Archive for borsa italiana

DA BARCLAYS DUE NUOVE OBBLIGAZIONI SCUDO

Barclays Bank PLC ha lanciato due nuove obbligazioni della famiglia Scudo, entrambe con durata 5 anni e rimborso integrale del capitale a scadenza, riconducibili alle due tipologie tasso di interesse fisso e tasso variabile trimestrale legato all’Euribor a 3 mesi. Barclays Scudo Fisso 3,25% - (codice ISIN IT0006711862), con un rendimento annuale lordo del 3,25% (2,8438% netto), offre la possibilità di beneficiare per 5 anni di un rendimento a tasso fisso. Attualmente, tale rendimento e’ superiore ai rendimenti del BTP di pari scadenza. Barclays Scudo Variabile 50 (codice ISIN IT0006711854) offre cedole lorde trimestrali pari al tasso Euribor a 3 mesi più uno spread dello 0,50%. E’ indicato per chi ha aspettative di rialzo dei tassi di interesse. Scudo Variabile 50 offre infatti la possibilità di beneficiare di eventuali futuri incrementi dei rendimenti cedolari in caso di rialzi del tasso di interesse Euribor a 3 mesi. In caso di restringimenti dello spread di credito dell’Emittente, l’investitore potrebbe beneficiare di un guadagno sulle obbligazioni in conto capitale. Si tenga presente che tale spread, pur essendo in continua riduzione negli ultimi mesi, si colloca al di sopra della media degli ultimi 15 anni. La scadenza delle due obbligazioni è 13 gennaio 2015. I nuovi prodotti sono quotati sul mercato telematico delle obbligazioni (MOT) di Borsa Italiana a partire dal 22 gennaio 2010 e possono essere acquistati, con un taglio minimo di 1.000 euro, presso qualsiasi banca oltre che nelle filiali di Barclays Italia. Le due obbligazioni vanno ad ampliare l’offerta di obbligazioni Barclays tasso fisso e variabile listate sul MOT. (9Colonne)

BORSA ITALIANA, SPORTELLO INFORMATIVO IN VENETO

Sostenere le imprese venete che desiderano avvicinarsi alla piazza finanziaria italiana: è questo l’obiettivo che ha spinto Confindustria Verona e Borsa Italiana ad aprire un "Exchange Information Point". Primo in Italia a livello regionale, sarà punto di riferimento per fornire informazioni e supporto a tutte le imprese del Veneto, anche attraverso le altre associazioni regionali. Con le sue iniziative – tra cui incontri con gruppi ristretti di imprenditori, formazione, diffusione di materiale informativo - l’Exchange Information Point vuole sensibilizzare le imprese sui temi relativi alla quotazione, accompagnare l’imprenditore nel percorso di valutazione delle diverse opportunità, e avvicinare il mondo delle imprese non quotate al mondo delle quotate per condividere le opportunità derivanti dai mercati dei capitali. Oltre all’attività informativa, lo sportello offrirà a tutte le imprese associate del Veneto l’opportunità di incontrare, anche one to one, Borsa Italiana e i suoi partner e consulenti. "Sono molto soddisfatto di questa partnership, che dà a Verona la grande opportunità di diventare il canale privilegiato attraverso cui tutte le imprese del Veneto possono avvicinarsi al mondo della Borsa", ha commentato Andrea Bolla, presidente di Confindustria Verona. "L’iniziativa arriva in un momento in cui ci sono finalmente aspettative di mercati in ripresa rispetto alla crisi internazionale che li ha colpiti. Ma soprattutto questo è il momento in cui le imprese hanno bisogno di patrimonializzarsi sia per progetti di sviluppo che per progetti di aggregazione che rafforzino la posizione competitiva. Credo che soprattutto ora sia importante fornire alle imprese tutti gli strumenti utili a valutare le effettive opportunità che possono incontrare, e la collaborazione con Borsa Italiana è un plus importante in questo progetto". Secondo Massimo Capuano, amministratore delegato di Borsa Italiana, "l’apertura dell’Exchange Information Point in Veneto è un ulteriore momento del progetto di Borsa Italiana per promuovere la quotazione intesa come un supporto alla patrimonializzazione, alla crescita, alla competitività del tessuto industriale e del sistema economico finanziario. La quotazione consente di raccogliere risorse, ma soprattutto aiuta le aziende a sviluppare un progetto complessivo di crescita dimensionale, culturale, di credibilità, visibilità e prestigio." (9Colonne)

NUOVO MERCATO OBBLIGAZIONARIO RETAIL IN UK

Sarà operativo da febbraio 2010 il nuovo servizio di trading order driven per le obbligazioni proposto dal London Stock Exchange. Per la prima volta un mercato regolamentato su piattaforma elettronica sarà disponibile per titoli di stato inglesi (Gilts) e per i corporate bonds inglesi e consentirà di negoziare sull’order book i titoli quotati a Londra. "Londra – ha spiegato Pietro Poletto, Head of Fixed Income del London Stock Exchange Group - è il centro globale per la quotazione e lo scambio strumenti obbligazionari, e nell’attuale clima caratterizzato da bassi tassi d’interesse e volatilità del mercato azionario, il livello di attrattività degli strumenti obbligazionari per il retail è decisamente aumentato. Questa nuova iniziativa è mirata a soddisfare tale domanda offrendo per la prima volta agli investitori privati l’esposizione a questo mercato mediante un accesso trasparente ed efficiente ai titoli obbligazionari quotati sul listino inglese. Il mercato MOT del London Stock Exchange Group gestito da Borsa Italiana rappresenta la piattaforma fixed income per il retail più liquida e più trasparente in Europa e offrirà i benefici ormai affermati di questo modello agli investitori retail in UK". Attualmente oltre 10.000 obbligazioni sono quotate sul London Stock Exchange ma il nuovo mercato secondario consentirà l’ulteriore crescita del listino. Le principali caratteristiche del nuovo servizio di trading sono: 1) Un modello elettronico order driven, con asta di apertura e negoziazione continua con la presenza di operatori qualificati a sostegno della liquidità. Non ci sarà asta di chiusura. 2) Due nuovi segmenti, uno per i titoli di stato inglesi (Gilts) e uno per i titoli corporate inglesi. 3) I contratti conclusi sulla piattaforma saranno regolati in CREST tramite X-TRM il sistema di pre-settlement di Monte Titoli. (9Colonne)

BORSA ITALIANA, DAL 29 NUOVI ORARI DI NEGOZIAZIONE

A partire dal 29 settembre 2009 saranno modificati gli orari di negoziazione dei mercati di Borsa Italiana, armonizzandoli con gli orari del Gruppo London Stock Exchange e allineando la partenza della fase di trattazione continua a quella dei principali mercati europei. Sino ad ora la microstruttura del mercato MTA prevedeva l’inizio delle negoziazioni in fase continua dalle ore 9:05, quattro minuti dopo il termine della pre-apertura e due minuti dopo la conclusione dei contratti provenienti dalla fase di apertura. Nella nuova configurazione, la conclusione dei contratti e la diffusione al mercato, al termine della fase di apertura (che attualmente avviene alle 9:03), avverrà alle 9:00/9:01. Questo nuova struttura, resa possibile grazie all’utilizzo della piattaforma TradElect, si basa sull’esperienza maturata nei primi mesi di funzionamento per il mercato italiano di questa nuova piattaforma. TradElect ha evidenziato che i sistemi di negoziazione sono in grado di trasmettere, ricevere ed elaborare senza problemi e in tempi brevi i contratti conclusi in fase di apertura, anche in presenza di volumi molto elevati. Dal 29 settembre l’inizio delle negoziazioni potrà essere diverso da titolo a titolo e non più nello stesso momento come invece avviene oggi. Per segmenti o mercati con termine dell’asta di apertura alle ore 10:55, è previsto il prolungamento della pre-asta di apertura fino alle ore 11:00/11:01. Tali modifiche alla struttura degli orari saranno inoltre estese alla fase di asta di chiusura. Per semplificare la struttura delle fasi di negoziazione per tutti gli strumenti negoziati sulla piattaforma TradElect nella successione apertura-negoziazione continua, sarà modificata la struttura degli orari dei titoli quotati sui mercati SEDEX, MOT e ETFplus. (9Colonne)

COIN, CONTI IN ORDINE NONOSTANTE LA CRISI

L’Assemblea degli azionisti di Gruppo Coin S.p.A., società quotata alla Borsa Italiana e leader con le insegne Coin e Oviesse nel retail abbigliamento italiano, ha approvato oggi a Mestre il bilancio relativo all’esercizio 2008 che, pur in un esercizio caratterizzato da una straordinaria debolezza dei consumi si è chiuso con una sostanziale tenuta del fatturato consolidato (-0,7% rispetto all’anno precedente per effetto di un moderato calo delle vendite a parità compensato dallo sviluppo). Il Margine Operativo Lordo si attesta a 133,7 milioni di Euro (11,7% sulle vendite nette) e il Risultato Netto è positivo per 38,2 milioni di Euro..Inoltre, l’Assemblea, sulla base dell’unica lista presentata dal socio di maggioranza, ha nominato il Consiglio di Amministrazione e il Collegio Sindacale, confermando per entrambi l’attuale composizione; i due organi rimarranno in carica fino all’assemblea che approverà il bilancio dell’esercizio 1 febbraio 2011 – 31 gennaio 2012. "Considerando il conteso economico, i risultati raggiunti nell’esercizio 2008 sono soddisfacenti e sono stati possibili grazie ad importanti attività di riposizionamento, di miglioramento di efficienza e all’ampliamento della rete di negozi". Lo ha affermato l’Amministratore Delegato di Gruppo Coin Stefano Beraldo durante un incontro con la stampa. "Il piano di conversione dei negozi Melablu in OVSindustry – ha detto ancora Beraldo –prosegue con la massima intensità; sono già stati convertiti oltre 34 negozi ed il programma di conversione sarà completato entro agosto quando saranno 50 i negozi riaperti con il nostro formato OVSindustry. I negozi convertiti stanno evidenziando, nei primi mesi, vendite superiori al 100% rispetto al formato precedente". Recentemente Oviesse ha colto l’opportunità di acquistare un ramo d’azienda composto da 7 negozi d’abbigliamento a marchio DEM; l’obiettivo è quello di convertire anche questi punti vendita secondo la formula OVSindustry entro l’autunno dell’anno in corso. Il valore del ramo d’azienda è rappresentato dall’ammontare dei debiti verso il personale in forza nei punti vendita compensato dal valore delle attrezzature e degli arredi. Il closing dell’operazione è previsto entro i primi giorni di luglio 2009. "Per quanto riguarda le vendite di questa prima parte dell’anno – ha concluso Beraldo –dopo un primo trimestre in leggera flessione a causa delle numerose giornate di pioggia, in maggio con l’arrivo del caldo le vendite hanno evidenziato una repentina positiva e consistente inversione di tendenza e ad oggi possiamo dire che siamo perfettamente in linea con i nostri piani". (9Colonne)

LONDON STOCK EXCHANGE GROUP: SCAMBI IN CRESCITA DEL 16%

La media giornaliera del controvalore scambiato su azioni sui sistemi telematici del London Stock Exchange Group nel mese di aprile è cresciuta del 16% rispetto alla media giornaliera degli scambi dei primi 3 mesi dell’anno, raggiungendo 8,4 miliardi di euro (7,5 miliardi di sterline ). Sostenuta in particolare dall’incremento dell’attività del mercato italiano, la media giornaliera dei contratti scambiati sui sistemi del London Stock Exchange Group – di cui fa parte Borsa Italiana - è stata di 1.053.494, registrando un incremento del 14% su aprile 2008 e del 12% se paragonata con la media del primo trimestre 2009. Il controvalore complessivo scambiato in aprile è stato di 168,2 miliardi di euro (150,2 miliardi di sterline) e il numero complessivo di contratti pari a 21,1 milioni. Gli scambi su azioni italiane hanno registrato nel mese di aprile un’importante crescita rispetto ai primi tre mesi dell’anno: la media giornaliera del numero di contratti registrata in aprile (310.704) è cresciuta del 34% rispetto alla media giornaliera dei primi 3 mesi dell’anno . Rispetto all’aprile dello scorso anno la media giornaliera dei contratti è risultata in crescita del 18%. Il controvalore medio giornaliero scambiato nel corso del mese (2,9 miliardi di euro o 2,6 miliardi di sterline) è aumentato del 56% rispetto al controvalore medio giornaliero del primo trimestre. Il numero complessivo di contratti scambiati sulle azioni italiane nel mese di aprile è stato pari a 6,2 milioni mentre il controvalore è stato pari a 57,7 miliardi di euro (51,5 miliardi di sterline). (9Colonne)

LA BORSA ITALIANA? DISTANTE DALL’ECONOMIA REALE

Quando il valore delle azioni schizza e crolla, spesso non c’è alcun riscontro nei risultati dell’economia reale. La Borsa, oggi, serve solo a produrre ricchezza finanziaria per pochi: 75 grandi società, sulle 336 quotate a Milano, valgono oltre il 90% della capitalizzazione. Parte da questa considerazione l’inchiesta che "Altreconomia", il mensile dell’economia solidale e dei consumi critici, dedica alla Borsa. Banche e assicurazioni valgono un terzo della capitalizzazione di Borsa Italiana (marzo 2009), gestiscono la maggior parte dei fondi mobiliari, che sono in tutto 130, e hanno partecipazioni sparse in altre società quotate. Tra queste ci sono anche gli editori dei maggiori quotidiani, in grado, con i propri servizi, di far muovere i titoli, far "girare" il mercato. E se il 15,9% delle azioni scambiate nel 2008 appartengono ad una sola azienda, Unicredit, non è un caso: la banca milanese controlla il 5,9% delle azioni di London Stock Exchange, che controlla anche Borsa Italiana spa ed è una società quotata in Borsa, a Londra, dall’ottobre 2007. Gli altri azionisti importanti sono Borse Dubai Limited (20,6% delle azioni), Qatar Investment Authority (15,1%) e Intesa-Sanpaolo (5,3%). Tutto questo mentre il 62% delle famiglie italiane, secondo dati rilevati nel 2007 dalla Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob), non sono azioniste di spa quotate né aspirano a diventarlo. (9Colonne)

BORSA ITALIANA, AL VIA LA STAR CONFERENCE

Le società appartenenti al segmento STAR di Borsa Italiana incontrano gli investitori in occasione della STAR Conference 2009, giunta alla sua ottava edizione. La due giorni di presentazioni e incontri "one-to-one", che si tiene a Palazzo Mezzanotte oggi e domani, costituisce ormai un appuntamento consolidato nelle agende delle società STAR e delle case di investimento nazionali e internazionali. Il "Segmento Titoli ad Alti Requisiti" conta oggi 73 società quotate – il 26% dell’intero listino – e una capitalizzazione di mercato, a fine 2008, pari a 13 miliardi di euro. Dal punto di vista industriale le società STAR hanno registrato l’anno scorso tassi di crescita positivi: mediamente le società hanno ottenuto nel 2008 un incremento del fatturato del 13%, che si accompagna a un margine operativo lordo cresciuto in media del 10%. La governance e il flottante, requisiti che caratterizzano il segmento STAR, risultano decisamente superiori a quanto previsto dai Regolamenti di Borsa Italiana: il 37% delle società ha un numero di amministratori indipendenti superiore a quello richiesto e il flottante medio è pari al 39%, a fronte del 20% necessario per la permanenza sul segmento. Le 67 società presenti alla STAR Conference potranno contare su oltre 700 incontri con gli investitori, a testimonianza del costante impegno di trasparenza di Borsa Italiana e delle stesse società nei confronti del mercato. Circa 90 le case d’investimento presenti con oltre il 50% di investitori internazionali. Come nelle precedenti edizioni la manifestazione prevede le presentazioni al pubblico da parte delle società, che si svolgono in sessioni parallele, e gli incontri "one-to-one". La STAR Conference 2009 ospita anche un’area destinata ai Partners Equity Markets di Borsa Italiana - banche d’affari, studi legali, società di revisione, società di comunicazione e professionisti della finanza - che, insieme a Borsa Italiana, condividono l’impegno a sostenere i progetti di sviluppo delle società quotate. (9Colonne)

COME SI GESTISCE LA LIQUIDITA’ AZIENDALE

Academy, il centro di formazione di Borsa Italiana che progetta e sviluppa programmi formativi in ambito finanziario, legale e manageriale, organizza per il 30 e 31 marzo un corso sulla "gestione del capitale circolante e della liquidità aziendale". In un periodo di restrizione dei crediti da parte delle banche, le aziende sono indotte a ritornare al tradizionale autofinanziamento sfruttando tutte le leve strategiche e operative per ottimizzare la gestione del capitale circolante e ridurre il rischio liquidità. Il corso di Academy - Borsa Italiana fornirà ai partecipanti le linee guida per ottimizzare la gestione del capitale circolante migliorando le politiche di controllo dei crediti e dei debiti commerciali e la gestione delle scorte; mitigare il rischio di liquidità perfezionando i processi di tesoreria e di pianificazione finanziaria; aggiornare le modalità di comunicazione banca-impresa. L’iniziativa è rivolta a CFO, Responsabili e addetti tesoreria, Pianificazione e controllo, Controllo di gestione, Credit Manager di Aziende quotate e non e a Responsabili e addetti servizio Crediti delle Banche. Alla base dello sviluppo di tutti i programmi di Academy è l’attenzione costante verso le novità proposte dai mercati internazionali, sia dal punto di vista dei contenuti finanziari, sia dal punto di vista delle più recenti metodologie didattiche. I corsi si svolgono presso il Congress and Training Centre di Borsa Italiana, a Palazzo Mezzanotte in Piazza degli Affari 6 a Milano. (9Colonne)

IL CAMBIAMENTO CLIMATICO? UN’OPPORTUNITA’ FINANZIARIA

Il cambiamento climatico è visto come un’opportunità. E’ questa la percezione che il 93% delle aziende italiane hanno dei fattori legati ai temi ambientali, secondo quanto emerge dal rapporto Carbon Disclosure Project per l’Italia, il primo documento del genere che fotografa le implicazioni del cambiamento climatico nelle decisioni di investimento delle grandi aziende italiane. Il Report CDP6 Italy, realizzato con la collaborazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, Kyoto Club ed ERM Italia, è stato presentato nel corso del convegno "Carbon Disclosure Project (CDP) - Rapporto Italia", che si è svolto a Roma oggi. Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club. Ha fatto notare come "l’importanza che viene attribuita da alcuni dei più importanti istituti finanziari del mondo al rapporto CDP deve far comprendere che le politiche aziendali nei confronti della variabile climatica rappresenteranno sempre più un elemento di valutazione nel giudizio complessivo delle nostre grandi imprese. E’ quindi auspicabile che il livello di attenzione sulla lotta al riscaldamento del pianeta si rafforzi ulteriormente". "L’incertezza sui costi dell’energia ed i restrittivi limiti normativi alle emissioni di Co2 rendono più complesso per le aziende valutare il quadro dei rischi che esse fronteggiano", ha osservato il presidente di Banca Monte dei Paschi Giuseppe Mussari, tra i relatori del convegno. "Il giusto approccio della banca è quello di affiancare le imprese per comprendere meglio questi rischi e gestirli in modo proattivo - con reciproco vantaggio – mettendo a disposizione finanziamenti e servizi bancari specifici".

Carbon Disclosure Project (CDP) è un’organizzazione internazionale non profit la cui missione è di facilitare da parte delle maggiori aziende nel mondo la comunicazione trasparente dei dati relativi alla tematica del cambiamento climatico (www.cdproject.net). CDP opera per conto di 385 tra i principali investitori internazionali, con più di 57.000 miliardi di dollari di capitale gestito; tra questi si annoverano Allianz, Goldman Sachs, Merrill Lynch, AXA Group, BNP Paribas, HSBC e Morgan Stanley. CDP richiede, attraverso la sua provata metodologia, una serie di dati alle 3000 maggiori aziende del mondo al fine di rendere disponibili al pubblico e agli investitori informazioni riguardanti le implicazioni del cambiamento climatico sulle attività delle aziende e sul loro valore. E da una prima analisi si può valutare come questi elementi di valutazione stiano diventando di anno in anno sempre più rilevanti nelle decisioni di investimento. In Italia CDP è attivo dal 2007 e monitorizza le 40 aziende con la maggiore capitalizzazione sul listino di Borsa Italiana (S&P/MIB). I dati disponibili dimostrano sta crescendo la consapevolezza dei rischi associati ai cambiamenti climatici. Infatti, il 67% delle aziende, rispetto al 40% del 2007, sottolinea i rischi legati alla nuova normativa, mentre i rischi fisici e quelli generali sono percepiti rispettivamente dal 72% e dal 67% dei partecipanti, contro il 25% e 35% del 2007. Ma, come è stato detto, per la quasi totalità delle aziende italiane (93%) il cambiamento climatico è anche sinonimo di opportunità economiche da sfruttare. Ad esempio, il settore finanziario intuisce la possibilità di sviluppare nuovi servizi finanziari e assicurativi a sostegno di investimenti a basso contenuto di carbonio e per attività di adattamento e mitigazione. (9Colonne)