Archive for Novembre, 2009

UNIPOL, L’UTILE SCENDE DA 201 A 31 MILIONI

Il Consiglio di Amministrazione di Unipol Gruppo Finanziario ha approvato il Resoconto Intermedio di Gestione al 30 settembre 2009. I nove mesi si concludono con un utile netto consolidato pari a 31 milioni di euro, contro i 201 milioni di euro dei primi nove mesi dell’esercizio 2008, influenzato dal peggioramento dell’andamento tecnico del comparto Danni che riflette anche il perdurante difficile contesto economico. In forte incremento invece il risultato del Conto economico complessivo, che tiene conto delle riprese di valore sulle attività finanziarie disponibili per la vendita (AFS) e che si attesta a 438 milioni di euro (-323 milioni di euro nei primi 9 mesi 2008). Il patrimonio netto di pertinenza del Gruppo è salito a 3.808 milioni di euro, in crescita di 277 milioni (+8%) rispetto al 30 giugno 2009 e di 376 milioni di euro rispetto al 31 dicembre 2008 (+10,9%). La situazione di solvibilità è ulteriormente migliorata rispetto a quella del primo semestre 2009, attestandosi a 1,4 volte rispetto ai minimi richiesti (1,25 volte al 30 giugno 2009). "Il risultato al 30 settembre – rileva l’amministratore delegato Carlo Salvatori - risente significativamente della difficile situazione di mercato del Comparto Danni, nel quale si sono concentrati una serie di eventi negativi

chiaramente identificati. Il ramo Auto è quello che sta maggiormente soffrendo, a causa della riduzione dei premi medi, della crisi economica generale e di quella specifica del settore automobilistico. Nei rami elementari i danni da eventi atmosferici hanno continuato a far sentire i loro effetti anche nel terzo trimestre. Naturalmente abbiamo già da tempo preso le decisioni e intrapreso tutte le azioni necessarie per riportare in tempi brevi anche nei rami Danni la situazione alla normalità e ai livelli di redditività che ci hanno sempre caratterizzato. Desidero sottolineare peraltro le positive performance della Banca, tornata in utile, e quelle del Vita, in linea con le attese. Infine, rilevare come il lavoro fatto sul lato della finanza e del patrimonio ci abbia permesso di mantenere una situazione solida, tale da riportare l’indice di solvibilità a livelli soddisfacenti. Questo è testimoniato anche dal risultato del Conto economico complessivo, il cui miglioramento negli ultimi 12 mesi è stato di circa 800 milioni di euro. Nel complesso, coerentemente con la nostra linea di prudenza e pur attendendoci per i prossimi mesi un mercato ancora difficile, credo che dal 2010 potremo apprezzare gli effetti delle azioni intraprese, che peraltro già in queste settimane hanno iniziato a manifestare i primi segnali positivi". (9Colonne)

DA VERONA RICETTE PER L’EDILIZIA IN CRISI

Construction Day, in programma a Verona il 12 e 13 novembre, non è una fiera, ma l’occasione per confrontarsi e discutere di quello che sta avvenendo in un mercato, quello delle costruzioni, che dalla fine del 2008 è entrato in recessione e che vive un momento di grande difficoltà. Due giorni di relazioni con la partecipazione del sistema Ance (Associazione nazionale costruttori edili) a livello nazionale e territoriale, ma anche della Federcostruzioni e degli Ordini professionali e degli istituti di credito. Si parte dai dati del Cresme, l’istituto leader nell’analisi del mercato dell’edilizia, che a Veronafiere, per il secondo anno - il 13 novembre - tiene il suo seminario di presentazione del XVII° Rapporto Il mercato delle costruzioni 2009 – 2014. Per il direttore del Cresme Lorenzo Bellicini «è necessaria una riflessione attenta su quanto sta accadendo. Non è una crisi ciclica. E’ molto di più. "Lo scenario che venerdì andremo a raccontare a Verona presenta caratteristiche del tutto nuove. Il calo di attività che caratterizza il mercato nazionale si inserisce in un contesto ben più ampio e sempre di più ciò che accade da noi dipende non soltanto da noi". Intanto gli investimenti che nel 2008 si erano ridotti del 4,7%, ma per le nuove costruzioni del 6,2%, alla fine del 2009 si ridurranno di un ulteriore 10%, che per il nuovo sarà del 14,5%. "Il comparto più colpito è la nuova edilizia residenziale, che vede ridotti gli investimenti del 19,2%. Ma anche la nuova produzione non residenziale continua registrare contrazioni rilevanti, sfiorando alla fine dell’anno il 16%. Per le opere pubbliche la previsione del Cresme è di un meno 4,8% per le opere di edilizia e del 6% per il genio civile". Numeri, ma anche riflessioni e analisi su come superare la crisi. Quest’anno il Construction Day oltre ad ospitare il seminario congiunturale del Cresme, si concentra su quattro grandi questioni, strettamente collegate all’attualità. In primis la riqualificazione urbana, individuando le opportunità per le imprese sia nello scenario nazionale che in quello specifico del Veneto e del Nordest. La riqualificazione è l’ambito di mercato più interessante dei prossimi anni. Qui si gioca la partita della ripresa della produzione residenziale, calata nel Nordest del 12% nei primi nove mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2008. In termini di metri cubi il Nordest è l’area territoriale più critica con una riduzione in un anno che sfiora il 17%. Un altro approfondimento è dedicato al "costruire al tempo del risparmio energetico", con una riflessione del presidente dell’Uni (Ente nazionale italiano di unificazione) e vicepresidente dell’Ance, Piero Torretta su cosa si deve fare per accelerare un processo in atto in cui il mercato si muove sempre più rapido, frenato da una normativa che non supporta, ma complica e manca degli strumenti attuativi. Protagonisti del convegno i rappresentanti di aziende protagoniste nella produzione di fonti alternative e di soluzioni tecnologiche innovative. Nel pomeriggio l’attenzione si sposta sui mercati esteri e sull’importanza dell’internazionalizzazione, con un convegno sui nuovi mercati del Nord Africa. Chiude la sessione del 12 novembre un convegno sulle nuove norme tecniche per le costruzioni e sui loro effetti sul piano delle responsabilità dei diversi attori che interagiscono fra loro all’interno della fabbrica edile, il cantiere. Tra i relatori Antonio Lucchese del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Alberto de Vizio, segretario generale di Federcostruzioni, e Mariano Carraro, segretario regionale ai Lavori Pubblici della Regione Veneto. (9Colonne)

OTTOBRE POSITIVO PER I FONDI

1,26 miliardi di euro. A tanto ammonta la somma raccolta dai fondi comuni di investimento nel corso del mese di ottobre. I flussi positivi sostengono il patrimonio che, a dispetto del difficile andamento dei mercati, resta stabile a quota 422 miliardi di euro. Le categorie con il segno più sono quelle dei fondi Azionari, dei Bilanciati, degli Obbligazionari e dei Flessibili. Con 1,1 miliardi di raccolta i prodotti Obbligazionari sorreggono l’andamento del settore. L’ufficio statistiche di Assogestioni rileva per questa categoria una crescita del patrimonio che, al momento della rilevazione, vale il 38% degli asset del settore ed è pari a oltre 160 miliardi di euro. Torna a crescere, rispetto allo scorso mese, la raccolta dei fondi Azionari. La categoria rastrella 488 milioni di euro e si presenta con asset in leggera flessione pari al 19,5% (82 miliardi di euro) del patrimonio investito in fondi comuni. Nel corso del mese torna in positivo anche la raccolta dei prodotti Flessibili i cui flussi sono pari 229 milioni di euro e il patrimonio, in crescita, si colloca a quota 56,4 miliardi di euro (13,4% degli asset). I Fondi Bilanciati incassano 156 milioni di euro e detengono asset che sfiorano i 18 miliardi di euro, il 4,2% del totale. Ancora negativa la raccolta dei Fondi di Liquidità che perdono mezzo miliardo di euro. Sotto il carico dei riscatti il patrimonio si flette fino a 89 miliardi di euro, il 21,1% degli asset complessivi. Faticano ancora i Fondi Hedge che si presentano alla consueta rilevazione con deflussi per 183 milioni di euro e il 3,8% del patrimonio, una quota pressoché stabile, corrispondente a oltre 16 miliardi di euro. Nel corso del mese di ottobre la raccolta dei Fondi di diritto Italiano è negativa. Questa tipologia di prodotti accusa perdite per 74 milioni di euro e detiene oggi un patrimonio poco inferiore a 214 miliardi di euro, il 50,7% delle masse complessive ascrivibili all’intero sistema fondi. Entrando nello specifico si osserva che i prodotti domestici promossi da Gruppi italiani raccolgono 32 miliardi di euro e detengono un patrimonio di 193 miliardi di euro, il 45,7% degli asset. I fondi italiani promossi da Gruppi esteri accusano deflussi per 105 milioni di euro e hanno un patrimonio che vale il 5% delle masse del settore. I Fondi di diritto Estero proseguono la loro corsa in territorio positivo con una raccolta provvisoria* di oltre 1,3 miliardi di euro, di cui oltre 1,2 miliardi attribuibili a flussi di raccolta provenienti dai prodotti promossi da Gruppo Italiani. Gli asset stimati per i Fondi di Diritto Estero sono, alla fine del mese di settembre, superiori a 208 miliardi di euro, il 49,3% degli asset totali del sistema. I Gruppi Italiani detengono l’82,7% del patrimonio e registrano flussi positivi pari a quasi 1,3 miliardi di euro. I Gruppi Esteri tornano in territorio negativo e chiudono momentaneamente con deflussi pari a 5 milioni di euro. (9Colonne)

IMPRESE, IL 29% PREVEDE DI CHIUDERE IN PERDITA

Fra il 22 settembre e il 14 ottobre scorso le Filiali della Banca d’Italia hanno condotto il XVII sondaggio congiunturale, coinvolgendo 3.874 imprese con almeno 20 addetti, di cui 2.795 appartenenti all’industria in senso stretto e 1.079 ai servizi privati non finanziari. Il questionario comprendeva, oltre alle consuete domande su investimenti, ordini e fatturato, indebitamento, livelli occupazionali e andamenti salariali, alcuni quesiti relativi a: valutazione delle condizioni del credito, incluso quello commerciale, variazioni dei livelli occupazionali nei primi nove mesi del 2009 e relative previsioni per i prossimi tre mesi, utilizzo di strumenti di gestione dell’occupazione dipendente inclusa la Cassa Integrazione Guadagni, giudizio sugli effetti dell’attuale recessione sui livelli di capacità produttiva. Ecco i principali esiti della rilevazione per le imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi. 1) Rispetto ai piani di investimento formulati alla fine dell’anno scorso, nel complesso del 2009 tre imprese su dieci stimano di effettuare una spesa minore, solo una maggiore. Per il 2010 la quota di aziende che segnala un calo dell’accumulazione di capitale supera di 6 punti percentuali quella di quante ne prefigurano un incremento. 2) Quasi un terzo delle imprese segnala un inasprimento delle condizioni di finanziamento (erano il 36 per cento agli inizi dell’anno). Per la maggioranza delle imprese crescono inoltre le dilazioni di pagamento concesse ai clienti. 3) I giudizi che indicano una diminuzione dell’occupazione media del 2009 prevalgono rispetto a quelli che prefigurano un aumento (36 contro 16 per cento). Sulla base delle valutazioni delle aziende, i dipendenti, già ridottisi dell’1,6 per cento nei primi nove mesi dell’anno, calerebbero di un ulteriore 0,8 per cento nell’ultimo trimestre. 4) Poco meno della metà delle imprese industriali ha fatto richiesta di utilizzare la Cassa Integrazione Guadagni nel corso del 2009. 5) Il 29 per cento delle imprese prevede di chiudere l’esercizio 2009 in perdita (17 per cento rilevata nel sondaggio dell’anno scorso). (9Colonne)

CONSULENZA FEE-ONLY ALLE AZIENDE, UN MASTER

Inizierà il 17 novembre a Verona il Master Corporate di Consultique, ideato allo scopo di preparare i partecipanti a fornire consulenza alle aziende con un approccio "indipendente". Il Master operativo Corporate, unico in Italia nel suo genere in quanto trasferisce ai partecipanti la metodologia "fee-only", ha una durata di 5 giornate (17-18-19-26-27 novembre) durante le quali i partecipanti acquisiranno competenze nelle seguenti aree operative: 1. Valutazione degli equilibri economici, finanziari e patrimoniali dell’azienda

2. Ottimizzazione delle condizioni applicate dagli istituti di credito, supporto nella risoluzione del contenzioso sul conto corrente e nella determinazione degli interessi anatocistici, ultralegali e usurari 3. Analisi e consulenza su liquidità e investimenti finanziari dell’impresa 4. Risoluzione di problematiche connesse alla sottoscrizione di prodotti strutturati derivati 5. Analisi e consulenza per la corretta ed efficiente copertura dei rischi finanziari. Inoltre un modulo del Master sarà dedicato ad un Focus sulla risoluzione di casi di prodotti derivati acquistati dagli enti locali. Il programma completo del Master è scaricabile dal sito Consultique (www.consultique.com), azienda nata per iniziativa del gruppo Armellini, che partecipa alcune delle realtà imprenditoriali e della finanza più solide del nord-est. Consultique eroga servizi a circa 200 Studi e Società di consulenza finanziaria indipendente feeonly trasferendo il proprio know-how tramite il supporto operativo dell’Ufficio Studi e Ricerche e assiste nell’avvio dell’attività gli operatori che desiderano intraprendere la professione di Fee Only Financial Planner (consulente finanziario indipendente pagato esclusivamente a parcella dai propri clienti, come un avvocato o un commercialista, e che opera in assenza di conflitti d’interessi in quanto non riceve alcuna provvigione sul collocamento di prodotti finanziari). (9Colonne)

590 MILA FAMIGLIE DI “SUPER-RICCHI”

AIPB, l’Associazione italiana private banking, ha presentato i risultati regionali della ricerca "Stima del mercato italiano degli High Net Worth Individual". Svolta in collaborazione con Prometeia e giunta alla sua 5° edizione, la ricerca analizza la disponibilità finanziaria degli HNWI, cioè le famiglie con un patrimonio finanziario (immobili esclusi) superiore ai 500.000 euro, definendone gli asset finanziari, gli investimenti e la provenienza geografica per regione e provincia. Il mercato complessivo della domanda, ossia la Stima del Mercato Italiano degli High Net Worth Individual (i "Super Ricchi" italiani), è ad oggi stimato a 836 miliardi di euro (+4% rispetto ai 804 miliardi nel 2008) e riguarda 590 mila famiglie (resta costante il numero di famiglie rispetto al 2008); nel Nord italia è concentrata la maggior parte della ricchezza con il 67,91% (+4,11% rispetto al 2008) del totale, il Centro detiene 18,38% (+3,56%), Sud e Isole 13,70% (+3,68%). Dalla ricerca risulta che la ricchezza private si concentra per oltre il 70% in cinque regioni, prima fra tutte la Lombardia con 248,4 miliardi di euro, pari al 30% del totale. Seguono Emilia Romagna (93,2 mld), Veneto (86,9 mld), Piemonte (86 mld) e Lazio (74,1 mld). Tra le regioni del sud al primo posto la Campania, al 7° posto nella graduatoria nazionale, con una ricchezza pari a 37,9 miliardi di euro, seguita dalla Sicilia con 24,9 miliardi di Euro. La ricchezza finanziaria private è distribuita in maniera eterogenea sul territorio nazionale, risultando particolarmente concentrata nelle regioni del Nord dove le famiglie private detengono il 67,91% della ricchezza totale private. "Le regioni del nord sono quelle che hanno saputo maggiormente trarre beneficio dalla ripresa dei mercati azionari evidenziando tassi di crescita del patrimonio oltre il 3,9% medio nazionale", ha osservato Fabio Girotto (Prometeia). Il profilo professionale della clientela private è così composto: lavoratori autonomi 60% (di cui 15%

imprenditori, 28% liberi professionisti, 17 commercianti), lavoratori dipendenti 14% (di cui dirigenti 8%, funzionari/quadri 4%, impiegati 2%), posizioni non professionali 26% (di cui 22% pensionati, 4% altre posizioni non professionali). (9Colonne)