ITALIA-AFRICA, E’ TEMPO DI AFFARI
"Sono stati due giorni molto impegnativi e anche molto fruttiferi, un’esperienza che porteremo al tavolo del G8 perché l’Italia ha intenzione di aprire una nuova partnership economica con l’Africa e, in particolare, con i paesi della fascia sub sahariana". Con queste parole Adolfo Urso, viceministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero ha chiuso questo pomeriggio in Campidoglio i lavori dell’Italy & Africa Partners in Business, il primo forum che ha visto insieme il nostro paese, 300 imprese del made in Italy e 20 ministri dell’Africa sub sahariana. "Vogliamo passare dalla politica degli aiuti e dei doni ha spiegato il viceministro - a quella della partnership per lo sviluppo, in un quadro strategico delineato dal ministero dello Sviluppo Economico e dal ministro Claudio Scajola. Sino ad oggi l’Africa sub sahariana è stata considerata come oggetto delle nostre attenzioni, ora però diventa un soggetto maturo col quale avere un confronto paritetico sul piano delle relazioni economiche e industriali. Tutto ciò avrà riflessi positivi anche sul fronte dell’immigrazione: non solo quindi una politica della difesa, con il controllo delle nostre frontiere, per la quale ci ha lodato anche il presidente del Senegal, Maître Abdoulaye Wade, ma anche una di sviluppo e investimenti, creando occupazione nell’Africa sub sahariana".
"In questa ottica questa zona del mondo può diventare per le imprese italiane quello che è stato negli ultimi dieci anni l’area dei Balcani e dell’Est Europa ha proseguito Urso con l’obiettivo di raddoppiare nei prossimi tre anni l’interscambio commerciale, ora pari a 37 miliardi di euro, e la quota dei nostri investimenti in Africa, oggi al 4%". "Per far questo abbiamo individuato alcuni settori strategici ha detto Urso - oltre alle materie prime e l’energia, certamente le infrastrutture e trasporti, l’agricoltura e il turismo". "Per troppo tempo siamo stati alla finestra ha concluso Urso noi e l’Europa che ha visto decrescere in Africa la sua quota dal 39% al 33%, a scapito di un incremento del 6% registrato dai BRIC (Brasile, Cina, India e Russia) con la sola Cina che ha aumentato la sua quota del 4,8%". "Abbiamo gettato le basi per una nuova cooperazione economica e industriale, frutto di un lavoro intenso, in quadro strategico delineato dal Ministro Scajola con il varo del Piano Africa che metterà a disposizione delle imprese italiane per il 2009 un pacchetto d’aiuti alla promozione, attraverso l’Ice, agli investimenti con Simest, e alle assicurazioni con Sace, di un miliardo di euro. E saranno le imprese italiane ancora una volta le protagoniste di questo nuovo inizio". (9Colonne)

