30 Ott, 2009
A Prato arriverà presto un ufficio distaccato di Fidi Toscana, la finanziaria nata nel 1975 di cui la Regione è socia di maggioranza relativa. Un ufficio, aperto tutti i giorni, per essere più vicini alle imprese che stanno attraversando una difficilissima congiuntura, per sostenerle, come Fidi da sempre ha fatto ed ancor più quest’anno, nell’accesso al credito offrendo garanzie e controgaranzie gratuite, ma anche gestendo contributi pubblici, offrendo alle aziende consulenze d’impresa per consigliarle fino, in qualche caso, ad assumere partecipazioni di minoranza all’interno delle aziende stesse. La Regione ha messo a disposizione da febbraio 60 milioni per garantire i prestiti chiesti dalle aziende alla banche e al 16 ottobre, da tutta la Toscana, erano già arrivate 3.281 richieste per 818 milioni di finanziamenti (2.071, per oltre 433 milioni, già autorizzate). Quello di Prato non è il primo ufficio distaccato di Fidi Toscana, che ha la sua sede a Firenze. Sono già operativi gli uffici di Lucca e Grosseto, ospitati all’interno della sede della Provincia, e di Pistoia, in uffici della finanziaria accanto alla sede dell’Unione industriale. A Pisa un ufficio sarà probabilmente inaugurato il 30 novembre, all’interno del Polo tecnologico di Navacchio. Entro il 2010 sarà la volta di Massa Carrara, Arezzo, Siena, Livorno e Empoli. Fidi Toscana è stata costituita nel 1975 per iniziativa della Regione e delle principali banche che operano in Toscana con l’obiettivo di agevolare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese che presentano valide prospettive di crescita ma non sono dotate di sufficienti garanzie. Fidi Toscana gestisce anche le agevolazioni finanziarie che le sono affidate dalla Regione, svolge attività di consulenza (alle imprese ma anche agli enti locali), può assumere partecipazioni di minoranza nel capitale di piccole e medie imprese e concedere prestiti partecipativi. Fidi Toscana, che presto diventerà banca di garanzia, è iscritta nell’elenco speciali degli intermediari finanziari sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia. (9Colonne)
28 Ott, 2009
In occasione dell’annuale Giornata Mondiale del Risparmio, Cittadinanzattiva promuove per il quarto anno consecutivo iniziative locali di informazione in tema di strumenti creditizi, educazione finanziaria di base e tutela del risparmio. Dal 31 ottobre al 5 novembre, in 15 città una rete civica di "educatori finanziari", cittadini aderenti a Cittadinanzattiva debitamente formati, saranno impegnati nell’animare seminari gratuiti, stand nelle piazze, e saranno a disposizione presso sportelli dedicati per distribuire materiale informativo, raccogliere segnalazioni e fornire assistenza. In grandi città come Napoli, Genova, Bologna e Palermo, capoluoghi come Cagliari, Salerno, Macerata e Perugia così come in piccoli centri quali Castelfranco Emilia (Mo), Spoleto (Pg) e Andria (Ba), l’iniziativa si rivolgerà in particolare alle fasce deboli della popolazione e alle famiglie a reddito medio/basso per far comprendere in che modo gestire correttamente il bilancio familiare, come usare i diversi strumenti creditizi e quali siano i rischi di indebitamento.
Ai cittadini verrà distribuita la guida gratuita "OcchiAperti! Strumenti Creditizi" con approfondimenti su credito al consumo, mutui, conto corrente bancario, carte di credito e bancomat. La guida è disponibile anche sul sito www.occhi-aperti.it. Qual è la situazione in tema di indebitamento? Dai primi sei mesi di attività dei tre sportelli aperti da Cittadinanzattiva a Cagliari, Milano e Torino in tema di credito al consumo e sovraindebitamento, risulta che il fenomeno dell’indebitamento colpisce principalmente cittadini con età compresa tra i 40 ed i 50 anni, in prevalenza donne, impiegate o casalinghe. L’entità dei debiti contratti è estremamente variabile ed oscilla tra importi minimi di 100 euro a cifre che superano i 100.000 euro. Applicati tassi di interessi anche del 18% e rate di oltre 1.500 euro mensili. Tre le ragioni che ricorrono con maggiore frequenza nei casi di indebitamento: eccessiva fiducia riposta nelle finanziarie, pur non conoscendole bene; poca informazione e scarsa trasparenza su contratti di fido e relative clausole; la possibilità di avere strumenti finanziari più agevoli (in particolare le carte revolving) per far fronte ai pagamenti. (9Colonne)
27 Ott, 2009
Venerdì 30 e sabato 31 ottobre, l’Università Bocconi di Milano ospita MIfaccioImpresa, il primo salone italiano dove gli aspiranti imprenditori possono incontrare tutti gli interlocutori, istituzioni e imprese private, di cui hanno bisogno per mettersi in proprio. La conferenza inaugurale, venerdì 30 ottobre alle 11.30, vedrà l’intervento di Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano; Romano La Russa, assessore all’Industria della Regione Lombardia. Guido Corbetta, Dean della Bocconi Graduate School e Pasquale Maria Cioffi, presidente dell’Associazione ImpresaFacendo che promuove il salone, daranno il saluto di benvenuto. A seguire Isidoro Trovato coordinerà la tavola rotonda dal titolo "Le sfide dei nuovi imprenditori", con Sergio Campo dall’Orto, Elisabetta De Wan, Oscar Farinetti, Umberto Paolucci, Teresa Polti. Attraverso conferenze, seminari informativi, tavole rotonde, incontri one-to-one, stand MIfaccioImpresa metterà a disposizione di aspiranti e neo-imprenditori informazioni, strumenti, prodotti, servizi, conoscenze. Saranno presenti gli esperti, disponibili a offrire un’assistenza personalizzata in tutte le problematiche connesse allo start-up di impresa; le istituzioni e gli enti finalizzati al sostegno delle imprese; le organizzazioni, in grado di orientare nella ricerca di fondi, finanziamenti e agevolazioni e di accompagnare le domande per accedervi; i consulenti, per districarsi nelle complessità del sistema legislativo e fiscale e professionisti per tutte le tappe cruciali della vita aziendale; le aziende di servizi e prodotti per l’azienda: dagli arredi per ufficio ai servizi di telefonia, fino a strumenti sofisticati di comunicazione web; - gli imprenditori di successo con cui confrontarsi per scambiare esperienze o raccogliere spunti e stimoli per il proprio progetto d’impresa. (9Colonne)
26 Ott, 2009
Continua la tenuta della domanda dei mutui ipotecari, che nel mese di settembre fa segnare un +8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (dato ponderato sui giorni lavorativi). Sempre in crescita la domanda di mutuo per fasce di importo più basse (al di sotto dei 75.000 euro) e tornano a ridursi le durate medie (crescono maggiormente le richieste di mutuo con durata superiore ai 25 anni). Lo rende noto Osservatorio Finanziario, secondo cui queste considerazioni su importi e durate di domande di mutuo sono probabilmente la conferma della presenza di una componente non irrilevante di richieste di sostituzione o surrogazione di mutui già esistenti. La domanda di mutui è rilevata su EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 70 milioni di linee di credito (cioè la gran parte dei finanziamenti erogati al mercato retail). Le variazioni rispetto allo stesso mese dell’anno precedente sono indicate sia a valori assoluti sia ponderate, cioè al netto dell’effetto prodotto dal differente numero di giorni lavorativi. Sembra quindi che il picco negativo della crisi possa considerarsi definitivamente alle spalle, dopo che la domanda di mutui registrata in tutti i mesi del 2009, eccezion fatta per il mese di gennaio, ha continuato a confermare l’inversione di tendenza rispetto ai corrispondenti mesi del 2008. L’andamento della domanda di mutui degli ultimi 12 mesi esplicita ulteriormente l’inversione di tendenza. (9Colonne)
23 Ott, 2009
Il mercato dell’auto ha conosciuto nel mese di settembre una forte crescita nei principali paesi europei ed è stato “dopato” dagli aiuti pubblici. Lo sostiene Andrea Giuricin, fellow dell’Istituto Bruno Leoni nel primo “Rapporto Trimestrale sul mercato dell’auto” dell’IBL. Scrive Giuricin: “Il mercato dell’auto è stato fortemente sostenuto nel corso degli ultimi mesi, con ingenti fondi pubblici. Nei principali cinque mercati europei la crescita nel mese di settembre è stata pari al 14 per cento, mentre nel corso dei primi tre trimestri del 2009 le vendite sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto all’anno precedente. Si denotano politiche di aiuto molto differenti all’interno dell’Unione Europea sia in termini temporali che in termini di quantità”. Continua l’economista: “La Francia è stata il primo paese a dare incentivi al settore, mentre gli aiuti del governo tedesco, i più importanti, sono finiti in concomitanza con le elezioni politiche. Il mercato tedesco è quello che maggiormente ha beneficiato degli incentivi fiscali concessi con una crescita nei primi nove mesi dell’anno del 27 per cento. Gli aiuti in Italia hanno avuto un minore impatto, anche perché sono stati molto inferiori di quelli concessi in Germania. Per questo motivo il mercato italiano è sceso di circa il 6 per cento nei primi 9 mesi dell’anno. Fiat ha visto crescere le vendite del 6 per cento, a fronte di un mercato stabile nei primi tre trimestri dell’anno”. In conclusione: “Tutti i mercati europei sono stati “dopati” dalle politiche di aiuto pubblico al settore. Quando questi incentivi finiranno, probabilmente si registrerà una caduta delle vendite”. (9Colonne)
21 Ott, 2009
Il 92% degli italiani ritiene fondamentale o importante che la propria banca sia trasparente nell’indicare i settori in cui investe, l’81,2 % considera essenziale o importante che la propria banca investa una parte degli utili in progetti sociali o ambientali, mentre il 73,9% reputa fondamentale o importante che la propria banca non faccia investimenti nel settore delle armi. Sono questi alcuni dei dati più significativi che emergono dalla Ricerca "Voglia di Etica, cittadini, banche e finanza in tempi di incertezza" curata da Demos&Pi per Banca Etica e presentata a Roma alla stampa e a un nutrito gruppo di parlamentari, esponenti delle associazioni, del mondo bancario e della così detta "altra economia". Dallo studio supervisionato dal Prof. Ilvo Diamanti emerge con chiarezza la voglia di etica e il desiderio dei cittadini di potersi affidare ad istituti di credito che sappiano garantire attenzione non solo ai profitti ma anche alla sostenibilità socio-ambientale dell’operato loro e delle imprese che finanziano. Un desiderio che, per ora, si traduce in azione e scelta di consumo concreta per una minoranza di segmenti sociali (giovani, persone con scolarizzazione più elevata, etc.) ma che tuttavia sono in costante crescita. La ricerca ha messo in luce un atteggiamento ambivalente degli italiani nei confronti della banche: se il 68% degli italiani le ritiene importanti per lo sviluppo del Paese, ma ben il 65% afferma che "quelle oneste sono davvero poche". Gli italiani mostrano anche uno spiccato senso di "realismo" connotato anche da tratti di pessimismo: il 75,2% afferma che fino a oggi lo spazio per l’etica nel mondo dell’economia e della finanza è stato poco o nessuno, e solo il 26,5% si dice convinto che il superamento della grave crisi economica e finanziaria in corso poterà a una finanza "più giusta e rispettosa dei bisogni dei risparmiatori e degli investitori". (9Colonne)
20 Ott, 2009
Grazie a un’intesa tra Unindustria e Carisbo, le imprese bolognesi potranno utilizzare alcuni prodotti messi a disposizione dell’istituto di credito che prevedono l’estensione degli strumenti previsti dalla moratoria sui mutui, finanziamenti per il rafforzamento patrimoniale e sostegno al capitale circolante. Carisbo, peraltro, senza attendere le domande delle aziende, ha già fatto una stima sul numero delle imprese con i requisiti per ottenere un aiuto per la gestione degli insoluti: 1.500 circa in regione, 650-600 a Bologna. In questo caso, la banca, che ha detto sì all’83% delle richieste di credito delle aziende, concede una linea aggiuntiva agli affidamenti già in essere per un massimo di 250.000 euro, con i quali coprire le fatture non incassate. Ci sono poi prestiti alle società di capitali che intendano aumentare la propria ricapitalizzazione, per cifre pari da due fino a cinque volte l’importo dell’aumento di capitale (massimo di tre milioni di euro). Alle piccole aziende è destinato uno strumento che permette di rinviare le rate dei mutui di 12 mesi e riguarda le rate in scadenza o scadute da non più di 180 giorni dal giorno della domanda. “La piccola industria- ha detto il presidente di Unindusatria, Maurizio Marchesini- è in cima alle preoccupazioni del mondo associativo, perché sta soffrendo per l’accesso al credito. In particolare, le aziende che hanno fatto bene il loro mestiere e hanno investito, ora sono a metà del guado e sono maggiormente esposte. Ci dobbiamo impegnare per la salvaguardia del distretto, anche perché salvare le piccole imprese significa aiutare le grandi”. (9Colonne)
19 Ott, 2009
Sono due gli obiettivi primari proposti a Vicenza durante la Convention annuale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie: investire in formazione e in specializzazione. Propositi che discendono dalla consapevolezza che "è finita l’era del commercialista tuttologo". Così si è espresso il presidente dell’Associazione Dante Carolo. I Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili che operano nel Triveneto attualmente sono quasi 11 mila. Di questi, 3.012 sono donne e 3.015 hanno un’età compresa tra i 30 e i 40 anni. La provincia con il maggior numero di iscritti risulta essere quella di Verona che conta in tutto 1.750 commercialisti e ragionieri, seguono Padova (1.567) e Treviso (1.305). Denominatore comune e tema di dibattito per gli 11 mila esperti di bilanci, l’effetto della crisi economica che ha modificato tipologia e modalità dell’impegno del commercialista. Innanzitutto è cresciuta la mole di lavoro straordinario, procurata dall’esigenza di ristrutturazione manifestata dalle aziende. Contemporaneamente sono aumentate le procedure seguite per insolvenza, fallimenti e licenziamenti. Un impegno a cui si è aggiunto quello determinato dai maggiori adempimenti fiscali e tributari richiesti dall’Agenzia delle Entrate. La crisi ha sortito, inoltre, una pesante dilazione dei pagamenti: come testimoniato da un sondaggio condotto dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, l’incasso delle parcelle è passato da 30 a 150 giorni, andando a incidere fortemente sui bilanci di molti studi. I professionisti del Nordest in questo non si differenziano da quelli del resto del Paese. La specificità di quest’area va, invece, individuata nella struttura produttiva composta da innumerevoli microimprese. Un tessuto economico che per il commercialista si traduce spesso nell’espletazione di attività basilari: dichiarazioni dei redditi e contabilità in generale. Rispetto ad altre regioni, infatti, le microimprese del Triveneto preferiscono affidarsi al professionista che offre servizi personalizzati, piuttosto che all’Associazione di categoria. Un campo d’azione in sensibile crescita per i commercialisti è, inoltre, rappresentato dalla consulenza agli istituti di credito che sempre più spesso richiedono pareri esterni per valutare bilanci di società che necessitano di ricorrere ai prestiti bancari (9Colonne)
16 Ott, 2009
Il 29 ottobre si svolgerà presso l’Università Bocconi un incontro promosso da Carefin sui temi della concorrenza e del pricing nell’industria dei fondi. Tra i relatori, studiosi del settore, rappresentanti del mondo del risparmio gestito e delle autorità di vigilanza. I fondi di investimento sono contraddistinti da un elevato livello di trasparenza ed efficienza. Le riforme regolamentari, l’attenzione degli investitori e la professionalità dei gestori hanno condotto ad una crescente misurabilità e confrontabilità dei costi e dei ricavi dell’industria dei fondi. Il Carefin (Centre for Applied Research in Finance) dell’Università Bocconi ospita un incontro tra studiosi, autorità ed operatori dell’industria del risparmio gestito per discutere l’impatto che la trasparenza ha avuto sulla concorrenza tra prodotti e sull’efficienza dei costi. Il lavori saranno aperti alle ore 9 da Vincenzo Perrone e Andrea Resti dell’Unversità Bocconi. Il Segretario generale del Cesr Carlo Comporti e Peter Tufano della Harvard Business School tracceranno poi un quadro della situazione a livello internazionale dal punto di vista normativo e finanziario, mentre Javier Gil Bazo e Marco Navone rispettivamente dell’Universita Carlos III di Madrid e del Carefin presenteranno i risultati di due studi sulla relazione tra prezzi e performance e sulla relazione tra costi di ricerca e commissioni. Nel ruolo di discussant, rappresentanti dell’industria quali Marcello Esposito di Banca Patrimoni Sella, Mario Noera di UniCredit Private Banking e Raffaele Zenti di Myholding. Chiuderà l’incontro Dario Frigerio di Unicredito. Il direttore generale di Assogestioni Fabio Galli presiderà il dibattito. (9Colonne)
13 Ott, 2009
Intesa Sanpaolo e Unione degli Industriali della provincia di Varese hanno siglato un accordo per promuovere misure volte a garantire l’afflusso di credito al sistema produttivo varesino, attraverso interventi sulla liquidità e sulla patrimonializzazione delle imprese. Nell’ambito di questo accordo Intesa Sanpaolo mette a disposizione degli associati dell’Unione Industriali un plafond di 200 milioni di euro. L’accordo che rientra nella più ampia convenzione nazionale siglata il 3 luglio scorso tra il Intesa Sanpaolo e Confindustria, con un plafond complessivo di 5 miliardi di euro è stato firmato da Bruno Bossina, direttore Direzione Regionale Lombardia Intesa Sanpaolo e da Alberto Testa, presidente del Comitato Piccola Industria dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese alla presenza di Fausto Luotti, direttore Area Lombardia Nord di Intesa Sanpaolo. Da un lato, con una presenza di circa 80 filiali tra Varese e provincia, Intesa Sanpaolo mette a disposizione delle imprese varesine nuovi finanziamenti; dall’altro la partnership con l’Unione Industriali consente di dialogare efficacemente e rapidamente con le imprese clienti della banca. "Il credito dichiara il presidente del Comitato Piccola Industria varesino, Alberto Testa - è essenziale per le imprese, è una priorità per il nostro sistema così come le imprese sono essenziali per il core business delle banche, che rimane quello di "offrire" denaro a chi produce. E’ questo un orizzonte che nessuno di noi deve e può dimenticare. E’ quindi importante che il dialogo avviato, anzi devo dire intensificato, tra Intesa Sanpaolo e la Piccola Industria, continui a generare i frutti sperati. Dialogo che ha portato a siglare a Roma il 3 luglio scorso un significativo accordo per la moratoria dei debiti e per la patrimonializzazione aziendale. Un accordo che oggi formalizziamo anche sul nostro territorio. Moratoria è uguale a ossigeno. Ossigeno di cui abbiamo assoluto bisogno. La prima necessità delle piccole e medie imprese oggi è di avere credito certo e costante". "L’accordo firmato oggi - aggiunge Bruno Bossina, di Intesa Sanpaolo - mette a disposizione degli imprenditori della provincia di Varese strumenti immediatamente utili in questo particolare momento economico per sostenere la gestione degli insoluti, l’attività finanziaria corrente e il rafforzamento della capacità patrimoniale delle imprese al fine di programmare il futuro con basi più solide. In particolare con il rinvio di un anno del pagamento delle rate dei mutui vogliamo fornire agli imprenditori il respiro finanziario necessario per la gestione del circolante e potersi così concentrare sul proprio core business." (9Colonne)