Archive for Febbraio, 2010

BORSA ITALIANA HA UN NUOVO SITO

E’ online il nuovo sito di Borsa Italiana (www.borsaitaliana.it) rinnovato nella navigazione, nei contenuti e nella grafica. La navigazione è stata riorganizzata per mercati, subito accessibili dalla homepage, agevolando così l’accesso alle informazioni riguardanti le diverse tipologie di strumenti finanziari negoziati su Borsa Italiana. Il nuovo sito si è in particolare arricchito di contenuti dedicati agli investitori retail, anche grazie alla presenza di news Ansa, Dow Jones, Reuters e Message. Completamente rinnovata è la sezione dedicata ai mercati internazionali dove, oltre ai principali indici borsistici, sono ora disponibili le schede titolo delle società appartenenti agli indici Nasdaq 100, FTSE 100, DAX 30, CAC 40, AEX, BEL 20, PSI20. Rinnovata ed arricchita anche la sezione con i dati sulle materie prime (Oro, Platino, Argento, Palladio), cui sarà presto aggiunto il petrolio. Lo spazio dedicato alla Finanza Etica diventa una "vetrina" per la Corporate Social Responsibility, offrendo alle società quotate uno spazio in cui dare visibilità alle loro iniziative nel settore. Per gli utenti del sito sono inoltre da ora a disposizione alcuni nuovi servizi personalizzati. E’ infatti disponibile un nuovo servizio gratuito di "Alert", attraverso cui l’utente può essere avvisato via e-mail della variazione dei prezzi degli strumenti finanziari cui è interessato, o ancora dell’uscita di notizie o comunicazioni riguardanti il titolo prescelto (come internal dealing, studi societari, corporate actions). A questo si aggiunge il rinnovato servizio della Borsa Virtuale, cui è stata potenziata l’area della community ed alla quale seguiranno, a breve, nuove funzionalità quali take profit e stop loss, short selling, calcolo del credito d’imposta e la possibilità di immettere ordini a mercato ed al meglio, anche in orari di chiusura delle negoziazioni. Il servizio di Borsa Virtuale del sito di Borsa Italiana rappresenta uno degli strumenti più avanzati di simulazione della negoziazione finanziaria presenti sul web. (9Colonne)

ENEL: OBBLIGAZIONI PER DUE MILIARDI

La Consob ha autorizzato la pubblicazione del prospetto relativo all’offerta pubblica e quotazione sul Mot delle obbligazioni Enel S.p.A. a tasso fisso e a tasso variabile riservate ai risparmiatori italiani e di altri Paesi europei (Francia, Germania, Belgio e Lussemburgo), per un valore complessivo massimo di due miliardi di euro. Tale importo potrà essere aumentato sino a tre miliardi di euro. L’operazione è stata deliberata dal Consiglio di Amministrazione di Enel del 4 novembre 2009. I proventi dell’offerta saranno destinati a finalità di gestione operativa generale del Gruppo, ivi incluso il rifinanziamento dell’indebitamento consolidato. L’offerta si svolgerà dal 15 al 26 febbraio 2010, salvo chiusura anticipata o proroga, secondo le ipotesi descritte nel prospetto. Si potranno sottoscrivere presso i collocatori obbligazioni Enel a tasso fisso o a tasso variabile con un investimento minimo di 2.000 euro, pari a 2 obbligazioni del valore nominale di 1.000 euro ciascuna, con possibili incrementi pari ad almeno 1 obbligazione, per un valore nominale di 1.000 euro ciascuna. La durata di entrambi i titoli, sia quello a tasso fisso sia quello a tasso variabile, è di 6 anni (scadenza marzo 2016). È previsto il rimborso integrale del capitale alla scadenza dei prestiti. Le obbligazioni Enel saranno ammesse alla negoziazione sul Mercato Telematico delle Obbligazioni. L’adesione all’offerta delle obbligazioni non comporterà alcuna spesa o commissione di sottoscrizione. Il rendimento delle obbligazioni si intende al lordo della imposizione fiscale vigente al momento del pagamento della cedola. A oggi, l’imposta sostitutiva applicabile in Italia agli interessi derivanti dalle obbligazioni è pari al 12,5%. Gli interessi maturati saranno corrisposti agli investitori annualmente in via posticipata. Il rendimento delle obbligazioni a tasso fisso sarà comunicato entro 5 giorni dalla conclusione del periodo d’offerta in Italia. Tale rendimento sarà determinato sommando al tasso mid swap a 6 anni rilevato a conclusione del periodo d’offerta un ulteriore margine di rendimento, che sarà compreso nell’ambito di un intervallo tra 65 e 125 punti base, definito anch’esso al termine del periodo d’offerta in Italia. Nel secondo semestre dell’anno 2009, il tasso mid swap a 6 anni ha registrato un valore minimo di 2,824 e uno massimo di 3,221 punti percentuali. Gli interessi maturati saranno corrisposti agli investitori semestralmente in via posticipata. Per tutta la durata del prestito il rendimento sarà indicizzato al tasso EURIBOR a 6 mesi, maggiorato di un ulteriore margine di rendimento, che sarà compreso tra 65 e 125 punti base e che verrà definito anch’esso al termine del periodo d’offerta in Italia. (9Colonne)

IMPRESE, SI ALLENTA LA STRETTA CREDITIZIA

Una crisi finanziaria come quella scoppiata nel 2008 può influenzare negativamente la relazione tra banche e imprese sotto due profili: da un lato, lo shock finanziario contribuisce a deteriorare i bilanci delle banche, inducendole ad adottare politiche più restrittive nella concessione del credito. Dall’altro, la recessione delle attività reali conseguenza della crisi finanziaria può a sua volta peggiorare le condizioni di profittabilità delle imprese, rendendole più esposte al rischio di credito. Monitorare in tempo reale l’evoluzione delle condizioni d’accesso al mercato del credito diventa dunque molto importante, sia nell’ottica di comprendere al meglio i meccanismi di trasmissione della crisi, sia per cercare di anticipare possibili punti di svolta: per questi motivi, sin dal marzo del 2008 l’ISAE ha aggiunto ai propri questionari congiunturali una serie di domande su questi temi. Le indagini ISAE - coerentemente con le indicazioni provenienti dalla Banca d’Italia - a partire dalla metà del 2008 hanno segnalato un inasprimento delle condizioni di credito per le imprese, che ha riguardato in maniera omogenea tutti i principali settori. Graduali ma diffusi segnali d’allentamento della restrizione creditizia sono emersi nel corso del 2009 e ancora all’inizio di quest’anno: in particolare, secondo la rilevazione di gennaio 2010 la quota d’imprese che segnala un aggravio delle condizioni di credito si è attestata al 18,4% nel settore manifatturiero (contro un massimo del 43,5% a novembre 2008), al 14% nei servizi (massimo al 49%, novembre 2008), al 12,3% nel commercio (massimo al 43,1% a marzo 2008) e al 34% nelle costruzioni (massimo al 52% a maggio 2009). All’aggravio delle condizioni d’offerta percepito dalle imprese si è accompagnato anche - sempre sulla base dei dati rilevati dall’ISAE presso le imprese produttrici - un effettivo razionamento del credito in tutti i settori. Secondo gli intervistati, in particolare, il razionamento nel 2008 è stato particolarmente severo nelle costruzioni, dove la quota d’imprese che non hanno ottenuto i prestiti richiesti ha raggiunto un massimo attorno al 13% del campione nel maggio del 2009; analogamente, nel settore manifatturiero e nei servizi la quota d’imprese razionate ha raggiunto tra la fine del 2008 e i primi mesi del 2009 punte superiori all’8%. Nel commercio, invece, il fenomeno ha avuto un impatto più modesto, con una quota d’imprese razionate oscillante tra l’1 e il 2%. I dati relativi al razionamento confermano il graduale attenuarsi delle tensioni nella seconda metà del 2009 e in questo primo scorcio del nuovo anno: a gennaio, la quota di imprese razionate scende al 4,9% nel settore manifatturiero, all’1,7% nei servizi, al 1,5% nel commercio ed al 13% nelle costruzioni (dato riferito a dicembre). I dati ISAE consentono anche di distinguere tra razionamento in senso forte (rifiuto del finanziamento da parte della banca) e debole (rifiuto del credito da parte del cliente per condizioni troppo onerose). Da questo punto di vista, durante il periodo di più intensa crisi finanziaria, il razionamento è stato in genere attribuibile in via principale al rifiuto esplicito da parte dell’istituzione finanziaria. (9Colonne)

SUSTAINABILITY DAY FIRMATO ENEL

Condividere e promuovere una cultura della responsabilità, che supporti la creazione di nuove idee e la definizione delle migliori pratiche nel campo della sostenibilità a livello globale. E’ lo scopo del primo Sustainability Day di Enel, tenutosi oggi a Roma, con la partecipazione del ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, e di alcuni tra i massimi esponenti del settore a livello internazionale. “Business as Unusual”, questo il tema della giornata, presieduta da Mervyn King, professore presso l’Università del Sud Africa in Corporate Citizenship e membro del gruppo consultivo per la Banca mondiale in materia di Corporate Governance. Per favorire la creazione e lo sviluppo di un’efficace rete per la raccolta, il confronto e la diffusione di proposte per affrontare le sfide della sostenibilità attraverso politiche e pratiche innovative, Enel ha rinnovato sin da subito l’impegno anche negli anni a venire, affinché l’appuntamento diventi un elemento coerente con la sua strategia di crescita, nel pieno rispetto dei suoi stakeholder e dell’equilibrio tra le tre variabili - economica, ambientale e sociale - che compongono la Corporate Social Responsibility. "Da un decennio Enel lavora con passione sul tema della Sostenibilità – ha detto l’amministratore delegato e direttore generale Enel Fulvio Conti aprendo i lavori. – Un impegno che è stato premiato con risultati importanti: siamo presenti per il sesto anno consecutivo nei prestigiosi indici di sostenibilità del Dow Jones; i fondi etici danno fiducia a Enel e rappresentano il 15 per cento dell’azionariato istituzionale; il nostro bilancio di sostenibilità costituisce una referenza significativa con oltre 450 indicatori, attraverso i quali viene misurato il nostro costante impegno nella responsabilità sociale". Piero Gnudi, Presidente di Enel, concludendo i lavori della giornata insieme a Mervyn King, ha detto: "Vogliamo essere buoni cittadini in tutti i Paesi del mondo che ospitano le nostre attività sviluppando una ‘cittadinanza attiva’. La nostra azienda vuole cioè proporsi come esempio sui temi della sostenibilità e della responsabilità sociale. Un impegno a preservare il rapporto di fiducia con tutti gli stakeholders che non può essere scisso dagli obiettivi di business". Nel corso della giornata, sono stati presentati i risultati della ricerca “Managing for Sustainability” dell’Economist Intelligence Unit, uno studio che indaga le modalità con cui le aziende, a livello internazionale, integrano gli obiettivi di sostenibilità nelle proprie strategie di business. La survey promossa dall’Enel, è stata realizzata appositamente per il Sustainability Day. Secondo oltre 200 senior executive di grandi aziende di tutto il mondo i principi e le azioni di sostenibilità vanno integrati nelle strategie di impresa e le aziende attive su questo fronte hanno reagito meglio alla crisi e hanno uno sviluppo più solido nel lungo termine. (9Colonne)

CREDITO D’IMPOSTA: CLICK DAY "BATTUTO" DALLE PMI

"Una prima vittoria importante delle imprese che riafferma un diritto sacrosanto, negato a causa di un meccanismo-beffa che ora auspichiamo venga definitivamente abbandonato. Il primo obiettivo concreto è ora individuare le risorse necessarie a garantire l’uso del credito d’imposta per la ricerca a tutte le aziende che hanno fatto ricorso, sia alle vincitrici, sia a quelle i cui diritti sono stati in ogni caso riconosciuti, pur se il loro ricorso non è stato accolto". E’ il commento del presidente di Confindustria Padova Francesco Peghin alla sentenza della terza sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Pescara, che ha accolto il ricorso di un primo gruppo di 800 aziende contro il "click day" per l’assegnazione del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca. Una lotteria telematica che lo scorso 6 maggio, in soli 35 secondi, aveva esaurito il plafond di 1,62 miliardi a disposizione per 2008 e 2009, escludendo di fatto dal bonus fiscale centinaia di aziende padovane - molte dopo aver già realizzato l’investimento - e 22 mila in tutta Italia, a prescindere da ogni valutazione sul merito dei progetti. "La nostra associazione - spiega Peghin - insieme ad altre territoriali, aveva assistito l’azione legale delle aziende contro il "diniego", motivata, tra l’altro, con la violazione del principio di uguaglianza contenuto nella Costituzione e anche di quello di libera concorrenza, ritenendo che si fossero prodotte immotivate disparità di trattamento tra aziende in condizioni analoghe". Violato anche, secondo i ricorrenti, lo Statuto del contribuente, che vieta la retroattività di norme volte a cancellare diritti acquisiti. La terza sezione della Commissione Tributaria di Pescara, sede del Centro operativo dell’Agenzia delle Entrate che aveva annunciato il rifiuto del bonus, ha riconosciuto la fondatezza delle istanze delle aziende, che ora potranno ottenere il bonus fiscale. Per alcune il credito d’imposta sarà immediatamente utilizzabile, per altre bisognerà attendere che il Governo individui forme e modalità per l’utilizzo. L’iniziativa di Confindustria Padova deriva da una certezza. "Gli investimenti in ricerca sono un fattore vitale per le imprese - sottolinea Peghin -. Agire in modo selettivo su alcune leve, come l’innovazione, può essere infatti la chiave per consolidare i prudenti segnali di miglioramento e ripartire". (9Colonne)

TASSI BCE, CERM: LE RAGIONI DI UNA SCELTA ATTENDISTA

Se la fase di caduta delle economie è finita, quella di risalita è appena all’inizio, e ancora esposta ad incertezza. E’ l’analisi di Fabio Pammolli e Nicola C. Salerno, rispettivamente direttore e senior economist del Cerm, dopo la decisione della Bce di mantenere invariati i tassi all’1 per cento. Il costo del denaro in Eurolandia resta quindi al minimo storico, cosa che dovrebbe aiutare gli investimenti. "La Cina – osservano i due economisti - ha ricominciato a trainare la domanda mondiale, e la sua produzione industriale ha ripreso a crescere a ritmi sconosciuti sia all’Europa che agli Stati Uniti. Ma ciò avveniva già prima che la crisi deflagrasse e, anzi, unitamente alle tensioni sul cambio Euro/Dollaro e ai problemi del twin deficit Usa (anche questi elementi non superati), è stato tra i fattori che hanno originato la crisi. Si ricominciamo ad affacciare prospettive di inflazione, con alla base i nuovi corsi ascendenti del greggio (anche questo un dejà vu nel pre crisi); ma per adesso la dinamica dei prezzi resta tutto sommato contenuta, ed è troppo presto per provvedimenti rialzisti sui tassi, tenuto conto anche dell’economia reale. Né si intravede l’opportunità di riduzioni, che la Bce non ha operato neppure nei mesi più critici per evitare di portare al minimo il suo spazio di manovra. Incertezza deriva anche dal fatto che le economie europee sono molto diverse tra loro e, come è stato evidente nell’avvicinamento alla crisi e nel suo svolgimento, reagiscono in maniera diversa anche agli stimoli monetari. I Partner, oltretutto, hanno adottato packages anticrisi di diversa portata e di diversa composizione, e non sono ancora stati definiti, né tantomeno concordati, tempi e modi di rientro. In queste condizioni, è condivisibile la scelta della Bce di attendere senza introdurre elementi che potrebbero adesso risultare di “disturbo”. L’evoluzione delle economie nel 2010 e l’esplicitarsi delle scelte dei Paesi renderanno più chiaro – concludono Pammolli e Salerno - come meglio utilizzare la leva monetaria". (9Colonne)

DA BARCLAYS DUE NUOVE OBBLIGAZIONI SCUDO

Barclays Bank PLC ha lanciato due nuove obbligazioni della famiglia Scudo, entrambe con durata 5 anni e rimborso integrale del capitale a scadenza, riconducibili alle due tipologie tasso di interesse fisso e tasso variabile trimestrale legato all’Euribor a 3 mesi. Barclays Scudo Fisso 3,25% - (codice ISIN IT0006711862), con un rendimento annuale lordo del 3,25% (2,8438% netto), offre la possibilità di beneficiare per 5 anni di un rendimento a tasso fisso. Attualmente, tale rendimento e’ superiore ai rendimenti del BTP di pari scadenza. Barclays Scudo Variabile 50 (codice ISIN IT0006711854) offre cedole lorde trimestrali pari al tasso Euribor a 3 mesi più uno spread dello 0,50%. E’ indicato per chi ha aspettative di rialzo dei tassi di interesse. Scudo Variabile 50 offre infatti la possibilità di beneficiare di eventuali futuri incrementi dei rendimenti cedolari in caso di rialzi del tasso di interesse Euribor a 3 mesi. In caso di restringimenti dello spread di credito dell’Emittente, l’investitore potrebbe beneficiare di un guadagno sulle obbligazioni in conto capitale. Si tenga presente che tale spread, pur essendo in continua riduzione negli ultimi mesi, si colloca al di sopra della media degli ultimi 15 anni. La scadenza delle due obbligazioni è 13 gennaio 2015. I nuovi prodotti sono quotati sul mercato telematico delle obbligazioni (MOT) di Borsa Italiana a partire dal 22 gennaio 2010 e possono essere acquistati, con un taglio minimo di 1.000 euro, presso qualsiasi banca oltre che nelle filiali di Barclays Italia. Le due obbligazioni vanno ad ampliare l’offerta di obbligazioni Barclays tasso fisso e variabile listate sul MOT. (9Colonne)

DA OGGI LA MORATORIA SUI MUTUI

Scatta oggi la moratoria sui mutui per le famiglie in difficoltà. Gli interessati pssono presentare la domanda di sospensione delle rate per un massimo di 12 mesi presso la propria banca, anche se non tutti gli istituti hanno aderito e sono previste precise regole per vedere accettata la propria richiesta. La sospensione si applica per i mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale, nei confronti dei clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione). I clienti potranno fare la richiesta per attivare la sospensione del rimborso a partire da oggi, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 in poi. “L’iniziativa - ricorda un comunicato - costituisce la misura minima alla quale le banche associate sono invitate ad aderire, ferma restando la piena libertà di ciascuna banca di offrire al cliente in sede di adesione al piano condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall’accordo". La lista delle banche aderenti è pubblicata nel sito internet dell’Abi (www.abi.it), dove è anche possibile “scaricare” il facsimile del modulo di richiesta di sospensione da parte del cliente. Tale modello sarà inoltre distribuito presso le filiali delle banche aderenti. L’Abi e le associazioni dei consumatori hanno previsto di monitorare l’andamento dell’iniziativa nel corso del 2010 (almeno ogni sei mesi) per avere un quadro aggiornato e attualizzato della situazione. La moratoria dovrebbe interessare circa 110-130mila famiglie e il valore totale dell’operazione dovrebbe ammontare a 8 miliardi. (9Coonne)