10 Lug, 2009
L’impegno di Legacoop per la promozione di nuove imprese cooperative e di nuova occupazione fa un ulteriore passo in avanti. È stato infatti siglato a Bologna da Giuliano Poletti, presidente di Legacoop, e da Pierluigi Stefanini, nella sua veste di presidente di UGF Banca, un protocollo di intesa che punta ad offrire sostegno finanziario alla nascita di 1.000 nuove cooperative nell’arco di tre anni. L’obiettivo verrà perseguito con l’impegno in un’attività straordinaria di promozione imprenditoriale delle strutture associative regionali e settoriali di Legacoop, che potranno contare sul supporto tecnico-finanziario della rete dei Consorzi fidi cooperativi e del Fondo mutualistico Coopfond. Il protocollo prevede che UGF Banca sostenga la nascita e gli investimenti delle nuove cooperative a condizioni particolari, che rifletteranno il livello di affidabilità delle nuove imprese. Determinanti nella valutazione del merito creditizio le garanzie che verranno fornite dalla rete dei Confidi cooperativi e dall’apporto di Coopfond che, con forme tecniche da definire di volta in volta, concorrerà all’ulteriore miglioramento delle modalità del finanziamento. "Per rispondere alla crisi -sottolinea Giuliano Poletti- ci vogliono più cooperazione e più cooperative; con questo progetto, che punta a promuovere la nascita di 1.000 nuove cooperative, intendiamo confermare la modernità della cooperazione che unisce efficienza economica e responsabilità sociale, due valori determinanti per superare le difficoltà che abbiamo davanti". "La nostra banca - ha aggiunto Luciano Colombini, direttore generale UGF Banca, - generalmente molto cauta nel finanziare imprese in start-up in qualsiasi settore, con le cooperative tiene un atteggiamento diverso perché la loro struttura è per sua natura meno rischiosa e perché può contare sul valore delle garanzie offerte dagli organismi finanziari del movimento cooperativo e dai Confidi". (9Colonne)
9 Lug, 2009
UniCredit Corporate Banking, la banca del Gruppo UniCredit dedicata alle Pmi (sopra i 3 milioni di euro di fatturato) e alle aziende di grandi dimensioni, ha rivisto la propria struttura commerciale, per essere più vicina alle imprese e per rafforzare il legame con il territorio. La ristrutturazione, approvata nel corso del CdA dello scorso 2 luglio, prevede la nascita di 5 Mercati: Lombardia, Nord Est, Nord Ovest, Centro Nord e Centro Sud. Il mercato del Nord Ovest, con sede a Torino, sarà guidato da Giovanni Ronca che coordinerà commercialmente Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta; il mercato del Nord Est, con sede a Verona, sarà guidato da Ferdinando Brandi che coordinerà commercialmente Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. La Lombardia, con sede a Milano, è stata affidata a Luca Manzoni; al Centro Nord, con sede a Bologna, approda Gampiero Vergami che coordinerà Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Marche. Infine il Centro Sud, con sede a Roma, sarà guidato da Antonio Muto che coordinerà commercialmente Lazio, Campania, Sardegna, Abruzzo, Molise, Calabria, Basilicata e Sicilia. "Il nuovo modello organizzativo di UniCredit Corporate Banking sarà fortemente ispirato al territorio e alle sue esigenze ha dichiarato Gianni Coriani, Amministratore Delegato di UniCredit Corporate Banking e garantirà sviluppo e stabilità della relazione con la clientela con un particolare focus sui processi di accesso ai prestiti e ai finanziamenti. Oggi serviamo in Italia oltre 100 mila Imprese, tra pmi e aziende di grandi dimensioni, e impieghiamo oltre 102 miliardi di euro". (9Colonne)
8 Lug, 2009
Alla fine del mese di giugno il bilancio di raccolta torna a favorire i riscatti con deflussi pari a 1,4 miliardi di euro. È positiva la raccolta dei Fondi di Diritto Estero e a subire le scelte di uscita sono soprattutto i Fondi di Diritto Italiano promossi da Gruppi italiani ed esteri. Nonostante un bilancio di fine mese negativo, il patrimonio consolida la sua posizione crescendo ulteriormente sopra la soglia dei 401 miliardi di euro. Sulla base delle rilevazioni registrate da Assogestioni il mese in esame si chiude con la sola categoria dei prodotti Bilanciati in positivo, che archiviano giugno con una raccolta netta di 44 milioni di euro ed un patrimonio in crescita che resiste intorno ai 16,8 miliardi, il 4,2% degli asset complessivi. Per le altre categorie di prodotti vengono annotati deflussi più o meno consistenti. Quelli meno corposi sono registrati dai prodotti Azionari che vedono defluire dalle proprie casse 62 milioni di euro. Il patrimonio assegnato a questa categoria accusa in modo lieve le uscite e scende sotto la soglia dei 75 miliardi di euro, 18,6% del patrimonio totale in fondi. Perdono 129 milioni di euro i Fondi Hedge per i quali il patrimonio alla fine del mese equivale al 4,1% degli asset complessivi, un numero che vale quasi 16,8 miliardi di euro. Dopo l’exploit registrato a maggio (+818 milioni di euro), nel corso del mese di giugno, i Fondi Flessibili accusano deflussi per 238 milioni di euro. Il patrimonio investito in questi prodotti è praticamente stabile a quota 52,7 miliardi di euro, il 13,1% del patrimonio investito in quote di fondi. Negativi anche i flussi per i fondi di Liquidità. I quali registrano riscatti per 480 milioni di euro e asset in lieve flessione che si posizionano a quota 87,2 miliardi di euro, equivalenti al 21,7% del patrimonio complessivo. Sono ancora i fondi Obbligazionari, 38,2% degli asset, i prodotti maggiormente colpiti dai deflussi, ma nonostante i riscatti ammontino a 560 milioni di euro il patrimonio della categoria cresce fino a sfiorare i 153,2 miliardi di euro. I fondi di diritto Italiano promossi da Gruppi Italiani ed Esteri chiudono il mese con un bilancio negativo leggermente inferiore agli 1,6 miliardi di euro. In particolare, è negativa per 49 milioni la raccolta dei prodotti con targa estera, mentre quelli domestici registrano riscatti per oltre 1,5 miliardi di euro. I patrimoni sono rispettivamente pari a 20 e 186 miliardi di euro I fondi di diritto Estero, con i loro 141 milioni di raccolta provvisoria, si confermano ancora l’investimento preferito per i sottoscrittori. (9Colonne)
6 Lug, 2009
Che cos’è un fondo? Perché investirci? Quali rischi corro? Che cosa fare nei momenti di crisi? Sono alcune delle domande che i risparmiatori si pongono e alle quali Assogestioni, in collaborazione con i propri associati, ha risposto in un Vademecum intitolato "Il risparmio, dove lo metto ora?". Il manuale si rivolge al mercato retail e presenta le risposte ai quesiti più rilevanti che i risparmiatori vorrebbero rivolgere al settore del risparmio gestito, per conoscere in modo più adeguato il mondo dei fondi comuni. Le domande contenute nel manuale sono emerse da una indagine condotta da Tomorrow SWG. La ricerca aveva lo scopo di capire quali fossero, in questo particolare momento, i dubbi e gli interrogativi inespressi di chi investe in fondi, chi l’ha fatto in passato e chi potrebbe farlo in futuro. L’obiettivo del Vademecum è offrire ai risparmiatori gli strumenti e le informazioni necessarie per avere un ruolo attivo nelle proprie scelte finanziarie e valutare le proposte di investimento in modo più consapevole. Il settore del risparmio gestito, come si sa, gioca una partita importantissima nel campo della tutela del risparmio ed ancora di più lo stanno facendo i fondi comuni d’investimento, proprio durante questa crisi finanziaria. Per questo vale la pena conoscerli meglio e capire come funzionano. (9Colonne)
3 Lug, 2009
Il presidente e amministratore delegato di Piaggio & C. S.p.A. Roberto Colaninno ha presentato al Consiglio di Amministrazione il piano strategico 2009-2012 del Gruppo. Il piano, che per la prima volta abbraccia un orizzonte temporale di quattro anni, punta a un forte sviluppo degli investimenti nell’area asiatica, attraverso il rafforzamento della presenza industriale diretta e l’ampliamento dell’offerta dei veicoli a due uote (che saranno prodotti anche in India) e dei veicoli commerciali, lo sviluppo delle strutture distributive, dell’organizzazione e delle risorse umane. Sul mercato domestico europeo, le strategie del Gruppo punteranno a consolidare l’attuale leadership, sviluppando e innovando la gamma prodotti nei settori dello scooter con i diversi marchi del Gruppo, razionalizzando la gamma delle motociclette e valorizzando nel contempo le differenti mission dei brand Aprilia, Moto Guzzi e Derbi. Nelle Americhe, il piano 2009-2012 punta a sviluppare attività di ricerca e sviluppo dedicate, al fine di perseguire una strategia industriale vocata alla competitività dei costi in tutti i segmenti del mercato scooter. Per quanto riguarda le motociclette, il Gruppo punterà alla crescita dei diversi brand, anche attraverso lo sviluppo delle moto sportive nelle medie cilindrate. Grazie alla capacità di innovazione tecnologica sviluppata al proprio interno, il Gruppo punterà alla leadership nell’offerta di nuove motorizzazioni caratterizzate da basso o nullo impatto ambientale e a ridotti consumi di carburante: il Gruppo punterà sullo sviluppo e sulla crescente offerta di veicoli ibridi, elettrici e bi-fuel, nei settori delle due ruote e del trasporto commerciale. Nel campo delle motorizzazioni, inoltre, sarà intrapresa in India la produzione dei 2 nuovi motori Diesel e turbodiesel 1.000 e 1.200cc di cilindrata. Tali propulsori costituiranno elemento fondamentale dell’ampliamento dell’offerta del Gruppo nel campo dei veicoli commerciali prodotti e commercializzati sia in Europa, sia in Asia che consentirà la crescita e la segmentazione delle gamme Ape, Quargo e Porter.Nelle strategie del piano 2009-2012 è previsto inoltre il miglioramento della standardizzazione dei processi di sviluppo prodotto, accompagnato da una riduzione della complessità delle diverse gamme prodotti, e lo sviluppo a livello internazionale delle attuali strutture di Sourcing, di R&D e di IT. Alla fine del periodo di piano (2012) è previsto il raggiungimento di un fatturato consolidato di circa 1.880 milioni di euro, con volumi di vendita pari a circa 750.000 unità ed Ebitda pari a oltre 248 mln (13,2% del fatturato). Il Piano prevede per il 2012 il conseguimento di un rapporto debt/equità (indebitamento finanziario netto/patrimonio netto) nettamente inferiore a 1. (9Colonne)
2 Lug, 2009
Tra le 13 aziende italiane che hanno partecipato alla 1° edizione del concorso "Microfinanza, innovazione e sostenibilità" indetto dalla Fondazione Giordano dell’Amore, la vincitrice è risultata PerMicro, società di Torino specializzata in microcredito e operante su tutto il territorio nazionale. Il premio Europa, per il quale si erano candidate 14 aziende, è andato alla spagnola ACAF, mentre il premio per la categoria Mondo è andato all’argentina Fundacion Pro vivienda Social. Alle vincitrici un premio in denaro di 50.000 . Scopo dell’iniziativa era la creazione di spazi di riflessione sulla microfinanza. PerMicro è specializzata nell’erogazione di prestiti di piccola entità e senza richiesta di garanzie reali, dati a soggetti con difficoltà di accesso al sistema bancario tradizionale. In particolare, i servizi si rivolgono ai cittadini italiani e stranieri che vogliono avviare o sviluppare un’attività imprenditoriale e ai dipendenti del Terzo Settore in risposta a bisogni finanziari essenziali. Il microcredito, fenomeno già esistente nel secolo XIX, si è affermato nel 1976 con la nascita della Grameen Bank, il cui fondatore, Muhammad Yunus, ha ricevuto il Nobel per la Pace 2006. Grameen è una solida realtà finanziaria caratterizzata dall’erogazione, senza vincoli di garanzia, di importi di basso ammontare a persone in difficoltà o escluse dal credito tradizionale. Più della metà dei clienti finanziati dalla Grameen in Bangladesh (circa 7 milioni) si è sollevata dalla povertà estrema grazie ai microprestiti della Banca. Di questi il 97% sono donne. (9Colonne)
1 Lug, 2009
Fondazione Fiera Milano e Fiera Milano SpA hanno formalizzato l’accordo che individua le modalità di utilizzo e le tempistiche attuative del "fondo crisi" di 40 milioni di euro deliberato lo scorso 24 marzo ad integrazione del piano triennale di sostegno all’attività fieristica, già avviato nel 2008 da Fondazione. Il piano punta essenzialmente a supportare, in un contesto macroeconomico italiano e internazionale contraddistinto da una crisi profonda e generale delle attività economiche, la presenza degli espositori alle manifestazioni fieristiche. Già nell’esercizio 2009 Fiera Milano SpA potrà beneficiare del 50% dell’importo complessivo del fondo e quindi di 20 milioni, in considerazione del fatto che la crisi manifesta i propri effetti in prevalenza sull’esercizio in corso. Fondazione e Fiera Milano SpA definiranno, con successivo accordo, la partecipazione alle iniziative anticrisi relative agli esercizi 2010 e 2011. Il presidente di Fondazione, Luigi Roth, ha detto di "credere fortemente in questa azione, ideata da Fondazione Fiera Milano a fine 2008, finalizzata a sostenere la partecipazione delle Piccole e Medie Imprese alle iniziative della Fiera. Attraverso la creazione del fondo da 40 milioni di euro, Fondazione Fiera Milano vuole essere ancora più vicina al mondo dell’economia reale e a quelle aziende che, nonostante le difficoltà, hanno continuato a produrre, a vivere e crescere, affermando le qualità del ‘made in Italy’ nel mondo”. Secondo l’amministratore delegato di Fiera Milano Spa, Enrico Pazzali, "la fidelizzazione dei clienti è la nostra priorità. Dobbiamo permettere loro di continuare a fare affidamento su questa piattaforma di sviluppo del business. In questi contesti difficili abbiamo l’obbligo di moltiplicare i nostri sforzi per rendere più forti e attrattive le manifestazioni che ospitiamo, facendo sì che lo strumento fiera continui ad essere per le piccole e medie imprese il principale veicolo di promozione dei loro prodotti e dei loro investimenti". (9Colonne)