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CRISI, LA RICETTA DELL’AZIONARIATO CRITICO

La Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Greenpeace, CRBM e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano promuovono il convegno “La ricetta anti crisi dell’azionariato critico: regole, trasparenza, resposnabilità sociale e ambientale”. L’incontro si terrà lunedì 27 aprile a partire dalle ore 14.30 presso la Sala Achille Grandi della Cisl di Milano in Via Tadino, 23. La crisi finanziaria sta facendo esplodere in tutta la sua gravità i problemi che derivano dalla tendenza delle aziende a perseguire obiettivi di breve periodo (anche attraverso l’elusione fiscale o l’occultamento delle perdite), con conseguenti gravi rischi per la sostenibilità di lungo periodo delle aziende stesse. In questa situazione - si legge in una nota di Banca Etica - , è necessario elaborare nuovi strumenti di confronto con le imprese, che possano migliorare la loro trasparenza e la responsabilità ambientale e sociale.

L’azionariato critico ed attivo sono strumenti di democrazia economica che si propongono di affrontare questi problemi. L’azionariato critico consiste nell’acquistare azioni di alcune imprese criticate per i loro comportamenti in ambito sociale, ambientale, dei diritti umani, della governance, così da presentare le proprie istanze direttamente alla dirigenza e agli altri azionisti, nel corso dell’assemblea annuale; l’azionariato attivo – esercitato da alcuni investitori istituzionali particolarmente attenti ala sostenibilità di lungo periodo delle imprese – consiste nell’esercizio sistematico dell’azione di controllo sul management aziendale al fine di perseguire il massimo benessere degli azionisti.

L’azionariato critico ha anche permesso di portare la voce delle popolazioni dei Paesi del Sud del mondo, spesso pesantemente coinvolte dai progetti delle nostre imprese multinazionali, direttamente all’attenzione dei vertici dell’impresa.

Il convegno mira a confrontarsi con alcune di queste pratiche e a valutarne i benefici possibili. Per questo saranno presentate alcune attività di azionariato critico che la Fondazione Culturale Responsabilità Etica ha avviato l’anno scorso, acquistando alcune azioni dell’Eni, su richiesta della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, e dell’Enel, su proposta di Greenpeace Italia. In questo contesto, è stata portata avanti una ricerca per monitorare la presenza di filiali e controllate di Eni e Enel in territori considerati paradisi fiscali. Una tematica che verrà portata a fine aprile alle assemblee di Eni e Enel, assieme alle richieste di una maggiore trasparenza, responsabilità e sostenibilità sociale e ambientale delle due imprese, e in particolare in diversi progetti all’estero. Tra questi, l’Eni è presente in Nigeria per lo sfruttamento delle risorse petrolifere. L’Enel è invece coinvolta in un progetto per la realizzazione di diverse grandi dighe nella Patagonia cilena e nel finanziamento del nucleare nell’Est Europa. Progetti duramente criticati dalle popolazioni locali e dalle reti della società civile internazionale. (9Colonne)

ETICA SGR, RISPARMIO IN CONTROTENDENZA

Più 25% di utile netto rispetto al 2007, un saldo positivo di 3,3 milioni di euro e rendimenti eccellenti per i fondi Monetario (+5,21%) e obbligazionario Misto (+2,98%), entrambi al primo posto in termini di performance nelle rispettive categorie. Nonostante la pesantissima crisi finanziaria ed economica che ha colpito con particolare durezza il settore del risparmio gestito, il 2008 ha portato grandi soddisfazioni per Etica sgr, la società di gestione del risparmio creata da Banca Etica in collaborazione con Banca Popolare di Milano e interamente dedicata al collocamento di fondi di investimento etici che acquistano solo titoli di Stati e aziende che abbiano superato un severo vaglio in materia di responsabilità sociale e ambientale. Il sesto anno di operatività di Etica sgr – secondo i dati del Bilancio appena approvato dal Cda - si chiude con un utile netto superiore rispetto al 2007 (+ 25%), dimostrando un’incoraggiante tenuta rispetto al mercato in un esercizio caratterizzato a livello mondiale da grandi difficoltà. L’andamento della raccolta dei fondi Valori Responsabili si è presentato in controtendenza sia rispetto agli altri fondi etici sia rispetto al mercato nel suo complesso. I fondi promossi da Etica Sgr, infatti, hanno chiuso l’anno con un saldo positivo di 3,3 milioni di euro. Anche la clientela nell’esercizio è cresciuta (+7,11%). Da segnalare l’eccellente rendimento netto a un anno dei fondi Monetario (+5,21%) e obbligazionario Misto (+2,98%). Entrambi i fondi hanno conquistato i prestigiosi Lipper Fund Awards 2009 in termini di performance a tre anni nelle rispettive categorie e il fondo Obbligazionario Misto si è aggiudicato la "Tripla A" per i rendimenti a 1 anno da parte di Milano Finanza. Determinante per una chiusura positiva del risultato operativo della gestione è stata anche la diversificazione della gamma dei prodotti offerta, che ha puntato sulla consulenza offerta a investitori istituzionali. La Società, se da un lato ha continuato a tenere sotto controllo i conti, dall’altro ha investito nell’incessante attività di formazione e comunicazione al mercato, alle reti di vendita, alla clientela. Il 2008 ha rappresentato per Etica sgr anche un anno di grande impegno su una delle attività che la caratterizzano: l’azionariato attivo, di cui è pioniera in Italia. La società infatti non si limita a proporre titoli "etici", ma – in network con organizzazioni internazionali – partecipa attivamente alle assemblee delle aziende di cui detiene quote per indirizzarne sempre più l’operato verso condotte socialmente responsabili. Nel 2008 Etica sgr ha partecipato all’assemblea delle Società italiane Indesit Company e Sabaf e ha votato alle assemblee di Eli Lilly (USA), Swisscom (Svizzera) e Cisco Systems (USA). (9Colonne)

IN VETRINA A MILANO LA FINANZA ETICA

Da anni in Italia esiste un’altra finanza, attenta ai risparmiatori, all’ambiente e all’economia reale nel suo complesso. Una finanza che garantisce la globalità dell’accesso al credito, senza rinunciare a efficacia e efficienza; ha sempre fatto a meno della speculazione; ha un forte

radicamento nell’economia reale; garantisce la trasparenza nei confronti di soci e clienti rispetto alle scelte strategiche dell’impresa. E punta la leva del credito su progetti con impatti positivi dal punto di vista sociale e ambientale. La sezione tematica Finanza etica è da sempre una delle sezioni portanti di “Fa’ la cosa giusta!”, la fiera del consumo critico che si apre domani a Milano: un’area pensata per illustrare le possibilità offerte da un sistema bancario e finanziario differente, e dare pratiche informazioni per aprire un conto corrente o investire il proprio denaro in modo etico e sostenibile. Dallo scorso anno Banca Etica, l’unica banca in Italia ad ispirare tutta la sua attività, sia operativa che culturale, ai principi della finanza etica, è Main sponsor di “Fa’ la cosa giusta!”. Un chiaro segnale della fiducia riposta da Banca Etica nell’evento, che da sempre si pone come intermediario tra gli attori principali dell’economia solidale italiana e il grande pubblico.

Nell’area Finanza etica il visitatore troverà quindi Banca Etica; il

consorzio assicurativo etico solidale Caes; PerMicro, società specializzata

nell’erogazione di microcrediti; l’Istituto italiano della Donazione, che riunisce le Organizzazioni Non Profit, assicurando che le loro attività benefiche siano ispirate a regole di trasparenza, credibilità e correttezza; S.N.M.S. Cesare Pozzo, principale società di mutuo soccorso in Italia nel settore dell’integrazione sanitaria; Zopa.it, prima comunità online italiana di prestito sociale. E infine Mag2Finance, cooperativa finanziaria che eroga finanziamenti ai progetti di chi è escluso dal circuito del credito tradizionale. (9Colonne)

BANCA ETICA FESTEGGIA IL DECENNALE

L’8 marzo Banca Etica festeggia i suoi primi 10 anni di vita. Nato a Padova nel 1999, oggi il gruppo presieduto da Fabio Salviato comprende oltre alla banca, Etica sgr, la Fondazione culturale, la rivista Valori, l’’azienda agricola La Costigliola, una raccolta di 650 milioni di euro (tra diretta ed indiretta), un patrimonio di 25 milioni, più di 3000 finanziamenti, 30.000 soci. A Padova dal 6 all’8 marzo sono previsti tre giorni di festa presso la sede della banca e in tutta la città. E’ in programma anche un concerto dell’ Orchestra di Piazza Vittorio. Iniziative sono in programma a Milano e Roma. Banca Etica è una banca popolare che opera a livello nazionale, nel rispetto delle finalità di cooperazione e solidarietà, come previsto dalla legislazione italiana. Ha 12 filiali e una rete di promotori finanziari, chiamati “banchieri ambulanti”, che portano la banca laddove non sia presente con un proprio sportello.

La rete territoriale è integrata da altri soggetti esterni che condividono i valori di Banca Etica e hanno sin dall’inizio appoggiato la sua azione. Tra questi alcuni consorzi garanzia fidi e alcune banche partner che, tramite apposite convenzioni, garantiscono il collocamento dei prodotti di raccolta di Banca Etica. Per dare maggior voce alle istanze provenienti dal territorio, per sviluppare un’azione più efficace a livello locale e per poter meglio costruire relazioni e sinergie nel contesto territoriale, Banca Etica ha istituito quattro gruppi di lavoro decentrati, denominati Forum d’Area, ciascuno operante in una determinata area geografica del paese (Nord Est, Nord Ovest, Centro e Sud). (9Colonne)

BANCA ETICA INAUGURA FILIALE DI BARI

Domani, sabato 13 dicembre, Banca Etica inaugura la nuova Filiale di Bari. Una giornata di festeggiamenti che avrà inizio al mattino con un dibattito pubblico dal titolo “Noi ci siamo, la finanza etica a servizio dell’economia reale”, un momento di riflessione sulle nuove sfide per Banca Etica in relazione all’attuale crisi finanziaria e ai problemi ambientali. Il convegno si terrà presso il Kursaal Santalucia in Largo Adua, 5 e inizierà alle 9. La giornata proseguirà con il taglio del nastro presso la Filiale in via Ottavio Serena 30. Infine, a partire dalle ore 19.00, festa serale presso il Centro Interculturale Abusuan. Musica, spettacolo e animazione per festeggiare insieme alla cittadinanza l’arrivo della Filiale di Banca Etica a Bari. Banca Etica ha dedicato negli ultimi anni sempre più risorse e attenzione al meridione del nostro paese, inserendolo tra i punti strategici del suo sviluppo. Con l’apertura della filiale di Bari, che segue quelle di Palermo e Napoli, si avvera un sogno e si concretizza l’impegno di molti: soci, clienti e amici, che hanno creduto nel progetto Banca Etica e che hanno lavorato per realizzarlo. La nuova filiale di Bari gestirà i rapporti con i soci e i clienti di Puglia, Molise e Basilicata nell’ottica di una sempre maggiore vicinanza di Banca Etica al territorio. (9Colonne)

BANDO A SOSTEGNO DELL’ECONOMIA SOCIALE

La Fondazione Culturale Responsabilità Etica, costituita nel 2003 da Banca Etica, ha in questi anni promosso e diffuso i principi e i criteri fondanti di un uso più consapevole e responsabile del denaro, ricordando quanto l’azione economica e le dinamiche di mercato impattino fortemente sulla vita sociale e non vadano quindi né separate da quest’ultima né sottovalutate. Convinta della necessità di una forte revisione dell’attuale modello economico a favore di un’economia capace di gestirne positivamente i limiti ambientali e sociali, la Fondazione ha avviato attività innovative quali ad esempio la fiera Terra Futura, la certificazione Valore Sociale, l’azionariato critico, l’Osservatorio Finanza. Oggi, grazie ai fondi resi disponibili dal bilancio positivo della banca – il 10% dell’utile del 2007, pari a 300.000 euro - la Fondazione lancia un bando pubblico per sostenere idee imprenditoriali e progetti, ispirati all’etica e alla responsabilità dell’azione economica e produttiva, oltre che ad una seria e concreta volontà di contribuire al cambiamento. "Un modo per evitare l’autoreferenzialità – ha ricordato Fabio Salviato, presidente di Banca Etica - e per garantire che i profitti del nostro istituto, nato per servire un’economia attenta al sociale alla sostenibilità ambientale, siano usati per progetti e soggetti meritevoli". Le parole chiave del bando sono: equità, mutualità, partecipazione, innovazione, trasparenza, solidarietà, sobrietà e uso responsabile delle risorse, partecipazione. Parole abusate dal linguaggio corrente ma in disuso nelle prassi quotidiane di azione e di relazione. E proprio la relazione, intesa come costruzione di ponti virtuosi tra le varie componenti della società impegnate in processi di sviluppo sociale, giusto e sostenibile, è alla base di questo bando.

"La Fondazione è nata per dimostrare e promuovere la necessità di un rapporto tra etica ed economia, anche sviluppando nuovi modelli di relazione umana e produttiva - dice Ugo Biggeri, presidente della Fondazione. Vogliamo valorizzare gli aspetti nonviolenti, sostenibili e solidali della convivenza umana, con l’obiettivo di contribuire alla pace sociale e ad uno sviluppo eco-compatibile. Tutela dei diritti civili e tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente sono alla base della nostra azione. Questo bando è solo l’ennesimo banco di prova". Tra i criteri preferenziali di valutazione delle proposte presentate ci sono, oltre l’essere soci di Banca Etica, anche la costruzione di un partenariato, la dimensione nazionale del progetto, e le caratteristiche innovative del prodotto o processo. Criterio fondamentale è invece la partecipazione in regime di co-finanziamento sia in termini economici che di risorse umane e/o strumenti. Possono partecipare al bando gli enti privati senza scopo di lucro, le cooperative sociali (L.381/1991), le università e i centri di ricerca e gli enti religiosi presentando attività di sperimentazione, sostegno al microcredito, ricerca e monitoraggio. I settori di intervento presi in considerazione sono: Cooperazione nord sud - Questione sociale – Ambiente - Sistema finanziario - Pace e non violenza - Responsabilità sociale e ambientale - Agricoltura biologica - Turismo sostenibile - Architettura – Ecologica - Energie rinnovabili. (9Colonne)

BANCA ETICA PROMUOVE DRAGHI

“Una relazione attesa quella di Draghi, che con continuità e autorevolezza segnala le distorsioni del sistema bancario e non manca di richiamare attenzione sui punti sensibili di una finanza che mostra un volto troppo disinibito”. E’ il commento di Banca Etica sulla relazione annuale del Governatore, tenuta il 31 maggio. “Per chi come noi si occupa di finanza declinandola con i principi dell’etica, sentire le parole del governatore è da tempo una conferma che un altro modo di fare banca è possibile”, si legge in una nota. “I richiami del governatore sono spesso regole già applicate da noi, e ci conforta immaginare un ricorso all’etica – ma non da vetrina - dell’intero sistema bancario. Per dare al credito lo status di diritto universale e rimettere la persona al centro del nostro operato. Concorrenza, regole, mercato, attenzione al cliente, efficienza, valenza sostanziale più che formale dell’attività di vigilanza oltre a pressione per l’eliminazione di rendite di posizione: segnali chiesti da Draghi, ma non da oggi, per un riposizionamento del sistema bancario che ha responsabilità nella crescita di questo paese. Responsabilità che le banche centrali hanno fatto proprie intervenendo ‘con misure immediate e imponenti per scongiurare una crisi sistemica che avrebbe potuto colpire pesantemente l’economia reale’. Sembra un appello - commenta Banca Etica - a fare meglio e di più, a ricoprire con serietà il ruolo a cui si è chiamati quando si dirige un istituto di credito che può essere motore di sviluppo. Il richiamo alle lacune del sistema è forte. Egli parla di incentivi perversi che hanno portato ad operazioni senza una precisa consapevolezza dell’assunzione di rischio da parte degli operatori, di incapacità di gestire l’innovazione finanziaria, di vulnerabilità dovuta all’interdipendenza dei mercati. Di un vero e proprio ’sistema bancario ombra’ causato dalla perdita di presidio e dall’incremento di operazioni speculative. Noi siamo d’accordo sulla necessità di nuove regole, ma ancor prima riteniamo sia fondamentale riorientare i comportamenti ispirandoli a quella correttezza e trasparenza, richiamate dal governatore. La trasparenza nei rapporti con i clienti appare essere la questione chiave. Una trasparenza fatta di coraggio nell’innovazione e di misura nella ripartizione dei costi e dei benefici. Commissione di massimo scoperto (Banca Etica non l’ha mai applicata), comportamenti che favoriscano la portabilità dei mutui sono alcuni passaggi che possono contribuire a riportare su basi sane e paritarie la relazione tra banca e cliente e far ripartire uno dei locomotori necessari a trainare la crescita economica. E perché le banche siano percepite come operatore corretto, partner leale, come dice Draghi. Concordiamo sulla non opportunità che ci si sostituisca al mercato e che non si blocchi l’innovazione finanziaria ma le scelte devono essere orientate a favorire la centralità dei cittadini, in un’ottica che stimoli la concorrenza inserita in un contesto di regole chiare e definite. Prodotti chiari, semplici - anche nel risparmio gestito - e rispondenti alle necessità dei clienti devono essere l’obiettivo primario del nostro fare banca, e in questo la finanza etica può offrire molti spunti di riflessione e d’azione, perché coerente con il corretto funzionamento dei mercati e attenta alla persona e ai suoi bisogni. L’attenzione al cliente è garanzia di stabilità, dice Draghi, e deve ritrovarsi nelle condizioni offerte ai nuovi clienti, ma anche a quelli già acquisiti. Una sana concorrenza pone al centro l’interesse del consumatore e stimola gli operatori all’innovazione ed all’efficienza, elementi questi che devono essere girati a beneficio dei clienti. Infine, condividiamo pienamente, e sentiamo nostra, la preoccupazione per un futuro in cui devono trovare spazio le idee e le energie dei nostri giovani, e quella per il recupero di un meridione che merita attenzione e risorse. Preoccupazioni che noi abbiamo trasformato in obiettivi già da tempo, concentrando gli sforzi al sud e a politiche di credito per avvio di microimprenditorialità rivolte alle fasce deboli e più vulnerabili della società. A dimostrazione che non è solo un problema di quantità di risorse ma soprattutto di orientamento dell’impiego delle stesse”. (9Colonne)

BANCA ETICA VERSO L’ASSEMBLEA

Banca Etica ha convocato un’assemblea ordinaria di tutti i soci che si terrà in prima adunanza il 29 aprile 2008 alle ore 8.30 nella sede sociale di Padova in Via Niccolò Tommaseo 7 e in seconda convocazione il giorno sabato 17 maggio 2008 alle ore 10.30 a Firenze presso il Palazzo dei Congressi, Sala Auditorium, Piazza Adua 1. L’Assemblea è chiamata a discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno: 1. Approvazione del Bilancio dell’esercizio 1/1/2007 – 31/12/2007, relazione del Consiglio d’Amministrazione e del Collegio Sindacale. Delibere inerenti e conseguenti; 2. Proposta di determinazione del sovrapprezzo azioni per azioni di nuova emissione; 3. Relazione del Comitato Etico ex art. 48 Statuto; 4. Nomina della società di revisione incaricata del controllo contabile; 5. Nomina del Comitato Etico; 6. Approvazione del Manifesto per una banca etica europea; 7. Varie ed eventuali. Ai sensi dell’art. 26 dello Statuto sociale, hanno diritto ad intervenire all’Assemblea ed esercitarvi il diritto di voto solo coloro che risultano iscritti nel Libro Soci da almeno 90 (novanta) giorni, ovvero dal 30 gennaio 2008. Il Consiglio di Amministrazione, riunitosi il 28 marzo, ha deliberato il progetto di bilancio che sarà presentato per l’approvazione alla prossima Assemblea dei Soci. l buon andamento delle attività di Banca Etica nel corso del 2007, sia sotto il profilo economico che sociale, ha creato le premesse affinché il Consiglio di Amministrazione della banca possa proporre alla assemblea la determinazione di un sovrapprezzo per le azioni di nuova emissione. Al fine di assicurare la necessaria correttezza e trasparenza nella gestione delle operazioni sul capitale sociale, sino allo svolgimento dell’assemblea di bilancio sono state sospese tutte le operazioni sul capitale sociale (nuove sottoscrizioni, recessi, vendite, ecc). (9Colonne)

BANCA ETICA FINANZIA IL BIOLOGICO

“In questa campagna elettorale, né a destra, né a sinistra, si è affrontato il tema del vero benessere dei cittadini. Si parla molto di Pil senza considerare i costi ambientali e sociali collegati: anche ripulire il mare sporcato da una petroliera fa incrementare il Pil! Perché ignorare la domanda di stili di vita responsabili di una crescente fetta dell’elettorato? Solo la rete legata a Banca Etica è formata da almeno 4milioni di persone e sono tutti elettori che chiedono ai candidati proposte concrete su questi temi. Ma la politica italiana sembra indietro di trent’anni”. Questa l’accusa lanciata dal presidente di Banca popolare Etica, Fabio Salviato, durante la conferenza stampa a Padova per la firma di un importante protocollo d’intesa per lo sviluppo nazionale del biologico. Di origine veneta i tre soggetti protagonisti: oltre a Banca Etica (l’unico istituto di credito del nostro Paese a finanziare esclusivamente iniziative di rilevanza sociale, con sede a Padova), Ecor (la più grande azienda italiana di distribuzione di prodotti biologici e biodinamici di San Vendemiano - Tv) e NaturaSì (la più importante catena di supermercati bio in Italia, di Verona). L’accordo sottoscritto dai presidenti di Ecor (Fabio Brescacin), NaturaSì (Felice Lasalvia Di Clemente) e Banca popolare Etica (Fabio Salviato) prevede un patto commerciale per l’offerta, da parte di Banca Etica, di servizi finanziari specifici (ad esempio per la raccolta, gli impieghi ed i finanziamenti) calibrati sulle specificità delle due società e dei negozi delle rete Ecor e NaturaSi; progetti culturali comuni come campagne, convegni, strumenti di informazione; e, infine, forme di finanziamento specifiche per lo sviluppo sul territorio della pratica dell’agricoltura biologica e della produzione di prodotti e servizi ad elevato contenuto etico e sociale. Il sodalizio però non si ferma qui: Naturasì ha infatti aperto un ulteriore fronte di impegno scegliendo di entrare con una quota dello 0,5 per cento nel capitale sociale di Banca popolare Etica. (9Colonne)

BANCA ETICA, NUOVE INIZIATIVE IN MOLISE

Una banca che sfida la finanza tradizionale e aderisce ad una scala di valori diversa da ogni altro istituto di credito. Perché mette in cima alle priorità la creazione di valore sociale nel rispetto della sostenibilità economica invece della creazione di valore per gli azionisti. E’ Banca Popolare Etica che, in Molise, è presente con attività di sostegno all’economia solidale al fianco di attori importanti della vita sociale: con la Diocesi di Termoli-Larino sta sostenendo un’iniziativa di microcredito (Progetto Senapa) per l’avvio di microimprenditorialità: da quando, a dicembre scorso, la Diocesi ha deciso di affidare la gestione finanziaria del progetto a Banca Etica, sono state finanziate alcune attività nel campo della ristorazione e dell’equo-solidale. Nell’area di Petacciato, la banca è socia della fattoria biodinamica Di Vaira mentre a Campobasso da settembre 2007 fa consulenza finanziaria all’incubatore d’impresa del comune. Anche il Molise, quindi, dà un importante contributo al progetto di finanza alternativa e di economia sociale di cui Banca Etica è da anni promotrice. Dopo 9 anni di impegno accanto alle realtà del Terzo Settore e ai cittadini responsabili, Banca Etica si presenta come una banca leggera, con meno di 200 dipendenti - 11 filiali, 27 banchieri ambulanti - che servono, con passione e dedizione, l’intero territorio nazionale; trasparente e sicura, costruita sulla fiducia dei suoi clienti e sui sogni dei suoi soci, con sofferenze nette inferiori a quelle del sistema bancario tradizionale, che non si avventura su derivati e simili, che coltiva il sogno di un’espansione internazionale avendo le radici ben piantate nel sociale; nodo finanziario di una rete di organizzazioni, cooperative sociali, associazioni che rappresentano 4 milioni di italiani socialmente responsabili, che sostengono e praticano la finanza etica in tutta Italia. (9Colonne)