Archive for Ottobre, 2009

FONDI ETICI IN CALO SOLO DA NOI

A livello mondiale i patrimoni gestiti con criteri di responsabilità sociale hanno raggiunto il 10% del mercato. Secondo la società di ricerca Vigeo, l’industria europea dei fondi socialmente responsabili ha resistito alla crisi, aumentando il proprio patrimonio del 23% nel 2008 e del 27% nei primi sei mesi di quest’anno. Un incremento esponenziale, che ha riguardato soprattutto paesi come Francia, Germania e Belgio. Lo ha detto nel corso di un convegno Alessandra Viscovi, direttrice generale di Etica sgr. In Europa sono presenti 683 fondi etici per un totale di 53 miliardi di euro collocati a clienti retail, mentre l’Italia è rimasta indietro rispetto agli altri Stati europei e conta oggi 20 fondi per un patrimonio complessivo di circa 1,5 miliardi, in calo da tre anni consecutivi. Peraltro, anche in Italia i fondi socialmente responsabili hanno dimostrato almeno di resistere meglio degli altri alla crisi (i patrimoni di tali fondi nell’ultimo anno sono diminuiti del 10,9% contro un dato del mercato pari a -16,6%), con alcuni casi in netta controtendenza, come i fondi di Etica Sgr che nello stesso periodo hanno registrato un +27,1%. La scarsa incidenza di patrimoni gestiti con criteri etici si riflette anche sulle performance di responsabilità sociale delle imprese italiane, che sono arretrate rispetto alle imprese europee soprattutto in ambiti quali l’ambiente e la governance. "Come comunità finanziaria e come risparmiatori – ha detto Viscovi - occorre attuare un salto di qualità e un passaggio culturale epocale passando da un ruolo di shareholders, semplici detentori di azioni, a quello di stakeholders, portatori di interessi con particolare attenzione a quelle aziende che si impegnano a migliorare l’ambiente, la qualità della vita dei loro lavoratori, che combattono la corruzione, il marketing illegale, ecc". (9Colonne)

AGROALIMENTARE IN VETRINA A COLONIA

Si apre domani a Colonia la 30° edizione dell’ANUGA, uno dei maggiori eventi fieristici mondiali dedicato al settore agroalimentare. Anche quest’anno l’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE) ha organizzato una partecipazione Collettiva italiana che vedrà la presenza di oltre 280 aziende del settore. Alla cerimonia di inaugurazione sarà presente il presidente dell’ICE, Umberto Vattani. Per questa edizione dell’ANUGA la partecipazione sarà di oltre 6.500 espositori (di cui l’85% stranieri, provenienti da 98 Paesi) e sono attesi oltre 160.000 visitatori, di cui circa la metà stranieri (da 175 paesi). La partecipazione italiana nel suo complesso sarà, per tradizione ormai consolidata, la più significativa tra le presenze straniere, con 970 espositori ospitati su 21.600 mq. La Collettiva organizzata dall’ICE sarà una delle più importanti, sia per superficie occupata (4.700 mq) che per numero di aziende partecipanti. Come nelle precedenti edizioni, anche quest’anno verrà offerto un ampio panorama della produzione agroalimentare "Made in Italy", con la presentazione sia di prodotti industriali, che di specialità tipiche regionali, a favore dei quali è stato predisposto un piano di comunicazione articolato, con inserzioni pubblicitarie nelle più importanti riviste di settore. Gli espositori della Collettiva ICE, in maggioranza piccole e medie imprese, sono distribuiti geograficamente come segue: il 41% dal Nord, il 21% dal Centro ed Il 38% dal Sud. Fra le presenze regionali più rappresentative sono da segnalare, in ordine di importanza, quelle di Emilia Romagna (53 espositori), Campania (44), Puglia (40), Lombardia (31), Abruzzo (29), Marche (24) e Calabria (20). La bilancia agro-alimentare italiana, strutturalmente deficitaria, ha registrato, nel 2008, un passivo di 2.352 milioni di euro, per effetto di 23.743 milioni di esportazioni (+8,7% rispetto al 2007) e di 26.095 milioni di importazioni (+1,6%). Nei primi tre mesi del 2009 le esportazioni italiane sono state pari a 5.176 milioni di euro (-4,88% nei confronti dei primi tre mesi del 2008). Le esportazioni agro-alimentari italiane sono dirette principalmente verso i Paesi dell’Unione europea che, nel 2008, hanno assorbito il 69,4% del totale. Relativamente ai comparti merceologici si segnalano, in ordine di importanza, i prodotti ortofrutticoli (25% del totale esportato), i vini (16%), le conserve e i succhi vegetali (12%), le paste alimentari (8%), i prodotti dolciari (7%), i prodotti lattiero-caseari (5%) e l’olio d’oliva (3%). Nel panorama dei Paesi importatori di prodotti agro-alimentari dall’Italia la Germania è di gran lunga il maggiore. Nel 2008, il valore delle esportazioni italiane verso la Germania, sostenute da massicci investimenti, è ammontato a 4.780 milioni di euro (+5,7% rispetto al 2007), che rappresentano oltre un quinto del totale delle nostre esportazioni. In tale graduatoria la Germania precede la Francia, gli Stati Uniti e il Regno Unito. Questi quattro Paesi assorbono, complessivamente, circa il 50% del totale. Tra i prodotti maggiormente esportati nel 2008 verso il mercato tedesco si segnalano: i prodotti ortofrutticoli con 1.239 milioni di euro (+2,58%), i vini con 766 (+0,77%), le conserve e i succhi vegetali con 549 (+16%), le carni preparate con 399 (+4,43%), le paste alimentari con 371 (+35%), i prodotti dolciari con 318 (+4,34%) ed i prodotti lattiero-caseari con 252 (-13,50%). I dati finora disponibili, relativi ai primi tre mesi del 2009, evidenziano una diminuzione delle esportazioni pari all’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2008. (9Colonne)

SU YOUTUBE IL CREDITO CONSAPEVOLE

A partire da oggi all’indirizzo www.youtube.it/agoseducato, è online il progetto "I finanziamenti che fanno scuola - Il credito consapevole", un innovativo canale educativo ideato da Agos e Ducato dedicato a tutti gli utenti interessati ai prodotti finanziari. Grazie alla realizzazione di contributi video creati ad hoc e fruibili sulla piattaforma YouTube, Agos e Ducato forniscono uno strumento assolutamente nuovo e unico nel suo genere, allo scopo di promuovere una maggiore consapevolezza riguardo al credito al consumo. "Il canale educational ‘I finanziamenti che fanno scuola - Il credito consapevole’ rappresenta un modo innovativo e inesplorato di rivolgersi al pubblico, uno strumento evoluto e semplice che rende disponibili informazioni utili in modo spontaneo e facilmente comprensibile per l’utente – dichiara Enza Gioia, direttore Relazioni Esterne, Comunicazione e Immagine di Agos. Abbiamo per questo scelto di avere una presenza importante su YouTube, un mezzo attuale e largamente diffuso, in grado di garantire immediatezza e semplicità. L’obiettivo è quello di contribuire alla formazione di un approccio consapevole al credito, improntata a criteri di correttezza e chiarezza. Attraverso YouTube ci apprestiamo quindi ad aprire un canale diretto con gli utenti, per continuare ad alimentare un progetto di educazione finanziaria che Agos e Ducato decidono di avviare e sostenere attraverso tutte le attività di comunicazione. Questo è solo il primo passo di un progetto più ampio che prevede l’utilizzo anche di altri canali, per un piano di divulgazione dell’educazione finanziaria sistematico e continuativo". All’interno della pagina dedicata ad Agos e Ducato, sarà possibile trovare lo storico dei video educational che saranno periodicamente implementati. Il nuovo canale è composto da tre aree tematiche: l’ambito "consumer", rivolto a chiunque intenda usufruire in modo consapevole dei prestiti per il consumo; quella "business", indirizzata ai partner commerciali; l’area "contributi esterni", che ospiterà le videointerviste presentate da professionisti autorevoli. Nell’ambito consumer saranno inizialmente proposti tre contributi video: "Il credito al consumo: un approccio consapevole", "Guida alla lettura del disclaimer. Esempio di proposta di finanziamento finalizzato all’acquisto di un bene" e, infine, "Analisi del disclaimer. Esempio di proposta di finanziamento personale". Per l’area business, invece, sarà reso disponibile il video "I documenti per il cliente". Nella sezione dedicata ai contributi esterni appariranno infine le videointerviste di Umberto Filotto, Segretario generale di Assofin, l’Associazione che riunisce e rappresenta i principali operatori finanziari che operano nel comparto del credito al consumo, e di Fabio Picciolini, responsabile Credito di Adiconsum, una delle principali Associazioni italiane a difesa dei consumatori. (9Colonne)

SETTEMBRE: + 1,6 MILIARDI DI EURO PER I FONDI COMUNI

A settembre il sistema dei fondi comuni mette a segno una raccolta positiva per un totale di quasi 1,6 miliardi di euro. Il bilancio tra sottoscrizioni e riscatti sostiene la crescita del patrimonio che, grazie anche alla rivalutazione dei portafogli, cresce fino a quota 422,5 miliardi di

euro. E’ quanto si legge nel report mensile di Assogestioni. Tre le categorie con il segno più: Azionari, Bilanciati e Obbligazionari. I prodotti Obbligazionari registrano il risultato più rilevante con una raccolta di oltre 1,5 miliardi di euro e un patrimonio che al momento della rilevazione vale il 37,7% degli asset del settore, pari a circa 160 miliardi di euro. In leggera flessione, rispetto allo scorso mese, la raccolta dei prodotti Azionari che si presentano con flussi positivi per 339 milioni di euro e asset pari al 19,7% (83 miliardi di euro) del patrimonio investito in fondi comuni. Cresce a settembre la raccolta per i Fondi Bilanciati che incassano 152 milioni di euro e possiedono asset che sfiorano i 18 miliardi di euro, il 4,2% del totale Lo scorso mese guidavano la classifica ma questa volta i Fondi di Liquidità registrano un risultato negativo pari a 311 milioni di euro. Contrariamente all’andamento dei flussi il patrimonio cresce e si posiziona poco sotto i 90 miliardi di euro, il 21,2% degli asset complessivi. Secondo quanto rilevato dall’Ufficio statistiche dell’associazione tornano in negativo anche i Fondi Flessibili, con deflussi per 71 milioni di euro ed un patrimonio pari a oltre 56 miliardi, il 13,3% degli asset del settore. La raccolta dei Fondi Hedge si avvicina sempre di più alla parità e questo mese i prodotti alternativi chiudono con deflussi per 58 milioni di euro e un patrimonio equivalente al 3,8% degli asset complessivi, pari a oltre 16 miliardi di euro.

Nonostante il calo rispetto ad agosto, durante il mese di settembre il risultato di raccolta dei Fondi di diritto Italiano è positivo per 396 milioni di euro. Con l’appoggio degli afflussi il patrimonio è arrivato a sfiorare i 215 miliardi di euro, il 50,8% del patrimonio totale. I prodotti domestici promossi da Gruppi italiani raccolgono 404 miliardi di euro e detengono

un patrimonio di oltre 193 miliardi di euro, il 45,8% degli asset. I fondi italiani promossi da Gruppi esteri accusano deflussi per 8 milioni di euro. Il loro patrimonio vale oggi il 5% delle masse del settore, circa 21 miliardi di euro. I Fondi di diritto Estero proseguono la loro corsa in territorio positivo con una raccolta provvisoria di 1,2 miliardi di euro, di cui solo una piccola parte, 28 milioni, è attribuibile ai prodotti promossi da Gruppo Esteri. Gli asset stimati per i Fondi di Diritto Estero sono alla fine del mese di settembre 208 miliardi di euro, il 49,2% delle masse complessive ascrivibili all’intero sistema fondi. IGruppi Italiani, che detengono l’82,6% del patrimonio, hanno registrato flussi positivi per poco meno di 1,6 miliardi di euro. I Gruppi Esteri chiudono momentaneamente con 20 milioni di euro di raccolta positiva. (9Colonne)

TREMONTI: INCERTEZZA SULLA VELOCITA’ DELLA RIPRESA

La ripresa è vicina, ma c’è incertezza sulla futura velocità della crescita dell’economia. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. I dati macroeconomici, ha detto, “suggeriscono un rimbalzo” dell’economia nel nostro Paese “tra la seconda metà dell’anno in corso e l’inizio del 2010. Tuttavia, la velocità, della crescita da quel momento in poi rimane incerta. La ripresa dell’economia italiana si sta sviluppando largamente in linea con il resto d’Europa. Sin dalla primavera scorsa, e con maggiore convinzione questa estate, sia gli indicatori di fiducia che quelli sulla congiuntura sono rimbalzati notevolmente”. "Dall’estate 2009 – ha aggiunto – le condizioni complessive della congiuntura sono migliorate con segnali di stabilizzazione e ripresa. Le tensioni sui mercati internazionali si sono attenuate e anche le Borse registrano un progressivo aumento”. In ogni caso, ribadisce Tremonti, “siamo ancora in terra incognita”. Per quanto riguarda l’Italia, prosegue il ministro, “si registrano segni positivi, sale la fiducia dei consumatori e da aprile la produzione industriale ha arrestato la caduta”. Inoltre, “i dati sull’andamento economico che si stanno accumulando sono positivi”. Tremonti ha poi affermato che il Pil italiano scenderà quest’anno “di circa il 5%, in larga parte a causa della dura contrazione durante l’inverno”. Per quanto riguarda la finanza pubblica, l’indebitamento netto dell’Italia, ha specificato il ministro, "è tra i più contenuti, attestandosi al livello che nel 2010, per la prima volta in tanti anni, è inferiore alla media europea”. Per il prossimo anno, spiega Tremonti, il livello di deficit “resta fissato al 5%. Crediamo che un deficit oltre la soglia del 5% non sarebbe augurabile. E’ giusto continuare nella logica della prudenza dato l’elevato debito pubblico italiano. La politica della prudenza è fondamentale". Relativamente all’azione di contrasto alla crisi messa in opera dal governo, Tremonti ha affermato: "Abbiamo agito con tempestività nella convinzione che la stabilità finanziaria sia fattore essenziale per il Paese e per la crescita”. La Finanziaria, in particolare, non contiene una manovra ma solo interventi ordinari e alcune proroghe. “Sarà possibile un eventuale potenziamento quando emergerà un gettito da destinare a finalità sociali”. Il ministro dell’Economia ha spiegato che "a oggi non c’è nessuna decisione europea sulla tempistica dell’exit strategy, siamo di fronte ad una elevata incertezza sulle prospettive dell’economia che non trova precedenti prossimi storici ha richiesto forte prudenza per evitare effetti contrari agli interesse generali”. (9Colonne)

IL PRICING DEI FONDI ETICI

Il mercato europeo dei fondi etici ha registrato, negli anni 1999-2008, un costante trend di crescita sia nel numero di fondi esistenti (passati da 159 a 537), sia nell’entità del patrimonio gestito (passato da 11.074 a 48.720 milioni di euro). Analogamente, a livello domestico, il comparto ha mostrato un andamento in costante crescita a partire dai primi anni novanta, sebbene presenti dimensioni più contenute rispetto al mercato europeo. Sulla base di tali evidenze, Mariantonietta Intonti e Antonella Iannuzzi dell’Università di Bari hanno realizzato uno studio dal titolo: "Analisi qualitativa e modalità di pricing dei fondi comuni di investimento etici in Italia", recentemente presentata al convegno annuale dell’Associazione dei Docenti di Economia degli Intermediari Finanziari. La ricerca si è posta due obiettivi: 1) fornire un inquadramento teorico della tematica dei fondi etici, sia riguardo alle caratteristiche di eticità, sia riguardo al pricing; 2) sviluppare due analisi empiriche integrate, la prima qualitativa, la seconda quantitativa. L’analisi qualitativa si è concentrata sui fondi etici di diritto italiano presenti sul mercato domestico e ha avuto come obiettivo la misurazione dell’effettivo grado di eticità dell’universo analizzato. A questo scopo, le autrici hanno costruito uno specifico modello per l’attribuzione ai fondi di un rating etico, espressione sintetica di una serie di standard di responsabilità sociale appositamente individuati. In secondo luogo, hanno verificato l’aderenza dei contenuti dei documenti informativi dei fondi agli standard etici selezionati. L’analisi quantitativa, invece, è orientata alla valutazione dell’entità del pricing degli stessi fondi etici di diritto italiano. A questo fine è stato elaborato un nuovo indicatore di costo (GER, Global Expense Ratio) comprensivo della maggior parte degli oneri che gravano sull’investimento, che è stato successivamente applicato sia all’universo dei fondi etici oggetto di indagine sia ad un campione di fondi tradizionali assunto come benchmark. Per quanto concerne i risultati ottenuti, la prima analisi, se da un lato ha mostrato un discreto grado di eticità medio (57,58%) dei fondi analizzati, dall’altro ha messo in luce diverse aree di miglioramento. Nel complesso, tra gli standard etici maggiormente diffusi si segnalano: l’uso di criteri di screening ambientali e relativi ai diritti umani, la presenza di un comitato etico, l’esistenza di certificazione etica e, infine, l’adozione di politiche di azionariato attivo. In merito alla seconda analisi, lo studio ha messo in evidenza alcuni elementi di scarsa trasparenza sia negli indicatori di costo attualmente in uso (lacune nella configurazione del TER e del Turnover Ratio), sia nella comunicazione agli investitori (assenza di distinzione tra costi di produzione e di distribuzione, opacità nell’illustrazione degli oneri). E’ apparsa, inoltre, notevolmente elevata la numerosità degli oneri che gravano sull’investimento. L’analisi del pricing dei fondi etici e l’analisi del grado di eticità, combinate insieme, hanno mostrato, grazie ad uno studio di correlazione, l’assenza di legami significativi tra etica e pricing, segno che il processo di gestione etica non incide sul prezzo complessivo dello strumento. Il confronto tra il pricing dei fondi etici e quello dei fondi tradizionali ha evidenziato una minore onerosità media della prima categoria, segno che il pricing può essere considerato un elemento di differenziazione dei fondi etici e una leva strategica (da sfruttare ulteriormente) per la diffusione sul mercato di tali strumenti. (9Colonne)

MILANO, 6 MILA IMPRENDITORI OVER 70

Imprenditori a tutte le età. La provincia di Milano conta 5.838 imprenditori ultrasettantenni titolari di ditta individuale, di cui il 22,3% donne (pari a 1.299 ditte individuali). In cinque anni crescono del 20,2%, contro una crescita italiana del 4 % (il totale nazionale è di oltre 299 mila con più di 78 mila donne). I titolari milanesi anziani rappresentano il 3,9% del totale delle ditte individuali milanesi. Le crescite maggiori a Milano si hanno nel settore dell’intermediazione economica e della finanza (+125%), nelle attività immobiliari, di noleggio e ricerca (+45%) e nelle costruzioni (+36,9%). Milano è nona in Italia per numero di ditte individuali con titolare ultrasettantenne e settima per crescita in 5 anni. A Milano gli imprenditori ultrasettantenni sono diffusi soprattutto nel settore del commercio (40,7% contro il 16,2% del dato italiano) e nelle attività manifatturiere (15,8% contro il 4,9% italiano). Uno su nove (11,1%) è attivo invece nel settore agricolo, che prevale invece a livello italiano (67% degli imprenditori). Anche le imprenditrici ultrasettantenni a Milano privilegiano il settore del commercio (con il 48,3% delle imprese) Seguono il settore agricolo (12,5%) e le attività manifatturiere (12,2%). In 5 anni le ditte individuali con titolare donna di età superiore ai 70 anni crescono nella provincia di Milano del 13,4%, più del dato italiano che si ferma al +9,4%. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese al secondo trimestre 2009 e 2004 realizzata in occasione della festa dei nonni. “Gli anziani sono una ricchezza nella nostra società, a partire dalla famiglia, col sempre più indispensabile ruolo svolto dai nonni - sottolinea Carlo Sangalli, presidente della Camera di commercio di Milano -. Una ricchezza che si manifesta grazie alla loro esperienza, alla dedizione alla famiglia e ai nipoti. Grazie al loro aiuto, al buon esempio, al rispetto. Ma sempre più spesso il loro ruolo sociale si mostra anche attraverso la loro capacità di continuare a portare avanti un’impresa radicata, in molti casi l’attività di una vita, e di trasmetterla ai più giovani: il più delle volte la famiglia è coinvolta e il risultato positivo arriva grazie al contributo delle diverse generazioni che operano insieme". (9Colonne)