Archive for Giugno, 2009

ITALIA-AFRICA, E’ TEMPO DI AFFARI

"Sono stati due giorni molto impegnativi e anche molto fruttiferi, un’esperienza che porteremo al tavolo del G8 perché l’Italia ha intenzione di aprire una nuova partnership economica con l’Africa e, in particolare, con i paesi della fascia sub sahariana". Con queste parole Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero ha chiuso questo pomeriggio in Campidoglio i lavori dell’Italy & Africa Partners in Business, il primo forum che ha visto insieme il nostro paese, 300 imprese del made in Italy e 20 ministri dell’Africa sub sahariana. "Vogliamo passare dalla politica degli aiuti e dei doni – ha spiegato il viceministro - a quella della partnership per lo sviluppo, in un quadro strategico delineato dal ministero dello Sviluppo Economico e dal ministro Claudio Scajola. Sino ad oggi l’Africa sub sahariana è stata considerata come oggetto delle nostre attenzioni, ora però diventa un soggetto maturo col quale avere un confronto paritetico sul piano delle relazioni economiche e industriali. Tutto ciò avrà riflessi positivi anche sul fronte dell’immigrazione: non solo quindi una politica della difesa, con il controllo delle nostre frontiere, per la quale ci ha lodato anche il presidente del Senegal, Maître Abdoulaye Wade, ma anche una di sviluppo e investimenti, creando occupazione nell’Africa sub sahariana".

"In questa ottica questa zona del mondo può diventare per le imprese italiane quello che è stato negli ultimi dieci anni l’area dei Balcani e dell’Est Europa – ha proseguito Urso – con l’obiettivo di raddoppiare nei prossimi tre anni l’interscambio commerciale, ora pari a 37 miliardi di euro, e la quota dei nostri investimenti in Africa, oggi al 4%". "Per far questo abbiamo individuato alcuni settori strategici – ha detto Urso - oltre alle materie prime e l’energia, certamente le infrastrutture e trasporti, l’agricoltura e il turismo". "Per troppo tempo siamo stati alla finestra – ha concluso Urso – noi e l’Europa che ha visto decrescere in Africa la sua quota dal 39% al 33%, a scapito di un incremento del 6% registrato dai BRIC (Brasile, Cina, India e Russia) con la sola Cina che ha aumentato la sua quota del 4,8%". "Abbiamo gettato le basi per una nuova cooperazione economica e industriale, frutto di un lavoro intenso, in quadro strategico delineato dal Ministro Scajola con il varo del Piano Africa che metterà a disposizione delle imprese italiane per il 2009 un pacchetto d’aiuti alla promozione, attraverso l’Ice, agli investimenti con Simest, e alle assicurazioni con Sace, di un miliardo di euro. E saranno le imprese italiane ancora una volta le protagoniste di questo nuovo inizio". (9Colonne)

SCATTO DELL’EXPORT SUI MERCATI EXTRA-EUROPEI

Sospiro di sollievo. Nel mese di maggio, torna a crescere, seppur lievemente (+0,5% rispetto ad aprile), in base ai dati destagionalizzati, l’export italiano sui mercati extra-europei. Viene premiato chi, in tempo di crisi, non ha rinunciato agli investimenti sui prodotti e sull’innovazione. Già nel mese di aprile, segnali positivi venivano dalla crescita del contributo dell’Italia alle esportazioni dei Paesi europei verso i mercati extra-UE (+4,4% rispetto ad aprile 2008), in controtendenza rispetto ai principali partner dell’Unione. Sperimentano infatti un calo Spagna (-6,2%), Germania (-2,8%) e Regno Unito (-2,3%), mentre la Francia si mantiene sostanzialmente stabile (0,7%). "L’andamento congiunturale lascia dunque intravedere una certa dinamicità delle nostre imprese in ambito extra-europeo – sottolinea Gaetano Fausto Esposito, segretario generale di Assocamerestero – del resto, la tendenza ad una lieve ripresa si conferma nel mese di maggio. Il superindice europeo, che misura il clima di fiducia delle imprese, vede l’Italia registrare, con un +5,3%, il miglioramento più consistente rispetto alle imprese europee, superiore del 2,5% alla media Ue, grazie soprattutto al positivo contributo dato dai settori dell’industria e dei servizi". Dopo il calo dell’8,8% del mese di aprile, a maggio tornano a crescere le esportazioni italiane negli Stati Uniti (+11,5%), raggiungendo il valore di 1,5 miliardi di euro. Buona ripresa anche nell’Area Mercosur (+14,7%), con punte del +15,3% in Brasile, dove il mese scorso si registrava invece un calo del 18%. In affanno le vendite in Russia (-14,5% rispetto ad aprile), nostro terzo mercato extra-europeo, a causa soprattutto di una crisi economica che porterà probabilmente il Paese a chiudere l’anno con un Pil al -5%. A livello settoriale, in crescita i mezzi di trasporto, che a maggio recuperano rispetto al mese precedente oltre un terzo del proprio mercato (+40%), per un valore delle vendite pari a un miliardo di euro. Buona performance anche per l’elettronica (+33%), mentre risultano in flessione i settori dei metalli (-13,5%), meccanica (-5,6%) e tessile-abbigliamento-calzature (-3,7%). (9Colonne)

BORSA: NUOVO SITO DI FINANZA ETICA

E’ online il nuovo sito dedicato alla finanza etica realizzato da Borsa Italiana con la collaborazione dell’Università Bocconi, da tempo impegnata su temi legati alla sostenibilità nell’ambito dell’attività di ricerca del Centro Space, il Centro europeo per gli studi sulla Protezione aziendale. Il sito si propone di analizzare la relazione tra etica e finanza per descriverne in dettaglio le caratteristiche e per fissare i perimetri di ciò che è "finanza etica", dandone quindi una definizione scientifica e rigorosa. Allo stesso tempo il sito vuole offrire alle aziende strumenti concreti perché la finanza etica non rimanga un puro esercizio stilistico ma, al contrario, fornisca metodologie per comportamenti etici che creano valore per gli stakeholder dell’azienda, come dimostrano le numerose case history e i progetti di ricerca curati dall’Università Bocconi pubblicati sul sito. E ancora, per esempio, come scelte di investimento etico contribuiscano ad evitare investimenti in asset "tossici" o in aziende poi coinvolte da grandi fallimenti. Dalla home page del sito si accede alle quattro sezioni principali: finanza etica, rating etico, fondi etici e microfinanza. Per ogni argomento si trovano approfondimenti, case history, editoriali a cura di esperti del settore, interviste a professionisti, manager e accademici, oltre a novità ed eventi. Ogni mese inoltre sarà pubblicata una pagina di critica a libri relativi al tema. Il sito è pensato sia per esperti e professionisti del settore sia per chi intende avvicinarsi o conoscere in modo più approfondito il tema della finanza etica. Il sito è consultabile all’indirizzo www.borsaitaliana.it/finanzaetica (9Colonne)

VENETO: RALLENTANO MA NON CROLLANO I PRESTITI BANCARI

In Veneto nel 2008 la crescita dei prestiti bancari è risultata in progressivo rallentamento: a dicembre l’aumento su dodici mesi è stato del 4,1 per cento, lievemente inferiore a quello rilevato a livello nazionale. Il tasso di crescita dei prestiti alle famiglie consumatrici, in diminuzione dal 2006, a dicembre si è attestato al 3,0 per cento, mentre il tasso di crescita dei prestiti alle imprese, in diminuzione dalla seconda metà del 2007, è sceso, a dicembre, al 5,3 per cento; il rallentamento ha interessato soprattutto le imprese dell’industria manifatturiera. Secondo i dati forniti dalla Banca d’Italia a dicembre 2008 i tassi di interesse sui prestiti a breve termine si sono attestati al 7,2 per cento, un valore in linea con quello di settembre, e inferiore a quello nazionale; il tasso annuo effettivo globale (TAEG) sui nuovi prestiti a medio e a lungo termine è stato pari al 5,8 per cento, in diminuzione rispetto a settembre. Nei dodici mesi terminanti a dicembre 2008 in Veneto il flusso di nuove sofferenze in rapporto ai prestiti è risultato in aumento rispetto a quello rilevato nei tre trimestri precedenti e lievemente superiore a quello nazionale; la crescita ha interessato solamente i prestiti alle imprese. Nel corso del 2008 i depositi bancari delle famiglie consumatrici e delle imprese sono risultati in accelerazione; a dicembre la crescita complessiva è stata del 9,8 per cento, superiore quella rilevata a livello nazionale. L’aumento è stato particolarmente significativo per le famiglie consumatrici (12, 5 per cento). Nel 2008 la rete degli sportelli bancari si è ulteriormente ampliata: il numero di sportelli bancari presenti in regione è aumentato del 3,4 per cento (9Colonne)

SERVIZI BANCARI, UN ARBITRO LE CONTROVERSIE

La Banca d’Italia ha emanato ieri le disposizioni sul nuovo sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie (Arbitro Bancario Finanziario – ABF), relative a operazioni e servizi bancari e finanziari, che possono insorgere con la clientela. La disciplina attua la deliberazione del CICR del 29 luglio 2008 assunta ai sensi dell’articolo 128-bis del Testo unico bancario e verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. La nuova normativa, disponibile sul sito internet dell’Istituto, tiene conto dei commenti pervenuti nel corso della consultazione pubblica conclusa il 31 maggio scorso. I risultati della consultazione sono diffusi sul sito. Il nuovo sistema è disegnato per permettere ai clienti delle banche e degli intermediari finanziari di ottenere – in modo semplice, rapido e poco costoso – una decisione imparziale su reclami che non abbiano trovato soluzione nell’interlocuzione diretta con l’intermediario. L’ABF sarà articolato in tre collegi giudicanti con sede a Milano, Roma e Napoli; i clienti delle banche potranno rivolgersi a tutte le Filiali della Banca d’Italia aperte al pubblico sia per ottenere informazioni sia per presentare i ricorsi. Ciascuno dei tre collegi giudicanti sarà costituito da cinque componenti nominati dalla Banca d’Italia, due dei quali designati da associazioni degli intermediari e dei clienti. Tutti i componenti risponderanno a requisiti di esperienza e imparzialità; assicureranno un impegno attivo e costante in seno al collegio. Le segreterie tecniche della Banca d’Italia affiancheranno ciascun collegio con compiti amministrativi e di istruttoria dei ricorsi. Una struttura presso l’Amministrazione centrale della Banca d’Italia, a Roma, coordinerà l’attività delle segreterie tecniche e pubblicherà una Relazione annuale che darà conto dell’attività svolta dall’ABF. Per facilitare la conoscibilità degli orientamenti assunti dai collegi verrà istituito un archivio delle decisioni consultabile on-line. Il concreto avvio del nuovo sistema richiede il compimento di una serie di iniziative, ad opera sia della Banca d’Italia, sia degli organismi rappresentativi degli intermediari del settore finanza e dei clienti, sia degli stessi intermediari. Le disposizioni – spiega una nota della Banca d’Italia - entreranno in vigore in modo graduale: quelle che riguardano i collegi si applicano fin dalla pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale; da questa data decorrono tre mesi entro i quali gli intermediari devono aderire all’ABF. La possibilità per i clienti di ricorrere al nuovo sistema e le rimanenti parti delle disposizioni entreranno invece in vigore a partire dal concreto avvio del nuovo sistema, previsto entro la fine del prossimo mese di settembre; di esso verrà data ampia pubblicità. (9Colonne)

IBL: L’EPISTEMOLOGIA DELLA FINANZA

Su iniziativa dell’Istituto Bruno Leoni e di Algorithm Investment Research, alle 11 del prossimo 23 giugno presso la sede milanese dell’IBL (in piazza Castello 23, MM Cadorna), si terrà una conferenza dell’ingegner Diego G. Loro sul tema: “Per un’epistemologia della finanza. Perché è necessario quantificare il rischio mediante una funzione numerica”. La conferenza intende riflettere sul fatto che, sebbene da circa trent’anni gli studiosi si occupino di economia comportamentale, la nostra comprensione della questione resta, a ben guardare, assai limitata. Certamente si è constatato che il più delle volte le persone non ragionano in funzione di un’utilità ordinata al proprio tornaconto, non si comportano secondo gli schemi di una razionalità “astratta” e le loro decisioni dipendono più dalle emozioni che da qualsiasi altro stimolo oggettivo. In particolare, è sempre più in discussione che nell’ambito dell’economia un concetto come quello di “equilibrio” sia davvero utile alla comprensione dei fatti. Secondo Alberto Mingardi, direttore generale dell’IBL, “la crisi che stiamo vivendo ha mostrato la debolezza dei modelli matematici utilizzati dagli investitori e, ancor più, la concezione deterministica che li sottende. Per questo c’è bisogno di ragionare con grande libertà sulle questione teoriche fondamentali, le quali sono all’origine - insieme ad altri fattori - delle notevoli difficoltà del presente”. (9Colonne)

CASA, MERCATO E’ SU VALORI DEL 1997

Il mercato della casa in Italia è tornato ai livelli del 1997: lo rivela il quarto rapporto Ancab Cresme che evidenzia la forte contrazione della domanda che incide sulle compravendite, sulla nuova costruzione e sull’invenduto. L’effetto principale, spiega l’indagine, è che nel 2009 saranno compravendute 695.000 abitazioni a fronte del dato del 2006 che si aveva raggiunto 1,04 milioni. Una flessione del 33,4% che, come anticipato, riporta il mercato delle compravendite ai valori del 1997. I prezzi inoltre sono destinati a calare del 9% e la frenata dei prezzi e delle compravendite mette in attesa gli investitori. Nel dettaglio il mercato immobiliare risulta caratterizzato innanzitutto dalla forte crisi della domanda di sostituzione, sino a ieri valutata nel 60% del mercato: chi oggi ha già una casa in proprietà e vuole sostituirla trova maggiori difficoltà di prima a vendere e quindi non riesce a comprare. Anche la domanda primaria (quella delle nuove famiglie) esce dalla fase eccezionale degli anni 2000, per entrare in un trend che la riporta agli anni ’90 e ’80. Negli anni 2001-2007 le famiglie in Italia sono cresciute di 298.000 unità all’anno, frutto della diminuzione della dimensione media dei nuclei famigliari, del baby boom della seconda metà degli anni ’60 e dei primi anni ’70, e dell’eccezionale flusso di immigrazione dall’estero. Lo scenario delle nuove famiglie, osserva il rapporto Ancab Cresme, è caratterizzato sia da una significativa flessione della componente italiana, a causa della flessione delle nascite a partire dalla seconda metà degli anni ’70, sia dagli effetti frenanti determinati dalla crisi economica e dalle politiche di controllo dei flussi sulla domanda di nuova immigrazione. Se il flusso di immigrazione restasse simile a quello del periodo 2001-207, le nuove famiglie già nel periodo 2007-2012 scenderebbero a 221.000 all’anno, contro le 298.000 del primo decennio degli anni 2000.

La manovra di sostegno dell’edilizia che si sta completando in forme diverse attraverso le leggi regionali, continua però l’indagine, mostra un eccezionale potenziale di impatto sulla filiera delle costruzioni e sul mercato degli investimenti immobiliari. Nel primo caso si tratta di una azione che agisce sulla filiera dei medio piccoli interventi, investendo le piccole imprese, le industrie produttrici di materiali, i distributori di materiali e i progettisti. La stima elaborata da Cresme a partire da una indagine realizzata sulle famiglie è chiara: rimanendo nell’ambito dell’ampliamento dei fabbricati residenziali monobifamigliari esistenti, se solo il 12% degli aventi diritto utilizzasse la possibilità di ampliamento sarebbero messi in moto 61 miliardi di euro di investimento, per 153 milioni di mc, e attivando 765.000 occupati diretti e 265.000 indiretti. L’effetto è un rilancio eccezionale per il 2010 e il 2011 e un altrettanto importante caduta nel 2012. Ma soprattutto l’intervento avrebbe un effetto importante sul mercato immobiliare e sulla domanda primaria. Se il 30% del 12% che ne avrebbe diritto utilizzasse la possibilità di realizzare un miniappartamento di 50/70 mq, invece delle semplici 2 stanze, si immetterebbero sul mercato 346.000 abitazioni che messe in relazione con la frenata delle compravendite contribuirebbero al deperimento, pur parziale, del mercato immobiliare, rimandandone la ripresa. Il rapporto segnala infine come il Piano Casa per l’edilizia sociale, che stanzia una prima tranche di 350 milioni di euro, introduca sul mercato un modello di intervento innovativo, basato su strette partnership di interventi pubblici e interventi privati che possono dare il via ad una nuova stagione in termini di risposta ai fabbisogni abitativi, in particolare per la fascia di famiglie che sta affrontando con maggiore difficoltà la crisi. (9Colonne)

CRESCE POVERTA’ IN AREE RURALI EUROPEE

Una conferenza, con esperti provenientI da tutti i paesi europei, per contrastare povertà ed esclusione nelle aree rurali, che rappresentano il 59% dell’Europa. L’incontro sulla "Lotta alla povertà e all´esclusione sociale nelle aree rurali", tenutosi a Budapest dall’11 al 12 giugno, è stato organizzato congiuntamente dalla Commissione europea e dal ministro ungherese degli Affari sociali e del Lavoro ed ha visto riunite le parti interessate e gli esperti in materia di esclusione sociale di tutti gli Stati membri e della Commissione europea. Tra i principali relatori si segnalano Jérôme Vignon, direttore della Direzione per la Protezione sociale e l´integrazione sociale della Commissione europea, e László Herczog, ministro ungherese degli Affari sociali e del Lavoro. “L´allargamento dell´Unione europea ha ampliato le disparità territoriali, con il conseguente insorgere di varie forme di povertà estrema,” ha dichiarato Vignon. “Dobbiamo concentrarci sulle questioni irrisolte” e "rafforzare meglio le politiche coordinate e promuovere lo scambio di esperienze e di buone pratiche" ha detto ancora Vignon. Nonostante gli ambiziosi obiettivi fissati dal Consiglio europeo di Lisbona del marzo 2000 infatti, la povertà in Europa è ancora considerevole. Sebbene i fondi agricoli rappresentino il 59% dell’Unione europea, sono state trascurate per quanto concerne i tentativi di risolvere il problema povertà. Uno degli studi presentati nel corso della conferenza di Budapest, indica vari circoli viziosi che stanno di fatto peggiorando la situazione di coloro che vivono in povertà. Il “circolo demografico”, ad esempio, porta all’abbassamento del tasso di natalità e all’emigrazione dei giovani. Vi è poi il “circolo dell’isolamento” che è generato da infrastrutture insufficienti e pregiudica lo sviluppo economico dell’area, spingendo quindi la popolazione ad emigrare. Al tempo stesso, “il circolo dell’istruzione”, generato dai bassi livelli di istruzione della maggior parte degli abitanti delle aree rurali, determina una bassa occupazione e un’elevata povertà che, a sua volta, peggiora la qualità dell’istruzione. Infine, il “circolo del mercato del lavoro” inizia con le scarse possibilità offerte dal mercato del lavoro di molte aree rurali che obbligano molte persone qualificate ad emigrare e quindi a peggiorare la qualità della forza lavoro locale. Alla conferenza sono stati inoltre presentati dati recenti sulle preoccupanti dimensioni del fenomeno della povertà infantile nelle aree rurali degli Stati membri dell’Europa orientale e meridionale. Secondo la professoressa Zsuzsa Ferge dell´Università di Eötvös, in Ungheria, nelle aree rurali un bambino su tre è a rischio povertà in Lituania, Polonia, Lettonia, Ungheria, Spagna e Italia. (9Colonne)

UNICREDIT E’ TRADITION-LINE

Banca online o "tradizionale"? Non esiste solo questa scelta nel futuro del cliente bancario. UniCredit sta lavorando già da tempo ad una terza via, capace di sommare i vantaggi di entrambi i modelli e grazie alla quale si può usufruire da casa di servizi comodi e semplici da utilizzare, senza il venire meno del supporto e del contatto diretto degli addetti allo sportello. La "parola magica" di questa rivoluzione è "multicanalità", ovvero l’integrazione tra canale fisico (agenzie tradizionali) con i canali diretti: internet banking, bancomat e bancomat evoluti, telephone banking e mobile banking, voip, chioschi multimediali e call center. Questa trasformazione ha portato UniCredit ad essere la prima banca on-line in Italia con oltre 2 milioni e mezzo di clienti (fine 2008) e la prima per diffusione di bancomat (7.983 di cui 3.075 evoluti). Inoltre può contare su una rete di 4.126 agenzie, 3.065 chioschi, e su un call center attivo 24 ore su 24. Grazie alla "multicanalità", quello che prima era l’unico punto di accesso del cliente verso il mondo bancario, l’agenzia tradizionale, viene ora affiancata da molteplici punti di incontro, liberando i clienti da fastidiosi vincoli di tempo e di spazio e con un notevole risparmio anche in termini di costi. Già, oggi, infatti, è possibile affermare che per i clienti di UniCredit, la banca è aperta 365 giorni l’anno e 24 ore su 24 per le operazioni routinarie: i prelievi, i versamenti, i bonifici, il pagamento delle utenze, le ricariche telefoniche, sono tutte operazioni che è possibile effettuare comodamente da casa o grazie agli bancomat evoluti, in qualsiasi ora e nelle modalità più comode per il cliente, senza per forza doversi recare in filiale. Una situazione questa, impensabile solo fino a pochi anni fa.

E’ dal 2005 che UniCredit Banca sta lavorando a questo modello innovativo di intermediazione bancaria, con il lancio del progetto "E’ Semplice Risparmiare Tempo". Così, in 4 anni l’operatività di cassa (in presenza di un aumento di quest’ultima di circa il 40%) è calata del 33% a favore di Atm e Internet. Attraverso i canali evoluti viene oggi effettuato il 73% delle principali operazioni (versamenti, prelievi, bonifici, pagamento imposte, Mav e utenze) prima svolte solo allo sportello. UniCredit ha investito molto in tecnologia. In particolare è stato sviluppato un piano di investimenti di oltre 170 milioni di euro in 5 anni per rendere disponibile alla clientela il nuovo servizio di versamento (ATM evoluti). Attraverso gli ATM evoluti è infatti possibile versare assegni e banconote. La clientela ha gradito e oggi circa il 48% dei versamenti vengono effettuati all’ATM. Attualmente sono in funzione 3.075 Bancomat di questo tipo, la previsione è superare i 4.000 entro il 2010. (9Colonne)

VARESE, NUOVE RISORSE PER LE IMPRESE

In un momento in cui il sistema delle garanzie ricopre un ruolo sempre maggiore quale strumento utile a garantire risorse finanziarie indispensabili alle imprese, la Camera di Commercio di Varese interviene concretamente a supporto dei Confidi: "In una sua riunione straordinaria, la nostra Giunta – annuncia il presidente Bruno Amoroso – ha rilanciato il suo impegno: nel corso del 2009 lo stanziamento dei contributi della Camera di Commercio varesina per i Fondi Rischi dei Confidi provinciali raggiungerà così complessivamente i 2 milioni e 800mila euro". Di questa quota, 800 mila euro sono già stati erogati mentre 2 milioni di euro saranno resi disponibili quando il Consiglio, convocato per giovedì 18 giugno, avrà approvato le variazioni di bilancio per quest’anno. "Vogliamo essere ben presenti a supporto di uno strumento come quello rappresentato dai Confidi che dimostra di essere pienamente operativo a favore delle imprese" continua Amoroso, prima di sottolineare come, a fronte della crisi, il sistema delle garanzie stia acquisendo un ruolo sempre maggiore: nel corso del primo quadrimestre 2009 s’è registrato un incremento dell’operatività dei Confidi del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E ogni contributo ai Confidi moltiplica per 25 volte i finanziamenti diretti alle imprese. "Questo nostro intervento da 2milioni e 800mila euro – conclude Amoroso – consente di anticipare i tempi a favore delle imprese. Restiamo comunque sempre nell’attesa che si sblocchi l’iniziativa che, per uno stanziamento di 3milioni con in più un contributo di 1milione da parte della Provincia di Varese, la Camera di Commercio sta portando avanti nell’ambito del progetto "Confiducia" promosso da Regione e Unioncamere Lombardia. Abbiamo preso un impegno e intendiamo onorarlo. A fronte però delle difficoltà che si sono manifestate, chiediamo a tutti gli interlocutori risposte concrete in termini brevi, direi prima del Consiglio Camerale del 18 giugno". (9Colonne)