Apulia prontoprestito, giro di vite

- Scritto da: martina -

Il Consiglio di Amministrazione di Apulia prontoprestito S.p.A. - Società del Gruppo bancario bancApulia specializzata nei finanziamenti ai lavoratori dipendenti - ha approvato la relazione finanziaria semestrale consolidata al 30 giugno 2009. Nei primi sei mesi del 2009, l’erogato complessivo di Apulia prontoprestito si è attestato a 63,1 milioni di euro (rispetto ai 162,0 milioni di Euro dello stesso periodo 2008). La contrazione dei volumi, spiega una nota, rientra nel piano industriale della società, che prevede un riequilibrio di questi in linea con la situazione finanziaria generale e a favore del miglioramentodella redditività dei finanziamenti. Il 68% dei prestiti erogati nel periodo si riferisce a contratti di cessione del quinto (64% a fine giugno 2008), mentre le delegazioni di pagamento rappresentano il 32% (16% a fine giugno 2008). Nel periodo in esame la Società ha sospeso l’erogazione dei prestiti personali la cui attività era già stata sensibilmente ridotta a partire dal secondo semestre 2008. La consistenza dei finanziamenti al 30 giugno 2009, al valore nominale, si è attestata a 1.053,7 milioni di euro (in riduzione del 5,7% rispetto a 1.111,4 milioni di euro dello stesso periodo 2008), di cui il 71% per contratti di cessione del quinto, il 26% per delegazioni di pagamento ed il 3% per prestiti personali. Tali volumi sono originati da oltre 68.000 contratti in essere.Il margine di interesse ha raggiunto i 7,4 milioni di euro (+18,8% rispetto ai 6,3 milioni di giugno 2008). Il margine di intermediazione si è attestato a 6,9 milioni (+ 17,93% rispetto ai 5,9 milioni del corrispondente periodo 2008). Il risultato netto di periodo pari a 0,1 milioni di euro (rispetto a 1,9 milioni di di giugno 2008) "è stato fortemente influenzato dalle consistenti rettifiche di valore sui prestiti personali pari a 4,1 milioni di euro, determinate dall’adozione di una politica prudenziale di accantonamenti a fronte delle crescenti difficoltà economiche delle famiglie e più in generale del persistere della crisi economica, finanziaria e di settore".