Archive for Gennaio, 2010

"STUDIO, RISPARMIO, INVESTO": CONCORSO PER STUDENTI

Ha preso il "via" il concorso "Studio, Risparmio, Investo", rivolto agli Istituti Tecnici Commerciali indetto da Assogestioni in occasione del primo Salone del Risparmio Gestito (Milano, Piazza Affari, 21, 22, 23 Aprile 2010). Il concorso, che vede il sostegno del Provveditorato agli Studi di Milano, (solo a Milano infatti, sono stati coinvolti più di mille studenti in circa 50 scuole) è riservato agli studenti delle classi quarta e quinta degli istituti statali e paritari, ed è dedicato al tema dell’educazione finanziaria, centrale in questa prima edizione del Salone. La giornata di venerdì 23 prevede infatti numerose attività rivolte agli studenti e ai giovani in generale: oltre alla premiazione del vincitore del concorso, l’educazione finanziaria diventa con gli studenti, assoluta protagonista del salone attraverso numerose conferenze, un percorso Vademecum che si snoda tra gli interrogativi del risparmio gestito sciogliendo i dubbi sull’argomento e la Mostra del risparmio. "Studio, Risparmio, Investo" in particolare intende valorizzare i migliori temi scolastici che sapranno contribuire ad una nuova visione del risparmio e dell’investimento finanziario (fondi di investimento ma non solo) attraverso idee, considerazioni, proposte e progetti. Con riferimento al programma ministeriale svolto nelle classi invitate a prendere parte al concorso, Assogestioni ha proposto lo svolgimento di una traccia, che affidata agli studenti, verrà inizialmente valutata dal professore di riferimento ed in seguito candidata dallo stesso al concorso. Questo il tema: "Globalizzazione, problematiche occupazionali, crisi economica, nuovo ruolo dell’informazione, mutamento dei bisogni e trasformazione dei rapporti sociali. Descrivi, in questo scenario, qual è a tuo avviso il ruolo, la funzione e il valore del risparmio e le eventuali motivazioni che potrebbero indurre l’individuo a risparmiare. Esprimi delle considerazioni e dei suggerimenti pratici, sia in un’ottica di breve periodo che in chiave prospettica di lungo termine. Esponi la tua visione attraverso un’analisi che consideri anche le eventuali forme di investimento conseguenti". Il concorso vuole sensibilizzare e stimolare l’attenzione degli studenti sulle tematiche del risparmio e dell’investimento e più in generale, sul ruolo dell’educazione finanziaria nell’ambito della società attuale. Il primo elaborato classificato, oltre a vedere premiato il suo autore con un buono spesa dal valore di mille euro che potrà spendere in un grande magazzino di elettronica, renderà merito ad ogni singolo compagno di classe, alla scuola e al professore che lo ha presentato. Prestigiosa la giuria : Corriere della Sera, Mursia Editore, Assogestioni, ANASF, AIPB, ASSORETI, SGR, SIM, banche associate ad Assogestioni; è stata invitata a prenderne parte anche l’Associazione Nazionale Comitati e Genitori della Scuola. Gli studenti potranno acquisire materiale utile nella sezione "educazione finanziaria" del sito dell’associazione www.assogestioni.it e trovare ogni dettaglio del concorso sul sito www.salonedelrisparmio.com cliccando sul banner dedicato. La scadenza per presentare le domande di partecipazione con i relativi elaborati è il 19 marzo 2010. (9Colonne)

PMI, LAZIO: RIPRESA FRAGILE

Una ripresa "fragile", "incerta", "discontinua", "precaria". Questi gli aggettivi per descrivere la fase post-crisi fotografata dall’indagine congiunturale semestrale sulle Pmi del Lazio curata da Federlazio. Se rispetto alle attese il 2009 si è concluso con una diminuzione del PIL nazionale nell’ordine del -4,7%, dunque un po’ meglio rispetto al -5,1% previsto, le attuali stime sul 2010 indicano una lieve variazione positiva, intorno al +0,7%. Un valore, quest’ultimo, che se per ipotesi trovasse conferma ogni anno, ci farebbe impiegare 6-8 anni per recuperare il crollo registrato nel 2009. Rispetto al quadro nazionale, il Lazio, peraltro, sembra aver sofferto meno, sebbene alcune fonti abbiano stimato il suo PIL nel 2009 in calo tra il -3% ed il -4%. Sul fronte del commercio con l’estero, da gennaio ad ottobre del 2009 le esportazioni e le importazioni del Lazio sono, rispettivamente, diminuite del -19,6% e del -11,6%. La quota di beni e servizi esportati dal Lazio sul totale nazionale, nel confronto con lo stesso periodo del 2008, è passata al 4,1% dal precedente 3,9%, segno evidente che in molte regioni l’export ha subito riduzioni molto più consistenti rispetto al Lazio. La cassa integrazione guadagni ordinaria è aumentata del 106,6% (anche se resta inferiore al 350,2% registrato a livello nazionale), mentre la CIG straordinaria è aumentata del 371,5%, superando il dato nazionale, pari al 314,8%. Riguardo all’andamento dell’occupazione, dove il saldo è peggiorato da -6 a -11, la situazione è particolarmente negativa nel settore metalmeccanico, legno e servizi, mentre lo è un po’ meno nell’edilizia e chimico. Il saldo è positivo solo in due settori: informatica e grafico-editoriale. Per quanto concerne le intenzioni di assumere nel prossimo futuro, in calo generalizzato (il saldo si contrae da +3 a -1), il settore edile ed informatico hanno previsto di ridurre l’occupazione mentre un incremento dovrebbe verificarsi nei settori chimico, servizi e metalmeccanico. Infine, sul versante degli investimenti effettuati nel secondo semestre 2009, rispetto alla percentuale media in robusto calo dal 49,1% al 29,3%, hanno investito ancor meno le imprese del settore legno, edilizia e metalmeccanico. Hanno investito un po’ di più rispetto alla media solo le imprese del settore chimico e grafico-editoriale. (9Colonne)

RITARDI DI PAGAMENTO: ESPOSTO ALLA UE

Dopo gli appelli inascoltati al Governo affinché fosse cambiata una norma della Finanziaria giudicata iniqua ed in contrasto con le disposizioni europee sui ritardi di pagamento, il Taiis -Tavolo interassociativo imprese di servizi- ha deciso di rivolgersi all’Unione Europea. Nei giorni scorsi è stato infatti inviato alla Commissione un esposto formale contro l’art. 2, comma 89 della legge finanziaria, che prevede il blocco per dodici mesi di qualsiasi azione esecutiva, inclusi i pignoramenti già eseguiti, per crediti verso le Asl delle regioni oggetto dei piani di rientro dai disavanzi sanitari, in sostanza quelle maggiormente indebitate. Per di più, la norma prevede che alle imprese creditrici dei fondi, per quei 12 mesi, gli interessi siano dovuti solo al tasso legale e non sulla base di quanto stabilito dal decreto legislativo di recepimento della Direttiva contro i ritardi di pagamento. Il contenuto di tale norma, secondo gli esponenti del Taiis, oltre che inaccettabile nella sostanza, è in contrasto formale con le disposizioni europee vigenti (appunto, la Direttiva 35/2000 contro i ritardi di pagamento). Nell’esposto presentato, il Taiis ha richiesto l’attenzione e l’azione della Commissione Europea anche contro alcune disposizioni del decreto legge 195 del 30 dicembre scorso, che riguarda l’emergenza rifiuti in Campania. Tale decreto, infatti, all’art. 3, ultimo comma, stabilisce che fino al 31 gennaio 2011 "non possono essere intraprese azioni giudiziarie e arbitrali nei confronti delle strutture commissariali e della Unità stralcio … e che le azioni pendenti sono sospese". Il provvedimento prevede, inoltre, che "i debiti insoluti, dalla data di entrata in vigore del decreto non producono interessi e non sono soggetti a rivalutazione monetaria". (9Colonne)

SALONE DEL RISPARMIO, EDUCAZIONE FINANZIARIA AL PRIMO POSTO

La cultura finanziaria deve alimentarsi dal confronto dei professionisti con nuove soluzioni. Ciò emerge dalle opinioni espresse dai visitatori nel sondaggio promosso da Assogestioni sul proprio sito, in previsione del "Salone del Risparmio Gestito" che si terrà a Milano il 21, 22 e 23 aprile a palazzo Mezzanotte. Oltre il 95% dei futuri partecipanti al Salone è d’accordo, infatti, con la scelta dell’associazione di dedicare al tema dell’educazione finanziaria la prima edizione della tre giorni milanese, confermando l’importanza che i professionisti della gestione riconoscono da sempre a questo argomento, oggi ancor più che in passato. Gli operatori dimostrano in particolare grande interesse alle possibilità di formazione e di aggiornamento professionale offerte dalla manifestazione. Elevate anche le aspettative legate all’auspicata evoluzione "culturale" dei risparmiatori: più di 9 partecipanti su 10, infatti, pensano che un evento come il Salone possa aiutare il settore dei fondi di investimento a risollevarsi, recuperando la fiducia degli investitori nei prodotti del risparmio gestito. Tra i temi di maggior interesse figurano anche quelli legati al collocamento dei prodotti presso la clientela e al rapporto con i risparmiatori. La possibilità di partecipare a seminari, conferenze e corsi di formazione (anche professionale) resta in ogni caso il "plus" riconosciuto alla manifestazione, seguito dalle varie opportunità di networking e di new business che si svilupperanno lungo le tre giornate. Una percentuale superiore all’80% crede, inoltre, che l’evento possa costituire anche una "piazza" utile a promuovere i propri prodotti e servizi. Rilevante inoltre il fatto che il 70% degli ospiti del Salone sono interessati a dialogare ed entrare in contatto principalmente con gestori, promotori, consulenti, operatori del settore e rappresentanti di istituzioni, associazioni e autorità del mercato. La manifestazione, pur delineandosi quindi come un evento principalmente rivolto ai professionisti, non perde tuttavia lo "spirito" di evento aperto al pubblico, che nel 20% dei casi rappresenta comunque il target diretto dei partecipanti all’indagine. Il sondaggio è stato distribuito attraverso il sito dell’associazione ad un bacino di 6.000 utenti, costituito principalmente da operatori del settore (60%), risparmiatori (20%), giornalisti, studenti ed esponenti delle istituzioni (20%.) (9Colonne)

BANCA GENERALI: 22,2 MILIARDI LE MASSE IN GESTIONE

L’amministratore delegato di Banca Generali, Giorgio Girelli, ha fornito alcune indicazioni preliminari circa l’andamento delle masse nel corso del 2009. In particolare, è stato comunicato che le masse a fine 2009 si sono attestate a 22,2 miliardi euro rispetto ai 18,9 miliardi di fine 2008, con un incremento complessivo del 16,8%. Nel dettaglio, le masse di risparmio gestito e assicurativo hanno raggiunto i 14,6 miliardi (il 66% del totale degli attivi) rispetto ai 12,4 miliardi di fine 2008, in crescita del 18% rispetto all’esercizio precedente. Nell’ambito dei prodotti di risparmio gestito si evidenzia la significativa crescita delle sicav lussemburghesi che hanno raggiunto i 4,2 miliardi, rispetto ai 2,98 miliardi di fine 2008, con una crescita del 42% rispetto all’esercizio precedente. L’ad ha evidenziato l’ottima performance realizzata nel comparto del risparmio gestito pari al 13,2% e in particolare quella di fondi e sicav del gruppo Banca Generali, la cui performance media si è attestata al 16%, ben al di sopra del 6,4% realizzato mediamente dall’industria dei fondi in Italia. Nel complesso il rendimento totale degli attivi, inclusi l’amministrato e l’assicurativo, è stato dell’8,3%, al lordo delle scadenze assicurative. Il risultato è particolarmente apprezzabile considerando che l’esposizione al rischio è stata decisamente contenuta ed è stata ottenuta grazie all’ampia diversificazione dei prodotti e al largo utilizzo di linee di investimento flessibili e total return. Nella presentazione sono inoltre sottolineate le buone prospettive di sviluppo delle masse per il 2010 e gli anni successivi, anche capitalizzando sulle corrette scelte di investimento effettuate negli anni scorsi che hanno consentito di consolidare le relazioni con i clienti esistenti oltre che di svilupparne di nuove. Al riguardo, Banca Generali segnala "il grande potenziale rappresentato dagli oltre 2.000 nuovi clienti acquisiti nell’edizione del 2009 dello scudo fiscale", che Banca Generali pensa di incrementare ulteriormente con la riapertura dei termini per il 2010. (pap)

MILANO, CONTRATTI BANCARI SOTTO LA LENTE

Al via la Commissione tecnica di esperti della Camera di commercio di Milano per monitorare i contratti bancari e verificare l’esistenza di eventuali clausole vessatorie e inique. È composta da illustri giuristi quali il prof. avv. Giorgio De Nova, il prof. avv. Aldo Dolmetta e il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano avv. Paolo Giuggioli. Il Servizio Armonizzazione del Mercato, preposto dalla Camera di commercio di Milano per seguire l’intero iter, si avvia dunque al monitoraggio dei contratti bancari. La Commissione coglierà l’occasione per accertare la conformità delle clausole contrattuali alle novità legislative che hanno recentemente interessato questo settore. In particolare, si inseriscono in questo contesto le nuove disposizioni della Banca d’Italia in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari (prestiti, mutui ecc.), focalizzate sulla correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti, e la norma volta a specificare gli obblighi informativi dei prestatori dei servizi di pagamento e a disciplinarne le responsabilità secondo una linea comune a tutti gli Stati membri della Comunità Europea. Oltre alla verifica dell’applicazione della riforma della commissione di massimo scoperto.

Sono 8.358 le imprese attive nel settore della finanza a Milano al primo trimestre 2009, pari al 7,8% del totale italiano. La provincia meneghina si conferma così, nonostante lo scorporo di Monza e Brianza, prima in Italia per imprese attive nel settore credito, tra banche e finanziarie, e nel settore assicurativo, mentre Roma è prima per attività ausiliarie dell’intermediazione finanziaria (gestione risparmio conto terzi, cambiavalute, attività di vigilanza e controllo). Milano concentra, infatti, un numero di aziende superiore al totale dell’intera regione Sicilia (6.615 imprese) o della Puglia (5.399) ed è alla pari con Emilia Romagna (8.359). Solo Lazio e Campania hanno più attività finanziarie. In particolare, nel comparto dell’intermediazione monetaria e finanziaria Milano conta circa un quarto delle imprese nazionali del settore (24,8%), più di Lazio e Piemonte messi insieme (22,5%). Milano eccelle anche nel comparto dei fondi pensione e assicurazioni (25,6% del totale italiano) mentre nelle attività ausiliarie della finanza il capoluogo lombardo (5,9%) viene subito dopo Roma (prima con 8,9%). E in un anno, nonostante le difficoltà internazionali, l’intero settore a Milano ha continuato a crescere segnando, tra primo trimestre 2008 e primo trimestre 2009, un aumento percentuale dello 0,4%. (9Colonne)

EUROSTAT, 17% POPOLAZIONE A RISCHIO POVERTA’

Nel 2008, la quota di popolazione dell’Unione europea minacciata dalla povertà è salita al 17%. Lo afferma l’Eurostat, che ha elaborato questo dato nell’ambito dell’inchiesta ‘EU-SILC 2’, in occasione della conferenza inaugurale dell’Anno europeo della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale, che si svolgerà il prossimo 21 gennaio a Madrid. Dal 2005 a oggi il tasso di rischio povertà nell’Ue a 27 ha avuto un andamento stabile, variando tra il 16% e il 17%. I Paesi che soffrono maggiormente sono in ordine la Lettonia (26%), la Romania (23%), la Bulgaria (21%), e a pari livello la Grecia, la Spagna e la Lituania (20%). Meglio la Repubblica ceca (9%), i Paesi Bassi e la Slovacchia (11%), seguite da Danimarca, Ungheria, Austria, Slovenia e Svezia, con il 12%. Secondo lo studio prodotto dall’ufficio statistico, oggi sul territorio europeo un bambino su cinque appare minacciato dalla povertà, con un tasso di rischio per i ragazzi da 0 a 17 anni che è salito nel 2008 al 20%. Anno in cui i valori più elevati sono stati registrati in Romania (33%), Bulgaria (26%), Italia e Lettonia (25%). Il peggioramento della situazione socio-economica interessa anche le persone al di sopra dei 65 anni, il 19% delle quali è a rischio povertà, in particolare in Lettonia, Cipro, Estonia, Bulgaria, Ungheria, Lussemburgo e Repubblica ceca. Nel 2008 il tasso di privazione materiale, valore che misura l’esclusione sociale in termini assoluti, ha interessato il 37% della popolazione. Il che significa che quasi 4 persone su cento non possono permettersi una settimana di vacanza, il 10% non ha fondi a sufficienza per riscaldare adeguatamente la propria casa, il 9% ha problemi ad acquistare carne e pesce e il 9% non possiede un’automobile. (9Colonne)

NATALE: 1,6 MILIARDI DI ACQUISTI INUTILI

Come da tradizione i saldi di gennaio sono una boccata di aria fresca dopo un dicembre sempre economicamente impegnativo per le famiglie italiane. Un sondaggio realizzato da Subito.it (www.subito.it), il sito di annunci per comprare e vendere di tutto, svela che, nonostante la crisi, ben 1,6 miliardi di euro sono stati "bruciati" nell’ultimo mese del 2009 per l’acquisto di oggetti che vengono in realtà considerati in definitiva inutili (55%) o addirittura brutti o fuori moda (21%). Sebbene oltre il 50% dei peggiori oggetti acquistati abbia un valore unitario stimato non superiore ai 10 euro, il regalo ad ogni costo ha portato gli italiani a privarsi di fondi non indifferenti che sarebbe utile avere in tasca ora per la grande corsa ai saldi, soprattutto se si prende in considerazione il dato ISTAT secondo il quale il potere d’acquisto delle famiglie italiane è calato nell’ultimo anno dell’1,6%. Il 55% degli italiani è stato sommerso a Natale da soprammobili, prodotti per la cura della persona e capi o accessori di abbigliamento di cui avrebbe volentieri fatto a meno. Seguono poi a stretto giro di boa, per completare il quadro, agende e calendari, prodotti enogastronomici, candele e incensi. Una montagna di oggetti inutili che non verranno mai né esposti né utilizzati perché quasi il 50% delle persone li relegherà in cantina, il 26% li riciclerà nella speranza che a qualcun altro piacciano e il 15% addirittura se ne libererà definitivamente buttandoli via. Tuttavia un lungimirante 10% degli italiani (e si tratta di circa 5 milioni di persone) ha pensato come guadagnarci qualcosa rivendendo su internet ciò che risulta inutile o sgradito ma che ha comunque un valore economico. Internet è infatti la risposta più veloce: con pochi click e un sito come Subito.it (il primo in Italia con oltre un milione di annunci pubblicati) il gioco è fatto, la cantina, e gli armadi saranno più vuoti e le tasche più piene per l’assalto alle vetrine in saldo! Il ricavato della vendita, resa rapida dalle peculiarità della rete, potrebbe sopperire a desideri non appagati: oggetti tecnologici (31%), accessori auto/moto (14%), gioielli (12%), libri (7%). Questi sono i prodotti che gli italiani vogliono ricevere non solo per Natale ma in qualsiasi momento dell’anno…(9Colonne)

FINANZA LOCALE, NEL SUD ENTRATE IN CRESCITA (COME LE SPESE)

Dal 1999 al 2007 le entrate degli enti locali al Sud sono cresciute del 25%, a fronte di un aumento del 16,9% del Centro-Nord. Ma nello stesso periodo sono aumentate pure le spese, e il saldo resta negativo. È quanto si afferma nello studio curato da Federico Pica sugli andamenti per regione delle entrate e spese dei Comuni dal 1999 al 2007, in relazione agli equilibri di bilancio previsti dal patto di stabilità, pubblicato sull’ultimo numero della Rivista Economica del Mezzogiorno, trimestrale della Svimez diretto da Riccardo Padovani. In base a elaborazioni e stime Svimez su dati del Ministero dell’Interno, dal 1999 al 2007 il divario delle entrate tra Centro-Nord e Sud si è ridotto progressivamente, passando rispettivamente dal 30% al 20%, per poi arrivare nel lungo periodo a una stima differenziale del 10%. In altre parole, le entrate pro capite del Centro-Nord nel 1999 erano pari a 793 euro a valori correnti; diventano 810 nel 2007, per poi arrivare nel lungo periodo a 813. Nel Mezzogiorno nello stesso periodo invece il recupero è decisamente più forte: i 582 euro pro capite del 1999 salgono nel 2007 a 660 e volano nel lungo periodo a ben 730. Ciò significa che negli anni in questione l’aumento delle entrate è stato pari a 25,4% del Sud contro il 16,9% del Centro-Nord. Con differenze forti da regione a regione. L’aumento più consistente in Molise (613 euro nel 1999, 810 nel 2007). Al secondo posto la Campania (da 622 a 725 euro), seguita da Basilicata (da 643 a 763 euro) e Calabria (da 572 a 664). In coda la Puglia (da 505 a 543 euro ) e l’Abruzzo (da 616 a 642). Da rilevare che nello stesso periodo Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio e Piemonte hanno visto diminuire le entrate pro capite, mentre la Lombardia è passata da 767 a 983 euro. Più contenuta la crescita dell’Umbria, da 800 a 814 euro. Nonostante ciò, nello stesso periodo anche le spese sono aumentate progressivamente nelle due ripartizioni, portando il bilancio a un saldo negativo. Nel 1999 la differenza tra entrate e uscite era di 32 euro pro capite al Centro-Nord e di 33 al Sud, praticamente allineata. Nel 2007 i valori erano diventati – 4 euro al Nord e + 1 euro al Sud. La situazione, però, tende a peggiorare. In base a stime Svimes i valori saranno rispettivamente nel 2011 – 25 euro al Centro-Nord e – 7 al Sud, e diventeranno nel lungo periodo -10 e -22. Gli andamenti si riferiscono però a situazioni molto diverse e hanno impatti altrettanto diversi che non alterano significativamente lo status quo. Come rileva lo studio, "per gli enti a minore capacità fiscale i minori livelli di spesa comportano una sottodotazione di risorse rispetto al fabbisogno riferito a un livello standard di servizi", mentre i Comuni più ricchi che dispongono di risorse superiori al fabbisogno "sono nelle condizioni di ridurre sia la spesa che la pressione fiscale sui cittadini" a fronte di un livello standard di servizi decisamente più alto. In altri termini, conclude lo studio, la forte crescita delle entrate tributarie al Sud assicura un sostanziale pareggio di bilancio ma non copre completamente tutte le spese, lasciando scoperto ad esempio l’ammortamento dei mutui. (9Colonne)

BORSA ITALIANA, SPORTELLO INFORMATIVO IN VENETO

Sostenere le imprese venete che desiderano avvicinarsi alla piazza finanziaria italiana: è questo l’obiettivo che ha spinto Confindustria Verona e Borsa Italiana ad aprire un "Exchange Information Point". Primo in Italia a livello regionale, sarà punto di riferimento per fornire informazioni e supporto a tutte le imprese del Veneto, anche attraverso le altre associazioni regionali. Con le sue iniziative – tra cui incontri con gruppi ristretti di imprenditori, formazione, diffusione di materiale informativo - l’Exchange Information Point vuole sensibilizzare le imprese sui temi relativi alla quotazione, accompagnare l’imprenditore nel percorso di valutazione delle diverse opportunità, e avvicinare il mondo delle imprese non quotate al mondo delle quotate per condividere le opportunità derivanti dai mercati dei capitali. Oltre all’attività informativa, lo sportello offrirà a tutte le imprese associate del Veneto l’opportunità di incontrare, anche one to one, Borsa Italiana e i suoi partner e consulenti. "Sono molto soddisfatto di questa partnership, che dà a Verona la grande opportunità di diventare il canale privilegiato attraverso cui tutte le imprese del Veneto possono avvicinarsi al mondo della Borsa", ha commentato Andrea Bolla, presidente di Confindustria Verona. "L’iniziativa arriva in un momento in cui ci sono finalmente aspettative di mercati in ripresa rispetto alla crisi internazionale che li ha colpiti. Ma soprattutto questo è il momento in cui le imprese hanno bisogno di patrimonializzarsi sia per progetti di sviluppo che per progetti di aggregazione che rafforzino la posizione competitiva. Credo che soprattutto ora sia importante fornire alle imprese tutti gli strumenti utili a valutare le effettive opportunità che possono incontrare, e la collaborazione con Borsa Italiana è un plus importante in questo progetto". Secondo Massimo Capuano, amministratore delegato di Borsa Italiana, "l’apertura dell’Exchange Information Point in Veneto è un ulteriore momento del progetto di Borsa Italiana per promuovere la quotazione intesa come un supporto alla patrimonializzazione, alla crescita, alla competitività del tessuto industriale e del sistema economico finanziario. La quotazione consente di raccogliere risorse, ma soprattutto aiuta le aziende a sviluppare un progetto complessivo di crescita dimensionale, culturale, di credibilità, visibilità e prestigio." (9Colonne)