Archive for Luglio, 2009

BANCA AGRILEASING, NUOVI DERIVATI DI COPERTURA SUI MUTUI

Arrivano i nuovi strumenti finanziari derivati di copertura, targati Banca Agrileasing, appositamente predisposti per la copertura dal rischio di oscillazione del tasso di interesse per le imprese che accendono mutui e finanziamenti a medio e lungo termine. Banca Agrileasing, la banca per lo sviluppo delle imprese clienti del Credito Cooperativo, completa così il suo catalogo con nuovi prodotti che si aggiungono ai derivati già disponibili per le operazioni di locazione finanziaria. Le nuove proposte sono studiate per i prestiti ipotecari concessi sia da Banca Agrileasing sia dalle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, e sono declinate in tre formule: Certezza Mutuo, Stabilità Mutuo e Versatilità Mutuo. Queste le loro principali caratteristiche e finalità. Certezza Mutuo, rende tendenzialmente costante il costo effettivo del contratto di mutuo indipendentemente dall’andamento dei tassi di mercato; Stabilità Mutuo, delimita il costo effettivo del mutuo all’interno di un valore minimo e di un valore massimo prefissati in sede di sottoscrizione del contratto; Versatilità Mutuo, che consente, a fronte di un pagamento anticipato o dilazionato, di limitare entro un livello massimo il costo effettivo del finanziamento. L’offerta prevede, quindi, strumenti finalizzati esclusivamente alla copertura connessa a specifiche esposizioni finanziarie. Si tratta, cioè, di una sorta di assicurazione contro quegli eventi che potrebbero verificarsi sui mercati e che potrebbero modificare negativamente la convenienza e la sostenibilità economica dell’iniziativa, così come valutata dall’imprenditore in fase decisionale. Un insieme di soluzioni, dunque, non speculative ma volte ad integrare il sostegno del Credito Cooperativo all’economia reale in una fase congiunturale che, nonostante un suo lieve miglioramento, può comunque presentare rischi per l’ imprenditoria locale. A seconda degli obiettivi che si pone l’azienda e delle aspettative che l’imprenditore ha maturato in relazione al futuro evolversi dei tassi, infatti, i derivati di copertura di Banca Agrileasing consentono – a seconda dei casi – di fissare preventivamente il costo per interessi, determinare un livello di protezione in caso di rialzo di tassi e contemporaneamente mantenere il beneficio di un minor costo in presenza di un andamento dei tassi al ribasso, e determinare un fascia di oscillazione massima del costo del debito. (9Colonne)

UBI BANCA ENTRA NEL MICROCREDITO

UBI Banca entra nel Microcredito acquisendo una partecipazione in PerMicro, uno degli operatori più attivi del settore. Il progetto di collaborazione prevede l’erogazione di prestiti senza garanzie reali ma solo morali e fornite dalla rete di operatori sociali a contatto con il soggetto finanziato, piuttosto che un processo di diffusione dei servizi di Microcredito attraverso corner informativi in alcune filiali del Gruppo UBI. L’accordo permette ad UBI Banca di beneficiare delle attività di accompagnamento al microimprenditore, attraverso la rete di rapporti con gli operatori sociali e dei sistemi di valutazione del merito di credito specifici per questo settore, sviluppati da Permicro, la prima realtà italiana ad operare nel microcredito non in ottica assistenziale, ma di supporto professionale allo sviluppo. UBI Banca è il quinto Gruppo Bancario in Italia per numero di sportelli, con una quota di mercato di circa il 6% e una presenza significativa nelle regioni a più alto potenziale del Paese. UBI Banca è un Gruppo cooperativo, quotato alla Borsa di Milano e incluso nell’indice S&P/MIB. Il gruppo, essenzialmente domestico, vanta una copertura multiregionale, con circa 1.964 filiali, di cui 888 in Lombardia e 222 in Piemonte ed una rilevante presenza nelle regioni più dinamiche del Centro Italia e nel Sud Italia. I suoi clienti sono oltre 4 milioni. (9Colonne)

QUATTRO AZIENDE CINESI APRONO E ASSUMONO IN ITALIA

Quattro aziende già insediate e in cerca di personale, altre otto pronte a farlo. Aumentano le imprese cinesi che investono in Italia, in particolare con l’ingresso di alcuni big attivi nel mercato della chimica, delle motociclette e del tessile e con l’interessamento di grandi aziende del settore turistico. “Questi investimenti - ha detto Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia - confermano l’efficacia delle relazioni che l’Agenzia ha intessuto negli ultimi mesi con il sistema imprenditoriale cinese, nei cui confronti stiamo accreditando il nostro Paese come meta ideale per nuovi progetti di investimento. Lo facciamo nella consapevolezza che la Cina possiede enormi energie finanziarie e industriali ed è un interlocutore di primo piano per l’attrazione degli investimenti in Italia”. La società Chongqing Lifan ha fissato a Roma la sede legale della sua filiale italiana e sta programmando le prime assunzioni per avviare un’attività commerciale. Il Gruppo Lifan conta più di 13.000 dipendenti ed è leader cinese nella produzione di motociclette: nel 2008 ha fatturato 1,2 miliardi di euro e vende i suoi prodotti in cento paesi. A Roma si è insediata anche Enhalor, attiva nel settore della chimica applicata all’agricoltura e tra le prime aziende cinesi nella produzione di additivi per mangime. L’azienda è pronta a creare partnership per svolgere attività di ricerca e per avviare attività produttive. Il design legato all’abbigliamento è al centro dell’attività che Zhejiang Xiongfeng Holdings sta avviando a Milano, dove cerca personale per il suo nuovo ufficio operativo. L’azienda è un big del settore tessile e annovera tra i suoi clienti H&M, Zara e Mango. A Bergamo, infine, sta cercando personale un noto marchio specializzato nella produzione di attrezzature e accessori per la sicurezza nelle attività sportive. Le assunzioni serviranno per curare il design dei prodotti, che poi saranno esportati in tutto il mondo. (9Colonne)

FINMECCANICA: DA BEI 500 MILIONI PER INVESTIMENTI NEL SUD

La Banca europea per gli investimenti (Bei) e Finmeccanica hanno firmato un contratto di finanziamento per 500 milioni di euro per gli investimenti previsti dal piano pluriennale del gruppo aerospaziale italiano. Il prestito è destinato ad Alenia Aeronautica Spa (100% Finmeccanica) ed è finalizzato alla produzione e allo sviluppo di componenti aeronautici tecnologicamente innovativi. Alla firma erano presenti per la Bei Dario Scannapieco, Vicepresidente responsabile per le operazioni Italia, Malta e i Balcani Occidentali e per Finmeccanica Alessandro Pansa, Condirettore Generale del Gruppo. Per Bei l’operazione rappresenta la prima realizzata con Finmeccanica dopo molti anni. Il finanziamento viene concesso nel contesto dell’attuale difficile quadro economico generale con lo scopo di supportare l’importante ruolo industriale svolto da Finmeccanica nelle regioni meridionali d’Italia. Il finanziamento risponde pienamente a due dei criteri principali di attività di Bei: la destinazione di risorse all’ampliamento di siti produttivi localizzati in Campania (Pomigliano d’Arco) e Puglia (Foggia e Grottaglie), regioni italiane entrambe localizzate in zona Convergenza secondo i parametri comunitari, e il finanziamento di attività di Ricerca & Sviluppo. Inoltre gli innovativi componenti aeronautici prodotti rispondono a requisiti di maggior leggerezza e minor consumo di carburante, con effetti quindi positivi sulla diminuzione di emissioni inquinanti, altro criterio seguito da Bei nella propria attività di finanziamento di progetti europei. “Con questa operazione confermiamo il supporto della Bei al settore manifatturiero italiano e il sostegno al Gruppo Finmeccanica per gli investimenti nella tecnologia più avanzata”, ha commentato Dario Scannapieco. (9Colonne)

GRAN BRETAGNA: CALANO GLI SPOT, NON LA FIDUCIA

La televisione resta sempre il mezzo di comunicazione più apprezzato in Gran Bretagna ed il pubblico si dichiara "estremamente soddisfatto" del servizio fornito sia dalle emittenti pubbliche che da quelle private. E’ il giudizio espresso dai telespettatori britannici,che, tramite un sondaggio dell’Ofcom, decretano il successo della tv, reputandola "all’altezza di soddisfare egregiamente quasi ogni esigenza". Nonostante la crisi abbia ristretto i fondi pubblici e rallentato le entrate commerciali, costringendo molte emittenti a tagli nelle spese e nei contenuti, la programmazione televisiva britannica vince ancora la sua sfida. Pubblicato oggi, il sondaggio dell’Ofcom emerge dalle pagine del suo più vasto Report annuale sul servizio radiotelevisivo, che il regolatore ha mostrato alla stampa citando tutte le cifre che attestano l’aumento del gradimento del mezzo televisivo. Nel 2008, il 63% degli utenti ha commentato positivamente i contenuti dei canali, dichiarandoli "di qualità e sempre più orientati alle esigenze della società del Paese, in continua evoluzione". Vincono all’unanimità le programmazioni dedicate all’informazione e all’attualità, con un netto 70% di consensii, mentre due anni prima si arrestavano al 62%. Gli inglesi sono poi molto soddisfatti di come i network coprono i maggiori eventi nazionali. Il regolatore dei Media non manca poi di citare gli investimenti compiuti nel 2008 dal settore, che nonostante siano crollati dagli originali 3 miliardi di sterline del 2004 ai 2,6 di oggi, hanno prodotto ugualmente un risultato soddisfacente. Unico tasto dolente forse, la quantità di tempo che ogni cittadino dedica al piccolo schermo, diminuita del 15%. A snobbare la tv sono maggiormente i ragazzi e gli adulti al di sotto dei 44 anni. Anche gli investimenti pubblicitari mostrano una flessione, non certo piccola visto che tra il 2004 ed il 2008 sono diminuiti vertiginosamente del 70%. Solo la BBC è stata costretta a passare in un anno da 97 a 77 milioni di sterline. Tiene dunque ancora testa lo strumento mediatico più diffuso nelle case, ma l’Ofcom stessa raccomanda alle emittenti "di tenersi in allerta con le continue sfide poste dai nuovi modelli di comunicazione che il mercato tecnologico offre a ritmo incalzante". (9Colonne)

FINANZA PUBBLICA: ON LINE TUTTE LE CONSULENZE

Sul sito del Ministero del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione (www.innovazionepa.it) sono consultabili i primi dati che si riferiscono agli incarichi di consulenza e collaborazione esterna affidati dalle Amministrazioni pubbliche e comunicati dalle stesse all’Anagrafe delle Prestazioni relativamente all’anno 2008. I dati pubblicati si riferiscono a quanto presente nella banca dati informatica alla data del 2 luglio 2009. Gli elenchi, suddivisi per comparto e settore di appartenenza dell’amministrazione dichiarante, riguardano gli incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni con la descrizione e la durata dell’incarico, l’importo previsto da corrispondere, nonché l’importo erogato nel periodo di riferimento a fronte di quell’incarico (art. 53 del D.Lgs. 165/2001 comma 14). Gli incarichi sono tutti quelli regolarmente approvati dal Responsabile del Procedimento di ogni amministrazione e trasmessi dalle Amministrazioni pubbliche, per via telematica, tramite il sito web www.anagrafeprestazioni.it. La loro divulgazione rientra nell’ambito dell’Operazione Trasparenza avviata nel giugno 2008 dal Ministro Renato Brunetta con la pubblicazione dei dati relativi agli anni 2006 e 2007 e che ha introdotto per la prima volta, in pieno accordo con il Garante della privacy, la diffusione online dei dati sulle consulenze, come già stabilito dalle vigenti disposizioni di legge sull’anagrafe delle prestazioni. Il primo blocco di elenchi, pubblicato ieri, si riferisce agli incarichi conferiti da Amministrazioni centrali (Presidenza del Consiglio e Ministeri, Agenzie Fiscali, Magistratura, Forze Armate e di Polizia, Enti pubblici non economici), Regioni, Autonomie locali e territoriali. Nei prossimi giorni verranno integrati con quelli dei comparti Scuola e Università, Sanità, AFAM (Enti di Alta Specializzazione Artistica e Musicale), Aziende autonome, Enti di ricerca ed Enti di Vigilanza.

Complessivamente, gli elenchi relativi all’anno 2008 riguardano 11.608 amministrazioni che hanno comunicato 285.466 incarichi, per un totale di compensi che gravano sulla finanza pubblica per un totale di 1.449.411.992,27 euro. Nel mese di settembre 2008 le amministrazioni che avevano effettuato la comunicazione per l’anno 2007 erano 9.843 unità, per 269.455 incarichi, per un totale di compensi erogati pari a 1.354.509.416,21 euro. Confrontando i dati relativi ai due anni di osservazione, si registra un incremento pari al 17,93% delle amministrazioni che hanno effettuato la comunicazione. L’Operazione Trasparenza avviata dal Ministro Renato Brunetta continua quindi a determinare un miglior comportamento delle pubbliche amministrazioni nel rispettare le scadenze di legge. Rimane peraltro un numero cospicuo di amministrazioni (poco meno del 50%) che o non hanno conferito alcun incarico oppure non hanno trasmesso, nei tempi e con le modalità previste, i dati sulle consulenze. Per questo motivo si può continuare a stimare che esistano circa 500.000 consulenze per un ammontare pari a circa 2.500.000.000 di euro. Come previsto dal comma 14 dell’art. 53 Dlgs. 165/01, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha trasmesso alla Corte dei conti "l’elenco delle amministrazioni che hanno omesso di effettuare la comunicazione, avente ad oggetto l’elenco dei collaboratori esterni e dei soggetti cui sono stati affidati incarichi di consulenza", relativamente all’anno 2007, affinché possa verificare la posizione di ciascuna. Si ricorda, infatti, che la legge (art. 53, comma 15 del decreto legislativo 165/2001) prevede che le amministrazioni che hanno omesso gli adempimenti di comunicazione, non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono. (9Colonne)

COME MISURARE LA QUALITA’ DELLA VITA

Tanti degli elementi che costituiscono i tasselli del viver bene difficilmente rientrano nei valori che compongono le classifiche sulla ricchezza o il benessere, normalmente fatte di freddi indicatori economici che si interessano a reddito o PIL. L’Isqols, la società internazionale che promuove un diverso approccio agli studi sul benessere e incoraggia la ricerca interdisciplinare sulla qualità della vita, ha scelto Firenze – capoluogo di una Regione come la Toscana, che è quasi un emblema della buona qualità di vita - per il suo nono congresso, che si tiene a Firenze dal 19 al 23 luglio. L’evento, intitolato "Quality of life studies: measures and goals for the progress of societies" (Studi per la qualità della vita: misure e obiettivi per il progresso delle società) si tiene in Italia per la prima volta ed è ospitato dall’Istituto degli Innocenti di Firenze, negli storici edifici di piazza SS. Annunziata e vede tra i promotori anche la Fondazione Culturale di Banca Etica. L’appuntamento mette insieme studiosi e ricercatori di tutto il mondo: tra gli altri partecipano il presidente dell’Isqols, Robert Cummins, della Deakin University in Australia; Ruut Veenhoven della Erasmus University di Rotterdam; Heinz Herbert Noll, del Gesis dell’Univesità di Mannheim; Andrew Clark dell’Ecole supérieure di Parigi; Giampaolo Nuvolati dell’Università degli studi di Milano. L’appuntamento è anche uno degli eventi di preparazione al terzo World Forum dell’Ocse dedicato al progetto globale di misurazione del progresso (di cui l’Isqols è partner), previsto per l’autunno del 2009 in Sud Corea. Di particolare interesse le sessioni plenarie che scandiranno i lavori del congresso fiorentino. In apertura è prevista la sessione dedicata all’importanza delle statistiche per le decisioni politiche: intervengono Enrico Giovannini, capo statistico dell’Ocse, e Luigi Biggeri, presidente dell’Istat. Le altre saranno dedicate al "pianeta Italia", agli indicatori di benessere per l’infanzia, alla sostenibilità. Il giorno della chiusura, invece, toccherà a Lorenzo Morlino, presidente dell’International Political Science Association, illustrare le prospettive in chiave di decisioni politiche degli studi sulla qualità della vita. Nei cinque giorni fitti di contributi e incontri, l’Isqols consegnerà all’Istituto degli Innocenti il The Betterment of the Human Condition Award, un premio attribuito a quelle organizzazioni pubbliche o private che, nell’ambito delle loro politiche, promuovano lo sviluppo e l’uso di misure sulla qualità della vita. Negli anni precedenti, il riconoscimento è andato alla New Economics Foundation (2007) e al South African Institute of Race Relations (2006). (9Colonne)

LA POVERTA’ SOGGETTIVA IN ITALIA

Con la Nota di luglio l’ISAE fornisce l’aggiornamento dei dati sulla povertà soggettiva. Si tratta di un’elaborazione realizzata a partire dall’indagine sui consumatori, condotta dall’ISAE su un campione di 24.000 persone ogni anno. Sono definiti “soggettivamente poveri” quegli individui il cui reddito familiare è inferiore a quello da loro ritenuto “adeguato”, ovvero necessario per condurre un’esistenza “senza lussi ma senza privarsi del necessario”. È bene sottolineare che tale concetto, per sua natura, si differenzia non poco dalle misure della povertà valutata “oggettivamente”, come mancanza di risorse rispetto ad una soglia predefinita. Soglie oggettive sono fornite dall’ISTAT: ad esempio, quella di povertà relativa, che con riferimento al 2007 è pari a 986 euro per una coppia. Quanto alla povertà soggettiva, negli ultimi dodici mesi la soglia risulta pari a quasi 1.300 euro per un single, a 1.750 euro per una coppia, a valori via via crescenti per famiglie più numerose, fino ai 2.600 euro ritenuti necessari dalle famiglie con cinque o più componenti per condurre un’esistenza dignitosa. È inoltre interessante osservare che, nell’ultimo periodo di rilevazione, si è rafforzata la tendenza al ribasso di tale valore, secondo un trend iniziato tre anni fa, quando la soglia ha toccato un picco di oltre 2.100 euro in media. In sostanza, forse anche per effetto della crisi economica in atto, sembra che i consumatori abbiano rivisto ulteriormente verso il basso le proprie valutazioni su quale debba essere ritenuto uno standard di vita “dignitoso”. Inoltre, il valore della soglia dipende anche dalle risorse effettivamente possedute e dall’area di residenza, risultando crescente all’aumentare del reddito e maggiore al Centro-Nord. La diffusione di famiglie che considerano inadeguato il proprio reddito, ovvero l’incidenza della povertà soggettiva, si riduce sensibilmente negli ultimi dodici mesi, al 66% circa, dopo il calo già rilevante registrato nel periodo precedente. In definitiva, negli ultimi due anni si è verificata una netta inversione di tendenza, dovuta dapprima ad una crescita del reddito effettivo e quindi, come si è visto, alla diminuzione dell’ammontare ritenuto necessario. L’incidenza è ritornata così a valori inferiori a quelli di quattro anni or sono. Il ridimensionamento della povertà soggettiva è omogeneo per tutti i gruppi nei quali si è disaggregato il campione. Tuttavia, permane una percezione di disagio più diffusa tra le famiglie del Sud e delle Isole, tra i single, tra i nuclei con un reddito familiare più basso, tra coloro che detengono un limitato livello di istruzione e tra quelli che sperimentano una condizione lavorativa o professionale difficile. Si presentano inoltre alcuni dati sulle effettive difficoltà incontrate nella vita quotidiana dalle famiglie che dichiarano un reddito inadeguato e da quelle che, invece, si ritengono soddisfatte. Risulta che addirittura il 24% delle famiglie soggettivamente povere dichiara di aver incontrato difficoltà per l’acquisto di generi alimentari (contro il 6% per i nuclei non poveri), il 15% ha avuto problemi a sostenere i mutui e le spese per l’abitazione (il 5% tra le non povere), il 33% a pagare le utenze domestiche ed il 23% ad affrontare le spese sanitarie (rispettivamente il 10% e l’8% per le famiglie non povere). Infine, è stato disaggregato l’indicatore di fiducia tra famiglie soggettivamente povere e non povere. Le famiglie povere mostrano - come atteso - un livello di fiducia più basso, e presentano un calo per tutto il 2007, ma una ripresa negli ultimi mesi che sembra più marcata: una spiegazione plausibile è da ricercarsi nel rallentamento della dinamica dei prezzi, che potrebbe aver rinfrancato maggiormente le famiglie più disagiate. (9Colonne)

OLIVETTI NEL MERCATO DELLE SOLUZIONI SOFTWARE

Olivetti annuncia oggi a Ivrea, alla presenza di Francesco Forlenza, presidente, e di Patrizia Grieco, amministratore delegato, il lancio della nuova offerta "Hub Documentale" per la gestione digitale dei documenti aziendali. Basata su una piattaforma che integra digitalizzazione e gestione dei documenti, la nuova offerta è disponibile in modalità "on-demand" attraverso i Data Center di Telecom Italia, consentendo alle Imprese e alla Pubblica Amministrazione di dotarsi di strumenti ad alto contenuto tecnologico senza la necessità di avere una propria struttura IT dedicata, ottimizzando così costi e prestazioni. Questa soluzione, inoltre, garantisce alle aziende la disponibilità di servizi evoluti, come la firma digitale e la conservazione sostitutiva, che permettono di ottemperare agli obblighi previsti dalle normative relative alla dematerializzazione e di sfruttarne appieno i vantaggi. La nuova iniziativa sancisce l’entrata di Olivetti nel mercato delle soluzioni software e dei servizi di Information Technology il cui valore in Italia è pari a circa 15 miliardi di euro, il 10 per cento del quale rappresentato dal segmento della gestione documentale. L’offerta "Hub Documentale" si compone di varie soluzioni e servizi scalabili in funzione delle diverse esigenze. In particolare la Piattaforma Documentale consente la gestione elettronica e l’archiviazione e catalogazione di tutti i documenti, mentre la soluzione di Conservazione Digitale Sostitutiva permette di archiviare i documenti a norma di legge, preservando nel tempo il relativo valore legale e fiscale. Oltre alla gestione documentale, l’offerta consente anche l’accesso a servizi per la gestione e l’automazione dei processi di finanza d’impresa. E’ possibile automatizzare l’esecuzione delle attività interne all’azienda impostando flussi di comunicazione e processi di approvazione. L’Hub Documentale Olivetti permette inoltre di accedere a servizi di Post Office che consentono di digitalizzare tutti i documenti in entrata, indipendentemente dal loro formato, e di inviarli a clienti, business partner e fornitori in modo automatico. Il servizio permette di inviare documenti singoli (invio in modalità "on demand") o a lotti attraverso diversi canali, tra cui l’email, la posta ibrida, il fax e l’SMS. Compreso nell’HUB Documentale Olivetti è anche il servizio di fatturazione elettronica che consente di emettere e ricevere le fatture elettroniche, attraverso un servizio multicanale (web, mail e posta elettronica certificata) e di archiviarle. La piattaforma supporta i più comuni formati di interscambio di dati e sarà costantemente adeguata all’evoluzione normativa e predisposta per lo scambio di Fattura Elettronica con la Pubblica Amministrazione. Inoltre è garantito pieno supporto al Documento Informatico, che consente, attraverso la firma digitale, di compiere atti giuridicamente rilevanti, in forma esclusivamente digitale, compresa la possibilità di sottoscrizione di un documento tramite cellulare. Con l’offerta "Hub Documentale" Olivetti permette ad aziende e Pubblica Amministrazione di accedere in modo semplice ed economico, grazie all’erogazione in modalità "on demand", ad una soluzione dedicata alle loro specifiche esigenze, facilmente scalabile e in grado di incrementarne la produttività attraverso l’ottimizzazione dei processi aziendali. (9Colonne)

SOCIAL LENDING, DECOLLANO I PRESTITI ON LINE

A poco più di un anno dalla comparsa del social lending sono giá più di 40mila gli italiani che, complice anche la crisi economica e il conseguente crollo del mercato del credito al consumo, hanno scelto di scambiarsi denaro su internet bypassando gli intermediari tradizionali allo scopo di chiedere prestiti a tassi più bassi e prestare denaro a interessi maggiori. Lo rileva un servizio del Sole 24 Ore. Nel primo trimestre del 2009, periodo durante il quale gli effetti della crisi globale sono stati di maggiore intensitá, il mercato del credito al consumo in Italia ha registrato un decisivo crollo. Per anni le famiglie italiane hanno continuato ad indebitarsi, fino al primo dato negativo di questo primo trimestre: -10,7%. È quanto emerge dall’analisi di Assofin, l’Associazione Italiana del Credito al Consumo e Immobiliare. In Italia sono due le principali societá che si occupano di social lending: la prima, Boober.it, è nata in Olanda; la seconda, Zopa.it, è stata importata dal Regno Unito. Offrire o ricevere in prestito del denaro è molto facile: per il richiedente - spiega Maurizio Sella, amministratore delegato di Zopa Italia - bisogna iscriversi, si fa la richiesta direttamente sul web e in tempo reale viene data la risposta se il prestito viene concesso o meno; per quanto riguarda il prestatore, anche lui va sul sito, si registra, fa la sua offerta e decide di prestare una certa somma ad un certo tasso d’interesse. Nel momento in cui offerta e domanda si incontrano ecco che si realizza il finanziamento.

Dopo aver effettuato l’iscrizione il richiedente specifica l’importo richiesto (da 1.500 a 15mila euro) e la durata del prestito (12, 24, 36 e 48 mesi). "Dal momento della richiesta sul web -spiega Maurizio Sella- interroghiamo le societá di informazione creditizia le quali ci danno indietro un rating che corrisponde ad una categoria di rischio di Zopa". In cambio della gestione della piattaforma tecnologica e delle transazioni, dell’attivitá di recupero crediti e del marketing, funzionale a far crescere la comunitá, gli operatori prendono una commissione che viene richiesta sia ai prestatori (l’1% nel caso di Zopa), sia ai richiedenti (da 0,5% a 2,5% in base alla categoria di rischio). La commissione viene calcolata per i primi sull’importo dato in prestito al netto dei rimborsi e per i secondi sull’ammontare del prestito ottenuto. Nel caso del richiedente si aggiunge una quota fissa di 15 euro per anno di durata del finanziamento, non addebitando costi per l’incasso delle rate. Il profilo tipico dei datori e dei prenditori di fondi è prevalentemente maschile e giovane, di etá compresa tra i 25 e i 45 anni. (9Colonne)