Archive for Marzo, 2010

MUTUI INPDAP, TASSI DA RICALCOLARE

Mutui Inpdap, tutto fermo. Dopo aver presentato un’ interrogazione parlamentare alla quale non ha ancora ricevuto risposta, il deputato del Pd Gino Bucchino ha scritto al presidente e commissario straordinario dell’Inpdap, Paolo Crescimbeni, "per capire cosa stia succedendo all’Istituto previdenziale visto che da tre anni non viene emanato il nuovo regolamento (deliberato dal Consiglio di amministrazione dell’Inpdap) che disciplina la concessione dei mutui ipotecari e ne fissa il tasso di interesse". "L’emanazione del regolamento – osserva il parlamentare eletto nella Circoscrizione Estero – riveste una grande importanza in un periodo in cui l’andamento dell’Euribor è tale da garantire tassi di interesse più bassi di quelli attuali. Infatti, dal 2007 a oggi, i tassi di interesse sui mutui ipotecari si sono notevolmente ridotti grazie alla costante discesa dell’Euribor. Migliaia di iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali beneficerebbero di un aggiornamento dei mutui ipotecari dell’Inpdap in conformità agli attuali tassi di interesse regolati dalla Banca centrale europea". Nella lettera al presidente Inpdap, Bucchino lo informa "di aver ricevuto numerose e-mail di ringraziamento e richieste di chiarimento da parte di iscritti dell’Inpdap e che quindi si sente in dovere di rispondere. Considerato che l’interrogazione ai ministeri competenti non ha ancora ricevuto una risposta chiarificatrice", il parlamentare ha deciso di tentare una strada alternativa "interrogando" direttamente il presidente dell’Inpdap. "Si tratta semplicemente – sottolinea Bucchino – di rispettare norme e regolamenti per garantire un trattamento equo e corretto ai lavoratori dipendenti e ai pensionati dell’Istituto previdenziale dei pubblici dipendenti. Spero che il presidente Crescimbeni abbia la sensibilità di darmi una risposta tempestiva e credibile". (9Colonne)

FONDI IMMOBILIARI, CONTINUA LA RIPRESA

Nonostante un contesto economico non certo favorevole, l’industria dei fondi immobiliari italiani continua la sua crescita. Sia il patrimonio che il volume delle attività sono aumentati nel 2009 rispettivamente del 9,4% e del 10,7% su base annua. Lo ha reso noto Assogestioni . Nel corso dell’ultimo semestre il numero di fondi analizzati è aumentato di 11 unità, mentre le quote di mercato rappresentate dai fondi riservati ad investitori qualificati si consolidano ulteriormente in termini numerici, di patrimonio complessivo e di totale attivo. Rispetto a giugno 2009, la crescita è del 7,9% e dell’8,4% rispettivamente in termini di patrimonio e attività. Al 31 dicembre 2009 i 154 fondi immobiliari operativi censiti da Assogestioni/IPD hanno un patrimonio pari a 22.054,7 milioni di euro, con un incremento rispetto a giugno 2009 del 7,9% (+9,4% a un anno e +44,1% a tre anni). Nel secondo semestre 2009 i flussi di raccolta si attestano a 691 milioni di euro, una raccolta positiva ed in crescita rispetto a quella registrata nel semestre precedente. Al termine del secondo semestre del 2009 l’81% dei fondi hanno fatto ricorso alla leva, ossia hanno effettuato operazioni di finanziamento per incrementare le attività investite. Il grado di utilizzo della leva (ossia il rapporto tra quanto ciascun fondo si è indebitato e quanto avrebbe potuto potenzialmente indebitarsi) è in leggera diminuzione nell’ultimo semestre e passa dal 72,5% a giugno 2009 al 69,0% a fine anno. Aumenta anche il valore delle attività che al 31 dicembre 2009, sono pari a 38.316,9 milioni di euro, con un incremento in sei mesi del 8,4% (+10,7% a un anno e +51,5% a tre anni). (9Colonne)

INVESTIMENTI PUBBLICITARI IN RIPRESA

Inizio d’anno con il segno più per l’advertising: a gennaio 2010 si registra, infatti, una variazione del +1,8% rispetto al gennaio 2009. La crescita, con diversa intensità, riguarda la maggior parte dei mezzi. Dei ventiquattro settori in cui è classificato il mercato, quindici hanno segno positivo e nove negativo. E’ quanto rileva Nielsen Media Research nel report sugli investimenti pubblicitari nel mese di gennaio 2010 e il confronto con l’anno scorso pubblicato dall’edizione on line di Prima Comunicazione. Wind, Ferrero, Vodafone, Perfetti, Tim, P&G, Volkswagen, Danone, Citroen e Telecom guidano la classifica dei Top spender a gennaio 2010. L’analisi dei mezzi mostra che la televisione, considerando sia i canali generalisti che quelli satellitari (marchi Sky e Fox), ha un aumento sul mese del +3,7%. Tra i principali settori si evidenzia la crescita di Alimentari (+10,2%), Farmaceutici (+12,3%), Gestione Casa (+1,5%) e l’exploit dei Toiletries (+42,1%). L’Auto segna il -5,3% e le Tlc sono sui valori del gennaio 2009 (+0,7%). La stampa, nel suo complesso, ha un calo gennaio su gennaio del -4,9%. I periodici sono ancora in sofferenza e diminuiscono del -17,7% con l’Abbigliamento a -14,5%, l’Abitazione a -1,8% e la Cura persona a -10,5%. Considerando la periodicità: i settimanali diminuiscono del -15,9% e i mensili del -23,7%. I quotidiani a pagamento, invece, fanno segnare il +0,7% con l’Auto, il settore più importante, ancora negativo (-22,8%). A livello di tipologie: la Commerciale Nazionale cresce del +8,0%, la Locale del +2,2% e la Rubricata/Di Servizio è in flessione del -12,1%. La raccolta dei quotidiani Free/Pay Press è in linea con il gennaio 2009 (+0,1%). Il primo mese dell’anno è positivo per la radio che fa registrare il +6,9%, per l’Outdoor (+14,4%), per il cinema (+38,8%) e per le cards (+1,2%). Il direct mail passa da 41,8 milioni nel gennaio 2009 a 42,1 milioni nel gennaio 2010 (+0,7%). Cresce anche internet (+4,7%) con le tipologie: Display a +10,2%, Search a +1,5% e Affiliate a +7,8%. Da gennaio 2010, Nielsen ha ampliato la copertura dell’Out of Home Tv. Agli investimenti pubblicitari sulle televisioni degli aeroporti e della metropolitana di Telesia, si sono aggiunti quelli sugli schermi presenti nelle catene di elettronica di consumo gestiti da Neo Advertising. Il totale nel mese è di 549.000 euro. Importante novità anche per il Transit. Da gennaio 2010 (con i dati storici a partire da gennaio 2009) alla pubblicità dinamica gestita da IGPDecaux su metropolitane, aeroporti, autobus e tram, si aggiungono i prodotti che si rivolgono ad un target in movimento gestiti da Clear Channel e CBS Outdoor. Gli investimenti complessivi ammontano a 5,9 milioni di euro nel mese. (9Colonne)

GIOVANI E DONNE, PROTAGONISTI DI UN’ALTRA ECONOMIA

Da "soggetti deboli" a "protagonisti di un’altra economia". Sono i giovani e le donne come emergono dal volume di studi, ricerche e interventi realizzato dalle Acli per l’editore Marcianum Press. "Povertà e impoverimento. Giovani e donne, attori di un’altra economia": questo il titolo del libro uscito in questi giorni, che invita a rovesciare la prospettiva abituale individuando nei giovani e nelle donne – esposti più di altri al rischio povertà e impoverimento – "il motore del cambiamento", gli agenti di un "dinamismo che può indicare la fuoriuscita dalla crisi". L’altra economia cui il testo fa riferimento è quella sottratta al dominio di un mercato senza regole, che ha per criterio di discernimento la dignità della persona e il rispetto del Creato, in sintonia con la visione proposta da Papa Benedetto XVI nell’ultima enciclica Caritas in Veritate. "Un’economia nella quale la bontà delle relazioni prevale sulla quantità dei beni posseduti e la ricchezza delle nazioni – afferma nella prefazione il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero – si misura dalla qualità dei legami e della coesione sociale che essa è in grado di promuovere e tutelare, anche attraverso le forme di un nuovo welfare". In questo senso giovani e donne, considerati dal mercato come soggetti da colonizzare o mercificare, sono presentati nel libro come risorsa di energie e di creatività, modelli di stili di vita alternativi, patrimoni di socialità e gratuita. Il volume, che esce nella collana Empowerment della Marcianum Press, si articola in quattro sezioni. Nella prima è proposta la riflessione culturale e politica delle Acli su questi temi, curata in particolare dal Dipartimento welfare, dal Coordinamento donne e dai Giovani delle Acli (Ga). Nella seconda trova spazio la ricostruzione dello scenario economico alla luce della crisi planetaria in corso (Leonardo Becchetti, Povertà e impoverimento tra crisi e economica e politiche sociali) e la sua ricaduta sui consumi, con particolare riguardo a quelli femminili e giovanili (Maura Franchi, Il senso del consumo alla prova della crisi economica). In parallelo viene riconosciuta l’importanza che storicamente l’ambito economico e i consumi hanno avuto per l’affermazione sociale di queste categorie (Emanuela Scarpellini, I consumi nella storia e nell’identità degli italiani) fino agli sviluppi più recenti, rappresentati dalle forme responsabili di consumo anche in settori finora inediti e tradizionalmente associati all’interesse di giovani e donne come quello della moda (Emanuela Mora, Moda critica tra etica ed estetica). I temi affrontati in questa sezione trovano rispondenza nell’indagine i cui risultati sono illustrati nella terza parte del volume (Federica Volpi, David Recchia, Modelli culturali, economici e di consumo al femminile). Una ricerca condotta all’interno del mondo aclista che offre uno spaccato sulla presenza tra le donne di un immaginario economico alternativo e di comportamenti consapevoli già presenti e operanti in una parte della popolazione italiana. Anche in ambiti come la finanza. Nella quarta parte vengono quindi descritte alcune esperienze significative nell’ambito dei consumi responsabili, realizzate sia all’interno che all’esterno della rete delle Acli. Il volume si chiude con una riflessione sui modelli economici e di consumo alternativi come possibile forma di lotta alla povertà, nell’anno europeo ad essa dedicato. (Giuseppina Sola – 9Colonne).

DA APRILE L’IMPRESA SI APRE IN UN GIORNO

Meno scartoffie, più tempo per dedicarsi a produzione, investimenti, conquista dei mercati. Finita la fase di sperimentazione, dal primo aprile chi vorrà avviare una nuova impresa potrà farlo inviando una sola comunicazione alla Camera di Commercio. Dal prossimo mese entrerà infatti in vigore ‘ComUnica’, la procedura attraverso la quale le nuove imprese potranno essere operative in un giorno e assolvere, "al massimo in una settimana, gli adempimenti dichiarativi verso Registro delle Imprese, Inps, Inail e Agenzia delle Entrate mediante la presentazione di un modello informatico unificato indirizzato (per via telematica o su supporto informatico), alla sola Camera di commercio competente per territorio", si legge in una nota. InfoCamere, la società di informatica di Unioncamere, si occuperà dell’attribuzione del codice fiscale e della partita Iva (Agenzia delle Entrate), dell’iscrizione al Registro delle Imprese e delle procedure per la previdenza (Inps) e le assicurazioni (Inail). Il neo-imprenditore, così come le oltre 6 milioni di imprese attualmente esistenti in Italia, dovrà dialogare "con un solo soggetto in rappresentanza della Pubblica amministrazione (la Camera di commercio) che provvederà in modo del tutto trasparente a comunicare alle altre amministrazioni interessate i dati di competenza di ciascuna". ComUnica consentirà poi di adempiere anche agli obblighi verso l’Albo ministeriale delle società cooperative. I tempi per aprire una nuova attività si riducono sensibilmente e la nuova impresa potrà entrare in funzione immediatamente, non appena "le giungerà - presso una casella di posta elettronica certificata (PEC) - la ricevuta di protocollo della pratica che costituisce titolo per l’immediato avvio dell’attività". La stessa procedura si applicherà ad ogni altro evento della vita di un’impresa (modificazioni e cessazione dell’attività), riducendo così ad un unico canale il flusso di tutte le notizie e informazioni che l’impresa è tenuta ad inviare alla pubblica amministrazione. Evidenti i vantaggi. Durante la sperimentazione, terminata il 14 marzo scorso, sono state avviate con questo sistema alla Camera di Commercio ben 94mila imprese. (9Colonne)

MODENA, 30 MILIONI PER ESSERE PIU’ COMPETITIVI

Un plafond di 30 milioni di euro - con scadenza al 31 dicembre 2010 - dal quale le imprese possono attingere per sviluppare progetti di investimento, ricapitalizzazione aziendale e internazionalizzazione, uno strumento per agevolare l’accesso al credito di PMI e di grandi aziende locali che con intraprendenza vogliono delineare sentieri di crescita e di innalzamento della propria competitività sui mercati. È questo il cuore dell’accordo siglato nei giorni scorsi da Confindustria Modena con Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper) per agevolare i percorsi di uscita dalla crisi o di rafforzamento del profilo competitivo delle proprie associate. In particolare, le operazioni incluse nell’accordo - erogate a un tasso di interesse pari all’Euribor a tre o a sei mesi maggiorato di spread variabili a seconda della dimensione aziendale, della forma tecnica di finanziamento e della classe deliberativa assegnata - spaziano dal rafforzamento patrimoniale dell’azienda al sostegno degli investimenti, dai progetti di internazionalizzazione con garanzia Sace fino al 70% a operazioni di leasing immobiliare. Tra i punti chiave della convenzione, anche la possibilità di richiedere anticipazioni bancarie per lo smobilizzo dei crediti verso la pubblica amministrazione (con la copertura Sace fino al 50%) e di effettuare gestione e smobilizzo di crediti mediante operazioni di factoring "pro-solvendo". (9Colonne)

FONDI UE, PIEMONTE: PIU’ CONTROLLI CONTRO LE FRODI

Regione Piemonte e Comando regionale della Guardia di Finanza hanno siglato il 18 marzo un protocollo d’intesa per migliorare l’efficacia complessiva dei controlli sui finanziamenti delle politiche strutturali e di coesione dell’Unione europea, in modo da agevolare il recupero delle risorse indebitamente incassate da chi ne abbia fatto richiesta nell’ambito dei programmi cofinanziati. Pertanto, la Regione dovrà fornire periodicamente gli aggiornamenti e le eventuali rettifiche alla banca dati dei beneficiari dei cofinanziamenti comunitari (relativi al periodo di programmazione 2000-2006 e 2007-2013), trasmettere l’elenco dei beneficiari dei cofinanziamenti, segnalare i fatti che possono configurarsi come violazioni tributarie esibendo l’eventuale documentazione comprovante la presunta frode, consentire l’abilitazione on line alle banche dati dei beneficiari dei cofinanziamenti comunitari e a tutti i sistemi informativi (della Regione, degli Enti strumentali e Pubblici intermedi, che permettono l’identificazione dei soggetti che hanno percepito le risorse) a due militari del Corpo in forza a ciascuno degli otto Comandi provinciali piemontesi, comunicare ai singoli reparti della Guardia di Finanza segnalatori e ai rispettivi Comandi provinciali sovraordinati l’esito delle decisioni assunte in relazione alla segnalazione con l’obiettivo di migliorare l’attività di controllo e l’aggiornamento delle banche dati. Dal canto suo, la Guardia di Finanza si impegna a comunicare tempestivamente l’avvio di accessi, ispezioni e verifiche, comunicare le generalità delle persone fisiche e giuridiche coinvolte per avviare le procedure di recupero dei finanziamenti indebiti, dare comunicazione delle violazioni di natura amministrativa eventualmente rilevate, indicando anche le disposizioni violate, la natura e l’entità della spesa, tutti i dettagli relativi all’irregolarità compresa l’identità delle persone fisiche o giuridiche che l’hanno commessa. Le due parti provvederanno inoltre a sviluppare, nel rispetto delle reciproche attribuzioni, ogni iniziativa volta alla formazione e alla specializzazione del personale impiegato nell’attività ispettiva di competenza. Il vicepresidente della Giunta regionale, nel firmare il documento, ha rilevato che il contrasto alle irregolarità e alle frodi nei finanziamenti europei è un tema di grande rilievo economico e sociale per il Piemonte. Negli ultimi 20 anni, infatti, il Fondo europeo di sviluppo regionale ha permesso di finanziare 36.391 interventi con un investimento pubblico di oltre 2,6 miliardi di euro e 6 miliardi di investimenti attivati. (9Colonne)

PERMICRO, PICCOLI PRESTITI PER AVVIARE UN’IMPRESA

Fondata nel 2007 con l’idea di erogare piccoli prestiti a persone in difficoltà che non possono accedere ai tradizionali servizi bancari, la società Permicro (www.permicro.it) si rivolge ai cittadini italiani e stranieri che vogliono avviare un’attività imprenditoriale. La richiesta di piccoli finanziamenti è fortemente aumentata in coincidenza della crisi economica, così Permicro cerca di venire incontro ai bisogni ordinari delle persone. I prestiti, infatti, vengono erogati anche per aiutare a pagare un mutuo, le spese mediche, fare lavori in casa, cambiare auto o tutte quelle che possono essere le spese di una normale famiglia. Mediamente le richieste sono intorno ai 7.500 euro da restituire in 36 mesi. Permicro offre prestiti fino a un massimo di 15.000 euro, con condizioni eque e trasparenti basandosi sul "credito di rete", ovvero la garanzia viene offerta tramite un rapporto di fiducia che si crea in una rete di riferimento. Il beneficiario del microfinanziamento, infatti, deve appartenere a una rete di riferimento come associazioni o comunità etniche, agenzie o associazioni di sviluppo territoriale, consorzi o cooperative, centri di aggregazioni o parrocchie, associazioni o organizzazioni non governative, che fanno da garante e referente sull’affidabilità del beneficiario e che si impegnano ad aiutarlo nella realizzazione del progetto imprenditoriale. Per avere accesso al microcredito è necessario, inoltre, avere una buona idea imprenditoriale e avere le capacità per svolgere questa attività. Sono inclusi anche prestiti personalizzati con un tasso annuo nominale che si attesta intorno all’8,90-10%, contro il 10-12% richiesto per il microcredito. Si tratta di tassi di interesse leggermente più alti di altre realtà che offrono prestiti ma che possono fare affidamento su un fondo di garanzia. Tuttavia, Permicro assicura il prestito in brevissimo tempo, professionalità e flessibilità nel rimborso. Oltre al denaro, infatti, offre attività di consulenza sul business plan dell’attività e sostegno durante tutta la durata del finanziamento. Finora sono già stati finanziati molti progetti. Ad esempio, per avviare un’attività di muratore/decoratore di interni, sono stati richiesti 12.000 euro per comprare il furgone, gli attrezzi di lavoro e il ponteggio. Le spese di istruttoria sono state di 100 euro, mentre le rate, in totale 42, sono da 355 euro ognuna. Per l’acquisto di un’automobile usata, invece, sono stati richiesti 5.000 euro. Le rate sono state fissate in 30, ciascuna dell’importo di 198 euro, più le spese di istruttoria di 100 euro. (9Colonne)

BORSA: OGGI E DOMANI LA STAR CONFERENCE

Oggi, mercoledì 17, e domani, giovedì 18 marzo, 67 società appartenenti al segmento STAR di Borsa Italiana si confrontano con più di 160 fund manager e analisti -in rappresentanza di 102 case d’investimento - nel corso della nona edizione della STAR Conference di Milano che si svolge a Palazzo Mezzanotte. La due giorni di presentazioni pubbliche ed incontri riservati, che rappresenta un appuntamento consolidato nelle agende di società e case d’investimento, si caratterizza quest’anno in particolare per la cifra record di 950 incontri one-to-one prenotati e per l’elevato numero di investitori internazionali presenti (51 delle 102 case d’investimento iscritte). Si distingue inoltre per l’elevato numero di società partecipanti: 67 su un totale di 73 appartenenti al segmento STAR (pari al 91%). Come di consueto, la manifestazione prevede anche la presenza dei numerosi Partner Equity Markets (il network dei Partner riunisce le più importanti istituzioni bancarie e le più prestigiose società di advisory e di revisione contabile, gli studi legali più autorevoli e le primarie società di comunicazione finanziaria) che, con pratiche allineate ai migliori standard internazionali, condividono con Borsa Italiana l’impegno a supportare e a far crescere le piccole e medie imprese italiane in ogni fase del loro ciclo di vita sui mercati finanziari. Il segmento STAR (Segmento Titoli ad Alti requisiti) di Borsa Italiana conta oggi 73 società quotate (il 35% delle PMI quotate sul Mercato Telematico Azionario) rappresentative di oltre 15 settori tipici del "made in Italy". La capitalizzazione complessiva del segmento è di 16 miliardi di euro, corrispondente ad una market cap media di 223 milioni di euro per società. L’indice FTSE Italia STAR, fin dalla nascita del segmento nel 2001, ha costantemente sovraperformato l’indice generale del mercato: +10,78% rispetto al FTSE Italia MIB storico nel corso del 2009 e +33,08% dal 2001. Le società appartenenti al segmento STAR mostrano inoltre una liquidità costantemente superiore a quella delle altre PMI quotate sia in termini di media giornaliera degli scambi (510.881 euro vs 286.310 euro del segmento Standard)*, che in termini di turnover velocity (70,73% vs 63,96%), pur in presenza di una minore volatilità. Le 33 IPO avvenute su STAR dal 2001, data di esordio del segmento, ad oggi hanno consentito alle società una raccolta pari a 4,2 miliardi di euro, cui vanno aggiunti altri 2,2 miliardi di euro rivenienti da successivi aumenti di capitale. Dal 2001 ad oggi le società STAR hanno quindi potuto raccogliere complessivamente sul mercato 6,4 miliardi di euro per finanziare i propri piani di sviluppo. Con STAR Borsa Italiana ha dimostrato nel tempo la propria capacità di mettersi al servizio delle piccole e medie imprese, fornendo capitali per la crescita, liquidità e standing internazionale. (9Colonne)

PRESTITI PERSONALI, UNA GUIDA ON LINE

Il supplemento dell’ultimo bollettino statistico della Banca d’Italia indica una situazione difficile: famiglie indebitate, tassi sui mutui ai minimi storici e difficoltà in continua crescita. Non solo, dall’indagine della Commissione Finanze della Camera sui prestiti personali emergono dati poco incoraggianti. "A fine gennaio l’ammontare dei prestiti concessi alle famiglie era pari a 498.999 milioni di euro, il 6,4% in più rispetto ai 468.918 milioni di euro dello stesso mese del 2009. Sono cresciuti - commenta Bruno Iambrenghi, Business Development Manager di Supermoney.eu – sia il credito al consumo che i mutui e su quest’ultimo fronte si evidenzia un calo ulteriore dei tassi di interesse, il taeg a gennaio è sceso al 2,89% contro il 3,01% di dicembre 2009. Siamo sotto la soglia del 3%. Le sofferenze delle famiglie però continuano, tantissime hanno difficoltà a rispettare il pagamento delle rate dei prestiti, sia con riferimento ai prestiti personali che ai mutui". Un dato piuttosto negativo viene evidenziato anche dalla Commissione Finanze della Camera che dall’anno scorso a febbraio 2010 ha condotto un’indagine conoscitiva sul settore dei prestiti personali. I risultati indicano che i prestiti personali offrono scarsa tutela ai consumatori, hanno costi troppo elevati e nettamente superiori alla media europea e sono infine poco trasparenti. "I dati dell’indagine della Commissione Finanze della Camera – continua Iambrenghi – indicano nettamente l’allarmante crescita dei costi per i prestiti personali. Nel nostro paese i tassi passivi applicati ai prestiti personali sono risultati superiori dell’1,5% rispetto alla media europea. E dire che il numero di operatori è elevato e questo dovrebbe aumentare la concorrenza e ridurre i costi, invece i tassi non accennano a diminuire". Ad oggi le società iscritte all’elenco previsto dall’articolo 107 del testo unico bancario, sono circa 171 ma solo 35 di queste risultano nell’elenco speciale e sono sottoposte alla vigilanza della Banca d’Italia. "Non è semplice districarsi nel mercato del credito – conclude Iambrenghi – quindi prima di stipulare un contratto di prestito personale occorre sempre effettuare un attento confronto tra tutte le proposte degli operatori. Il nostro sito Supermoney.eu ha una sezione dedicata proprio al confronto dei prestiti personali, profiliamo le esigenze degli utenti e indichiamo loro il prodotto più adatto ed economicamente più vantaggioso. Ricordiamo che quando si sottoscrive un contratto di prestito personale è sempre bene fare un check attento del proprio bilancio familiare, conoscere le proprie capacità di spesa e restituzione del debito e leggere tutte le clausole contrattuali e l’indice del tasso applicato". (9Colonne)