota 434 miliardi. Nel corso del mese di febbraio gli investitori hanno scelto di affidare i loro risparmi ai gestori di prodotti Obbligazionari, Bilanciati e Flessibili. Ecco cosa dice, in sintesi, il report mensile di Assogestioni. Nel corso del mese torna l’interesse per i Fondi Obbligazionari, che raccolgono 1,1 miliardi di euro. Gli asset, ancora in crescita, superano i 169 miliardi di euro e rappresentano oltre un terzo del patrimonio del settore. I Fondi Flessibili offrono al settore un contributo di 541 milioni di euro. Questi prodotti gestiscono asset sempre crescenti che alla fine del mese arrivano a 58,5 miliardi di euro, il 13,5% del patrimonio complessivo. I Fondi Bilanciati incassano nel corso dei 28 giorni in esame 535 milioni di euro e detengono oggi asset per 18 miliardi, oltre il 4% del patrimonio investito in fondi comuni. Per i Fondi Hedge il mese si chiude praticamente in pareggio, i deflussi registrati sono pari a 1 milione di euro, mentre il computo degli asset indica un valore superiore a 14 miliardi, il 3,3% del patrimonio complessivo. La rilevazione operata da Assogestioni rileva per i Fondi Azionari deflussi netti per 232 milioni di euro. Il patrimonio affidato a questa tipologia di prodotti cresce favorito dalla gestione e si porta a quota 91,3 miliardi di euro, il 21% degli asset. Non accenna a diminuire il peso dei deflussi registrati dai Fondi di Liquidità, categoria che registra perdite per oltre 2,4 milioni di euro e detiene oggi un patrimonio di 83 miliardi di euro, il 19% degli asset complessivi. Nel computo dei flussi sono ancora protagonisti i Fondi di diritto Estero. Il loro contributo provvisorio è di oltre 1,5 miliardi di euro, mentre gli asset stimati sono pari a 222,6 miliardi di euro, il 51,3% del totale. Sull’ammontare complessivo dei flussi provenienti da questa tipologia di prodotti 1,1 miliardi pervengono dal contributo offerto dai fondi promossi da Gruppi italiani. I Gruppi esteri contribuiscono con 386 milioni. Con deflussi registrati dai Fondi di diritto Italiano (quasi 2 miliardi) il bilancio complessivo del sistema torna in territorio negativo. Gli asset di questi prodotti diminuiscono ancora fino a raggiungere i 211 miliardi di euro, il 48,7% del patrimonio. I prodotti domestici promossi da Gruppi italiani accusano nel corso del mese deflussi per oltre 1,7 miliardi di euro. In negativo per 233 milioni di euro l’apporto proveniente dai fondi italiani promossi da Gruppi esteri. A febbraio i Gruppi Italiani detengono l’80,3% del patrimonio e registrano flussi negativi per 610 milioni di euro. I Gruppi Esteri archiviano momentaneamente il mese con flussi positivi pari a 154 milioni di euro. (9Colonne)
8 Mar, 2010
Dal 12 al 14 marzo a Milano, Fieramilanocity, si terrà la settima edizione di Fa’ la cosa giusta!, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, organizzata da Terre di mezzo eventi e Insieme nelle terre di mezzo Onlus. Fa’ la cosa giusta! 2010 mette in mostra progetti, idee, soluzioni per consumare e produrre secondo principi di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Una mostra-mercato capace di valorizzare le buone pratiche, come la riscoperta dell’autoproduzione e dell’arte di aggiustare; le filiere corte e i gruppi d’acquisto solidali; la green economy e le imprese del web 2.0 che offrono servizi sociali; l’economia che cresce tra le sbarre e l’acqua del sindaco; i giovani stilisti e i grandi marchi che creano capi di abbigliamento e accessori belli e ‘’giusti'’. Saranno 14 le sezioni tematiche di Fa’ la cosa giusta! 2010: dall’editoria indipendente all’economia carceraria, dalla casa sostenibile al turismo solidale e poi ancora energie rinnovabili, ecoprodotti, progetti di educazione alimentare, finanza etica, commercio equo e solidale e molto altro. Tra le novità dell’anno uno spazio per il diritto al cibo, una piazza, dedicata alla sovranità alimentare, chiamata Kuminda, che in una lingua della antille significa ‘cibo’. Ci sarà anche un intenso programma culturale che attraverso incontri, workshop, laboratori e lectio magistralis darà la possibilità di conoscere da vicino temi e protagonisti dell’economia solidale. Il sistema Banca Etica sarà presente con un ampio spazio espositivo nell’area Finanza Etica dove si presenteranno i suoi prodotti a espositori e visitatori. (9Colonne)
5 Mar, 2010
A un anno dalla sua costituzione Cooperare, ultima società finanziaria nata in casa Legacoop, rafforza il proprio assetto e si appresta ad ampliare l’attività con interventi nei segmenti più avanzati dell’imprenditoria cooperativa. Costituita alla fine del 2008 per offrire alle cooperative medio grandi un servizio finanziario a sostegno delle operazioni di sviluppo, Cooperare ha infatti completato il processo di capitalizzazione. La disponibilità di mezzi propri ha raggiunto i 252 milioni (232,5 di capitale sociale; 5,5 di riserve; 14 di prestito obbligazionario convertibile) grazie all’ingresso, nella compagine sociale, di tre banche che vantano rapporti consolidati con l’economia cooperativa: Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Verona e Cariparma-Crédit Agricole. La quota del capitale sociale in capo alle tre banche rappresenta il 4,3% del totale, per un importo complessivo di 10 milioni (BPER per 8 milioni; Banca Popolare di Verona e Cariparma 1 milione ciascuna). I tre Istituti hanno inoltre congiuntamente sottoscritto un prestito obbligazionario convertibile di 14 milioni di Euro (4 milioni BPER, 5 milioni Banca Popolare di Verona e 5 milioni Cariparma - Crédit Agricole). L’apporto finanziario complessivo dei tre istituti assomma, quindi, a 24 milioni, pari ad una quota del 9,74% (12 milioni da BPER e 6 milioni ciascuna da Banca Popolare di Verona e Cariparma). Con questo assetto, Cooperare si prepara a deliberare, nel Consiglio di Amministrazione in programma il 9 marzo, la prima operazione del 2010: un intervento in un’iniziativa imprenditoriale ad elevata vocazione ambientale, finalizzata alla produzione congiunta di compost da rifiuti dell’industria alimentare e di energia da fonti rinnovabili con l’utilizzo di tecnologie innovative. Il bilancio 2009 di Cooperare in start up chiuderà con un utile netto che si aggira attorno a 2 milioni, con investimenti per 67 milioni in 7 operazioni d’interesse cooperativo distribuite in quattro settori dell’articolazione Legacoop. Queste operazioni hanno in comune la volontà di crescere delle grandi cooperative ed hanno come obiettivo la conquista della leadership di mercati regionali e/o nazionali. Dister Energia e Fontenergia sono due operazioni in campo energetico che hanno consentito di raggiungere primati locali, la prima nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel Ravennate e la seconda nella distribuzione di gas nell’Ogliastra nella Sardegna orientale. Mibic, Porta Medicea e CMC Immobiliare sono tre grandi operazioni immobiliari condotte rispettivamente da CMB Carpi, IGD e CMC Ravenna che influiscono fortemente sull’assetto urbanistico di Milano, Livorno e Ravenna. Le ultime due consentono di spostare il baricentro delle città verso i rispettivi porti. Manutencoop Facility Management ha consolidato il suo primato italiano nei servizi integrati acquisendo la Pirelli Real Estate Integrated Facility Management. Anche Grandi Salumifici Italiani ha consolidato la leadership dell’industria salumiera acquisendo la F.lli Parmigiani per il segmento dell’alta salumeria. (9Colonne)
3 Mar, 2010
I risultati della lotta all’evasione 2009 da parte dell’Agenzia delle Entrate superano il primato del 2008. Sono stati, infatti, incassati 9,1 miliardi di euro da gennaio a dicembre dello scorso anno grazie all’attività di contrasto all’evasione, il 32% in più rispetto al 2008, che era già stato un anno da record con quasi 7 miliardi riportati nelle casse dell’Erario. Nel biennio, quindi, per la finanza pubblica sono stati recuperati 16 miliardi. "I risultati raggiunti nel 2009 - ha detto il direttore dell’Agenzia, Attilio Befera - sono il frutto dell’impegno e della professionalità dei 36 mila dipendenti dell’Agenzia. Persone oneste, che lavorano ogni giorno con grande dedizione e professionalità, e che non possono essere messe in ombra dalle poche mele marce presenti, purtroppo, in ogni grande organizzazione". Come ha riferito il direttore centrale Accertamento, Luigi Magistro, s’impenna il riscosso dall’utilizzo degli istituti definitori dell’adesione e dell’acquiescenza (4,3mld), con un balzo in avanti del +72% rispetto al 2008 (2,5mld). E’ boom anche per gli accertamenti sintetici, con +81% per quelli eseguiti (oltre 28 mila) e +61% per la maggiore imposta accertata (460mln); nonché per gli accertamenti assistiti da indagini finanziarie, che registrano + 25% (passando da circa 7 mila a quasi 9 mila). Gli interventi esterni si sono concretizzati in più di 9 mila verifiche e controlli mirati, con buoni risultati sia in termini di maggiore Iva - pari a 673 milioni di euro - sia di rilievi ai fini di imposte dirette e Irap, pari, rispettivamente, a quasi 6,9 miliardi e a 5,4 miliardi di euro. Quanto alle linee d’azione per il 2010 il direttore vicario, Marco Di Capua, ha precisato che "nell’area della prevenzione e del contrasto all’evasione l’Agenzia punterà al consolidamento dei risultati raggiunti migliorando ancora l’efficienza e l’efficacia dissuasiva dei controlli". Al fine di verificare i riflessi sui comportamenti dei contribuenti che sono stati accertati con esito positivo, l’Agenzia ha già avviato, e intende proseguire nel corso del 2010, uno studio per misurare il grado di adeguamento, in termini di adempimento spontaneo, negli anni successivi, in modo da conoscere quanta parte dell’evasione recuperata si traduce in un incremento della compliance. Per quanto riguarda i servizi ai contribuenti Di Capua ha ricordato che nel 2010 "la centralità del rapporto con il contribuente, ancor più che in passato, sarà il punto di riferimento dell’Agenzia". (9Colonne)
1 Mar, 2010
Si svolgerà giovedì 4 marzo alle 17, presso il Politecnico di Milano, Campus Leonardo, il convegno "Finanza ed innovazione: un connubio possibile" organizzato da Finance Channel, network indipendente di expertise sulle tematiche finanziarie nato nelle aule MBA del MIP, la Business School del Politecnico di Milano, in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano, l’Acceleratore d’Impresa del Politecnico, la Fondazione Politecnico, Finlombarda, UK Trade&Investment, il Consolato Generale Britannico a Milano e il patrocinio di Regione Lombardia. L’incontro è volto ad approfondire le tematiche legate al modello PPI (Public-Private Initiative) come soluzione alle esigenze di finanziamento delle imprese innovative e ad alto contenuto tecnologico anche attraverso la presentazione di casi internazionali di successo, tra cui quello del Regno Unito, insieme al caso italiano, che pure presenta esempi virtuosi di applicazione di tale modello, primo tra tutti quello di Finlombarda, finanziaria della Regione Lombardia. Intervengono Marco Giorgino, ordinario di Finanza Aziendale, Politecnico di Milano e MIP School of Management, Giampio Bracchi, presidente della Fondazione Politecnico di Milano, Marco Nicolai, direttore generale di Finlombarda, Dean Wallis di Thames Valley Capital, ospite di UK Trade & Investment e Torquato Bertani, amministratore Delegato Fluidmesh Networks. Modererà il giornalista Francesco Guidara. E’ noto che le imprese innovative, start-up e non solo, incontrano spesso difficoltà nel reperire risorse per la crescita, in virtù della loro rischiosità, dell’intangibilità dei loro asset, della difficoltà di comprensione da parte di non specialisti dei prodotti/mercati e, spesso, del ritorno sull’investimento che si realizza in un periodo più lungo di quello tipico dei fondi di investimento. L’incontro è gratuito ed aperto al pubblico, previa registrazione gratuita obbligatoria sul sito www.financechannel.it/f&i_register.html. (9Colonne)
26 Feb, 2010
Il Salone della Gestione del risparmio registra un grande successo tra espositori e sponsor a solo un mese e mezzo dal lancio dell’iniziativa. Quaranta gli stand assegnati e ventitré i corner che verranno allestiti il 21, 22 e 23 aprile a palazzo Mezzanotte, sede della Borsa, dove prenderà il via la prima edizione del Salone della Gestione del Risparmio. Il settore finanziario ha risposto con entusiasmo all’iniziativa organizzata da Assogestioni, andando a confermare l’interesse per l’argomento che, soprattutto oggi, risulta centrale per operatori e cittadini. A conferma del successo della manifestazione, le persone che si sono già pre-iscritte a partecipare alla tre giorni a piazza Affari sono oltre mille. Tra i relatori invitati alla manifestazione intitolata "Mercati, risparmiatori e cultura finanziaria" ci sono Michael Spence, Premio Nobel per l’economia, Guido Tabellini dell’Università Luigi Bocconi, Luigi Zingales della Chicago University, Massimo Egidi, Università Luiss Guido Carli, Filippo Cavazzuti del Consorzio PattiChiari, Andrea Ceccherini dell’osservatorio Giovani-Editori, esponenti delle associazioni di categoria del settore e della Commissione Europea. In oltre 40 tavole rotonde, incontri e seminari verranno dibattuti temi tecnici ma anche argomenti di stretta attualità legati all’educazione finanziaria e alla tutela e sviluppo del risparmio. Il Salone è il primo evento a carattere fieristico interamente dedicato ai fondi e più in generale al risparmio gestito, un settore che in Italia intermedia oltre 1.000 miliardi di euro e dà lavoro a oltre 10 mila persone. Un’occasione unica di visibilità e di incontro per tutti gli operatori dell’industria e per le società di servizi (IT, comunicazione, consulenza, amministrazione, logistica, ecc.) che lavorano a stretto contatto con le società di gestione, le banche e gli intermediari finanziari attivi nell’ambito della gestione del risparmio. L’unica iniziativa in Italia pensata esclusivamente per il settore con un pubblico di partecipanti (espositori e ospiti) ritagliato su misura per chi questi prodotti li progetta, li promuove o li compra. (9Colonne)
24 Feb, 2010
L’Unione degli Industriali e delle imprese di Roma e UniCredit Group, in occasione del II Forum Economico del Mediterraneo che si aprirà il 25 febbraio in Campidoglio, sigleranno un protocollo di intenti per il sostegno alle imprese romane con l’agenzia per la Promozione e il supporto degli investimenti all’estero della Turchia. L’accordo prevede la cooperazione della UIR, dell’Ispat e del Gruppo UniCredit per supportare le imprese romane e quelle turche nel dar vita a progetti comuni, favorire il trasferimento di know how e l’offerta di specifici servizi bancari dedicati. L’Unione industriali di Roma, in particolare, fornirà alle imprese romane informazioni in relazione alle opportunità offerte agli operatori stranieri dal sistema economico turco. Tutte le parti promuoveranno la cooperazione tra le imprese romane e quelle turche, aiutando entrambe e trovare partners commerciali. UniCredit Group, che opera nell’area romana tramite UniCredit Banca di Roma e UniCredit Corporate Banking è si avvale di un network che opera in 22 paesi ed ha una posizione strategica in Turchia con la Yapi Kredi, una delle principali banche commerciali turche. In particolare UniCredit Group in Turchia, attraverso Yapi Kredi, offrirà il supporto di un desk italiano specializzato nell’offrire assistenza e servizi bancari alle imprese straniere che operano nel mercato turco. Le parti trarranno beneficio dallo scambio di informazioni tra le imprese sul tema delle tecnologie e del know-how, dagli accordi sulle licenze commerciali e le consulenze industriali. A questo scopo intendono organizzare incontri tecnici che coinvolgano istituzioni e aziende. Tutto questo verrà fatto coinvolgendo anche le istituzioni locali. Saranno presenti alla firma dell’accordo Aurelio Regina presidente della UIR, Fabrizio Sadun, responsabile delle Relazioni Istituzionali per l’Italia, la Germania e l’Austria UniCredit Group e Alpaslan Korkmaz presidente Agenzia per la Promozione e il supporto degli investimenti all’estero della Turchia. (9Colonne)
23 Feb, 2010
"Gli incentivi varati lo scorso anno dal Governo a supporto dell’auto hanno attenuato la crisi del mercato pubblicitario, portando nelle tasche degli operatori pubblicitari 100 milioni di ricavi in più". E’ questa la conclusione di una ricerca del Centro Studi Fleet & Mobility tesa misurare l’impatto delle misure a sostegno dell’acquisto di auto nuove sull’andamento del mercato pubblicitario nel 2009. Dall’analisi emerge come a trarre vantaggio dagli incentivi non siano stati solo i privati cittadini intenzionati ad acquistare un veicolo nuovo e le Case automobilistiche che producono modelli con le caratteristiche giuste per ottenere il massimo dell’incentivo (come le Case "generaliste", tra cui Fiat); anche l’indotto dell’automotive ne ha tratto vantaggio, a cominciare dai concessionari fino al mercato della pubblicità. Il comparto auto è il secondo investitore pubblicitario dopo quello alimentare. All’inizio del 2009, quando si era in piena crisi e i clienti a tutto pensavano fuorché a cambiare l’auto, il mercato pubblicitario perdeva oltre il 30% rispetto all’anno precedente. A febbraio sono stati varati gli incentivi e subito le Case hanno aumentato gli investimenti pubblicitari, per attirare i clienti in concessionaria. Risultato: il mercato pubblicitario ha recuperato, limitando la flessione rispetto al 2008 al 19%, grazie appunto al periodo febbraio-dicembre dove la perdita di giro d’affari è stata del 17%. Si è così passati dagli 840 milioni del 2007 ai 662 del 2009, che certamente sarebbero stati molti meno senza la "corsa al cliente" scatenata dagli incentivi. In valore assoluto, il recupero ha portato circa 100 milioni in più di ricavi nelle tasche degli operatori pubblicitari, prima fra tutti la televisione, che attira circa i 2/3 del totale investimenti. (9Colonne)
22 Feb, 2010
"Aboliamo i dazi sulle materie prime afferenti a sette categorie merceologiche. Ho richiesto all’Unione europea di adottare misure urgenti per assicurare l’accesso alle materie prime per le imprese europee agli stessi prezzi degli altri concorrenti e correggere le attuali distorsioni del mercato". Adolfo Urso, in una intervista all’inserto Affari&Finanza di Repubblica, spiega la proposta presentata a Bruxelles al commissario al commercio Karel DeGucht che, se accolta, sarà anche oggetto di negoziato con i Paesi terzi: "La sospensione di questi dazi - afferma il viceministro al Commercio estero - migliorerà sensibilmente la competitività delle nostre imprese e genererà, a valle, un chiaro beneficio per i consumatori in termini di riduzione del prezzo finale dei prodotti". "Siamo un paese prevalentemente trasformatore ma povero di risorse prosegue -, dipendiamo dall’estero in misura sensibile per l’approvvigionamento di ferro, acciaio, alluminio, elettrodi di carbone, silicio, leghe di alluminio, pelli, cuoio, legno, seta, cachemire. Già tre anni fa siamo riusciti a ridurre i dazi, che oggi sono fra il 3 e il 7 percento. Ma ancora pesano troppo: applicando le relative percentuali ai diversi settori per i primi 11 mesi dell’annus horribilis 2009, avremmo un risparmio complessivo di circa 60 milioni di euro". "Le nostre esportazioni hanno avuto un forte calo - prosegue -, circa il 20%, ma in linea con quanto accaduto nei principali paesi esportatori: la Germania ha registrato -19,7 per cento, la Francia ha perso il 22 per cento. Noi siamo per l’apertura dei mercati e non per il protezionismo che è stata la prima risposta, certamente sbagliata, di alcuni paesi, ma non dell’Italia, all’inizio della crisi economica internazionale. In questa fase di transizione tra la recessione e la possibile ripresa ogni strumento, come la sospensione dei dazi, è utile a incentivare la competitività delle imprese e rilanciare anche il ciclo dei consumi. Gli Usa stessi hanno recentemente definito un elenco di materie prime strategicamente rilevanti e hanno posto in essere politiche specifiche per facilitare l’approvvigionamento". Urso aggiunge che "stiamo lavorando per una riforma degli incentivi all’export che favorisca soprattutto le piccole e medie imprese manifatturiere: una recente delibera Cipe ha abbassato i tassi di credito dei finanziamenti concessi con la legge 394 per il commercio con l’estero; abbiamo appena dato vita a un fondo per l’export che sarà gestito dalla Sace in collaborazione con la Cassa Depositi e Prestiti, fondo che si va ad aggiungere a quelli già gestiti dalla Simest". (9Colonne)
19 Feb, 2010
Un check up riservato, dettagliato e personalizzato dell’azienda a partire dai dati di bilancio, dalla struttura economico-finanziaria, dal merito creditizio e dalle condizioni bancarie ottenute. Una vera e propria radiografia del profilo economico-finanziario, completa di documento di sintesi e proposte concrete per risolvere le problematiche emerse. Oltre tutto, un servizio che è gratuito per gli affiliati. È il Desk del credito, la nuova forma di supporto e consulenza offerta da Industriali Reggio Emilia e Confindustria Modena alle imprese del territorio - specie le PMI -, una carta importante da giocare nel rapporto con il sistema creditizio. Realizzato con la collaborazione della società Financial Innovations Sim Spa, il Desk del credito, ideato dalla Confindustria reggiana in partnership con l’Associazione di Modena, sarà attivato già dal mese di febbraio e verrà presentato martedì 23 febbraio alle 16,30 presso la sede dell’Associazione Industriali in occasione di un seminario alla presenza di Emanuele Facile - amministratore delegato di Financial Innovations - il quale descriverà le caratteristiche del percorso di analisi, i risultati offerti e alcuni "case history". Interverranno anche il presidente di Industriali Reggio Emilia Gianni Borghi e il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari. "Il nostro obiettivo è quello di essere sempre più puntuali nell’assistenza alle imprese associate, soprattutto laddove le esigenze aumentano. - sottolinea Ugo Medici, vicepresidente di Industriali Reggio Emilia - I cali di fatturato che hanno toccato il settore manifatturiero nel 2009 non mancheranno di manifestarsi nei bilanci delle imprese, un elemento che prevedibilmente porterà con sé tensioni di natura creditizia e finanziaria anche nell’anno in corso. In questo contesto diventa cruciale supportare le aziende con iniziative sempre nuove”. “L’area fisco e finanza di Confindustria Modena si potenzia con un nuovo servizio - spiega il presidente di Confindustria Modena Pietro Ferrari -. A partire dal 3 marzo, un gruppo di consulenti qualificati, che lavorerà a fianco dei funzionari della nostra associazione, sarà a disposizione delle imprese associate”. (9Colonne)