Archive for Agosto, 2009

PRESTITI DALLE POSTE PER FAR STUDIARE I FIGLI

Poste Italiane propone il Prestito BancoPosta Scuola e Università, un finanziamento per sostenere lo studio dei propri figli e valorizzare il loro futuro. Il Prestito BancoPosta Scuola e Università offre condizioni ancora più vantaggiose rispetto ai tradizionali prestiti di BancoPosta, con un tasso di interesse annuo del 7,00% (TAEG massimo del 7,25%) e non prevede spese di istruttoria, per l’incasso delle rate e per l’invio annuale delle comunicazioni. Si può ottenere il Prestito in pochi giorni: 1.000 euro per ogni figlio iscritto alla scuola elementare o alla scuola media inferiore, 2.000 euro per ogni figlio iscritto alla scuola media superiore o 3.000 euro per ogni figlio iscritto all’università, a corsi professionali o di specializzazione. L’importo massimo richiedibile è di 5.000 euro per famiglia, rimborsabile in 12 o 24 rate mensili, addebitate direttamente sul Conto BancoPosta. Prestito BancoPosta Scuola e Università, offerto in collaborazione con Deutsche Bank è disponibile in oltre 9.000 Uffici Postali fino al prossimo 30 novembre. Oltre alla consueta documentazione prevista per il Prestito BancoPosta (documento di identità, codice fiscale e documento reddituale) sarà necessario anche un documento attestante l’iscrizione alla scuola, all’università, al corso professionale o di specializzazione. Per conoscere indirizzo e orario di apertura degli uffici postali abilitati e per ricevere maggiori informazioni è possibile chiamare il Call Center BancoPosta al numero gratuito 800 00 33 22 o consultare la pagina web dedicata al Prestito. (9Colonne)

USA, AUMENTANO INSOLVENZE E PIGNORAMENTI

La crisi non è affatto alle spalle, stando almeno alle ultime notizie che arrivano dagli Stati Uniti. Insolvenze e pignoramenti hanno infatti raggiunto negli Usa i loro massimi storici. Un numero crescente di cittadini americani rimasto senza lavoro non riesce a stare dietro al pagamento delle rate mensili del mutuo acceso per acquistare la casa. In base ai dati della Morgage Bankers’ Association (Mba), l’associazione che riunisce gli istituti attivi nel credito ipotecario, nel secondo trimestre di quest’anno oltre il 13% degli americani che hanno acceso un mutuo sono indietro con i pagamenti delle rate o sotto procedura di pignoramento immobiliare. I più colpiti sono gli americani con un tradizionale mutuo a tasso fisso, piuttosto che quelli intestatari dei famigerati mutui subprime a tasso variabile che hanno innescato la crisi finanziaria mondiale. Un pignoramento su tre riguarda infatti i mutui ‘prime’ a tasso fisso, quelli cioé sottoscritti da una clientela ritenuta più affidabile sotto il profilo del credito. Nel solo mese di giugno, sottolinea il report dell’Mba, per oltre il 4% del totale degli americani con un mutuo è scattata la procedura di pignoramento, mentre circa il 9% non ha pagato la rata almeno una volta. Le situazioni più critiche, si legge ancora nel rapporto della Morgage Bankers’ Association, sono sempre concentrate in Florida, Nevada e Arizona. (9Colonne)

APULIA PRONTOPRESTITO, GIRO DI VITE

Il Consiglio di Amministrazione di Apulia prontoprestito S.p.A. - Società del Gruppo bancario bancApulia specializzata nei finanziamenti ai lavoratori dipendenti - ha approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2009. Nei primi sei mesi del 2009, l’erogato complessivo di Apulia prontoprestito si è attestato a 63,1 milioni di euro (rispetto ai 162,0 milioni di Euro dello stesso periodo 2008). La contrazione dei volumi, spiega una nota, rientra nel piano industriale della società, che prevede un riequilibrio di questi in linea con la situazione finanziaria generale e a favore del miglioramentodella redditività dei finanziamenti. Il 68% dei prestiti erogati nel periodo si riferisce a contratti di cessione del quinto (64% a fine giugno 2008), mentre le delegazioni di pagamento rappresentano il 32% (16% a fine giugno 2008). Nel periodo in esame la Società ha sospeso l’erogazione dei prestiti personali la cui attività era già stata sensibilmente ridotta a partire dal secondo semestre 2008. La consistenza dei finanziamenti al 30 giugno 2009, al valore nominale, si è attestata a 1.053,7 milioni di euro (in riduzione del 5,7% rispetto a 1.111,4 milioni di euro dello stesso periodo 2008), di cui il 71% per contratti di cessione del quinto, il 26% per delegazioni di pagamento ed il 3% per prestiti personali. Tali volumi sono originati da oltre 68.000 contratti in essere.Il margine di interesse ha raggiunto i 7,4 milioni di euro (+18,8% rispetto ai 6,3 milioni di giugno 2008). Il margine di intermediazione si è attestato a 6,9 milioni (+ 17,93% rispetto ai 5,9 milioni del corrispondente periodo 2008). Il risultato netto di periodo pari a 0,1 milioni di euro (rispetto a 1,9 milioni di di giugno 2008) "è stato fortemente influenzato dalle consistenti rettifiche di valore sui prestiti personali pari a 4,1 milioni di euro, determinate dall’adozione di una politica prudenziale di accantonamenti a fronte delle crescenti difficoltà economiche delle famiglie e più in generale del persistere della crisi economica, finanziaria e di settore". (9Colonne)

INVESTIMENTI E CONSUMI, IL BOOM DELL’USATO

Dalla vendita di abbigliamento usato per bambini a quello per sportivi e ciclisti. Dal recupero e assemblaggio di materiale usato per creazioni artistiche ai veri e propri centri dell’usato, quasi moderni rigattieri: raccolgono e vendono di tutto, vestiti, scarpe, libri, mobili, elettrodomestici. Con l’antico che torna di moda. E, in tempi di crisi, significa anche risparmio. I punti vendita dell’usato a Milano sono aumentati del 38,4% tra 2004 e 2009, con una presenza sul territorio di 232 imprese attive, per un peso del 48,9% sul totale lombardo. Milano è inoltre seconda nella classifica delle province italiane più attive nel settore dell’usato, con un peso del 6,8% sul totale nazionale, preceduta da Roma (11,5% del totale nazionale, 394 imprese attive) e seguita da Napoli (6%, 206 imprese). Il settore che va per la maggiore, per quanto riguarda gli investimenti e gli acquisti di prodotti di seconda mano, è quello del mobile antico e usato (46,6% del totale milanese, 108 imprese attive), che ha registrato anche l’aumento più alto (+173,8% di crescita dal 2004 al 2009). Seguono il settore di oggetti e vestiti usati (27,2% del totale, 63 imprese) e quello dei libri (7,8%, 18). E’ quanto emerge da un’indagine della Camera di Commercio che ha rielaborato dati messi a disposizione dal registro delle imprese, relativi al primo trimestre 2009 e 2004. (9Colonne)

AUMENTANO LE INSOLVENZE

Clima torrido e rischi di scottature non sono una novità in agosto. Quest’anno, però, molti italiani sotto l’ombrellone oltre a proteggersi dalla canicola pensano anche a come proteggere il conto in banca, in vista dei "pagherò" in scadenza al ritorno dalle ferie. Nei primi sei mesi del 2009, infatti, gli italiani sono risultati più insolventi e per cifre più consistenti rispetto al recente passato. Assegni, cambiali, prestiti e tratte non onorate sono aumentati sia nel numero (+5,2% complessivamente) sia negli importi (+12,7%), portando il monte degli impegni non onorati tra gennaio e giugno a superare il tetto dei 2,2 miliardi di euro. Alla forte riduzione nel numero degli assegni scoperti (-11,1% nel semestre) ha corrisposto un aumento praticamente uguale nel valore medio (+10,8%), con la conseguenza che il monte complessivo degli assegni a vuoto è diminuita del solo 1,5% (quasi 1,3 miliardi il totale). Indicatori tutti con il segno "+" per le cambiali a vuoto, cresciute sia nel numero (+15,1%), sia nel valore medio (+20,4%), con il risultato che i "pagherò" rimasti sulla carta hanno registrato una crescita del 38,7% rispetto ai primi sei mesi del 2008, per un controvalore totale vicino al miliardo di euro (951 milioni, contro i 686 dello scorso anno). Infine, in aumento anche le tratte, strumento di pagamento residuale ma ancora in uso nel mondo degli affari: il numero di quelle non incassate tra gennaio e giugno è cresciuto del 25,9% mentre il loro importo totale è aumentato del 28. Questi, in sintesi, gli elementi più significativi che emergono dall’analisi condotta da Unioncamere sull’andamento dei protesti levati nelle province italiane nel corso del primo semestre del 2009, in base ai dati raccolti dalle Camere di Commercio ed elaborati da InfoCamere. (9Colonne)

ADICONSUM: FINALMENTE CHIAREZZA SUI TASSI DI USURA

La Banca d’Italia ha emanato le nuove norme per la rilevazione dei tassi di

usura. La nuova normativa supera i molti problemi che la normativa originaria aveva sollevato. Primo fra tutti l’obbligo di inserire nei tassi di interesse relativi ai prestiti tutti i costi, senza nessuna esclusione. Ciò – rileva Adiconsum - sarà particolarmente importante per dare chiarezza ad alcune operazioni in cui costi come: commissione di massimo scoperto (in qualsiasi modo denominata) o assicurazioni obbligatorie, spese di mediazione, erano escluse, senza alcun motivo, dal calcolo. Adiconsum esprime, quindi, la propria soddisfazione per la nuova normativa, che risponde anche all’esposto che l’Associazione aveva fatto proprio a Banca d’Italia contro l’esclusione di alcune spese dalle rilevazioni del tasso medio effettivo. La nuova rilevazione insieme alla nuove norme sulla trasparenza bancaria e alla prossima introduzione della direttiva sul credito ai consumatori, sono una risposta importante per il rispetto dei diritti dei consumatori. La nuova rilevazione dei tassi, che darà i propri effetti dal 1° gennaio 2010, dovrà ora essere pienamente rispettata da tutti gli intermediari. In questo saranno fondamentali i controlli su tutti gli operatori per evitare, come avvenuto per la CMS che siano inventate nuove voci escluse dal calcolo del tasso. Ma la lotta all’usura – osserva Adiconsum - non finisce con le nuove norme. "Il Parlamento deve approvare al più presto l’aggiornamento della legislazione sull’usura già approvato da uno dei suoi rami. Sono necessari alcuni aggiustamenti, particolarmente nella parte che riguarda le famiglie sia per il coinvolgimento di tutte le strutture della società civile che, in assenza delle istituzioni, da anni assistono le famiglie e nel concordato per riportare la loro situazione finanziaria (e non solo) in una situazione di sopportabilità e normalità". (9Colonne)

BANCHE: IMMIGRATI SEMPRE PIU’ ON LINE

Cresce il numero dei cittadini stranieri che diventano clienti delle banche, e in particolare cresce il numero di chi diventa cliente online. Secondo l’ultimo monitoraggio Abi sul tasso di sviluppo per tipologia di clientela, il tasso di incidenza dei clienti stranieri che usufruiscono dei prodotti e dei servizi della banca è cresciuto nel 2008 del 9%, portando al 70% circa il livello degli immigrati bancarizzati. Tra i prodotti che hanno registrato un maggiore sviluppo, si distingue l’home banking con una crescita nell’anno intorno al 30% rispetto al 2007. Secondo l’indagine Abi dell’Ufficio Marketing e Customer Satisfaction, il 4,4% dei clienti correntisti delle banche è straniero; lo stesso dato a fine 2007 era pari a circa il 4%. In tale segmento di clientela, i prodotti più diffusi sono i conti correnti a pacchetto, i prestiti personali, i mutui ipotecari e le carte prepagate, segnalando quindi una diffusione marcata dell’inclusione finanziaria anche nei prodotti di indebitamento, oltre che negli strumenti che rispondono a specifiche esigenze di gestione quotidiana dei pagamenti della clientela immigrata. Oltre all’home banking (+28%), tra i prodotti che hanno registrato un maggiore sviluppo tra i correntisti immigrati, si distinguono le carte prepagate (+10%) tra i prodotti di pagamento, le assicurazioni danni e salute (+7%) tra quelli assicurativi, i prestiti personali (+6,5%) tra i prodotti di finanziamento, e l’accredito di stipendio e pensione in conto corrente (+3%) per quanto riguarda i servizi di pagamento. Al trend di crescita relativo al fenomeno dell’immigrazione (quasi 3,5 milioni i cittadini stranieri, il 6% della popolazione in Italia, secondo l’ultimo rapporto Istat), si accompagna quindi l’offerta del sistema bancario che ha sviluppato prodotti e servizi allineati ai nuovi bisogni bancari e finanziari di questo segmento di popolazione. L’analisi Abi-Cespi presentata al Forum CSR 2009, già evidenzia una crescente inclusione finanziaria dei cittadini stranieri, il cui livello di bancarizzazione (pari al 68%) è aumentato del 12% in soli due anni. (9Colonne)

INIZIA BENE IL SEMESTRE DEI FONDI

Il mese di luglio ha dato avvio a un secondo semestre che si apre favorevole ai fondi comuni d’investimento. Per la seconda volta dall’inizio dell’anno, secondo i dati diffusi da Assogestioni, il bilancio tra sottoscrizioni e riscatti torna a sostenere i primi procurando al sistema flussi positivi per oltre 1,8 miliardi di euro. Protagonisti di questo risultato sono i Fondi di Diritto Estero promossi da Gruppi italiani ed esteri che, con una raccolta che sfiora il miliardo e 900 milioni di euro, appianano abbondantemente i deflussi registrati dai prodotti di Diritto Italiano. Gli asset dell’industria, traendo beneficio dall’andamento positivo dei mercati e dai risultati di raccolta, tornano a raggiungere quota 412,6 miliardi di euro. Sulla base delle rilevazioni registrate dall’Ufficio Statistiche di Assogestioni, il mese si chiude con quattro categorie in positivo: Azionari, Obbligazionari, Liquidità e Flessibili. Il risultato più significativo è quello registrato dai Fondi Obbligazionari che tornano in positivo e archiviano il mese con una raccolta netta di oltre un miliardo. Il patrimonio della categoria torna a crescere sopra quota 156,5 miliardi di euro, pari al 37,9% degli asset complessivi. I Fondi di Liquidità mettono a segno una raccolta di 655 milioni di euro. Anche in questo caso gli asset sono in crescita e sfiorano gli 88 miliardi, equivalenti al 21,3% del patrimonio investito in fondi. I prodotti Azionari vedono affluire nelle proprie casse 561 milioni. Il patrimonio affidato a questa categoria torna così a quota 80,7 miliardi di euro e rappresenta il 19,6% degli asset. I Fondi Flessibili registrano a luglio afflussi per 142 milioni di euro. Il patrimonio investito in questi prodotti sale a quota 54 miliardi di euro, il 13,1% del patrimonio investito in quote di fondi.

Dopo il dato positivo di giugno i Fondi Bilanciati tornano in territorio negativo per 44 milioni di euro. Nonostante i deflussi il patrimonio cresce portandosi abbondantemente oltre la quota dei 17 miliardi di euro. Un dato che in percentuale pesa per il 4,2%. Ancora negativo il bilancio per i Fondi Hedge che registrano 584 milioni in uscita e detengono un patrimonio, in flessione, equivalente al 3,9% degli asset complessivi, pari a oltre 16 miliardi di euro. È negativo il resoconto di raccolta per i Fondi di diritto Italiano promossi da Gruppi Italiani ed Esteri, che chiudono il mese con deflussi pari a 75 milioni di euro. Anche questo mese i Fondi di diritto Estero si confermano l’investimento preferito per i sottoscrittori. La raccolta provvisoria sfiora gli 1,9 miliardi di euro. (9Colonne)

MACERATA: MICROCREDITO CON GARANZIE PROVINCIALI

Dare una risposta alle situazioni di maggior bisogno, nell’intento di offrire un piccolo contributo per contrastare le difficoltà derivanti da una crisi economica lunga e profonda: è questo il senso del progetto "Microcredito" della Provincia di Macerata che è stato oggetto di un incontro tra l’assessore alla formazione e lavoro, Andrea Blarasin ed i presidenti, oltre che con i loro collaboratori, delle tre banche di credito cooperativo (Recanati-Colmurano, Civitanova-Montecosaro, Monti Sibillini) che hanno sottoscritto a giugno la relativa convenzione. La riunione è stata l’occasione per stabilire le modalità di avvio del progetto che, subito dopo Ferragosto, entrerà nella fase si realizzazione vera e propria. Il progetto prevede la possibilità, grazie ad un apposito fondo di garanzia di centomila euro stanziato dalla Provincia di Macerata, di accesso agevolato a piccoli prestiti (fino ad un massimo di tremila euro) finalizzati a fronteggiare situazioni di particolare bisogno, a condizioni particolarmente favorevoli quanto ad interessi, spese e commissioni. Blarasin ha auspicato che nel prossimo futuro, non appena il progetto avrà avuto inizio, possano aderire allo stesso, così come previsto negli atti adottati, anche altri istituti di credito. Le iniziative di microfinanza e finanza locale sono state già adottate (secondo quanto previsto dalla strategia dell’Ue sull’occupazione) in Europa e in Italia con successo e rappresentano un valido strumento per incentivare la creazione di opportunità di lavoro al di fuori della logica assistenziale e con investimenti più bassi rispetto ad altri programmi pubblici. (9Colonne)

EDILIZIA, NASCE IN VENETO IL FONDO DІ GARANZIA FIDI

Grazie alla collaborazione tra Regione del Veneto e Ance Veneto, nasce il Fondo di Garanzia Fidi. Sono stati stanziati, infatti, 5 milioni di euro dalla Regione stessa che saranno destinati ad interventi a favore dei Consorzi-Fidi a beneficio delle piccole e medie imprese venete del settore dell’industria edile. Ance Veneto, oltre ad aver partecipato alla definizione della convenzione per facilitare l’utilizzo di questo strumento alle imprese, ha individuato in Neafidi il principale soggetto gestore delle somme assegnate e con esso ha definito un accordo politico. Ora, per la piena operatività del Fondo si provvederà a ratificare la Convenzione tra la Regione Veneto e i confidi assegnatari dei fondi, a cui spetta il compito, insieme ad Ance, di individuare criteri di valutazione delle imprese di costruzione che ne descrivano correttamente le dinamiche economico-finanziarie. Stefano Pelliciari, Presidente di Ance Veneto, spiega che "di fronte alle gravi ripercussioni della crisi finanziaria, ci siamo mobilitati tempestivamente per dare un sostegno reale e tangibile a tutte quelle imprese, e di conseguenza a tutte quelle migliaia di famiglie, che si trovano in seria difficoltà. Di fatto, a causa di fattori esterni, quali il mercato bloccato e i ritardi nei pagamenti, gli imprenditori non riescono ad ottenere finanziamenti dagli istituti bancari, vitali in questo momento per la sopravvivenza. Spesso accade che siano gli stessi enti pubblici, vincolati dai relativi Patti di Stabilità, ad essere in ritardo con i pagamenti alle aziende creditrici. Quest’ultime, quindi, per colpe di terzi, subiscono oltre il danno anche la beffa: perdono credibilità nei confronti delle banche e, di conseguenza, non trovano accesso ai prestiti". "Assieme alle Autorità regionali, in particolar modo all’assessore Giorgetti – continua Pelliciari – verso i quali esprimo un sentito ringraziamento per la prova di sensibilità che hanno dimostrato nei confronti dell’industria e della filiera delle costruzioni, Ance Veneto si è interrogata su come risolvere questa reale emergenza. Dalla proficua collaborazione con la Regione, nasce quindi il Fondo di Garanzia Fidi, che abbiamo volentieri affidato all’esperienza di Neafidi. Ritengo che con questo Fondo abbiamo dato segnali forti alle banche, che godranno di una ulteriore garanzia sulla bontà delle aziende". "Il Fondo – conclude il Presidente di Ance – è solo il primo passo: a questo punto, spetta agli istituti di credito concedere, date le premesse, finanziamenti a breve o medio termine. Quello che abbiamo cercato di fare non è altro che dare sollievo alle aziende del settore, anche attraverso il decreto sulla Certificazione dei crediti verso le Regioni e gli Enti locali per dare loro maggiore credibilità e per favorire le banche stesse che riteniamo debbano collaborare per garantire la ripresa economica e diventare veri partner in questo tipo di attività, in nome della responsabilità sociale a cui non possiamo sottrarci. Se ciò non avverrà, si arrecherà un danno non solo al settore stesso ma all’intera collettività, dato che il rilancio dell’economia non può che partire dal comparto edile, traino di tutti gli altri settori. E, a quel punto, a poco servirà la solita caccia al colpevole". (9Colonne)