Archive for Settembre, 2009

VARESE, CREDITO AGEVOLATO PER LE AZIENDE

"La Camera di Commercio vuole essere in prima linea a sostegno delle imprese varesine: ecco perché, in un momento in cui l’emergenza è spesso quella finanziaria, in questo autunno decisivo per vincere la crisi proponiamo una serie di interventi così da favorire la ripresa degli investimenti". Sono le parole con cui il presidente Bruno Amoroso annuncia la nuova edizione del bando "Credito Agevolato" che permette l’abbattimento del 4% degli interessi sugli investimenti d’impresa fino a un massimo di 6.000 euro. L’iniziativa tocca sia l’Artigianato che il Commercio e l’Industria e, proprio alla luce del difficile momento congiunturale, propone alcune novità interessanti per le imprese: "Uno degli elementi di maggior rilievo di questo piano da 650mila euro – continua Amoroso - è che quest’anno le imprese possono presentare la domanda di contributo sin dal momento in cui sostengono le spese e quindi anticipatamente rispetto all’effettivo pagamento degli interessi". Le imprese, insomma, possono beneficiare immediatamente del contributo. Inoltre, tra gli investimenti ammessi ci sono anche le spese relative all’acquisto di beni usati. "L’obiettivo è chiaro: favorire in modo concreto, efficace ed efficiente le imprese varesine – riprende il presidente della Camera di Commercio -. I nostri uffici garantiscono loro il pieno supporto e le invito anche a consultare con attenzione il sito camerale www.va.camcom.it". Entrando nel dettaglio del bando, gli interventi ammessi al Credito Agevolato riguardano le operazioni di finanziamento sostenute dal 1° luglio 2009 al 30 giugno 2010 e relative a: acquisto di macchinari, attrezzature e arredi attinenti alla attività svolta; acquisto di attrezzature e programmi informatici; investimenti in attrezzature e programmi informatici per la realizzazione di sistemi di commercio elettronico; introduzione di sistemi di certificazione aziendale (qualità, ambiente, etica ecc.) e di prodotto; implementazione di programmi di ricerca applicata ai prodotti e/o ai processi produttivi; investimenti tecnologici per la salvaguardia ambientale (compresi gli interventi di risanamento ambientale di immobili e fabbricati) e la sicurezza del lavoro; allestimento e ristrutturazione del punto vendita (riservato alle imprese commerciali). Dopo il riscontro positivo dello scorso anno, anche in quest’edizione del bando s’è confermata la scelta di condizioni ancor più migliorative per le imprese a prevalente partecipazione femminile, a quelle giovanili, a quelle in fase di start-up e, infine, alle imprese che stanno vivendo un ricambio generazionale. (9Colonne)

IMPRESE HIGH-TECH: MANCANO I FONDI

Milano e la Lombardia sono prime in Italia per concentrazione di imprese basate sulle nuove tecnologie (new technology-based firms, NTBF): rispettivamente una su cinque (20,6%) e una su tre (31,7%). Sono infatti quasi 1.300 le imprese high-tech milanesi, su un totale lombardo che raggiunge circa le 2 mila attività, e impiegano il 71,4% del totale degli addetti regionali del settore. Seguono Brescia e Bergamo per numero di imprese (rispettivamente: 143 e 135), Monza e Varese per percentuale di addetti (9,3% e 8,9%). Emerge dal Rapporto Milano Produttiva 2009 del Servizio Studi della Camera di commercio di Milano. Sono fortemente specializzate nella realizzazione di software e consulenza in ambito ICT, nell’elettronica e nelle biotecnologie. La realizzazione di software e la consulenza in ambito ICT hanno un ruolo prevalente rispetto agli altri settori, con una concentrazione di NTBF pari al 48,2%, decisamente superiore a quella lombarda (40%) e nazionale (33,6%). Ma queste imprese hanno difficoltà nell’accedere al credito per i loro investimenti. Solo il 20,5% delle NTBF nella provincia di Milano ha accesso al debito ordinario, in linea con il 17,8% del resto d’Italia. Nella provincia di Milano, solo il 4,2% delle imprese ha ottenuto un finanziamento sotto forma di capitale di rischio mentre, se si analizzano le fasi di vita immediatamente successive, il finanziamento è stato ottenuto dal 15,2% delle NTBF, contro una media nazionale dell’11%. E se il 62,7% dei soci fondatori delle NTBF italiane ha risorse finanziarie personali sufficienti a iniziare l’attività imprenditoriale, a causa delle maggiori dimensioni iniziali, tale percentuale scende per Milano al 49,2%. Inoltre, la percentuale di NTBF che ha ottenuto un finanziamento pubblico è inferiore nella provincia di Milano (35,6%) rispetto al resto d’Italia (40,7%). (9Colonne)

FINANZA DEI POVERI: NASCE LO YUNUS CENTRE

Dopo aver rivoluzionato gli schemi del sistema bancario sostenendo che il credito è un diritto fondamentale per aiutare i poveri nel Bangladesh, suo paese natale, ad ottenere prestiti per le loro piccole imprese, il premio Nobel per l’Economia Muhammad Yunus, soprannominato il "il banchiere dei poveri" ha recentemente presentato all’Asian Institute of Technology (AIT) il nuovo Yunus Centre, un Centro studi incentrato su una serie di programmi di sviluppo nelle periferie della capitale tailandese. I fondi stanziati serviranno per l’avviamento del centro e per le nuove strutture educative il cui obiettivo sarà quello di migliorare le condizioni delle popolazioni rurali attraverso lo sviluppo di una propria attività e impresa agricola. Per Yunus, l’AIT sarà “qualcosa di più di un centro studi. Sarà un luogo di attività. Non produrremo documenti, e gli studenti non dovranno scrivere tesi: saranno loro ad elaborare i loro stessi programmi di aiuto per le comunità locali. Lo scopo è farli muovere in base all’esperienza e all’impegno personale”. I fondi di avviamento per il centro verranno dall’AIT, mentre fondazioni e organismi per lo sviluppo, come l’Agenzia svedese per lo sviluppo internazionale, contribuiranno a finanziare le nuove strutture educative. Il programma del Centro viene sintetizzato da Yunus così: "Occorre uscire dalle aule per individuare i problemi sociali nelle comunità povere - se sono problemi ambientali, di povertà, di agricoltura, scarsa salute, alloggio - e risolverli direttamente. E se avranno fatto un buon lavoro, questi studenti diventeranno un esempio per il loro paese nell’insieme". (9Colonne)

FONDI COMUNI, AGOSTO POSITIVO

Con il dato di agosto prosegue nel segno della raccolta positiva il secondo semestre dei fondi comuni di investimento. Il bilancio tra sottoscrizioni e riscatti evidenzia, infatti, flussi positivi per oltre 2,8 miliardi di euro. L’andamento favorevole della raccolta unito all’efficace contributo dalla gestione permette alle masse del settore di risalire la china e chiudere il mese a quota 418 miliardi di euro. Ad agosto – informa Assogestioni - sono cinque, su un totale di sei, le categorie con segno più. Si tratta dei prodotti Azionari, Bilanciati, Obbligazionari, di Liquidità e Flessibili. I Fondi di Liquidità guidano la classifica, registrando il risultato più significativo, con afflussi netti per quasi 1,6 miliardi di euro. Secondo quanto riportato dall’Ufficio statistiche dell’associazione gli asset della categoria continuano a crescere e arrivano a superare gli 89 miliardi di euro, equivalenti al 21,4% del patrimonio investito in fondi. I prodotti Obbligazionari archiviano il mese con una raccolta positiva di 900 milioni di euro. Il patrimonio della categoria rappresenta il 37,8% degli asset e pesa poco meno di 158 miliardi di euro. Nelle casse dei prodotti Azionari affluiscono 378 milioni. L’andamento dei mercati garantisce altresì un crescita del patrimonio che sfiora, alla fine del mese, gli 83 miliardi di euro e rappresenta il 19,8% degli asset. Dopo il risultato negativo registrato a luglio i Fondi Bilanciati tornano in territorio positivo con 52 milioni di euro di raccolta. Alla fine del mese il patrimonio vale il 4,2% degli asset complessivi, pari a quasi 18 miliardi di euro. I Fondi Flessibili registrano flussi positivi per 49 milioni di euro e contano su un patrimonio pari a 55 miliardi di euro, il 13,1% degli asset del settore. Sebbene venga registrato un netto miglioramento rispetto al mese di luglio il bilancio per i Fondi Hedge resta fermo in territorio negativo, con 127 milioni di euro in uscita. Il patrimonio detenuto è oggi equivalente al 3,7% degli asset complessivi, pari a oltre 15 miliardi di euro. Con quasi 1,5 miliardi di raccolta e un patrimonio che sfiora i 212 miliardi di euro torna positivo anche l’andamento dei flussi per i Fondi di diritto Italiano. Nello specifico i prodotti domestici promossi da Gruppi italiani raccolgono 1,2 miliardi di euro e hanno un patrimonio di 191 miliardi, il 45,6% degli asset. I fondi italiani promossi da Gruppi esteri mettono invece a segno una raccolta di 217 milioni di euro e il loro patrimonio vale oggi il 5% delle masse del settore, circa 21 miliardi di euro. I Fondi di diritto Estero proseguono la loro corsa in territorio positivo con una raccolta provvisoria di 1,4 miliardi di euro. Di questi poco più di 1,2 provengono da afflussi registrati dai prodotti promossi dai Gruppi Italiani, mentre 116 milioni sono da attribuire ai prodotti promossi da Gruppo Esteri. Gli asset stimati per i Fondi di Diritto Estero sono alla fine del mese di agosto 206 miliardi di euro*, il 49,3% delle masse complessive ascrivibili all’intero sistema fondi. I Gruppi Italiani, che detengono l’81,8% del patrimonio, hanno registrato flussi positivi per 2,5 miliardi di euro. I Gruppi Esteri chiudono momentaneamente con 333 milioni di euro di raccolta positiva. (9Colonne)

ARBITRO BANCARIO, ECCO LE NOMINE DI BANKITALIA

La Banca d’Italia ha proceduto alla designazione di tre componenti effettivi, tra cui il Presidente, e di tre componenti supplenti dei Collegi di Milano, Roma e Napoli in cui si articola l’Organo decidente dell’Arbitro Bancario Finanziario (ABF), il nuovo sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie in materia bancaria e finanziaria istituito ai sensi dell’art. 128-bis del Testo Unico Bancario. Sono stati designati i seguenti nominativi: 1) Collegio di Milano: Prof. avv. Antonio Gambaro – Presidente, Prof. Antonella Sciarrone Alibrandi - membro effettivo, Prof. avv. Emanuele Lucchini Guastalla - membro effettivo, Prof. Cristiana Maria Schena - membro supplente, Avv. Maria Elisabetta Contino - membro supplente, Avv. Valentina Piccinini - membro supplente. 2) Collegio di Roma: Dott. Giuseppe Marziale – Presidente, Avv. Bruno De Carolis - membro effettivo, Prof.avv. Giuliana Scognamiglio - membro effettivo, Dott.ssa Claudia Rossi - membro supplente, Avv. Alessandro Leproux - membro supplente, Dott. comm. Girolamo Fabio Porta - membro supplente. 3) Collegio di Napoli: Prof. avv. Enrico Quadri – Presidente, Dott. comm. Leopoldo Varriale - membro effettivo, Prof. avv. Ferruccio Auletta - membro effettivo, Dott. comm. Antonio Nigrelli - membro supplente, Dott. comm. Domenico Posca - membro supplente, Avv. Leonardo Patroni Griffi - membro supplente. Le designazioni sono state effettuate tra docenti universitari in discipline giuridiche o economiche, professionisti iscritti ad albi professionali nelle medesime materie con anzianità di iscrizione di almeno dodici anni, magistrati in quiescenza, altri soggetti in possesso di una significativa e comprovata competenza in materia di credito e finanza o di tutela dei consumatori.

La selezione delle candidature pervenute all’Istituto è avvenuta sulla base dei requisiti di professionalità, integrità e indipendenza previsti dalle norme. E’ stato verificato che i candidati nel biennio precedente non avessero ricoperto cariche sociali o svolto attività di lavoro subordinato ovvero di lavoro autonomo avente carattere di collaborazione coordinata e continuativa presso gli intermediari e le loro associazioni o presso le associazioni dei consumatori o delle altre categorie di clienti. Con riguardo ai requisiti di professionalità, sono state, in particolare, considerate l’attività di docenza e le pubblicazioni in discipline giuridiche ed economiche nonché specifiche esperienze maturate nel settore finanziario (in procedure di gestione di crisi aziendali, presso autorità di vigilanza, come revisori contabili e consulenti) e nel campo dell’arbitrato e della conciliazione. In considerazione della necessità di garantire un impegno attivo e costante dei componenti dell’Organo decidente si è tenuto conto, tra l’altro, del numero e della tipologia di altri incarichi già ricoperti, dell’età anagrafica nonché della prossimità del luogo di residenza o domicilio con la sede del Collegio. (9Colonne)

CREDITO: ACCESSO DIFFICOLTOSO PER UN’IMPRESA SU CINQUE

"Le banche più piccole, quelle più vicine al territorio in cui operano, sono anche quelle che meglio delle altre sanno rispondere alle esigenze del sistema produttivo". Lo ha sottolineato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, intervenuto nei giorni scorsi al Meeting di Rimini. "Secondo le imprese – ha detto Dardanello citando un’indagine condotta a giugno dal Centro Studi di Unioncamere - i grandi gruppi bancari si sono dimostrati meno disponibili a concedere credito a nuovi clienti (il saldo tra aziende le cui richieste hanno avuto esito positivo e quelle che hanno avuto esito negativo è stato pari a –1,8 punti percentuali) rispetto alle piccole banche locali e a quelle di credito cooperativo (l’analogo saldo si attesta al +3,9 punti percentuali). Questo – aggiunge il presidente di Unioncamere – conferma la mia convinzione che, accanto a dati di bilancio e ratios aziendali, occorre valorizzare nella concessione del credito il fattore della conoscenza dei territori e delle persone che operano nelle aziende di quei territori. Spesso la storia di una azienda, di una persona e di una famiglia dicono molto più di un bilancio. La ‘spersonalizzazione’ del rapporto con la clientela – conclude Dardanello - porta, in momenti di crisi come l’attuale, a quel fenomeno di razionamento del credito che rappresenta un vero handicap soprattutto per le piccole imprese del nostro Paese e fa aumentare esponenzialmente il rischio usura, una piaga legata a patologie croniche e consuete che spesso sfuggono agli osservatori ufficiali". Dall’indagine del Centro studi di Unioncamere risulta pari al 20,7% la quota di quelle aziende che dichiarano di aver avuto difficoltà nell’accesso al credito bancario negli ultimi sei mesi, a fronte di un 43,3% che non segnala alcun aggravio e un restante 35,9% che non ha invece richiesto prestiti e finanziamenti alle banche nel corso dello stesso periodo. In sostanza: il 32,4% delle aziende che si sono rivolte alle banche negli ultimi sei mesi - per sostenere gli investimenti o per tener testa a necessità gestionali – hanno dovuto fronteggiare problemi legati alla limitazione nell’ammontare del credito erogabile, all’incremento degli spread, alla richiesta di maggiori garanzie reali o, addirittura, si sono viste respingere la richiesta di finanziamento. Particolare poi la situazione vissuta dalle imprese del Mezzogiorno, che mostrano di ricorrere meno di quelle del Centro-Nord al credito bancario (61,8% contro 65,0%), anche a causa di condizioni creditizie meno vantaggiose rispetto alle altre aree del Paese (il 36,3% delle imprese meridionali che si rivolgono alle banche segnala difficoltà, contro il 30,9% di quelle centro-settentrionali). (9Colonne)