Archive for Settembre, 2010

L’ILLEGALITA’ COSTA 3,5 MILIARDI ALLE IMPRESE MILANESI

Alle imprese milanesi l’illegalità costa 3,5 miliardi di euro all’anno. Falso in bilancio, reati societari, contraffazione e concorrenza sleale sono il problema più sentito dal mondo delle imprese: circa una su tre (29,9%) ne subisce le conseguenze. Ma quasi un’impresa su cinque (18,4%) risente di più della corruzione e la truffa nei confronti della pubblica amministrazione. La mancanza di sicurezza sul lavoro e infortunistica è invece scelta da un’impresa su venti (5,1%). Il danno maggiore che ne consegue riguarda soprattutto l’abbassamento del margine di guadagno per il 20,1%, ma significa anche meno investimenti per oltre un’azienda su sette (15%). Forti conseguenze per un’impresa su dieci: il 6,1% sarà costretto a fare tagli sul personale e il 9,9% teme addirittura di dover chiudere. E le imprese virtuose, che rispondono a requisiti di sicurezza e legalità, dovrebbero essere premiate con un "bollino blu": oltre il 60% è favorevole a questa proposta (il 35,7% lo è molto e il 25,5% abbastanza), solo un 9,2% si mostra tiepido e un 5,1% non ne vede l’utilità. Tutto questo emerge da un’indagine della Camera di commercio di Milano svolta su oltre 400 imprenditori nel mese di settembre. "L’illegalità, in tutte le sue forme, è un grave danno per il sistema imprenditoriale – ha dichiarato Carlo Sangalli, presidente camerale -. In particolare, la mancanza di trasparenza rappresenta per l’economia un costo significativo. Contrastarla con misure idonee ma soprattutto premiare le tante imprese virtuose che operano garantendo sicurezza e legalità significa anche sostenere la nostra competitività sia in Italia che all’estero". (9Colonne)

MILANO, JOB FINANCE DAY

Venerdì 1 ottobre nella sede di Borsa Italiana a Palazzo Mezzanotte (Piazza Affari, 6 - Milano) si terrà l’ottava edizione del "Job Finance Day", l’evento dedicato a figure junior e professional in cerca di lavoro nel settore finanziario. L’appuntamento, organizzato e promosso da Borsa Italiana insieme a Cesop Communication, è rivolto sia ai giovani neolaureati in materie economico-finanziarie, matematica, fisica, scienze giuridiche e ingegneria sia a chi ha conseguito un master o un MBA nelle principali business school o ha già maturato esperienza nel settore finanziario. Per l’intera giornata sarà possibile visitare gli stand delle aziende e informarsi sulle opportunità professionali offerte, sui profili ricercati, sulle dinamiche di carriera ma anche candidarsi direttamente consegnando il proprio curriculum. La giornata prevede anche appuntamenti, workshop e presentazioni nel corso dei quali verranno affrontate tematiche relative alla crescita professionale, alla formazione post laurea in Italia e all’estero e all’evoluzione dei percorsi professionali alla luce dell’attuale contesto economico internazionale. Ecco alcune delle aziende che parteciperanno all’evento: Accenture, Almalaurea, Bloomberg, Borsa Italiana, Boston Consulting Group, Business School Il Sole 24 Ore, Cariparma, Ernst & Young, Fondazione Cuoa, Gruppo Generali, Gruppo Banca Sella, Intesa Sanpaolo, Prometeia, Sas, Università di Pisa-Formazione Avanzata Economia. Durante la giornata è previsto uno spazio, Arena Job Teller, dedicato alla discussione tra i protagonisti del mondo delle professioni e dell’orientamento e i visitatori. Un punto di incontro informale, dove tutti potranno esprimere la propria opinione e dibattere con i relatori. (9Colonne)

BOOM DEL PARTENARIATO PUBBLICO PRIVATO

Nel 2009 gli investimenti in opere infrastrutturali realizzate in partenariato pubblico-privato hanno vissuto un vero e proprio boom: 1.905 le gare e un volume d’affari di 9,3 miliardi di euro, pari al 30% del valore dell’intero mercato delle opere pubbliche in gara. Si tratta della quota più alta registrata dal 2002, quando lo strumento rappresentava meno del 6% del valore delle opere pubbliche. I maggiori tassi di incremento spettano alle tipologie estreme. Le gare di importo fino ad 1 milione di euro segnalano 948 interventi (il 50% del mercato totale) e sfiorano i 178 milioni (solo il 2% del valore), ma registrano tassi di crescita del 60% per numero e del 30% per importo. I maxi interventi, di importo superiore a 50 milioni di euro, riguardano 18 gare (1% del mercato) per 6,9 miliardi di importo (74% del valore), con tassi di incremento del 20% per numero e dell’78% per valore economico. Nel 2009 i valori record sono stati registrati nei settori dei trasporti, rifiuti e commercio/ artigianato. I trasporti salgono, arrivando ad oltre 5,7 miliardi di investimenti, di cui oltre la metà (3,2 miliardi) per la sola linea D della metro di Roma, rappresentando così il 61% del mercato. Un valore eccezionale mai raggiunto dal 2002 a oggi. Investimenti record anche per i rifiuti (258 milioni di euro, circa il 36% degli investimenti attivati dal 2002 a oggi). I dati sono stati forniti dal presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello, intervenuto a Roma al convegno "Le grandi opere. Come sbloccarle. Come rendere i progetti finanziabili". "Dal 2002 ad oggi – ha sottolineato Dardanello - il bilancio del partenariato pubblico privato è aumentato enormemente: +31% la crescita media annua del numero di gare, +45% quella dell’investimento". Il presidente di Unioncamere, inoltre, ha evidenziato che "in attesa – e nella speranza – che gli annunciati decreti attuativi sul federalismo possano far recuperare al Paese il grave gap infrastrutturale oggi esistente, il partenariato pubblico privato si mostra come la strada maestra anche per dare nuovo slancio alla ripresa. Per il pieno decollo di questo mercato, servono però maggior chiarezza nelle norme, la riduzione dei tempi delle procedure, la formazione dei soggetti pubblici e privati coinvolti, l’abbattimento delle difficoltà di accesso al credito". (9Colonne)

DAL 16 AL 24 OTTOBRE "LA SETTIMANA DELL’INVESTITORE"

Nafop, l’associazione nazionale dei professionisti e delle società di consulenza finanziaria indipendente, promuove per il secondo anno consecutivo "La Settimana dell’Investitore", dal 16 al 24 ottobre. Un’intera open week rivolta a tutti coloro che vogliono approfondire i temi della consulenza finanziaria indipendente ed incontrare gli associati che aderiscono all’iniziativa. L’appuntamento vuole sensibilizzare le famiglie italiane sui temi degli investimenti consapevoli e della pianificazione finanziaria spiegando i vantaggi della consulenza e rispondendo ai dubbi degli investitori. Nafop nasce per iniziativa di professionisti ed ha come scopo condiviso la tutela del risparmiatore e lo sviluppo della figura del consulente finanziario indipendente secondo il modello di riferimento dei paesi anglosassoni, più evoluti in materia di gestione di patrimoni pubblici e privati. Recentemente Nafop è stata chiamata da Consob a far parte del Gruppo di lavoro per lo studio delle tematiche connesse all’avvio e all’operatività dell’Organismo di tenuta e vigilanza dell’Albo, registro che dovrebbe essere predisposto entro fine anno. Tale figura professionale fonda la propria indipendenza sulla mancanza di conflitto di interesse generato dall’appartenenza a reti di vendita e banche. Il consulente indipendente lavora infatti nell’interesse esclusivo del cliente, da cui riceve una parcella che rappresenta la sua unica remunerazione. Per maggiori informazioni si può consultare il sito internet settimanadellinvestitore.it (9Colonne)

DEUTSCHE BANK PARTNER DELLA BOCCONI

Con la sottoscrizione di un accordo triennale, presentato ieri all’Università Bocconi, Deutsche Bank è il primo gruppo straniero a diventare partner strategico dell’ateneo milanese. L’impegno di Deutsche Bank, tra i principali operatori finanziari a livello globale, si concretizzerà nei seguenti aspetti: il sostegno alla ricerca, con l’istituzione della Cattedra Deutsche Bank in “Quantitative Finance and Asset Pricing”, di cui sarà titolare Carlo Favero, professore ordinario di econometria; l’ingresso di Josef Ackermann - Chief Executive Officer di Deutsche Bank - nell’International Advisory Council che assiste il consiglio di amministrazione della Bocconi nella definizione delle strategie di internazionalizzazione; e quello di Flavio Valeri, amministratore delegato Deutsche Bank Italia, nel Comitato Consultivo della Fondazione Partnership Bocconi; il sostegno agli studenti più meritevoli, attraverso la creazione di borse di studio Deutsche Bank; l’organizzazione di seminari specifici inerenti tematiche di economia e finanza. A Deutsche Bank verrà intitolata inoltre un’aula del nuovo edificio dell’università. Grazie a questo accordo, Deutsche Bank entra a far parte del gruppo di istituzioni di primaria importanza (Enel, Eni, Fondazione Cariplo, Intesa San Paolo e Telecom Italia) che, in veste di partner strategici, lavorano a stretto contatto con la Bocconi. La cattedra Deutsche Bank è la settima a essere istituita in università dopo quelle dedicate ad Aidaf, Banca Intesa, Banca Mediolanum, Eni, Società italiana di filantropia e Nomura. (9Colonne)

MASTER IN “AMMINISTRAZIONE DEL BENE COMUNE”

L’economia e la finanza possono conciliarsi con l’etica e i suoi valori. La Fondazione Achille Grandi per il bene comune, in collaborazione con l’Università Europea di Roma e l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, organizza la prima edizione del Master di I livello in Amministrazione del bene comune. Il Master – si legge in una nota - ambisce a formare una nuova classe dirigente per il Paese: professionisti impegnati nella pubblica amministrazione, nelle organizzazioni partitiche e non governative, nelle istituzioni internazionali e in tutti quei contesti pubblici e privati ove si sviluppi una progettualità sociale. Attraverso un corso di studi interdisciplinare, che unisce alle competenze economiche e giuridiche una particolare attenzione all’insegnamento etico-culturale, gli studenti potranno acquisire un metodo critico e approfondire i meccanismi che sottendono ai processi decisionali e alla costruzione del consenso, al fine di sviluppare le competenze necessarie a gestire strategie e progetti d’intervento per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del Paese. I due allievi più meritevoli avranno inoltre la possibilità di frequentare a titolo gratuito un corso di approfondimento presso la London School of Economics and Political Science di Londra. Il percorso formativo sarà integrato da una serie di incontri con esponenti della cultura, manager, imprenditori, scienziati e, grazie alla partnership con Unicredit Group, gli studenti avranno l’opportunità di partecipare in prima persona alle attività di Corporate Social Responsibility presso la sede del Gruppo. Il Master, patrocinato da ANCI Giovane e dall’Ufficio Nazionale per i problemi sociali e del lavoro della CEI, riunisce docenti provenienti dai principali atenei italiani e si rivolge a professionisti e a neolaureati in possesso di almeno un titolo di laurea triennale. Le lezioni si svolgeranno a Roma presso l’Università Europea e l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. Avranno inizio il 12 novembre 2010 e termineranno il 25 settembre 2011, per un ammontare complessivo di 270 ore di didattica frontale, corrispondenti a 60 crediti formativi universitari, a cui va aggiunta la partecipazioni a seminari, workshop, lezioni on site e convegni, per un totale di ulteriori 1200 ore. I corsi si terranno il venerdì pomeriggio e il sabato, mentre la domenica mattina sarà dedicata a momenti di riflessione collettiva. Le iscrizioni terminano l’1 novembre 2010. Il costo del Master è di 2.500 euro IVA inclusa, con la possibilità di accedere a borse di studio. Il modulo di iscrizione è scaricabile all’indirizzo www.fondazionebenecomune.it. (9Colonne)

MARTEDI’ LA GIORNATA ANTI-USURA

Si svolgerà martedì 22 settembre la giornata sull’usura promossa da Confesercenti e SOS Impresa che intende squarciare il fin troppo fitto silenzio su un fenomeno che sta invece crescendo, complice la crisi economica, e colpisce sempre di più imprese e famiglie, che i prestiti degli usurai mettono in ginocchio. Nel corso della giornata si darà voce ad alcune delle vittime dell’usura che potranno raccontare le loro drammatiche vicende. I dati che verranno diffusi nell’occasione dimostreranno non solo la crescita del fenomeno, la presenza nelle diverse realtà italiane, le province nelle quali l’usura è più forte e pericolosa, ma documenteranno anche le cosiddette "usure di mafia". La penetrazione della criminalità organizzata ha infatti raggiunto ormai la dimensione di una penetrazione in aumento esponenziale: quasi assente ancora nel 1990, nel 2010 si dimostra sempre più attiva e quanto mai insidiosa. Ma i dati Confesercenti segnaleranno anche il divario fra l’avanzata del fenomeno e l’andametno delel denunce, l’eccessiva lunghezza dei processi che spesso finiscono in prescrizione mentre gli usurai continuano ad "esercitare". Confesercenti e SOS Impresa avanzeranno proposte precise e concrete a cominciare dalla richiesta di una seria e profonda revisione della legge sull’usura. La manifestazione nazionale prenderà il via a Palazzo Valentini a Roma per concludersi con una fiaccolata la sera a Piazza Santissimi Apostoli. Nella mattinata dopo l’apertura dei lavori di Marco Venturi, presidente della Confesercenti, interverranno ai lavori Lino Busà presidente di SOS Impresa, Giosuè Marino commissario Antiracket ed usura, il magistrato Raffaele Cantone, Walter Veltroni componente della Commissione parlamentare antimafia e Alfredo Mantovano sottosegretario al Ministero dell’Interno. Nel pomeriggio la manifestazione proseguirà con varie momenti di confronto e riflessione e con la consegna di un premio a tre Prefetture che si sono distinte particolarmente e che sono state designate da un giuria composta da 50 vittime dell’usura, 50 dirigenti di SOS Impresa, 50 esperti. Alle 19.30, infine, in Piazza Santissimi Apostoli, si darà voce alle vittime dell’usura che potranno raccontare le loro vicissitudini sul palco e la giornata si concluderà con una fiaccolata. (9Colonne)

ICT, MOLTE IMPRESE ANCORA “TIMIDE”

SDA Bocconi, in collaborazione con Capgemini Italia ha presentato una ricerca sul contributo che l’Information and Communication Technology può dare al miglioramento delle prestazioni dei principali processi operativi aziendali. Lo studio è stato svolto sia attraverso l’analisi diretta di 20 casi aziendali, presso cui sono state condotte delle interviste, che con una survey alla quale hanno aderito oltre 100 aziende. La ricerca ha consentito di evidenziare in particolare il grado di correlazione tra gli investimenti in ICT e il miglioramento delle prestazioni operative, le motivazioni di impiego delle ICT a supporto dei processi operativi e il ruolo della funzione Sistemi Informativi nelle imprese che hanno investito in ICT. Nel campione osservato, il 71% delle imprese ha dichiarato di avere già investito in progetti relativi alle ICT. Le principali aree di implementazione risultano essere Marketing e Vendite (28%), Logistica (11%), Operations (8%), Amministrazione finanza e controllo (7%), Acquisti (4%). Lo studio evidenzia come le aziende del campione riconoscano nelle ICT e nell’integrazione tra tecnologie informatiche e della comunicazione un driver importante di creazione del valore. Tendenzialmente, le imprese che manifestano un grado di apprezzamento superiore hanno grandi dimensioni, operano nel terziario e sono caratterizzate da una cultura aziendale che vede nella tecnologia un’opportunità da cogliere. In particolare, alle aziende è stato richiesto di esprimere una valutazione circa l’utilità delle ICT a supporto di tre specifici processi, ovvero: Marketing e Vendite, Innovazione e sviluppo nuovo prodotto, Produzione (o erogazione del servizio). I risultati evidenziano un elevato grado di soddisfazione in relazione al terzo processo (media: 8,5) ed un apprezzamento relativamente modesto per il secondo (media: 6,88). Intermedia è la valutazione per Marketing e Vendite (media: 7,83). Ulteriori analisi statistiche dimostrano che, secondo il campione osservato, la capacità delle ICT di creare valore per l’azienda dipende proprio dai benefici che il loro uso determina nei processi operativi. Dallo studio emerge inoltre che, sebbene esista una diffusa percezione di utilità del ricorso alle tecnologie, costituiscono una minoranza le aziende in cui si misura ex-ante il valore che le ICT possono creare (solo 34% del campione). Ancora più bassa è la percentuale di imprese che lo quantificano a consuntivo (23%). Questi numeri esprimono un fenomeno ampiamente rilevato anche attraverso le interviste. Nella maggioranza dei casi, infatti, si è riscontrata una carenza sul fronte degli strumenti di misurazione, tanto più a consuntivo. Per quanto riguarda le motivazioni di impiego delle ICT nei processi operativi aziendali si rilevano evidenze che in parte contrastano con quanto si è osservato in altri Paesi (in particolare negli USA) attraverso studi analoghi. Se, infatti, le aziende all’estero impiegano le ICT soprattutto per supportare l’innovazione nei processi e per diffondere l’uso di best practice, le aziende italiane sembrano essere interessate soprattutto alla possibilità di ottenere un aggiornamento in tempo reale dei dati e delle informazioni e di velocizzare, in questo modo, i processi decisionali. Prendendo infine in considerazione il ruolo della funzione Sistemi Informativi nelle aziende che hanno investito in ICT, lo studio evidenzia come in questa tipologia di imprese tale funzione riporti in oltre la metà dei casi all’alta direzione (40,8% al CEO e 10,5% alla Direzione Generale), mentre nelle aziende che ancora non hanno investito in ICT questo accade solo in un terzo dei casi (25% al CEO e 8,3% alla Direzione Generale). (9Colonne)

COME LIBERARE IL CASH

Nella finanza d’impresa può essere decisivo, soprattutto in tempi di stretta creditizia, saper creare nuova liquidità. Mercoledì 22 settembre, dalle 14.30 alle 16.30, il Foraz, consorzio di formazione professionale che fa capo all’Associazione Industriali di Novara, organizza un seminario dal titolo "Come liberare il cash". L’incontro, che si terrà nella sede del Foraz, in C.so Cavallotti 23/a, a Novara, e che avrà come relatori Ferdinando Pillon, Ernesto Pontieri e Paolo Pugni, vuole contribuire a far individuare rapidamente le aree dei processi aziendali nelle quali il denaro è "intrappolato" (es. eccessi di magazzino; canale distributivo; nuovi progetti) per "liberarlo", recuperando flusso di cassa "gratuito" per finanziare l’azienda e migliorarne l’efficienza e il vantaggio competitivo. Per recuperare denaro – spiegano i relatori – si fa generalmente ricorso a metodi consolidati, che magari assicurano tranquillità per il presente ma non la spinta sufficiente a ripartire e crescere. Inoltre, l’emergenza dettata dalla necessità di gestire la recente crisi, ha portato spesso a concentrare le attenzioni sulle variabili del conto economico in tempo reale, privando l’imprenditore della giusta lucidità per considerare quanto potrà succedere in tempi medio-lunghi. Riduzioni di organico senza alcuna revisione organizzativa, ricerca di fornitori sull’unica base del costo e dei metodi di pagamento, sconti indiscriminati per forzare il "sell-in" e il "sell-out", sono alcuni esempi che hanno caratterizzato il periodo di crisi e che certo non portano allo sviluppo, mettendo anzi in pericolo la stessa sopravvivenza dell’azienda. La possibilità di recuperare risorse economiche in tempi brevi, individuando i "colli di bottiglia" presenti, a volte involontariamente, nel processo produttivo permette invece di liberare il denaro che resta intrappolato a causa loro e di finanziarsi grazie al miglioramento sostanziale del cash flow ottenuto. Inoltre, l’eliminazione o la drastica riduzione di questi "colli di bottiglia", attivano positivi effetti collaterali a totale beneficio della competitività sul mercato. (9Colonne)

PIL: NEL 2010 EUROZONA +1,7%, ITALIA +1,1%

La Commissione europea rivede al rialzo le stime di crescita dell’economia per il 2010: secondo le nuove previsioni il Pil dell’Eurozona crescerà dell’1,7% a fronte del +0,9% stimato maggio; stime riviste al rialzo anche per la Ue-27, la cui crescita si attesterà intorno all’1,8% a fronte del punto percentuale previsto in primavera. A far la parte del leone nel Vecchio continente Germania e Polonia: nel 2010 entrambe le economie cresceranno del 3,4% (le precedenti previsioni indicavano +1,2% per l’economia tedesca e +2,7% per la polacca): dietro si collocano i Paesi Bassi, la cui economia crescerà dell’1,9% (+1,3% la stima elaborata a maggio), il Regno Unito (+1,7%, la precedente stima era +1,2%), Francia (+1,6%, a maggio la previsione era di +1,3%), Italia (+1,1%, +0,8% la precedente stima). L’economia spagnola resta invece in recessione, con il Pil in diminuzione dello 0,3% a fronte del -0,4% stimato a maggio. Per quanto concerne l’inflazione la Commissione europea prevede che nell’Eurozona si attesterà intorno all’1,4% (leggermente rivista al ribasso rispetto alle precedenti previsioni che indicavano +1,5%), nella Ue-27 la stima è invece +1,8%. Per Italia, Francia e Spagna Bruxelles prevede un +1,6% (per il nostro Paese la stima precedente indicava +1,8%), mentre la dinamica inflattiva più rilevante si registrerà nel Regno Unito (+3%) e in Polonia (+2,6%); nella Germania e nei Paesi Bassi, infine, l’inflazione si attesterà all’1,1%. Il commissario Ue agli affari economici e monetari Olli Rehn, commentando le previsioni economiche per il 2010, sottolinea che "l’economia europea è chiaramente sulla via della ripresa, in maniera più forte di quanto previsto nella scorsa primavera" ma la ripresa, avverte Rehn, resta "fragile" a causa della "grande incertezza" su come la situazione possa evolversi a livello mondiale. Secondo il commissario Ue esistono i rischi "un ulteriore indebolimento della domanda esterna e di nuove tensioni sui mercati della finanza, che non possono essere escluse" e che le politiche di risanamento dei conti possano frenare la domanda interna. Comunque, avverte Rehn, le "priorità assolute" restano "la salvaguardia della stabilità finanziaria e il risanamento dei bilanci". Per quanto concerne il nostro Paese, Bruxelles sottolinea come la ripresa economica appaia "moderata", sostenuta soprattutto dal settore industriale "grazie al rimbalzo delle esportazioni dopo il collasso del 2009" mentre "la situazione ancora fragile del mercato del lavoro continuerà a pesare sulla dinamica dei consumi privati". Le stime di Bruxelles indicano inoltre che in Italia il Pil (cresciuto dello 0,4% sia nel primo che nel secondo trimestre) crescerà di mezzo punto percentuale nel terzo trimestre per poi subire una flessione dello 0,2% nell’ultimo trimestre. (9Colonne)