Archive for Dicembre, 2009

MERCATO DELLE ABITAZIONI, IL TERMOMETRO DI BANKITALIA

A partire dal mese di gennaio 2009 la Banca d’Italia ha avviato la pubblicazione di un nuovo Supplemento al Bollettino Statistico che, a frequenza trimestrale, riporta i risultati di un sondaggio condotto presso un campione rappresentativo di agenti immobiliari sul mercato delle abitazioni in Italia, condotto congiuntamente con Tecnoborsa. I dati relativi al terzo trimestre del 2009 rivelano che il saldo negativo tra le indicazioni di aumento e di diminuzione dei prezzi si è ulteriormente ridotto (a -44,5 punti percentuali, da -53,2 nel trimestre precedente). Il risultato riflette il minor numero di giudizi di riduzione dei prezzi (46,1 per cento, da 54,2 dell’inchiesta di luglio) e l’aumento di quelli di stabilità (52,3 per cento, da 44,8). Il miglioramento è maggiore nelle aree urbane (con popolazione superiore a 250 mila abitanti), dove la quota di agenzie che ha espresso giudizi negativi è scesa al 50 per cento, da circa il 60 nel sondaggio precedente. La quota di operatori che hanno venduto almeno un immobile si è mantenuta al 65 per cento, risultando superiore nelle regioni del Nord Est (73,3 per cento), come nell’indagine precedente; per contro, tale quota si è ridotta di quasi 5 punti (al 54 per cento) nelle regioni meridionali. Il numero totale di compravendite effettuate mediante intermediazione avrebbe ripreso a flettere nel terzo trimestre rispetto a quello precedente; tuttavia, tale andamento potrebbe in parte riflettere effetti stagionali. Non si attenua la divergenza tra i prezzi di offerta e di domanda: circa due terzi delle agenzie indicano che la motivazione principale di cessazione dell’incarico a vendere è rappresentata dall’assenza di proposte di acquisto, a fronte di richieste del venditore ritenute troppo elevate; oltre metà delle agenzie segnala anche proposte di acquisto a prezzi giudicati troppo bassi. Rispetto all’inchiesta di luglio si registra un aumento della percentuale di coloro che segnalano un ritiro dell’incarico dovuto a attese di prezzi più favorevoli. Resta sostanzialmente stabile al 50 per cento la quota di operatori secondo i quali i potenziali acquirenti presentano difficoltà di reperimento del mutuo. La quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di mutui ipotecari è stata pari al 69 per cento, all’incirca come nel trimestre precedente, con un incremento di circa 7 punti percentuali nelle aree urbane a fronte di una riduzione nelle altre località. Le agenzie segnalano per il trimestre in corso una notevole attenuazione del pessimismo circa le condizioni del proprio mercato di riferimento: il saldo tra giudizi "favorevoli" e "sfavorevoli", dopo il temporaneo, forte peggioramento osservato nel trimestre primaverile (-22,6 punti percentuali), si è fortemente ridotto a -3,9 punti percentuali. (9Colonne)

FONDI COMUNI, UN ALTRO MESE POSITIVO

I fondi comuni di investimento archiviano per il quinto mese consecutivo, il sesto dall’inizio dell’anno, un dato di raccolta positivo. Le sottoscrizioni al netto dei riscatti sono in leggera crescita rispetto allo scorso mese e si fermano a quota 1,27 miliardi di euro. Alla fine del mese di novembre il patrimonio complessivo investito in fondi – secondo i dati resi noti da Assogestioni - è pari a 422 miliardi di euro. Sono quattro le categorie con il segno più: Obbligazionari, Flessibili, Bilanciati e Azionari. Con quasi 1,4 miliardi di euro i prodotti Obbligazionari sono ancora i principali sostenitori dell’andamento positivo del settore. Il patrimonio della categoria è pari a 160,5 miliardi di euro, un dato che vale il 38% degli asset del settore. I Fondi Bilanciati incassano 124 milioni di euro e detengono asset per oltre 16 miliardi, il 3,9% del totale. La raccolta dei prodotti Flessibili continua per il secondo mese consecutivo la sua corso in territorio positivo. I flussi, in crescita, sono pari a 425 milioni di euro e il patrimonio, che si colloca oltre la quota dei 56 miliardi di euro, vale il 13,3% degli asset complessivi. I Fondi Azionari chiudono il mese con 38 milioni di sottoscrizioni nette e si presentano con asset pari al 20,2% (85 miliardi di euro) del patrimonio investito in fondi comuni.

Resta negativa la raccolta dei Fondi di Liquidità. La categoria perde 634 milioni di euro e detiene un patrimonio pari a 88 miliardi di euro, il 20,9% degli asset complessivi. I Fondi Hedge si avvicinano lentamente alla parità e chiudono il mese con deflussi per 52 milioni di euro e il 3,8% del patrimonio, una quota corrispondente a oltre 16 miliardi di euro. Secondo le rilevazione dell’ufficio statistiche di Assogestioni a novembre la raccolta dei Fondi di diritto Italiano è stata negativa per 369 milioni di euro. Il patrimonio detenuto in questa tipologia di prodotti è pari a 214 miliardi di euro, il 50,7% delle masse complessive ascrivibili all’intero sistema fondi. I prodotti domestici promossi da Gruppi italiani accusano deflussi per 475 milioni di euro e detengono un patrimonio di 193 miliardi di euro, il 45,7% degli asset. Per i fondi italiani promossi da Gruppi esteri la raccolta è positiva e vale 106 milioni di euro. Il patrimonio è a quota 21 miliardi e vale il 5% delle masse del settore. Per i Fondi di diritto Estero la raccolta provvisoria è ancora in crescita ed è pari a 1,6 miliardi di euro, di cui oltre 1,1 miliardi attribuibili a sottoscrizioni provenienti dai prodotti promossi da Gruppo Italiani. Gli asset stimati per i Fondi di Diritto Estero sono, alla fine del mese di novembre, superiori a 208 miliardi di euro, il 49,3% del patrimonio del sistema. I Gruppi Italiani detengono l’81,6% del patrimonio e registrano flussi positivi pari 661 milioni di euro. Il mese è caratterizzato dal ritorno in positivo della raccolta per i Gruppi Esteri che archiviano momentaneamente il mese con flussi pari a 606 milioni di euro. (9Colonne)

BANCO DI NAPOLI, 400 MILIONI PER LE PMI

Banco di Napoli e Unione Industriali di Napoli hanno siglato un accordo per promuovere misure volte a garantire l’afflusso di credito al sistema produttivo locale. Il Banco di Napoli mette a disposizione complessivamente un plafond di circa 400 milioni di euro per favorire interventi specifici sulla liquidità e sulla patrimonializzazione delle imprese campane. L’accordo, che si inserisce nella più ampia convenzione nazionale siglata il 3 luglio scorso tra Intesa Sanpaolo e Confindustria con un plafond complessivo di 5 miliardi, è stato firmato da Giovanni Lettieri, presidente dell’Unione degli Industriali di Napoli, da Corrado Passera, consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, e da Giuseppe Castagna, responsabile Direzione Regionale Campania, Puglia, Calabria e Basilicata di Intesa Sanpaolo e direttore generale del Banco di Napoli. L’accordo tra Banco di Napoli e Unione degli Industriali giunge in un periodo di difficoltà per l’economia campana: l’export regionale, che aveva segnato un favorevole 2006-07 e una buona tenuta nei primi nove mesi del 2008 (+2,7% gennaio-settembre 2008), ha poi risentito della crisi internazionale subendo un calo pronunciato (-14% nel IV trimestre 2008 e -20,7% nel I semestre 2009). La reazione delle imprese campane nei confronti della crisi si è concentrata su iniziative di tipo difensivo, come il contenimento dei costi produttivi e la rinuncia a parte dei margini di profitto. Ad agosto il Gruppo Intesa Sanpaolo ha aderito alla moratoria Abi-Governo che consente la sospensione di 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo e leasing, l’allungamento a 270 giorni della scadenza dei crediti a breve per operazioni di anticipazione su crediti e l’erogazione di finanziamenti per il rafforzamento patrimoniale delle imprese. Tutte le banche della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo sono però già operative da tempo su questo fronte per sostenere le imprese, avendo di fatto anticipato la moratoria con l’avvio – fin da maggio – della procedura per consentire la posticipazione di 12 mesi del pagamento della rata di mutui e leasing. Ancora prima dell’adesione alla moratoria Abi-Governo, grazie all’accordo per le PMI stipulato a luglio con Confindustria, il Gruppo Intesa Sanpaolo si era già attivato su tutto il territorio nazionale e ad oggi risultano concessi quasi 18.000 rinvii di pagamento delle rate di mutui o leasing, di cui circa 1.000 per i soli clienti del Banco di Napoli nelle quattro regioni meridionali in cui è presente. (9Colonne)

VERSAMENTI D’IMPOSTA, NUOVA CAMPAGNA DI CONTROLLI

Parte una nuova campagna di controlli volta a intercettare i contribuenti che non hanno versato, in tutto o in parte, le imposte dovute nell’anno in corso, come ad esempio le imposte sui redditi – acconto e saldo – l’Iva periodica e a saldo, le ritenute operate e così via. Una direttiva firmata il 30 novembre dal direttore dell’Agenzia delle Entrate lancia l’operazione, che ha l’obiettivo di contrastare un fenomeno che, negli ultimi tempi, ha assunto dimensioni preoccupanti, determinando un danno per l’erario particolarmente rilevante in un momento così delicato per la finanza pubblica. L’Agenzia – spiega una nota - individuerà le situazioni anomale analizzando i comportamenti adottati nel corso del 2009 alla luce anche di quelli tenuti negli anni precedenti. L’assenza di un versamento periodico, ad esempio, verrà considerata anomala – e quindi da approfondire – se il contribuente nei mesi o negli anni precedenti ha costantemente versato le somme dovute allo stesso titolo, come nel caso dell’Iva periodica o delle ritenute. Anche i versamenti degli acconti d’imposta saranno oggetto di analisi e monitoraggio per individuare eventuali omissioni. Le posizioni a rischio saranno oggetto di specifiche attività di controllo. La direttiva prevede inoltre che, nell’ambito delle ordinarie attività di verifica, vengano effettuati appositi controlli sulla tempestività e congruità dei versamenti eseguiti nel corso del 2009, tenendo conto della tipologia del contribuente, della sussistenza di specifici fattori di rischio e della particolare entità degli importi dovuti. (9Colonne)

A GENNAIO LA NUOVA MORATORIA SUI MUTUI

Dovrebbe essere inaugurata a gennaio 2010 la nuova moratoria sui mutui, con cui il Governo intende venire incontro alle famiglie “intrappolate” in annosi e insostenibili finanziamenti sulla prima casa. Il provvedimento dovrebbe riguardare, secondo le indiscrezioni pubblicate dal quotidiano La Stampa , i prestiti non superiori a 120mila euro. La novità sarebbe emersa nel corso degli incontri tra l’Abi e le associazioni dei consumatori che in questi giorni stanno definendo i dettagli della moratoria che, nelle intenzioni, dovrebbe scattare con le rate in pagamento a febbraio. Sebbene non sia ben chiaro quale sarà l’importo massimo stabilito quel che è certo – scrive il quotidiano torinese - è che la misura contemplerà un tetto massimo. Inizialmente l’Abi aveva infatti previsto un tetto di 100 mila euro, ma nel confronto con le associazioni ha elevato la cifra senza comunque accontentare i consumatori che continuano a chiedere un tetto più alto. La misura riguarderà prioritariamente le famiglie colpite da licenziamenti o cassa integrazione. Il documento iniziale sottoposto dall’Abi alle associazioni dei consumatori prevede che le condizioni base possano essere "migliorate a beneficio del mutuatario da ciascuna banca all’atto dell’adesione". Il rinvio delle rate riguarderebbe chi ha perso il lavoro (ma non per raggiunti limiti di età), ma potrebbe scattare anche in caso di decesso o non autosufficienza, sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni (anche in attesa dell’ufficializzazione dei provvedimenti di cassa integrazione guadagni). Ma solo a patto che questi eventi si siano verificati dal 30 giugno al 31 dicembre 2009. Rientrano a pieno titolo nel provvedimento i mutui sottoscritti per costruire o ristrutturare la casa. La proposta delle banche prevede però che la moratoria non possa essere applicata a mutui per i quali ci siano stati di pagamento di almeno 90 giorni. Niente da fare anche per i mutui per i quali si siano registrati meno di 90 giorni di ritardo, nel caso in cui la morosità sulle rate sia iniziata prima della perdita del lavoro o della cassa integrazione. Non rientreranno nella moratoria nemmeno i finanziamenti con durata inferiore ai 5 anni, quelli con agevolazioni pubbliche o con assicurazioni di copertura dei rischi. (9Colonne)