Archive for Dicembre, 2009

POPOLARE SONDRIO: IN ARRIVO "UNO SPLENDIDO BILANCIO"

Come tradizione, il presidente della Banca Popolare di Sondrio ha inviato ai soci, oltre 163.000, e agli amici la lettera di capodanno. Dopo cenni d’apertura dedicati alla situazione economica e al mercato finanziario, "carico di rischi e turbolenze", il presidente dà atto all’Autorità che vigila sul sistema creditizio "del costante richiamo alla rigorosa gestione dei rischi, alla tutela del buon nome, al rispetto delle regole di governo societario, ai controlli interni costanti ed efficaci". Evidenzia poi che "la crisi non può non

farci soffermare sulla coscienza del limite; e alla radice del limite vi sono etica e morale; così come crediamo nella funzione sociale e nell’uso virtuoso del denaro". Un binomio - etica ed economia - al centro dell’enciclica papale Caritas in Veritate. Sottolineato che, per quanto riguarda la banca, "la natura di cooperativa è stata la stella polare che ha indicato la rotta, come sempre, dare credito a chi lo merita", il presidente esprime particolare soddisfazione per il recente giudizio rilasciato alla Banca Popolare di Sondrio dall’agenzia Fitch Ratings: "L’agenzia conferma il rating a lungo termine “A”, mentre l’outlook (prospettiva) è “stabile”. La valutazione riflette “la stabile e resiliente capacità di reddito, la buona qualità dell’attivo, nonostante qualche deterioramento, la bassa propensione al rischio di mercato e la sana adeguatezza del capitale”, favorita dal forte supporto dell’ampia base sociale, e la diversificazione dei prestiti in una gamma di settori che sostanzialmente rispecchia la varietà delle economie locali in cui l’istituto opera. La banca si pone in una posizione privilegiata soprattutto nel comparto creditizio, dove continua a sostenere le attività locali, controllando però gli eventuali rischi connessi". Quanto alla gestione, nel 2009 si sono accresciuti tanto la raccolta quanto gli impieghi. L’offerta, a breve, di un prestito obbligazionario subordinato si inquadra tra l’altro nella costante attenzione all’adeguatezza, con buoni margini, dei coefficienti patrimoniali. La vivacità dell’azione commerciale e il pronto aggiornamento della correlata proposta consentono l’incremento della qualità e della quantità dei servizi. Tra le principali innovazioni, WiW Mobile, strumento di pagamento a tecnologia avanzata basato sull’utilizzo del telefono cellulare; Carta Ateneo, smart card multiservizi dedicata agli studenti universitari. Il presidente si sofferma poi sullo sviluppo della rete territoriale. "Banca del territorio; banca sul territorio. Questo binomio, in cui vi è il senso dell’espansione della rete, ci è valso il premio speciale AIFIn Banca Territoriale 2009". Nell’anno sono state avviate 16 unità, con un totale di 278 filiali. La controllata Bps (Suisse) ha concretamente attuato, in terra elvetica, lo spirito della capogruppo, confermandosi la banca di matrice estera con il maggior numero di dipendenze (complessivamente 22, di cui Berna e Paradiso istituite nel 2009). Il gruppo opera quindi con 300 sportelli. Infine, il presidente accenna all’andamento economico dell’esercizio: "Come da tradizione, arrivederci in quel di Bormio in marzo, per sottoporre all’assemblea uno splendido bilancio". (9Colonne)

CRISI: 17% FAMIGLIE NON ARRIVA ALLA FINE DEL MESE

Nel 2008 cresce, rispetto all’anno precedente, la quota di famiglie che dichiara di arrivare alla fine del mese con molta difficoltà (il 17,0 per cento, contro il 15,4 per cento del 2007); inoltre, aumentano le famiglie che non riescono a provvedere regolarmente al pagamento delle bollette (11,9 per cento, contro l’8,8 per cento del 2007) e all’acquisto di abiti necessari (18,2 per cento, contro il 16,9 per cento). Lo ha reso noto oggi l’Istat, che ha diffuso i dati relativi ai dodici mesi precedenti il periodo di rilevazione (ultimo trimestre del 2008). Statisticamente significativo è pure l’incremento delle famiglie cui è capitato di non avere, in almeno un’occasione, soldi sufficienti per pagare le spese per i trasporti (8,3 per cento, contro il 7,3 per cento del 2007) e di quelle che sono in arretrato con il pagamento del mutuo (7,1 per cento di quelle che hanno un mutuo, contro il 5,0 per cento). Risultano sostanzialmente stabili, rispetto al 2007, almeno a livello nazionale, le quote di famiglie che non si possono permettere di riscaldare adeguatamente la propria abitazione (10,9 per cento) e quelle che hanno risorse insufficienti per gli alimenti (5,7 per cento) e per le spese mediche (11,2 per cento). Quasi un terzo delle famiglie (31,9 per cento) ha poi riferito di non essere in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 750 euro con risorse proprie. Dal punto di vista territoriale, l’Italia meridionale e insulare, che usualmente presenta indicatori di percezione delle difficoltà economiche di livello più elevato rispetto al resto del Paese, mostra, nell’ultimo anno, un ulteriore lieve peggioramento della propria situazione. Infatti, tra il 2007 e il 2008, aumenta in misura significativa la percentuale di famiglie che arriva con molta difficoltà a fine mese (dal 22,0 al 25,6 per cento), al contrario di quanto avviene nel Nord e nel Centro dove tale quota rimane sostanzialmente stabile (nel 2008, rispettivamente, il 12,6 per cento e il 14,3 per cento). Nel Sud e Isole si registra anche l’aumento maggiore di famiglie che dichiara di non avere avuto i soldi, in almeno un’occasione, per le spese alimentari (8,2 per cento, contro il 7,3 per cento del 2007) e che non ha potuto riscaldare adeguatamente la propria abitazione (21,2 per cento, contro il 20,1). Oltre che nel Mezzogiorno, anche nel Nord si osserva un incremento di quanti riferiscono di aver avuto difficoltà nel sostenere il pagamento delle spese per i trasporti; nel 2008, in queste due ripartizioni il problema riguarda, rispettivamente, il 14,2 per cento e il 5,4 per cento delle famiglie. Inoltre, il Nord e il Mezzogiorno sono entrambi interessati da un aumento delle famiglie che hanno avuto problemi per acquistare i vestiti necessari, ma mentre nel primo caso l’indicatore si attesta al 12,5 per cento, nel Sud e nelle Isole il problema riguarda addirittura il 30 per cento delle famiglie (nel Centro è pari al 14,2 per cento). Infine, è comune a tutte e tre le ripartizioni l’incremento di famiglie che, almeno in un’occasione, sono state in arretrato con le bollette (nel 2008, si tratta del 9 per cento nel Nord, dell’11,7 per cento nel Centro e del 16,7 per cento nel Mezzogiorno) e di quelle che hanno avuto difficoltà a pagare il mutuo (nel 2008, è il 6,0 per cento nel Nord, il 7,0 per cento nel Centro e l’11,2 per cento nel Mezzogiorno). (9Colonne)

PIACE IL RISPARMIO, NON IL RISCHIO

Il Centro di Ricerca e Documentazione "Luigi Einaudi" e l’Ufficio Studi della Banca Nazionale del Lavoro hanno presentato il rapporto annuale, giunto alla ventisettesima edizione, sui comportamenti finanziari delle famiglie italiane. I protagonisti sono un campione di 800 famiglie in possesso di un conto corrente la cui condotta viene fotografata tramite una serie di domande riguardanti le aspettative e le motivazioni delle loro scelte. I risultati della ricerca parlano chiaro: gli italiani sono dei risparmiatori e anno dopo anno hanno dimostrato un atteggiamento sempre più parsimonioso in vista del futuro. Risparmiare quindi diventa una sorta di polizza che preserva per gli anni che verranno. Dallo studio risulta che sul lungo periodo la tendenza al risparmio è crescente: dal 1984 al 2008 i valori dei risparmi familiari sono saliti dal 6,2% al 68,9%. Poi nel 2008 si è verificato un picco negativo del 31% mentre l’attuale 2009 ha registrato un aumento portando al 47% la quota delle famigli che hanno risparmiato a fronte di un 53% che non riesce a mettere da parte denaro (nel 2008 il valore era però del 68,9%). Considerando che gli intervistati vedono il risparmio come una misura difensiva e cautelare all’avvicinarsi di pensioni sempre più magre, gli italiani prediligono i titoli a reddito fisso, i prodotti a basso contenuto azionario e gli immobili rispetto a prodotti finanziari potenzialmente più redditizi ma più rischiosi. Per quanto riguarda la propensione al rischio, il 45% degli intervistati ha dichiarato di non essere "per niente favorevole a correre rischi nel campo degli investimenti finanziari pur di aumentarne il rendimento atteso", mentre il 56% individua nella sicurezza dell’investimento, ovvero nella certezza di non perdere il capitale, il primo obiettivo del risparmiatore. Da notare che nell’ultimo anno, il 17,5% ha dovuto ricorrere a prestiti per le spese necessarie. Per quanto riguarda l’informazione il 31% si è rivolto al dipendente della banca o dell’ufficio postale per una consulenza, il 6,3% a un promotore finanziario e il 5,6% a un professionista, ben il 20% si è rivolto a familiari e amici e il 38% non si è rivolto a nessuno. (9Colonne)

NUOVE STRATEGIE PER L’INDUSTRIA CHIMICA

La situazione attuale dell’industria chimica a livello globale è a un punto di svolta: si prevede che entro il 2020 il settore sarà caratterizzato da dinamiche competitive diverse dalle attuali per natura e intensità. E’ quanto rileva il nuovo report di Deloitte sulle prospettive del settore, intitolato "The decade ahead: Preparing for an unpredictable future in the global chemical industry", che individua la necessità di adottare nuove strategie di business nel corso dei prossimi 10 anni . Lo studio di Deloitte evidenzia le performance finanziare e operative dell’ultima decade (1998-2008) di circa 230 aziende quotate operanti nel settore chimico a livello globale, includendo i player della chimica di base, della chimica specialistica e i player integrati. L’analisi mostra che la redditività non è migliorata negli ultimi dieci anni, tanto nella chimica di base quanto in quella specialistica . E’ il settore della chimica di base quello che ha sofferto il declino dei margini più rilevante dell’intera industria chimica. La riduzione dei margini, secondo la ricerca, nella chimica di base è dovuta soprattutto alla sovracapacità produttiva che caratterizza il settore. La flessione che ha riguardato la chimica specialistica, è dovuta, invece, all’intensa competizione, alla pressione sui prezzi e all’incertezza dei mercati a valle. Per quel che riguarda infine i player integrati, anche se hanno registrato un tasso di crescita a doppia cifra in molti degli anni dal 1998 al 2008, subiscono anch’essi l’impatto negativo del business della chimica di base e inoltre riflettono la necessità di arricchire il proprio portafoglio con prodotti specializzati a maggior valore aggiunto. "La ricerca mostra come l’approccio tradizionale al business, nell’ultima decade non sia stato adeguato per mantenere alto il valore. I prossimi dieci anni saranno caratterizzati da un’incertezza ancora maggiore e richiederanno alle aziende lo sforzo di focalizzarsi su nuove progettualità finalizzate a fronteggiare le complesse sfide che le attendono", afferma Dario Righetti, partner Deloitte. La chimica di base dovrà concentrarsi per preservare la liquidità, risolvere il problema della capacità produttiva in eccesso e assicurarsi l’accesso ai capitali. La chimica specialistica lavorerà per individuare strategie competitive basate sulla comprensione dei comportamenti dei propri clienti, prevedendo la focalizzazione sull’offerta dei prodotti e servizi più redditizi attraverso un livello di sofisticazione sempre maggiore. Per le aziende chimiche integrate pianificare nuove acquisizioni potrebbe essere il primo obiettivo strategico di successo, in particolar modo rappresenterebbe il mezzo più idoneo per consolidare la propria presenza nei settori della chimica specialistica. Per l’intera industria chimica le scelte da adottare per la ripresa dovranno essere individuate tenendo conto anche dell’andamento del mercato di riferimento dei principali clienti. Come avviene ormai in quasi tutti i settori dell’economia, anche per le aziende chimiche l’orientamento strategico è quello di allargare il proprio raggio di azione in ambito geografico. Le aziende occidentali della chimica di base si stanno orientando verso le opportunità di crescita offerte dai mercati dell’area dell’Asia Pacifico e da altre aree dei Paesi Emergenti. Con una quota di mercato contenuta, ma ancora in crescita, il Medio Oriente dimostra di avere vantaggi potenziali significativi, grazie alla disponibilità di idrocarburi a basso costo e continua, quindi a rappresentare una meta in grado di attrarre significativi investimenti. Si prevede che nei prossimi cinque anni circa l’80% della nuova capacità produttiva sarà di competenza dei mercati della Cina e del Medio Oriente. Allo stesso tempo, anche nelle economie di Stati Uniti e Unione Europea l’industria chimica continuerà a giocare un ruolo determinante. (9Colonne)

DRAGHI, ELOGIO DELLA STATISTICA

"La conoscenza statistica non deve limitarsi a registrare fatti e andamenti così come si presentano. Deve fornire input informativi di per sé non di evidenza immediata, ma utili a formulare le domande rilevanti per far progredire l’analisi e stimolare le risposte di politica economica in ambiti anche apparentemente discosti dalla ricerca economica in senso tradizionale; deve dar luogo a esperimenti concettuali sulla cui base discutere e possibilmente deliberare". Lo ha detto il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, nella lectio magistralis ("Conoscere per deliberare") tenuta il 18 dicembre all’Università di Padova, che gli ha conferito la laurea honoris causa in Scienze Statistiche. Draghi . che ha spiegato come la statistica sia decisiva per orientare scelte economiche, investimenti, ma anche comportamenti - ha citato qualche esempio tratto da lavori svolti di recente da ricercatori della Banca. "Qual è il nesso fra la performance delle imprese e la presenza di loro dipendenti eletti nelle amministrazioni locali? Una risposta a questa domanda è stata tentata sulla base di informazioni raccolte nella indagine sulle imprese: a parità di altre condizioni i ricavi e i profitti risultano più elevati nelle imprese in cui uno o più dipendenti fanno parte delle amministrazioni locali". E ancora: "Vi sono evidenze di una influenza di fattori di interazione sociale, in particolare imitativi, sulle scelte scolastiche dei giovani? Una ricerca di due economisti della Banca d’Italia, pubblicata due anni fa su una delle più prestigiose riviste economiche internazionali, mostra che l’esenzione dal servizio di leva per i ragazzi residenti nelle zone dell’Irpinia colpite dal sisma del 1980 non ha solo aumentato la scolarità maschile in quelle aree ma ha elevato anche quella delle ragazze irpine, che non erano ovviamente interessate dall’esenzione". "Esiste una relazione fra immigrazione e tasso di criminalità? Lo scorso anno, uno dei primi lavori econometrici su questo tema con il contributo di un ricercatore della Banca sulla base di dati amministrativi del Ministero della Giustizia e dell’Interno non ha trovato evidenza che tipologie di reato come i crimini contro il patrimonio, contro la persona e le violazioni della legge sugli stupefacenti siano da attribuire direttamente all’immigrazione. Anche nelle discussioni più controverse – ha osservato Draghi - il disporre di una base statistica informativa su cui basare i propri argomenti accresce la fecondità dell’analisi. Ne sono buoni esempi il ruolo della politica dell’amministrazione cittadina nel ridurre la criminalità a New York e il peso dell’educazione impartita dai genitori nell’influenzare il futuro dei propri figli dibattuti qualche anno fa da due brillanti autori statunitensi. La crescita esplosiva delle informazioni prodotte e distribuite su scala mondiale grazie al progresso delle tecnologie apre scenari inediti. Le ricadute sul funzionamento dei processi produttivi sono di enorme rilievo e le implicazioni non ne sono state ancora del tutto analizzate. Non si tratta di un processo dagli esiti certi. Nuovi soggetti creano oggi informazione statistica per vari motivi, mediatici o legati a interessi particolari, senza che essa sia soggetta a verifiche di attendibilità. L’educazione all’informazione, a un sano scetticismo nella sua selezione e nel suo utilizzo, è importante. In breve, bisogna che si formi una cultura statistica adeguata a questi tempi di eccesso di informazioni". La statistica – ha concluso il Governatore - è essenziale per la politica economica: "rivelando la realtà scuote le persone dall’ignoranza, comoda per giustificare l’inerzia dei loro comportamenti, prepara e informa il consenso politico necessario per l’azione conseguente, a cui dà il sostegno essenziale per misurarne l’intensità e la precisione. Perciò la discussione della politica economica deve ancorarsi a informazioni quantitative da tutti ritenute affidabili, più che a sondaggi spesso espressione di un’opinione pubblica largamente disinformata. È quindi fondamentale il ruolo della statistica ufficiale: la sua qualità soddisfa standard internazionali, è sottoposta allo scrutinio oculato della comunità scientifica. Per questo la sua indipendenza è essenziale e va tutelata in ogni suo aspetto". (9Colonne)

GDF: SCOPERTI REDDITI NON DICHIARATI PER 30 MILIARDI

Si è tenuta questa mattina a Roma, presso il Comando Generale della Guardia di Finanza, la tradizionale conferenza stampa di fine anno con la quale il Corpo ha reso noto il bilancio dell’attività operativa svolta nel 2009. Nell’occasione il Comandante Generale gen. C.A. Cosimo D’Arrigo ha presentato il "Rapporto Annuale 2009". Da gennaio a novembre di quest’anno le Fiamme gialle hanno scoperto 6.715 evasori totali (+4,6%) e 1.343 evasori paratotali (+19.9%). In tutto 8.058, il 6,9% in più rispetto al 2008. Nel periodo in questione, sono stati accertati redditi non dichiarati per 30.050 milioni (+9.2%), e Iva dovuta non versata per 5.470 milioni (+28%). Sul fronte estero, è stata scoperta un’evasione pari a 5.376 milioni di euro (+6,3%). Le verifiche effettuate dai finanzieri sono state 30.340, i controlli 71.854, i controlli strumentali 739.626, i controlli su scontrini e ricevute fiscali 101.720. Nel settore dei reati e delle frodi fiscali sono stati denunciati 9.517 soggetti (+28,7%), di cui 114 arrestati: le violazioni accertate sono state 8.860 (+12,6%), divise tra “emissione di fatture e documenti per operazioni inesistenti” (1.854), “dichiarazioni fraudolente” (2.886), “omessa dichiarazione” (1.404), “occultamento e distruzione di documenti contabili” (1.384), “dichiarazione infedele” (905). I beni mobili e immobili sottoposti a sequestro hanno superato i 270 milioni. Per “reati societari” sono state denunciate 470 persone - di cui 26 tratte in arresto - e sequestrati beni e disponibilità finanziarie per 45 milioni (contro i 4,5 del 2008); alla voce “reati fallimentari” risultano 1.350 denunce per bancarotta (+37.7%) e 98 arresti, oltre a sequestri di beni per 54 milioni, il doppio rispetto all’anno precedente; per “abusivismo bancario e finanziario” sono state denunciate 1.109

persone (+33,4%) di cui 59 tratte in arresto. L’attività di contrasto alle frodi comunitarie ha prodotto 943 interventi e 617 denunce e l’accertamento di 315 milioni di aiuti indebitamente percepiti o richiesti, mentre i controlli sulla spesa sanitaria hanno visto 1.156 interventi, 2.694 denunce e 48 frodi accertate. In materia di accise, sono stati effettuati 4.657 interventi per 30 milioni di tributi evasi; sequestrati 4,1 migliaia di tonnellate di prodotti energetici e 31.233 litri di alcol. Nel quadro dei controlli alle dogane, sono state denunciate 2.476 persone, di cui 354 tratte in arresto; sono stati sequestrati 256.690 chili di tabacchi lavorati esteri (il 29,4% in più dell’anno precedente), di cui 28.841 contraffatti. Gli interventi nel quadro della lotta al carovita sono stati 18.310, e 1.515 i soggetti verbalizzati per violazioni alla disciplina dei prezzi. Sul fronte dello sfruttamento della manodopera, sono stati scoperti 11.133 lavoratori irregolari (di cui 1.925 di origine extracomunitaria) e 15.192 lavoratori in nero (di cui 2.732 di origine extracomunitaria): 5.677 i datori di lavoro verbalizzati, il 12,7% in più dell’anno scorso. (9Colonne)

USA, TASSI DI RISPARMIO DEL 15% A RECESSIONE CONCLUSA

Nonostante alcuni segnali di ripresa facciano pensare alla fine della recessione, una nuova indagine condotta dalla società di consulenza internazionale AlixPartners ha fatto emergere come la maggioranza dei consumatori americani abbia intenzione di risparmiare ben il 15% del loro reddito, anche una volta che la recessione si potrà considerare definitivamente archiviata. La survey, condotta lo scorso novembre, conferma i risultati di un precedente studio AlixPartners (febbraio 2009) che aveva evidenziato come gli americani avessero in programma di risparmiare il 14% del reddito una volta che il periodo critico fosse stato alle spalle. Il dato dell’attuale survey rappresenta quindi la conferma di un trend in cui la propensione al consumo e agli investimenti potrebbe rimanere contenuta ancora per un certo periodo di tempo. Si tratta di una sorta di "nuova attitudine" che porterà evidentemente con sé delle implicazioni per tutti i settori di attività produttiva: l’attitudine dei consumatori americani al risparmio, prima della recessione all’1,6% (nel 2008), e all’1,4% nel decennio precedente. "La nostra survey di febbraio, condotta subito dopo il crollo finanziario di Wall Street, evidenziava come i risultati fossero probabilmente amplificati dall’emotività del momento", spiega Fred Crawford, CEO di AlixPartners. "Tuttavia, l’edizione di novembre di questo studio sottolinea come gli americani siano ancora molto scossi dagli eventi dell’ultimo anno. E, per quanto riteniamo che anche in questo caso un indice tanto alto debba essere preso con cautela, si tratta di un dato significativo dell’attuale stato d’animo degli americani. In effetti", continua, "pare che questo nuovo modo di concepire consumo e risparmio possa rivelarsi più strutturale e pervasiva. Si è sempre parlato in termini di generazioni - i Baby Boomer, gli Eco Boomer, la Generazione X e la Generazione Y, ciascuna con i propri modelli di pensiero e comportamentali. Questa crisi potrebbe aver portato alla nascita della "Società dei risparmiatori", del "Cittadino Risparmiatore". Sembra essersi affermato un nuovo modo di pensare e di vivere, che potrebbe rappresentare un fenomeno di portata significativa e di tempi durevoli ". Sempre su questo aspetto, in un’altra survey di AlixPartners, condotta a fine novembre, il 52% degli intervistati si era dichiarato "estremamente preoccupato" o "molto preoccupato" per la situazione economica - in calo rispetto al 64% rilevato qualche mese fa sempre da AlixPartners. Gli americani intervistati hanno inoltre affermato di non attendersi un ritorno a uno stile di vita in linea con quello precedente alla crisi fino alla fine del 2012; tale dato è in contrasto con i risultati ottenuti dal sondaggio AlixPartners del febbraio scorso, in cui il recupero dei comportamenti di acquisto precedenti alla recessione era previsto attorno alla metà del 2012. (9Colonne)

MORATORIA SUI MUTUI, RAGGIUNTO L’ACCORDO

E’ stato raggiunto l’accordo siglata tra l’Abi e le associazioni dei consumatori per la moratoria sui mutui non superiori a 150mila euro per l’acquisto dell’abitazione principale. Ne beneficeranno le famiglie che si sono trovate in difficoltà nel corso del 2009. Il reddito del titolare del mutuo non deve superare i 40mila euro annui. L’intesa è al vaglio del Comitato esecutivo dell’Abi per l’approvazione definitiva e dovrebbe entrare in vigore a partire dalle rate in pagamento a febbraio 2010. Secondo quanto riferisce l’Ansa, venerdì 18 dicembre è prevista la firma di un documento comune. Il confronto tra l’Abi e le associazioni dei consumatori ha portato ad alcune modifiche della proposta formulata a novembre dall’associazione bancaria. Il tetto, infatti, era inizialmente previsto a 120mila euro. Questo ampliamento è stato comunque bilanciato dall’introduzione del limite di reddito che nelle prime formulazioni della misura non era previsto. Ampliato anche dal secondo semestre all’intero 2009 il periodo in cui devono essersi verificate le condizioni per beneficiare della moratoria. La sospensione delle rate per 12 mesi sarà applicata, a meno di modifiche dell’ultimo minuto, a chi ha perso il lavoro, ma anche in caso di morte, non autosufficienza, sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni. Queste circostanze devono essersi verificate tra il 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2009. L’Abi ha dato la disponibilità anche ad estendere a 180 giorni (dai 90 inizialmente previsti) il limite massimo di ritardo nel pagamento oltre il quale la moratoria non si applica: più disponibilità, insomma, nei confronti di chi è stato moroso fino a un massimo di 6 mesi, sempre a causa dell’aggravarsi delle condizioni economiche familiari. (9Colonne)

RETE CBI AL SERVIZIO DELLA P.A.

Mentre continuano ad aumentare le aziende che utilizzano i servizi di corporate banking interbancario (oltre 800 mila, +8% rispetto al 2008), il Consorzio CBI (Customer to Business Interaction) ha sviluppato un nuovo servizio "di nodo" per venire incontro alle esigenze di dematerializzazione dei processi, semplificazione delle procedure ed efficientamento interno e del rapporto con cittadini e imprese della Pubblica Amministrazione. Si tratta, in pratica, di un servizio che consente l’accesso diretto alla rete CBI da parte di soggetti istituzionali per la trasmissione di flussi finanziari al settore bancario, fatture elettroniche e flussi documentali. Il "nodo CBI", inoltre, permette di definire standard di sistema e di personalizzare i servizi in linea con le esigenze della pubblica amministrazione. Sono queste le principali novità in fatto di corporate banking interbancario, di servizi innovativi e del loro contributo di efficienza nel dialogo tra banche, imprese e Pubblica Amministrazione, emerse durante il Convegno ABI CBI 2009 durante il quale sono stati presentati anche i risultati del Final Report dell’Expert Group on e-Invoicing della Commissione Europea, che tracciano le linee guida in fatto di fatturazione elettronica in Europa. "Il servizio di nodo del CBI – ha detto il direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini – per la Pubblica Amministrazione rappresenta, insieme alla fatturazione elettronica, un ulteriore passo in avanti sulla strada verso innovazione, servizi integrati ancora più veloci, sicuri ed efficienti, informatizzazione delle procedure e dematerializzazione dei documenti". Già oggi, il Dipartimento per la Programmazione e il coordinamento della Politica Economica del Ministero dell’Economia e delle Finanze ed Equitalia Giustizia hanno accesso diretto alla rete e ai servizi CBI. Attraverso il "nodo CBI", infatti, il DIPE ha a disposizione gli strumenti per monitorare i movimenti di fondi generati dalle imprese che partecipano agli appalti pubblici di grandi opere. Proprio in questa direzione, è stato avviato il progetto pilota per il monitoraggio dell’appalto per la realizzazione della Metro C di Roma; il DIPE sta inoltre valutando le possibili estensioni del servizio. Equitalia Giustizia, invece, tramite il "nodo CBI" può acquisire tutte le informazioni relative ai conti correnti e alle altre forme tecniche intestate al Fondo Unico Giustizia, mentre è allo studio una fase due del progetto che dovrebbe includere ulteriori servizi ad hoc per abilitare funzioni dispositive. "Nel rapporto tra banche e pubbliche amministrazioni – ha concluso Sabatini – il CBI può rappresentare un contributo importante di coordinamento, semplicità ed efficienza nella gestione della comunicazione col sistema bancario e di flessibilità del servizio rispetto alle esigenze specifiche del comparto pubblico". Al CBI aderiscono 683 banche, pari a oltre l’86% del settore bancario italiano e Poste Italiane. (9Colonne)

SIPAY CARTASI, PER PAGARE CON UN’ E-MAIL

CartaSi, leader in Italia nel mercato delle carte di credito con 7 milioni di titolari, estende la sua offerta nei pagamenti online e lancia Sipay, il nuovo servizio di pagamento P2P (peer-to-peer) sviluppato in collaborazione con ICBPI (Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane) per inviare e ricevere pagamenti tra privati. Sipay è una rete di pagamento online, aperta a tutti, anche a chi non è titolare di una carta CartaSi, che permette di effettuare e ricevere pagamenti in tempo reale in modo semplice, sicuro ed economico. La registrazione al servizio avviene esclusivamente online attraverso il portale www.cartasi.it e il sito www.sipay.it e permette di aprire il proprio account virtuale Sipay, a cui è abbinato il Codice di sicurezza P2P. Attraverso il proprio conto Sipay, che può essere "caricato" utilizzando la propria carta di credito Visa o MasterCard o anche il proprio conto corrente bancario, l’utente può effettuare e richiedere pagamenti o prelevare i fondi disponibili trasferendoli sul proprio conto bancario. Per effettuare o per richiedere pagamenti è sufficiente conoscere l’indirizzo e-mail del destinatario, e il proprio Codice P2P, che viene fornito al momento della registrazione. Sia l’avviso di un pagamento effettuato a suo favore sia la richiesta di riceverne uno arrivano al destinatario sul suo indirizzo di posta elettronica. Il destinatario dell’e-mail per confermare il pagamento deve semplicemente accedere al suo account virtuale attraverso il portale CartaSi o il sito www.sipay.it e, se non fosse già un utente Sipay, registrarsi al nuovo servizio di CartaSi creando il proprio account. Sempre tramite il portale CartaSi e il sito di Sipay l’utente registrato può accedere allo storico dei pagamenti effettuati e dei versamenti ricevuti sul proprio conto virtuale, attraverso un motore di ricerca che consente di visualizzare le operazioni effettuate per tipologia, importo, nell’arco temporale da lui definito. La nuova rete peer-to-peer CartaSi per i pagamenti online è attiva per il trasferimento di danaro tra privati: è prevista a breve l’estensione del servizio anche ai merchant online che potranno, quindi, scegliere questo nuovo strumento di pagamento targato CartaSi tra quelli disponibili per l’e-commerce. (9Colonne)