Archive for Novembre, 2009

FESTIVAL ECONOMIA 2010: COME PREVENIRE NUOVE CRISI

Come ha fatto il mondo ad arrivare sull’orlo di una nuova Grande Depressione? E’ stata questa la domanda che ha animato l’ultima edizione del Festival dell’Economia di Trento. Come possiamo attrezzarci affinché questo non accada più? E’ la domanda chiave dell’edizione 2010 del Festival il cui tema è appunto: “Informazioni, scelte e sviluppo”. In questa quinta edizione del Festival, che avrà inizio giovedì 3 giugno e si concluderà domenica 6, economisti e studiosi delle diverse discipline saranno chiamati a riflettere sulla natura delle asimmetrie informative che si pongono di fronte alle scelte quotidiane di famiglie, imprese, banche e su come queste si accentuano in presenza di crisi di liquidità. Sarà un modo anche per pensare a come definire nuove regole che siano in grado di stimolare la crescita riducendo la stretta creditizia che penalizza le imprese e aumentando la trasparenza dei mercati. Più in generale si discuterà di come si acquisiscono le informazioni, di come vengono selezionate le diverse fonti, scoprendo magari che alcune volte lo facciamo cercando conferme alle nostre opinioni o altre, in ultima analisi, accettando smentite a nostri preconcetti. Attenzione verrà prestata anche all’industria dell’informazione, ai meccanismi che presiedono al controllo dell’informazione fornita ai cittadini. La ricerca su questo tema offre molteplici punti di vista, cui si cercherà di offrire adeguata rappresentazione in questa nuova edizione. Ci sarà spiegata l’origine di comportamenti diffusi nei mercati della finanza, nelle scelte di risparmio e relative all’età di pensionamento, dunque all’offerta di lavoro e all’accumulazione di capitale umano. Non solo. Si valuteranno anche gli effetti delle campagne di informazione sui comportamenti elettorali e sulle percezioni di fenomeni complessi come l’immigrazione o la criminalità. Anche quest’anno, dunque, quattro giorni di dibattiti, incontri, lezioni, che confermeranno il Festival di Trento un appuntamento ormai imperdibile non solo per chi ama l’economia, ma per quanti desiderano comprendere meglio le grandi trasformazioni del nostro tempo. (9Colonne)

TREMONTI ALLA SCUOLA DEL PARTITO COMUNISTA CINESE

Nella lezione tenuta il 19 novembre scorso presso la Scuola Centrale del Partito Comunista Cinese, il ministro Giulio Tremonti si è soffermato sulle caratteristiche del "nuovo" capitalismo. Il capitalismo atipico. Il capitalismo degli "hedge fund" e degli "equityfund", dei contratti derivati, dello "shareholder value"e dello "short term". "Si è dimenticato – ha detto Tremtoni - che la funzione della società per azioni non è solo quella di creare valore per gli azionisti, ma anche di creare valore per i lavoratori ed, in questo modo, per la società nel suo insieme. Si è dimenticato che la speculazione può anche essere una parte, ma non è il tutto del capitalismo. È così che la parte ‘nuova’ del capitalismo è uscita dalla sua originaria e propria dimensione legale ed etica. È così che la finanza è deviata e si è sviluppata non nel regno del diritto, ma nel regno opposto, nel regno del non diritto, nel regno dell’ ‘anomia’. È così che le nuove mega-banche globali sono state costruite come piramidi senza base. È così che i contratti finanziari sono stati scritti come geroglifici illeggibili. È così che ciò che nel mercato doveva cancellare il rischio, lo ha invece creato e su scala incontrollata ed incontrollabile. In sintesi, è così che la sovranità monetaria, il potere di emettere la moneta, un potere sovrano e perciò storicamente proprio degli Stati, è stata invece ceduta, dalla politica al mercato. È così che si è infine realizzata, e con la crisi ne stiamo pagando il prezzo, l’antica profezia di Goethe: ‘I biglietti alati voleranno più in alto di quel che la fantasia umana può immaginare’". (9Colonne)

25% IMPRESE IMMIGRATI NON HA RAPPORTI CON BANCHE

Oltre un quarto delle imprese gestite da immigrati non ha mai avuto relazioni con le banche, nemmeno attraverso l’apertura di un conto corrente. Meno di un quinto richiede prestiti al sistema creditizio, preferendo l’autofinanziamento o il sostegno di amici e parenti. Le comunità che meno si rivolgono agli istituti di credito sono quelle cinesi e africane. Sono alcune delle considerazioni contenute nel Rapporto "Finanza e comportamenti imprenditoriali nell’Italia multietnica", realizzato da Unioncamere, Nomisma e Crif. Le cose, nei primi sei mesi dell’anno, si sono fatte più difficili, perché fattori congiunturali e strutturali hanno reso le imprese con titolare straniero (309.000 di cui oltre il 77% guidate da cittadini extracomunitari e poco meno del 23% comunitari) ancora più "a rischio". L’imprenditoria immigrata ha continuato a crescere anche nel 2009, tanto che la componente extracomunitaria, nel I semestre 2009, ha messo a segno un saldo positivo di 6.489 imprese. Malgrado la progressiva diffusione delle imprese straniere, questi imprenditori sembrano rivolgersi in prevalenza a tipologie di finanziamento più vicine al credito al consumo. Dall’indagine condotta da Nomisma emerge che gli imprenditori cui è stato rifiutato il prestito da parte della banca (il tasso di rifiuto medio è pari al 24,1%) potevano offrire scarse garanzie.

Tuttavia, solo il 25% delle imprese alle quali è stato rifiutato il prestito rinuncia definitivamente al progetto di spesa: il restante 75% lo realizza ugualmente, facendo ricorso a forme di finanziamento informali rese disponibili da parenti e familiari, amici e conoscenti. "Da luglio a settembre - ha evidenziato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - la popolazione immigrata ha contribuito a determinare quasi il 70% della crescita delle ditte individuali, confermandosi così uno dei principali fattori di tenuta del nostro tessuto produttivo. La consuetudine delle relazioni con i servizi bancari, però, è ancora debole. L’augurio è che questo processo di avvicinamento al sistema creditizio acceleri, affinché queste aziende abbiano modo di rafforzare la propria struttura, integrandosi ulteriormente con il mondo produttivo nazionale". Secondo il viceministro allo Sviluppo economico Adolfo Urso "se da un lato occorre promuovere una maggiore integrazione degli imprenditori immigrati nel sistema produttivo e creditizio italiano dall’altro, appaiono altrettanto necessari comportamenti rispettosi delle regole di mercato da parte di questo nuovo tessuto imprenditoriale, per impedire una concorrenza basata esclusivamente sulla riduzione dei costi che pregiudicherebbe profondamente le condizioni operative del sistema produttivo nazionale". (9Colonne)

BANCA D’ITALIA, GUIDA AI MUTUI E AI CONTI CORRENTI

"In generale, l’intermediario concede un importo che non supera l’80% del valore dell’immobile, valore stabilito in base alla perizia effettuata da un esperto. A volte gli intermediari concedono mutui che vanno anche oltre l’80% del valore dell’immobile, ma in questi casi richiedono maggiori garanzie e spesso condizioni meno favorevoli per il cliente. Prima di chiedere il mutuo è opportuno valutare attentamente il proprio reddito, anche in prospettiva, e la propria disponibilità mensile al netto delle spese fisse. È bene che la rata non superi un terzo del reddito disponibile, per poter far fronte alle spese correnti, a spese impreviste e a possibili riduzioni di reddito (malattia, infortunio, licenziamento).". E’ un brano tratto dalla Guida "Il mutuo per la casa in parole semplici” realizzata dalla Banca d’Italia insieme alla Guida “Il conto corrente in parole semplici”. Entrambe le Guide sono previste dalla nuova disciplina sui rapporti tra intermediari e clienti del 29 luglio 2009. Le due Guide contengono informazioni su cosa sia un conto corrente o un mutuo, come sceglierlo, a cosa fare attenzione prima e dopo la conclusione del contratto, quali diritti ha il cliente e come può farli valere. I due documenti, che saranno disponibili a partire dal 1° gennaio 2010 anche presso gli sportelli degli intermediari che offrono conti correnti e mutui ipotecari ai consumatori, fanno parte delle iniziative adottate dalla Banca d’Italia per assicurare la trasparenza dei servizi bancari e finanziari, migliorare le conoscenze finanziarie dei cittadini, aiutarli a conoscere i prodotti più diffusi e a fare scelte consapevoli. (9Colonne)

COME TRASFERIRE DENARO DAL CELLULARE

Poste Italiane e MoneyGram lanciano in Italia il primo servizio che permette di trasferire denaro dal cellulare e via web. Grazie alla tecnologia esclusiva di PosteMobile, l’operatore di telefonia del Gruppo Poste Italiane, e agli strumenti di pagamento BancoPosta, per la prima volta viene introdotto in Italia l’innovativo servizio di money transfer da telefonino che si aggiunge alla novità di poter trasferire denaro dalla piattaforma di Internet Banking di Poste Italiane. Sia per le transazioni dal cellulare sia da Internet, l’importo in cash, in soli dieci minuti, sarà disponibile in uno qualsiasi dei 186 mila punti vendita MoneyGram del mondo. Il progetto ha una forte valenza strategica per entrambe le società, considerato che il mercato del money transfer in Italia vale circa 6 miliardi di euro e che la penetrazione della telefonia mobile è tra le più elevate al mondo, sia tra gli italiani sia tra gli stranieri residenti nel nostro Paese (il 93% degli immigrati presenti in Italia si avvale delle nuove tecnologie e possiede un telefono cellulare). Una potenzialità di mercato elevata anche tenendo conto che con oltre 4 milioni di cittadini stranieri, l’Italia è uno dei principali luoghi di immigrazione in Europa e, che già oggi, sono circa 2 milioni i cittadini stranieri clienti di Poste Italiane, di cui molti già online, settore in cui Poste Italiane è leader di mercato con più di 20 milioni di transazioni online l’anno. Un servizio che, comunque, ha tra i suoi potenziali utilizzatori i 5,5 milioni di correntisti BancoPosta, i 5,7 milioni di titolari di carta Postepay e i circa 1,3 milioni di possessori di Sim PosteMobile. Il servizio presenta vantaggi in termini di sicurezza, comodità, rapidità e facilità d’uso, nonché la possibilità di accesso anche oltre gli orari di apertura degli Uffici Postali e senza necessità di spostamenti. Per poter trasferire i fondi da web è sufficiente essere titolari di BancoPosta Online il servizio di internet banking del conto BancoPosta, o del conto BancoPosta Click, il conto online di Poste Italiane, mentre per avvalersi del servizio da cellulare è necessario possedere una Sim PosteMobile associata a uno strumento di pagamento (conto BancoPosta, conto BancoPosta Click o Postepay). (9Colonne)

NUOVO MERCATO OBBLIGAZIONARIO RETAIL IN UK

Sarà operativo da febbraio 2010 il nuovo servizio di trading order driven per le obbligazioni proposto dal London Stock Exchange. Per la prima volta un mercato regolamentato su piattaforma elettronica sarà disponibile per titoli di stato inglesi (Gilts) e per i corporate bonds inglesi e consentirà di negoziare sull’order book i titoli quotati a Londra. "Londra – ha spiegato Pietro Poletto, Head of Fixed Income del London Stock Exchange Group - è il centro globale per la quotazione e lo scambio strumenti obbligazionari, e nell’attuale clima caratterizzato da bassi tassi d’interesse e volatilità del mercato azionario, il livello di attrattività degli strumenti obbligazionari per il retail è decisamente aumentato. Questa nuova iniziativa è mirata a soddisfare tale domanda offrendo per la prima volta agli investitori privati l’esposizione a questo mercato mediante un accesso trasparente ed efficiente ai titoli obbligazionari quotati sul listino inglese. Il mercato MOT del London Stock Exchange Group gestito da Borsa Italiana rappresenta la piattaforma fixed income per il retail più liquida e più trasparente in Europa e offrirà i benefici ormai affermati di questo modello agli investitori retail in UK". Attualmente oltre 10.000 obbligazioni sono quotate sul London Stock Exchange ma il nuovo mercato secondario consentirà l’ulteriore crescita del listino. Le principali caratteristiche del nuovo servizio di trading sono: 1) Un modello elettronico order driven, con asta di apertura e negoziazione continua con la presenza di operatori qualificati a sostegno della liquidità. Non ci sarà asta di chiusura. 2) Due nuovi segmenti, uno per i titoli di stato inglesi (Gilts) e uno per i titoli corporate inglesi. 3) I contratti conclusi sulla piattaforma saranno regolati in CREST tramite X-TRM il sistema di pre-settlement di Monte Titoli. (9Colonne)

ARTIGIANI, INDAGINE LOMBARDA FOTOGRAFA LA CRISI

Alla presenza del presidente nazionale di Casartigiani Giacomo Basso si è aperto a Milano il Congresso della federazione lombarda dei sindacati autonomi degli artigiani che associa oltre 14.000 imprese. Nella sua ampia relazione d’apertura il presidente Mario Bettini, che va verso la riconferma, ha fotografato la gravità della crisi economica presentando un’indagine-sondaggio effettuata ad ottobre su un campione di 1.050 imprese associate. L’83% ha registrato una contrazione del proprio fatturato. E pessimistiche sono le previsioni: il 72% è convinto che questo calo di fatturato si è mantenuto sullo stesso trend anche dopo la pausa estiva. E, quindi, sono risicate le speranze di un’inversione di tendenza entro la fine dell’anno. Il 64% sostiene che di avere avuto, e di avere tuttora, una maggiore difficoltà di accesso al credito. Mentre, grazie ai Confidi, il 41% ha ottenuto dalle banche dei tassi agevolati per i prestiti. Il 93% non ha ridotto il personale e, quindi, solo il 7% ha dichiarato di essere stato costretto a farlo, mentre l’11% sta addirittura programmando nuove assunzioni entro la fine dell’anno. Inoltre: molti si sforzano di guardare a nuovi mercati; infatti, il 20% sta cercando ulteriori sbocchi commerciali, il 5% punterà sulla maggiore qualità dei prodotti e il 7% ha programmi di investimento. Al primo posto, fra le richieste avanzate al Governo, gli artigiani chiedono una maggiore semplificazione burocratico-amministrativa che pesa eccessivamente sui costi delle imprese. Questa esigenza supera addirittura le attese per la riduzione delle tasse e del costo del denaro. (9Colonne)

INTESA SANPAOLO, MORATORIA PER 10 MILA IMPRESE

Sono già 10mila le imprese clienti di Intesa SanPaolo che hanno aderito alla moratoria Abi-Governo-Confindustria per il pagamento delle rate di mutui e leasing. Lo ha detto l’amministratore delegato della banca, Corrado Passera. "Anche grazie a questo – ha aggiunto - attraverseranno la crisi più velocemente”. Negli ultimi mesi sono state numerose le nuove iniziative di Intesa SanPaolo per le imprese. Tra le altre: l’accordo intervenuto tra la Divisione Banca dei Territori e Confindustria per le piccole e medie imprese in merito alla moratoria sulle rate, alla ripatrimonializzazione e al finanziamento dei crediti anche insoluti, stipulato prima degli accordi che hanno interessato l’intero settore; gli accordi analoghi stipulati con il mondo del commercio e dell’artigianato ora estesi a breve anche al mondo dell’agricoltura; gli interventi di settore, ad esempio nel turismo, nell’agri-business, nella promozione fieristica e nell’aggiornamento congressuale; l’incremento del credito alle infrastrutture e al settore pubblico allargato, tramite la controllata Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (BIIS): dalle autostrade alla sanità, dalle ferrovie regionali all’Alta Velocità, dalle scuole all’edilizia pubblica, dalle energie alternative ai servizi idrici; il credito all’innovazione, oltre al programma in essere delle linee "Nova+" della controllata Mediocredito Italiano anche mediante le iniziative sviluppate assieme alla Banca Europea per gli Investimenti; il credito all’internazionalizzazione, oltre al proseguimento delle iniziative sviluppate assieme a SACE e a SIMEST anche mediante gli accordi tra Intesa Sanpaolo, la controllata BIIS e Assocamerestero; il credito alle imprese sociali e il microcredito, anche con l’accordo tra Intesa Sanpaolo, la controllata Banca Prossima e la Conferenza Episcopale Italiana in merito al Prestito della Speranza. (9Colonne)

PROPOSTA CERM: LIBERALIZZIAMO I SALDI

A ottobre, l’indice armonizzato europeo dei prezzi al consumo (l’Ipca) fa registrare una variazione congiunturale di +0,4% ed una tendenziale di +0,3. Osservando l’indice nazionale (il Nic), le variazioni sono un po’ più contenute ma entrambe positive: +0,1% la congiunturale, +0,3 la tendenziale. Inoltre la variazione tendenziale della componente di fondo (escludendo, cioè, energetici e alimentari non lavorati) si attesta al +1,3%, confermando il dato del mese precedente. L’inflazione annuale sinora acquisita è del +0,7% nell’ipotesi che l’indice Nic si confermi allo stesso livello anche nei restanti mesi dell’anno; ma se, come è probabile, dovesse continuare la serie delle variazioni positive sia nella congiuntura che nella tendenza, il 2009 – secondo gli econmisti del Cerm Fabio Pammolli e Nicola C. Salerno- chiuderebbe con un inflazione attorno al +1%. Se si osservano le serie storiche dell’indice armonizzato dall’ottobre del 2007 (pre crisi) ad oggi, i prezzi al consumo hanno fatto registrare solo tendenziali positivi, con la sola eccezione di un -0,1% a luglio 2009. Sul lato congiunturale, solo in 6 occasioni su 25 mesi si sono verificate correzioni al ribasso. La dinamica inflativa ha continuato senza interruzioni, incurante della recessione e della caduta della produzione industriale e dei consumi delle famiglie. Anche adesso che, passate le fasi più acute della crisi, produzione industriale e consumi delle famiglie restano deboli, più deboli in Italia che nella media dei Partner Ue, i prezzi al consumo restano insensibili. In Eurozona, il congiunturale Ipca di ottobre è di +0,2% (inferiore di 2 punti rispetto all’Italia), mentre il tendenziale è negativo per -0,1% (in Italia +0,3%). Paesi come Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Portogallo e Spagna stanno già da alcuni mesi facendo registrare tendenziali negativi. Solo Olanda, Finlandia e Grecia hanno tendenziali di ottobre superiori a quello italiano. Insomma, in Italia i prezzi son rigidi alle condizioni dell’economia e dei mercati, anche in una fase ciclica avversa di proporzioni storiche come quella che stiamo vivendo. In queste condizioni, sicuramente specchio di una insufficiente concorrenza nella distribuzione commerciale e al dettaglio, secondo il Cerm sarebbe opportuno liberalizzare completamente i saldi di stagione, uno dei passi non compiuti dalla recenti riforme "Bersani". Ne deriverebbe un chiaro sostegno ai redditi delle famiglie e ai loro consumi, con effetti di stimolazione della produzione e dei volumi di vendita degli stessi distributori al dettaglio. Se le condizioni di finanza pubblica non rendono praticabile, neppure quest’anno, la detassazione delle tredicesime, quest’altro tipo di intervento sarebbe una misura anticiclica a costo zero per l’Erario, e anche in linea con le esigenze di apertura e ammodernamento dei mercati. Per il Cerm va decisa subito, in modo che possa dispiegare per tempo gli effetti positivi, incentivando comportamenti concorrenziali e riduzioni dei prezzi da subito. (9Colonne)

BANCA ETICA, FINANZIAMENTI AL COMMERCIO EQUO

Banca Etica ha siglato una convenzione con Ctm-Altromercato – la maggiore organizzazione del commercio equo in Italia e la seconda a livello mondiale - per garantire condizioni di favore per alcune operazioni quali: scoperto di c/c; anticipo di contratti, contributi, fatture, ecc. oltre naturalmente a linee di credito (mutui) a medio e lungo termine e fideiussioni. La convenzione prevede anche servizi commerciali quali l’installazione del POS e la gestione della tesoreria. Banca Etica in ogni caso non applica né le commissioni di massimo scoperto, né la trimestralizzazione degli interessi. La convenzione coinvolge anche un terzo partner: il Consorzio Mcc Servire di Brescia. Si tratta di un consorzio fidi nato per sostenere il settore del non profit ed in particolare i soggetti del commercio equo e solidale e che presta garanzia sugli affidamenti e ne cura la pre-istruttoria facilitando e snellendo così i tempi per le erogazioni. Con Ctm-Altromrecato Banca Etica ha rafforzato la collaborazione dando vita anche a un certificato di deposito dedicato: coloro che sottoscrivono tali certificati di deposito sostengono l’attività svolta da Ctm favorendo l’applicazione di condizioni agevolate sulla linea di credito accesa da Ctm presso Banca Etica. Il risparmiatore, se lo richiede, ha la possibilità di rinunciare a parte della remunerazione favorendo, così, ulteriormente Ctm. Ad aprile 2009 i CD dedicati a Ctm hanno raggiunto un valore pari a circa 2 milioni di euro. Proprio in questi giorni, tramite Mcc Service, Banca Etica ha deliberato la prima pratica che inaugura l’applicazione concreta della convenzione. Beneficiaria è la cooperativa Unicomondo, socia e compagna di viaggio storica di Banca Etica, che opera sul territorio della provincia di Vicenza per la promozione dei principi e dei valori del commercio equo e solidale. Unicomondo è una cooperativa che raggruppa più di dieci punti vendita (Botteghe del Mondo), conta più di 700 soci e impiega 10 dipendenti. "Ogni volta che la nostra Banca finanzia un’iniziativa del commercio equo e solidale mi sento particolarmente soddisfatto: finanza etica e commercio equo, insieme, sono l’esempio concreto di un’alternativa praticabile, giusta e sostenibile all’economia ingorda e sbilanciata che arricchisce pochi e sottrae risorse a molti", ha detto il presidente di Banca Etica, Fabio Salviato. (9Colonne)