NAPOLI, I FRUTTI DI BANCA ETICA
Banca Etica è la prima istituzione di finanza etica in Italia. Nata 10 anni fa, è l’unico istituto di credito che opera esclusivamente a fianco delle realtà dell’economia sociale. Cooperative sociali, ONG, Onlus, associazioni, realtà impegnate nella tutela dell’ambiente, nella produzione con metodi biologici e nel commercio equo e solidale sono i destinatari dei finanziamenti di questa banca unica che sempre più raccoglie l’interesse e il consenso di tanti risparmiatori responsabili che vogliono affidarsi a un istituto sicuro, trasparente e soprattutto capace di sostenere iniziative che accanto al valore economico mettono in primo piano il valore sociale. Banca Etica presente da oltre 3 anni con una filiale a Napoli - consolida ora la sua presenza nel capoluogo campano trasferendosi in una nuova sede. Un momento di crescita importante che è diventato occasione di confronto, oltre che di festa. A presentare orgoglioso la nuova apertura al Centro Direzionale, Isola G7, Giuseppe Sottile, Peppe per tutti, direttore della filiale che dal 2005 raccoglie sul territorio campano gli stimoli per un’economia solidale. Peppe ha lasciato parlare le diverse realtà presenti, realtà che in questi anni hanno usufruito di finanziamenti e che, col loro lavoro al servizio della persona, dell’ambiente, della giustizia sociale, testimoniano più di tante parole le scelte fatte dalla banca. Una banca-utopia, come la definisce Carmela Manco, dell’Associazione Figli in Famiglia di S. Giovanni a Teduccio, senza la quale tanti sogni non si sarebbero realizzati, come il suo centro di dialogo per famiglie che vivono nel disagio sociale. O come, ma gli esempi si sprecano, l’acquisto dell’attrezzatura per la produzione di vernice d’acqua della falegnameria-cooperativa di Scampia "L’uomo e il legno", di cui ha parlato Enzo Vanacore, considerandola giustamente un bel matrimonio tra cooperazione sociale e protezione ambientale, e finanziata con un microcredito di capitalizzazione a beneficio dei soci, oppure il sostegno alle sempre nuove attività della cooperativa Irene 95, presentata da Fedele Salvatore che ha annunciato il recente investimento per un tetto fotovoltaico, o infine le marmellate della cooperativa Stalker che, prodotte da persone con disabilità mentali, pare siano "pure buone" ha ironizzato Nicola Merola. Spazio anche all’associazione Caracoles, che si occupa di diritto alla casa per immigrati e che ha giustamente evocato nelle parole della sua rappresentante Tania Castellaccio il dramma attualissimo dei clandestini rinviati al mittente i quali se invece riescono a rimanere per ottenere il permesso di soggiorno devono dimostrare di abitare in dimore degne degli esseri umani, come se fosse facile. Tante parole di ringraziamento e di gratitudine per una banca che non discrimina secondo criteri di economicità ma seleziona con le lenti dell’attenzione allo sviluppo umano. (9Colonne)

























