11 Gen, 2010
Il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Giorgio Ferrari, ha approvato il piano triennale 2010 2012. Il Gruppo Credem si legge in una nota - ha l’obiettivo di aumentare le quote di mercato e il numero dei clienti puntando su risparmio gestito, servizi alla clientela, assistenza e vicinanza alle piccole e medie imprese, mantenendo un’eccellente qualità del credito e solidi ratio patrimoniali. Nel triennio sarà confermata la focalizzazione sul core business rappresentato dall’attività di banca commerciale. Saranno pienamente valorizzati gli investimenti per la crescita effettuati negli anni precedenti sia attraverso le acquisizioni di sportelli sia per linee interne. Focus strategico sulla distribuzione: private banking e promozione finanziaria in particolare. Nel triennio sono previsti complessivamente quasi 100 milioni di euro di investimenti, di cui la metà in IT prevalentemente destinata al supporto del business e all’aumento dell’efficienza. Dal lato risorse umane è previsto un piano di attività di formazione a supporto delle reti commerciali con focus particolare su prodotti e servizi per affiancare le pmi e i risparmiatori privati nella fase di ripresa del ciclo economico. Si svilupperà poi un importante progetto di corporate identity finalizzato sia a facilitare il processo di integrazione delle risorse umane provenienti dalle acquisizioni, sia a riconfermare i valori del Gruppo che sono funzionali al raggiungimento degli obiettivi del piano. L’obiettivo è recuperare efficienza all’interno delle strutture centrali ed ottimizzare i recenti investimenti distributivi aumentando la produttività attraverso la razionalizzazione della rete (fusione/chiusura di alcuni punti vendita), la sinergia tra business unit corporate e retail, l’ulteriore migrazione di personale dalle strutture centrali alla rete, la revisione dei processi di business, il riassetto della finanza di Gruppo e delle strutture di supporto e controllo, il completamento della ristrutturazione di Abaxbank. L’obiettivo nel triennio è la progressiva riduzione del costo del credito, pur a fronte di un aumento degli impieghi di oltre il 28% rispetto al 2008, mantenendo inoltre stabili, a livelli elevati, i ratio patrimoniali che saranno sostenuti unicamente dal contributo della gestione. I target 2012 prevedono un margine di intermediazione di 1.170 milioni di euro (+6,3%). I costi operativi e ammortamenti sono previsti sostanzialmente stabili e si attesteranno a 708 milioni di euro (+1,35%). Il cost/income1 è atteso a 57,4% (69,4% a fine 2008). Il risultato operativo è previsto a 462 milioni di euro (+17,2%). L’utile netto consolidato atteso è di 206,3 milioni di euro (+7,1%). La raccolta complessiva da clientela, al netto dei pronti contro termine, raggiungerà 52.200 milioni di euro (+5,4%). La raccolta gestita è prevista a 19.900 milioni di euro (+14,7%). Gli impieghi alla clientela, al netto dei pronti contro termine, si stimano a 22.600 milioni di euro (+6,4%). Il core Tier 1 è atteso a fine 2012 pari a 7,9%, mentre il Total capital ratio si stima a 11,2%. (9Colonne)
8 Gen, 2010
Il 2009, l’anno della crisi economica internazionale, ha segnato un autentico "boom" di attività del Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese con una dinamica espansiva senza precedenti. In questi ultimi dodici mesi di crisi una rilevante boccata d’ossigeno alle imprese di piccole e medie dimensioni è infatti arrivata dal Fondo, che ha allentato la morsa esercitata dal credito intervenendo a sostegno di 24 mila aziende, con finanziamenti per oltre 4,5 miliardi di euro. Così nel 2009 le domande di accesso presentate dalle aziende minori sono aumentate del 103% rispetto al 2008, mentre i finanziamenti richiesti sono cresciuti del 212%. Andamento che ha registrato una crescita anche negli ultimi mesi dello scorso anno: +225% l’incremento delle domande a dicembre ‘09 sullo stesso mese del 2008. "I dati confermano l’importanza assunta dal Fondo nel 2009 non solo come strumento anti-crisi, ma come vera e propria infrastruttura di sistema, volano creditizio per il rilancio e lo sviluppo di piccole e medie imprese italiane", ha detto Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo Economico, che ha competenza sul Fondo. Molte le novità che hanno dato impulso al Fondo di garanzia sin dal gennaio 2009: l’ampliamento della dotazione a 1,6 miliardi di euro sino al 2012; l’estensione del fondo alle imprese artigiane; l’aggiunta di una sezione speciale per il settore trasporti e delle cooperative. Le riforme messe a punto dal Comitato di Gestione, come la recente revisione dei criteri di valutazione degli asset delle piccole medie imprese, hanno permesso di allargare il numero delle imprese che possono accedere a questo strumento di sostengo creditizio. Proprio a fine dicembre 2009 c’è stato un ulteriore incremento delle risorse disponibili con la destinazione al Fondo di 250 milioni di fondi europei, per sostenere ed incentivare le piccole e medie imprese del Mezzogiorno agendo sull’innovazione e sulle energie rinnovabili. "Fare il bilancio del 2009, quindi, significa non solo fare un consuntivo di un anno difficile, ma anche valutare un decennio di operatività del Fondo. Dopo due lustri di attività", ha detto Scajola, "possiamo davvero affermare che il Fondo si è dimostrato uno strumento di grande impatto, anche considerando che, grazie all’effetto moltiplicatore, esso permette un uso delle risorse pubbliche con rapporto costi/benefici superiore a qualsiasi altra agevolazione e sostegno". Gli ultimi dati dell’Osservatorio del Comitato di Gestione mettono in evidenza un quadro significativo della distribuzione territoriale dei risultati: il 48% delle operazioni riguarda imprese del Nord e il 38% quelle del Mezzogiorno. A livello settoriale emerge un dato di grande rilievo: l’industria ha registrato un trend di crescita pari al 12% con la quota più elevata di operazioni garantite (43,6%), superando il commercio (43,3%). (9Colonne)
5 Gen, 2010
Bakeca.it, sito italiano di annunci gratuiti online leader nel settore con 4,6 milioni di utenti unici al mese, nel 2010 punta a rafforzare la sua leadership nel mercato degli annunci online attraverso un significativo incremento e una diversificazione mirata dei suoi investimenti in comunicazione. Per la prima volta Bakeca.it dedicherà una parte rilevante del budget del 2010 a una capillare campagna pubblicitaria sui media tradizionali (quotidiani e radio) e sul web. Con questo investimento la web company torinese debutta nell’advertising offline: fin dagli esordi infatti Bakeca ha puntato principalmente su campagne di street marketing il cui protagonista principale è stato l’ormai noto scuolabus giallo con cui lo staff di Bakeca ha animato le piazze delle principali città italiane. Mediastreet continuerà ad essere l’agenzia che curerà il viral marketing di Bakeca e a cui è stato affidato il compito di creare il nuovo concept di comunicazione. L’advertising online e il web marketing saranno curati da Seolab, e particolare importanza sarà dato allo sviluppo della comunicazione sui Social Network. Nel 2010 gli investimenti in advertising, sia online sia offline, focalizzati alla comunicazione del marchio determineranno un incremento delle risorse destinate alle attività di marketing del 120% rispetto allo scorso anno, con l’obiettivo di accrescere la brand awareness di Bakeca. La pianificazione degli investimenti pubblicitari riguarderà anche la comunicazione a livello locale; mission dell’azienda è infatti facilitare gli scambi e i rapporti fra le persone, diventa quindi fondamentale la geo-localizzazione del prodotto e della comunicazione. Si punterà sulle città in cui Bakeca è già presente e anche su quelle in cui è previsto il lancio del servizio: entro il 2010 infatti Bakeca.it prevede di estendere la sua offerta a tutte le province italiane. Internamente queste attività saranno gestite direttamente da Anna Porello (già ideatrice della felice iniziativa Spystory, il gioco reality di spionaggio che la scorsa estate ha animato le principali città italiane), nominata Responsabile Marketing e Comunicazione. Il cda dell’azienda ha inoltre deciso di innovare e migliorare ulteriormente l’offerta per continuare a mantenere standard elevati di qualità e per perfezionare la facilità d’uso del portale: nei primi mesi del 2010 l’azienda opererà un restyling del sito Bakeca.it ed è prevista l’estensione del servizio a tutte le province italiane. Per sviluppare e seguire questo importante progetto è stato nominato il nuovo Project Manager Franco Billi. (9Colonne)
4 Gen, 2010
Fermo no dalla Chiesa d’Inghilterra all’utilizzo del product placement sulle reti televisive della Gran Bretagna. Il product placement è una tecnica di comunicazione aziendale mediante la quale si progetta e si realizza, a fronte di specifici costi e nel rispetto di definiti contratti, il collocamento di un prodotto o di una marca all’interno di un contesto narrativo precostituito sia questo una pellicola cinematografica, un programma televisivo, un romanzo, un video musicale o un videogioco. Lo scorso settembre il governo britannico aveva suggerito di rallentare ed alleggerire le ferree regole che regolano la strategia di marketing televisivo, allo scopo di aiutare le emittenti a contenere il crollo degli investimenti pubblicitari. Era stato il ministro alla cultura Ben Bradshaw il primo ad avanzare il progetto, ma al momento della discussione parlamentare l’idea ha trovato una decisa opposizione. Secondo la Chiesa d’Inghilterra, il product placement dovrebbe rimanere ancora interdetto sulla televisione dei bambini e lungo tutta la programmazione della BBC. L’istituzione religiosa anglicana ritiene infatti "che un’iniziativa del genere potrebbe erodere la fiducia del pubblico nelle emittenti televisive". Trattandosi di un messaggio commerciale "camuffato" quando addirittura non subliminale, il product placement non consentirebbe al consumatore di esercitare le sue scelte in piena consapevolezza. Nel comunicato ufficiale rilasciato dalla Chiesa Anglicana, si sottolinea quanto sia essenziale "mantenere la fiducia nell’integrità e nell’equilibrio editoriale dei network televisivi, elementi essenziali per salvaguardare il senso civico". (9Colonne)