Allarme usura anche nel veneto

- Scritto da: martina -

Viene da Treviso l’ultimo allarme usura. "L’usura – dice Giuliano Rosolen, direttore della CNA provinciale - è una trappola che porta dritti in una spirale criminosa, da cui è difficile uscire. Il caso dell’artigiano costretto a delinquere per ripagare i propri usurai esemplifica bene cosa può accadere se si chiede in prestito denaro al di fuori dei circuiti legali. I nostri imprenditori devono rifuggire da questa ‘tentazione’, anche se sono a corto di liquidità e hanno problemi con le banche, perché è elevatissimo il rischio di decretare la morte della propria azienda e, peggio, di rovinarsi la vita". L’associazione di categoria artigiana ha attivato uno Sportello Antiusura per aiutare gli imprenditori a non finire nella mani degli strozzini e diventare poi vittime di estorsione. "Presso il nostro consorzio fidi è istituito il fondo di prevenzione antiusura, attivando il quale, se ci sono le condizioni, i prestiti alle aziende sono garantiti all’80% dallo Stato (tramite il fondo), al 10% dalla banca e al 10% dal confidi stesso – spiega Walter Barzan, direttore della cooperativa artigiana di garanzia "Canova", il confidi della CNA -. In questi anni si sono rivolti a noi molti artigiani in difficoltà finanziaria, per investimenti sbagliati, per business non andati a buon fine, a cui le banche avevano chiuso i rubinetti del credito. Grazie al fondo antiusura, sono riusciti a far ripartire la propria attività, restituendo nel tempo il denaro avuto in prestito. Gli imprenditori devono sapere che questa è la strada, non affidarsi agli strozzini, i quali, spesso, non sono criminali comuni ma legati ad organizzazioni mafiose che puntano a impossessarsi dell’attività economica". Oltretutto, i casi di "sofferenza" delle operazioni di finanziamento garantite dal fondo antiusura – cioè i casi in cui l’imprenditore non è riuscito a rialzarsi e quindi a restituire le rate del mutuo – sono stati pochissimi, pari al 2,7%. Un dato che conferma l’utilità sociale ed economica di questo fondo, ancor più in un momento di generale crisi economica. Non è un caso, infatti, se l’usura, come l’estorsione, sono reati in crescita in Veneto. Lo si legge nelle ultime relazioni semestrali della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) che registra come nel 2009 i reati di usura fossero stati 20 e nel 2010 siano saliti a 26. È per questo che la CNA continua a chiedere che lo Stato rifinanzi il fondo di prevenzione antiusura venga rifinanziato: "L’usura è un fenomeno che guasta l’economia e la società, e che quindi va contrastato - aggiunge Giuliano Rosolen -. Al lavoro di repressione delle forze dell’ordine va però affiancata la prevenzione, che passa anche attraverso il lavoro delle associazioni di categoria e la gestione del fondo di prevenzione antiusura. Fondo che lo Stato non finanzia da almeno due anni e che, invece, è bene continuare a incrementare per permettere tutta l’operatività necessaria". La CNA ricorda infine che la Prefettura di Treviso, firmando il Protocollo Antiusura il 10 giugno scorso, si è impegnata a istituire l’Osservatorio provinciale antiusura, che dovrà avere, tra gli altri compiti, quello di informare sull’uso corretto del denaro e di favorire l’accesso al credito legale.