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BANCA ETICA: +24% I CREDITI EROGATI NEL 2011

La finanza etica conferma ancora una volta la sua capacità di tenuta e il suo ruolo anticiclico in questa gravissima crisi economica. Banca Etica ha chiuso il 2011 registrando – per il terzo anno consecutivo – una crescita a due cifre nei volumi. La raccolta di risparmio ha raggiunto quota 717 milioni, pari all’11,7% in più rispetto al 2010, mentre i crediti erogati sono pari a 540,8 milioni (+ 23,9% sul 2010). Cresce anche il capitale sociale della Banca che registra nel 2011 un aumento del 14%. "Sono risultati che ci rendono orgogliosi – dice il direttore generale di Banca Etica, Mario Crosta – perché in questa fase di credit crunch e di sofferenza per l’economia reale, stiamo riuscendo a far crescere il nostro sostegno alle imprese sociali, grazie anche al numero sempre più consistente di risparmiatori che scelgono Banca Etica. Nel 2011 Banca Etica ha finanziato iniziative straordinarie che coniugano efficienza e solidarietà e inclusione sociale. Tra tutte mi piace ricordare i primi esperimenti in Italia di Workers Buyout: i dipendenti di aziende fallite salvano i loro posti di lavoro costituendosi in cooperativa e rilevando la ditta grazie all’investimento degli ammortizzatori sociali e al nostro finanziamento. Con questi numeri possiamo progettare un’ulteriore crescita di Banca Etica sui territori e lo sviluppo di nuovi servizi e nuove convenzioni in particolare con le imprese della cooperazione sociale che proprio nel 2012 celebrano l’anno internazionale". "C’è un’economia sana, che tutela l’ambiente, produce energia da fonti rinnovabili, rispetta i diritti umani, aggrega le persone per la difesa dei beni comuni e la promozione di sviluppo umano che ha bisogno di credito – aggiunge il presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri -. Banca Etica permette ai cittadini e imprese di finalizzare il proprio risparmio a sostegno di queste iniziative. E’ ora che anche il legislatore incoraggi la validità di queste scelte. Attualmente, invece, la finanza etica, pur non essendo in alcun modo complice delle bolle finanziarie che hanno innescato la crisi, si trova a pagarne le conseguenze, sia in termini di inasprimento delle normative che impongono una capitalizzazione sempre più consistente e difficile da raggiungere per gli istituti medio-piccoli e non speculativi, sia in termini di peggioramento indiscriminato delle imposizioni fiscali anche a carico dei piccoli risparmiatori che scelgono la finanza etica e che andrebbero invece agevolati. Chi affida i suoi risparmi a Banca Etica vuole essere protagonista delle proprie scelte finanziarie, non abbocca agli specchietti per le allodole degli istituti che, a caccia di liquidità, promettono alti rendimenti derivanti da attività speculative a scapito del sostegno all’economia reale, ma per esempio sceglie certificati di deposito o carte di credito dedicate a specifiche realtà del proprio territorio o di livello nazionale impegnate per il bene comune. Non solo i Governi devono fare la propria parte, ma anche i risparmiatori devono diventare consapevoli che con le loro scelte di risparmio decidono quale tipo di economia sostenere. Oggi chi non vuole alimentare il circo della speculazione può dire: non con i miei soldi". (9colonne)

BCE, 60 MILIONI A BANCA ETICA

Banca Etica ha aderito all’operazione straordinaria di finanziamento della BCE a 36 mesi accedendo a finanziamenti per un totale di 60 milioni di euro. "Questa operazione permetterà a Banca Etica di mantenere i ritmi sostenuti di crescita nell’erogazione del credito a favore delle imprese sociali in tutta Italia. Nel 2011, pur in presenza di una situazione economica e finanziari particolarmente difficile, il credito concesso da Banca Etica è cresciuto del 20%", ha spiegato il direttore generale dell’istituto, Mario Crosta. "Con la nuova liquidità messa a disposizione dalla BCE potremo finanziare sempre più imprese sostenibili e solidali. Stiamo anche studiando strumenti concreti per differenziare gli impieghi della nostra tesoreria in modo da investirla, in parte, in titoli delle istituzioni finanziarie legate al mondo cooperativo sia italiano che europeo. L’operazione straordinaria di rifinanziamento della BCE è sicuramente un utile strumento per sostenere l’economia reale. Auspichiamo che al più presto si decida anche di modificare la normativa di Basilea che, allo stato attuale, penalizza gli istituti di credito che – come Banca Etica – si sono sempre occupati esclusivamente di raccogliere risparmio per finanziare imprese e famiglie trattandole al pari di quelle che invece hanno innescato la crisi con operazioni speculative. Le nuove norme impongono infatti a tutte le banche un ingente rafforzamento patrimoniale per sostenere l’erogazione del credito, rafforzamento che per le banche come la nostra è particolarmente complesso da raggiungere". (9colonne)

LA MANOVRA DELUDE BANCA ETICA

La manovra così detta "salva-Italia" proposta dal governo Monti e attualmente all’esame del Parlamento "non soddisfa le aspettative di svolta verso l’equità e la sostenibilità auspicate da Banca Etica, che da oltre 13 anni lavora per promuovere un diverso modello di finanza al servizio dell’interesse collettivo". In una nota, Banca Etica ribadisce la necessità di trasformare la crisi in opportunità per rilanciare nel nostro Paese un sistema economico, sociale e fiscale che sia finalmente caratterizzato da equità, legalità e trasparenza. "Troppo timidi appaiono gli sforzi fatti dal Governo in questa direzione". Tra le misure che Banca Etica avrebbe voluto vedere nella manovra ci sono quelle che riguardano la finanza. "E’ ormai chiaro a tutti lo strapotere della finanza che sovrasta e distrugge l’economia reale e condiziona le scelte politiche dei Governi. I provvedimenti per ricondurre la finanza al suo originario scopo di facilitare l’allocazione di risorse economiche verso le imprese più meritevoli dovranno necessariamente essere adottati a livello internazionale, ma molte cose si possono fare anche a livello di singole nazioni. A partire da un più deciso schieramento dell’Italia a favore dell’introduzione, anche nella sola area euro, di una tassa sulle transazioni finanziarie capace di generare gettito per riparare i danni causati dalla finanza e soprattutto di arginare le operazioni più marcatamente speculative. Auspichiamo inoltre che il Governo Italiano faccia la sua parte per chiedere all’Autorità Bancaria Europea (Eba) di rivedere le nuove regole sulla capitalizzazione delle banche che allo stato attuale rischiano di costringere gli istituti a restringere ulteriormente l’erogazione del credito, con gravissimi danni per le famiglie e le imprese". (9colonne)

LOMBARDIA, FONDI DI BANCA ETICA PER LE COOPERATIVE SOCIALI

Banca Etica ha deciso di raddoppiare gli sforzi per sostenere le cooperative lombarde e ha siglato un accordo con CooperFidi Italia per erogare ulteriori prestiti a favore delle cooperative che abbiano beneficiato o beneficeranno di interventi di capitalizzazione tramite lo strumento regionale Jeremie FSE. Questi finanziamenti aggiuntivi – per un importo fino a 400mila euro – potranno essere richiesti per progetti di sviluppo aziendale che prevedano investimenti fissi (impianti, macchinari, attrezzature, software, etc). I finanziamenti avranno una durata di 60/72 mesi e - grazie alla garanzia rilasciata da Cooperfidi Italia pari al 50% del finanziamento - comporteranno un tasso di interesse vantaggioso. Sono inoltre azzerate le spese di istruttoria. "In questa fase di grave crisi economica, finanziaria e sociale le cooperative in Italia hanno dimostrato una capacità di tenuta dell’occupazione e di mantenimento dei servizi erogati superiore alle aspettative. Non c’è dubbio però che anche questo comparto cruciale dell’economia, capace di coniugare efficienza e solidarietà, stia soffrendo. Per questo Banca Etica, che ha la cooperazione nel suo DNA, è orgogliosa di potenziare gli sforzi per garantire alle imprese cooperative un accesso al credito sostenibile. Solo con il rafforzamento del capitale e con investimenti strutturali le cooperative potranno continuare ad essere un pilastro del welfare italiano", dice Pasquale Spani, vicedirettore generale di Banca Etica. Aggiunge Mauro Frangi, vice presidente di Cooperfidi Italia: "Sostegno alla capitalizzazione e supporto agli investimenti per lo sviluppo. E’ questo il segno della collaborazione tra Banca Etica e Cooperfidi Italia a supporto del rafforzamento patrimoniale e degli investimenti delle imprese cooperative lombarde. E’ scommettere insieme sulla vitalità e sulla voglia di futuro del sistema cooperativo. Sulla sua capacità di uscire dalla crisi generando nuovo sviluppo e nuova occupazione". (9colonne)

ACCORDO BANCA ETICA-COOPERATOVE AGCI

Banca Popolare Etica e l’Associazione Generale Cooperative Italiane (A.G.C.I) hanno firmato un accordo che permetterà ai Consorzi di Cooperative Sociali e alle Cooperative Sociali aderenti ad A.G.C.I. nonché ai loro dipendenti, di accedere a una vasta gamma di servizi finanziari e creditizi a tassi agevolati. Banca Etica è il primo istituto di credito Italiano interamente dedito alla finanza etica e leader di mercato nei finanziamenti alle imprese sociali e al terzo settore: circa 1,5 miliardi di masse intermediate, 200 dipendenti, 15 filiali e una rete di promotori finanziari distribuiti su tutto il territorio nazionale; quasi 36.000 soci organizzati in 67 circoscrizioni territoriali. A.G.C.I è una delle tre principali e storiche associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo italiano: conta oltre 400mila soci e circa 8mila cooperative per un fatturato annuo di oltre 7 miliardi. "In questa fase di crisi economica e di ripensamento dei modelli di impresa, siamo convinti che il modello cooperativo e mutualistico abbia risposte importanti da suggerire" dice il Presidente di Banca Etica, Ugo Biggeri. "Con forme innovative di accesso al credito per le imprese cooperative vogliamo fare la nostra parte per rafforzare un settore strategico dell’economia sociale italiana. Dopo anni di collaborazioni storiche con Legacoop e Confcooperative siamo ora lieti di avviare una partnership anche con A.G.C.I ". La convenzione prevede per i consorzi di cooperative sociali e per le cooperative sociali aderenti ad A.G.C.I., la possibilità di fruire presso Banca Etica di conti correnti (senza commissione di massimo coperto, come per tutti i clienti di Banca Etica), gestione della tesoreria, servizio POS, sottoscrizione di fondi di investimento etici di Etica sgr, concessione di finanziamenti a tassi agevolati, finanziamenti speciali per interventi di efficienza energetica e installazione di impianti di energia da fonti rinnovabili. Anche i dipendenti e i collaboratori fissi delle cooperative potranno accedere a condizioni agevolate ai servizi offerti da Banca etica: conti correnti, bancomat, carte di credito "affinity", servizi di internet banking, certificati di deposito dedicati a specifiche realtà sociali, conto deposito, libretti di deposito ordinari e vincolati, obbligazioni, custodia titoli, fondi comuni di investimento di Etica sgr. La Banca, inoltre, valuterà la concessione di mutui per l’acquisto della prima casa, di crediti personali, e di finanziamenti per l’efficienza energetica delle abitazioni. (9colonne)

BANCA ETICA A NEW YORK

Si celebrano in questi giorni a New York i 40 anni di www.iccr.org "Interfaith center on corporate responsability". Un’organizzazione che ha avuto un ruolo importante nella fine dell’apartheid. L’organizzazione ha un background religioso (cristiani protestanti e cattolici, ebrei) e cerca di concretizzare i richiami alla giustizia sociale e alla salvaguardia del creato attraverso il confronto con le multinazionali. "Questa rete mondiale di enti religiosi che si qualificano anche come investitori di rilievo – spiega Ugo Biggeri, presidente di Banca Etica - raccoglie informazioni critiche sul comportamento delle imprese ed effettua ricerche sulle principali criticità dell’operato delle multinazionali in cui investe. Cerca quindi di aprire tavoli di confronto con le aziende stesse per ottenere cambiamenti. Strumento principe per quest’azione è l’azionariato attivo. Gli investitori aderenti a Iccr propongono interventi alle assemblee generali delle compagnie e chiedono a diversi altri azionisti di dar loro la delega per il voto o di votare come indicato da Iccr. Questi investitori etici made in Usa non hanno un database per il rating delle imprese e non limitano le possibilità di investimento degli associati. Sorprende il mix tra le posizioni critiche, anche radicali, nei confronti delle corporation e il pragmatismo di aprire comunque un confronto, di puntare a obbiettivi realizzabili, di non disincentivare investimenti. Sono una voce importante e professionale. Oggi anche alcuni importanti fondi pensione sono membri di Iccr e appoggiano le loro richieste". Per l’Italia Etica Sgr – società di gestione del risparmio del Gruppo Banca Etica - è socia Iccr ed è pioniera di questa forma di azionariato attivo anche in Italia, insieme alla Fondazione culturale Responsabilità Etica. Solo per fare un esempio recente gli azionisti responsabili di Iccr sono riusciti ad aprire un tavolo con Alcoa (multinazionale mineraria) sulle condizioni di lavoro in Messico ottenendo miglioramenti per i lavoratori. "Abbiamo da imparare da Iccr – osserva Biggeri - ma possiamo anche offrire loro di intervenire nel mercato italiano, e in parte abbiamo già cominciato a farlo. Serve in Italia un dibattito culturale su questa modalità di azione: non l’unica da attuare, ma uno strumento in più. La visione che propone è che le imprese devono rendere conto agli azionisti dei loro impatti ‘non economici’. Allarga l’idea di ‘creazione di valore per gli azionisti’ ad un idea di mutualità globale: creazione di valori di bene comune. In questo modo rompe un tabù dell’economia liberista (Friedman) usando gli strumenti del mercato. Qualche accademico importante e non movimentista comincia a ragionarci seriamente (Porter, Harvard: sheared values). Noi che possiamo farlo lo faremo di più coinvolgendo altri a partire dal modello Iccr". (9colonne)

CUSTODIA TITOLI, SODDISFAZIONE DI BANCA ETICA

Gli appelli inviati dai soci di Banca Etica, accanto a quelli di tanti altri piccoli risparmiatori e delle associazioni di consumatori, hanno contribuito a far sì che il Senato, impegnato nell’esame della manovra economica per il prossimo triennio, modificasse la norma che - nella versione inizialmente predisposta dal Governo - prevedeva un aumento esoso ed iniquo del bollo sulla custodia titoli. Un aumento che avrebbe penalizzato molto i piccoli risparmiatori. La misura varata dal Senato prevede, invece, e che per giacenze di importo contenuto entro i 50mila euro il bollo resterà invariato a 34,20 euro anche per i prossimi anni. Coerentemente con il dettato della Costituzione - che sancisce il principio di progressività nel sistema fiscale - il bollo aumenterà invece per scaglioni solo per i depositi di importo superiore ai 50mila euro. "E’ bello constatare che quando consumatori e piccoli risparmiatori fanno sentire la propria voce possono ottenere anche cambiamenti importanti. Si aprono canali di dilago costruttivi tra istituzioni e società civile – dice Biggeri - . Ora continueremo a darci da fare per chiedere una riforma dei mercati finanziari che, a partire dalla tassa sulle transazioni finanziarie, possa andare nella direzione di ridare ossigeno alle finanze pubbliche senza penalizzare le fasce più fragili della popolazione ma agendo sul controllo della speculazione che ha innescato la crisi e che proprio in queste ore ha messo a durissima prova il nostro Paese". In un comunicato, Banca Etica ringrazia tutti i soci, i risparmiatori, le associazioni dei consumatori che si sono mobilitati in queste ore per far sentire al Parlamento la voce dei piccoli risparmiatori e in particolare di quelli che hanno scelto la finanza etica come strumento di democrazia economica. (9colonne)

NO PROFIT, BANCA ETICA ADERISCE ALL’ACCORDO ABI-MINISTERO

Banca Popolare Etica, il primo istituto di credito italiano dedito interamente alla finanza etica e al finanziamento di organizzazioni senza scopo di lucro e di imprese sociali, è tra le prime banche che hanno deliberato l’adesione all’ Accordo quadro tra l’Abi e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per il miglioramento dell’accesso e della qualità del credito alle organizzazioni non profit. L’accordo riconosce il ruolo cruciale del terzo settore in Italia e l’affidabilità economica dimostrata da gran parte delle organizzazioni senza scopo di lucro e di utilità sociale e prevede l’impegno da parte delle banche a mettere a punto idonei strumenti finanziari capaci di facilitare l’accesso al credito necessario per l’ulteriore sviluppo del non profit italiano. In particolare si prevedono facilitazioni nell’accesso al credito per le organizzazioni destinatarie del 5 per 1000 versato dagli italiani con la dichiarazione dei redditi: le anticipazioni degli importi da parte delle banche permettono infatti di rendere i fondi ricevuti immediatamente disponibili per le organizzazioni beneficiarie anche quando i tempi di erogazione da parte dello stato si allungano. Agevolazioni sono previste anche per le organizzazioni che necessitano di ottenere fideiussioni bancarie al fine di ottenere le anticipazioni dei contributi pubblici previsti dalle leggi n. 266/1991 e n.383/2000 a favore degli enti di promozione sociale impegnati in sperimentazioni innovative, in processi di internazionalizzazione, informatizzazione e formazione. "Banca Etica – dice il direttore Mario Crosta - è nata 12 anni fa proprio dal Terzo Settore e per dare credito al non profit che all’epoca faceva molta fatica a trovare interlocutori presso le banche. Oggi la situazione è cambiata, il terzo settore è ormai riconosciuto come comparto cruciale ed efficiente della società, ma anche dell’economia italiana. L’accordo è la dimostrazione di questo riconoscimento per cui noi ci siamo battuti sin dall’inizio della nostra attività. Siamo dunque molto felici di essere tra le prime banche ad aderire all’iniziativa dell’Abi e del Ministero del lavoro". (9Colonne)

TIRO ALLA FUNE TRA SPECULATORI E SOCIETA’ CIVILE

Giovedì 17 febbraio la Campagna 005 per l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie cui aderisce anche Banca Etica – in contemporanea con le campagne gemelle in oltre 30 Pesi nei 5 continenti – ha portato in piazza Montecitorio il tiro alla fune che si sta consumando tra un manipolo di avidi speculatori da una parte e l’intera società civile globale dall’altra. Gli uni intenti a difendere i loro maxi-bonus, extra-guadagni e benefit, gli altri impegnati a salvaguardare i beni comuni come istruzione, sanità, ambiente, lavoro, sviluppo e cooperazione internazionale. Spettatori distratti di questo confronto o ammiccanti agli interessi degli speculatori, i leader politici italiani. La giornata globale di mobilitazione è stata indetta dal network delle campagne internazionali che chiedono ai leader europei di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie capace di moderare gli eccessi delle speculazioni finanziarie e di generare un gettito rilevante da utilizzare per finanziare le politiche sociali, il welfare, la cooperazione internazionale e la tutela dell’ambiente. La tassa di importo molto contenuto - pari allo 0,05% sul valore di ogni transazione sui mercati finanziari - non scoraggerebbe chi investe sui mercati in un’ottica sana di medio - lungo periodo e a sostegno dell’economia reale, ma sarebbe in grado di arginare gli eccessi di chi acquista e vende titoli migliaia di volte in un solo giorno per guadagnare sulle piccole oscillazioni del loro valore. Un’imposizione dello 0,05% - se applicata su scala globale - sarebbe in grado di generare un gettito di 655 miliardi di dollari l’anno da destinare alle politiche per uscire dalla crisi, per gli obiettivi del millennio e per la salvaguardia dell’ambiente. La tassa sarebbe applicabile in modo efficace anche a livello regionale, per esempio nella sola area euro. (9Colonne)

BANCA ETICA FINANZIA LE COOP

Banca Popolare Etica garantirà l’afflusso di risorse per lo start-up ed il consolidamento delle imprese cooperative, di nuova costituzione e non, promosse da Legacoop: è questo il contenuto del protocollo di intesa tra Banca Etica e la Lega delle cooperative presentato ieri a Bologna. I finanziamenti potranno essere richiesti da tutte le imprese aderenti a Legacoop, sull’intero territorio nazionale e qualunque sia il settore di attività. I prestiti saranno garantiti da Coperfidi Italia, società costituita pochi mesi fa e frutto della fusione tra 12 confidi afferenti al mondo cooperativo. "Con questo accordo – ha detto Ugo Biggeri, presidente di Banca Popolare Etica - abbiamo voluto dare un segno tangibile della vicinanza tra la Banca Etica e il mondo dell’economia responsabile rappresentato dalle cooperative che in questa fase di crisi economica più che mai meritano l’incoraggiamento di un accesso al credito agevolato. I finanziamenti potranno essere utilizzati per ri-capitalizzare le cooperative, per lanciare nuove iniziative ma anche per sostenere le imprese cooperative in questa fase difficilissima per l’economia: gli enti pubblici ormai pagano i fornitori a un anno se non di più. In questo contesto noi come Banca del terzo settore e delle imprese sociali siamo disponibili a fare la nostra parte, naturalmente con i nostri criteri di valutazione sociale ed economica; vogliamo quindi sostenere le cooperative, ad esempio con anticipi fatture a condizioni vantaggiose. Speriamo davvero – ha concluso Biggeri – che questo accordo sia l’asse portante per rafforzare la collaborazione tra finanza etica e mondo cooperativo: due settori dell’economia italiana che condividono una visione responsabile e orientata al bene comune delle attività economiche e che possono legittimante candidarsi a essere anticorpi della crisi, in grado di sviluppare risposte positive e innovative". "In un contesto come quello attuale, che vede il Governo da un lato riconoscere la gravità della situazione economica e dei conti pubblici e dall’altro dare risposte solo emergenziali e non strutturali – ha detto Giuliano Poletti, presidente di Legacoop – noi pensiamo che tra finanza ed impresa può sussistere una azione comune volta allo sviluppo ed alla crescita di imprese sane sostenute da un credito responsabile. Per fortuna i confini di questa alleanza vanno al di là del perimetro dei soggetti che oggi presentano questo accordo, frutto di una lunga collaborazione che si è concretizzata nella convenzione che Banca Etica ha sottoscritto con Coopfond a favore delle cooperative sociali, nella partecipazione di Banca Etica a Cooperfactor e nella sottoscrizione della convenzione tra Cooperfidi Italia e Banca Etica e che prelude ad ulteriori collaborazioni. Il Governo indica, nella manovra che si appresta a varare, una crescita del 2% nel 2012. Si tratta di un obiettivo molto "sfidante", di non facile conseguimento. Questo aumenta la responsabilità e l’impegno delle imprese e della finanza che guardano al benessere economico e sociale delle persone e del territorio in cui operano. E’ con questo spirito – ha concluso Poletti – che sottoscriviamo questo accordo".(9Colonne)