Archive for finanza d impresa

Mare e finanza: matrimonio finanza d impresa

Le previsioni a breve termine, ha affermato Nicola Coccia- presidente di Confitarma- dicono che la flotta italiana nel 2010 raggiungerà quota 20 milioni di tonnellate, contro i 4 milioni del 1997 e gli attuali 13,1 milioni (2007). In forte espansione anche gli investimenti:poco più di 6000 milioni di dollari nel 2007, quota di 9000 milioni fra due anni, contro i 1000 milioni di dollari investiti nel 2001. Si affaccia dunque sul mercato mondiale un nuovo soggetto, l’industriale dell’armamento, che punta a diventare un " global operator ", estendendo le sue competenze anche alla parte terra, come terminal operator e , nel caso del crocierismo, anche come tour operator. Per questo Confitarma sostiene che in Italia, sulla scia del successo riscontrato da strumenti finanziari innovativi già sperimentati in altri paesi, vi sono le condizioni per creare un fondo comune di investimento navale. Una volta espletate le opportune verifiche (presso Bankitalia, Consob e Ministero dell’Economia) in merito agli aspetti regolamentari del progetto, l’iniziativa del Fondo navale si tradurrà nella presentazione di un emendamento legislativo dedicato ad interventi in materia di navigazione marittima.

La flotta italiana viaggia con il vento in poppa, rafforzata da un mercato della finanza d’iimpresa dei noli che ha prodotto anni di risultati positivi: ha espresso quindi capacità di investimento che si sono concretizzate nella conquista di standard qualitativi e di sicurezza fra i più alti al mondo. Ma oggi, i tempi rapidissimi di trasformazione del mercato,impongono un nuovo cambio di passo: l’individuazione congiunta fra shipping e finanza di strumenti innovativi di finanziamento delle navi, ma anche di governance delle società armatoriali. Roberto Del Giudice, Capo Ufficio Studi Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital (AIFI) ha sottolineato che la sinergia tra private equity e il mondo dello shipping è non solo possibile ma auspicabile.

In proposito Livio Winteler, responsabile dello Shipping in Mediobanca, nel giudicare molto positiva l’iniziativa concernete la creazione di un fondo navale ha confermato l’estremo interesse del mondo della finanza per questo strumento. Angelo D’Amato, Presidente Commissione Finanza e Diritto d’Impresa di Confitarma riguardo ai rapporti tra banche e imprese armatoriali ritiene che senz’altro, specie negli ultimi anni, si è verificata una evoluzione positiva, ma occorre guardare al futuro soprattutto trattandosi di un settore che è in continua evoluzione e quindi ha costantemente bisogno di strumenti in linea con la sua evoluzione Enrico Fagioli, Amministratore Delegato Efibanca nel ricordare l’esperienza pluriennale di Efibanca nello shipping, ha sottolineato la sua fiducia nella futura crescita del settore, fiducia che ha portato alla ideazione di un fondo di investimento speculativo specializzato nel settore navale e della logistica. Quindi, l’ipotesi di una legislazione ad hoc prospettata da Confitarma con riferimento ai fondi navali non potrebbe che essere di ulteriore beneficio per il mercato intero. Federico Imbert, Managing Director JP Morgan Italia, ha affermato che l’entrata in Borsa della società d’Amico, primo esempio di quotazione "con passaporto europeo", può rappresentare un utile stimolo per gli altri armatori per il ricorso al mercato dei capitali.

Il collocamento del titolo "d’Amico" in borsa ha superato le aspettative iniziali. Paolo d’Amico, Vice Presidente Confitarma, ha confermato che investitori italiani ed esteri sono molto interessati al nuovo titolo della sua società il cui flottante è funzionale allo sviluppo degli investimenti. Egli ha comunque voluto ricordare come evoluzione del modello gestionale e della mentalità delle imprese armatoriali consentono oggi iniziative impensabili fino a pochi anni fa. Giuseppe Castagna, Direttore Relazioni Corporate Gruppo Intesa, nel rispondere alla domanda relativa al MAC (mercato alternativo dei capitali) come opportunità per le imprese armatoriali ha chiarito che questo mercato non è specifico per il settore marittimo. Ha sottolineato che il mercato finanziario offre un’ampia gamma di possibilità di investimento e di partecipazione all’equity delle società. In questo senso il private equity può essere uno strumento idoneo alla crescita. Vittorio Ogliengo, Responsabile Divisione Corporate Unicredito, nel ricordare che il suo gruppo impiega nel settore navale un controvalore di 9 miliardi di euro, ha confermato che i rapporti tra mondo bancario e shipping si stanno sempre più rafforzando.

Mare e finanza: matrimonio finanza d impresa

Le previsioni a breve termine, ha affermato Nicola Coccia- presidente di Confitarma- dicono che la flotta italiana nel 2010 raggiungerà quota 20 milioni di tonnellate, contro i 4 milioni del 1997 e gli attuali 13,1 milioni (2007). In forte espansione anche gli investimenti:poco più di 6000 milioni di dollari nel 2007, quota di 9000 milioni fra due anni, contro i 1000 milioni di dollari investiti nel 2001. Si affaccia dunque sul mercato mondiale un nuovo soggetto, l’industriale dell’armamento, che punta a diventare un " global operator ", estendendo le sue competenze anche alla parte terra, come terminal operator e , nel caso del crocierismo, anche come tour operator. Per questo Confitarma sostiene che in Italia, sulla scia del successo riscontrato da strumenti finanziari innovativi già sperimentati in altri paesi, vi sono le condizioni per creare un fondo comune di investimento navale. Una volta espletate le opportune verifiche (presso Bankitalia, Consob e Ministero dell’Economia) in merito agli aspetti regolamentari del progetto, l’iniziativa del Fondo navale si tradurrà nella presentazione di un emendamento legislativo dedicato ad interventi in materia di navigazione marittima.

La flotta italiana viaggia con il vento in poppa, rafforzata da un mercato della finanza d’iimpresa dei noli che ha prodotto anni di risultati positivi: ha espresso quindi capacità di investimento che si sono concretizzate nella conquista di standard qualitativi e di sicurezza fra i più alti al mondo. Ma oggi, i tempi rapidissimi di trasformazione del mercato,impongono un nuovo cambio di passo: l’individuazione congiunta fra shipping e finanza di strumenti innovativi di finanziamento delle navi, ma anche di governance delle società armatoriali. Roberto Del Giudice, Capo Ufficio Studi Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital (AIFI) ha sottolineato che la sinergia tra private equity e il mondo dello shipping è non solo possibile ma auspicabile.

In proposito Livio Winteler, responsabile dello Shipping in Mediobanca, nel giudicare molto positiva l’iniziativa concernete la creazione di un fondo navale ha confermato l’estremo interesse del mondo della finanza per questo strumento. Angelo D’Amato, Presidente Commissione Finanza e Diritto d’Impresa di Confitarma riguardo ai rapporti tra banche e imprese armatoriali ritiene che senz’altro, specie negli ultimi anni, si è verificata una evoluzione positiva, ma occorre guardare al futuro soprattutto trattandosi di un settore che è in continua evoluzione e quindi ha costantemente bisogno di strumenti in linea con la sua evoluzione Enrico Fagioli, Amministratore Delegato Efibanca nel ricordare l’esperienza pluriennale di Efibanca nello shipping, ha sottolineato la sua fiducia nella futura crescita del settore, fiducia che ha portato alla ideazione di un fondo di investimento speculativo specializzato nel settore navale e della logistica. Quindi, l’ipotesi di una legislazione ad hoc prospettata da Confitarma con riferimento ai fondi navali non potrebbe che essere di ulteriore beneficio per il mercato intero. Federico Imbert, Managing Director JP Morgan Italia, ha affermato che l’entrata in Borsa della società d’Amico, primo esempio di quotazione "con passaporto europeo", può rappresentare un utile stimolo per gli altri armatori per il ricorso al mercato dei capitali.

Il collocamento del titolo "d’Amico" in borsa ha superato le aspettative iniziali. Paolo d’Amico, Vice Presidente Confitarma, ha confermato che investitori italiani ed esteri sono molto interessati al nuovo titolo della sua società il cui flottante è funzionale allo sviluppo degli investimenti. Egli ha comunque voluto ricordare come evoluzione del modello gestionale e della mentalità delle imprese armatoriali consentono oggi iniziative impensabili fino a pochi anni fa. Giuseppe Castagna, Direttore Relazioni Corporate Gruppo Intesa, nel rispondere alla domanda relativa al MAC (mercato alternativo dei capitali) come opportunità per le imprese armatoriali ha chiarito che questo mercato non è specifico per il settore marittimo. Ha sottolineato che il mercato finanziario offre un’ampia gamma di possibilità di investimento e di partecipazione all’equity delle società. In questo senso il private equity può essere uno strumento idoneo alla crescita. Vittorio Ogliengo, Responsabile Divisione Corporate Unicredito, nel ricordare che il suo gruppo impiega nel settore navale un controvalore di 9 miliardi di euro, ha confermato che i rapporti tra mondo bancario e shipping si stanno sempre più rafforzando.

Mare e finanza: matrimonio finanza d impresa

Le previsioni a breve termine, ha affermato Nicola Coccia- presidente di Confitarma- dicono che la flotta italiana nel 2010 raggiungerà quota 20 milioni di tonnellate, contro i 4 milioni del 1997 e gli attuali 13,1 milioni (2007). In forte espansione anche gli investimenti:poco più di 6000 milioni di dollari nel 2007, quota di 9000 milioni fra due anni, contro i 1000 milioni di dollari investiti nel 2001. Si affaccia dunque sul mercato mondiale un nuovo soggetto, l’industriale dell’armamento, che punta a diventare un " global operator ", estendendo le sue competenze anche alla parte terra, come terminal operator e , nel caso del crocierismo, anche come tour operator. Per questo Confitarma sostiene che in Italia, sulla scia del successo riscontrato da strumenti finanziari innovativi già sperimentati in altri paesi, vi sono le condizioni per creare un fondo comune di investimento navale. Una volta espletate le opportune verifiche (presso Bankitalia, Consob e Ministero dell’Economia) in merito agli aspetti regolamentari del progetto, l’iniziativa del Fondo navale si tradurrà nella presentazione di un emendamento legislativo dedicato ad interventi in materia di navigazione marittima.

La flotta italiana viaggia con il vento in poppa, rafforzata da un mercato della finanza d’iimpresa dei noli che ha prodotto anni di risultati positivi: ha espresso quindi capacità di investimento che si sono concretizzate nella conquista di standard qualitativi e di sicurezza fra i più alti al mondo. Ma oggi, i tempi rapidissimi di trasformazione del mercato,impongono un nuovo cambio di passo: l’individuazione congiunta fra shipping e finanza di strumenti innovativi di finanziamento delle navi, ma anche di governance delle società armatoriali. Roberto Del Giudice, Capo Ufficio Studi Associazione Italiana del Private Equity e Venture Capital (AIFI) ha sottolineato che la sinergia tra private equity e il mondo dello shipping è non solo possibile ma auspicabile.

In proposito Livio Winteler, responsabile dello Shipping in Mediobanca, nel giudicare molto positiva l’iniziativa concernete la creazione di un fondo navale ha confermato l’estremo interesse del mondo della finanza per questo strumento. Angelo D’Amato, Presidente Commissione Finanza e Diritto d’Impresa di Confitarma riguardo ai rapporti tra banche e imprese armatoriali ritiene che senz’altro, specie negli ultimi anni, si è verificata una evoluzione positiva, ma occorre guardare al futuro soprattutto trattandosi di un settore che è in continua evoluzione e quindi ha costantemente bisogno di strumenti in linea con la sua evoluzione Enrico Fagioli, Amministratore Delegato Efibanca nel ricordare l’esperienza pluriennale di Efibanca nello shipping, ha sottolineato la sua fiducia nella futura crescita del settore, fiducia che ha portato alla ideazione di un fondo di investimento speculativo specializzato nel settore navale e della logistica. Quindi, l’ipotesi di una legislazione ad hoc prospettata da Confitarma con riferimento ai fondi navali non potrebbe che essere di ulteriore beneficio per il mercato intero. Federico Imbert, Managing Director JP Morgan Italia, ha affermato che l’entrata in Borsa della società d’Amico, primo esempio di quotazione "con passaporto europeo", può rappresentare un utile stimolo per gli altri armatori per il ricorso al mercato dei capitali.

Il collocamento del titolo "d’Amico" in borsa ha superato le aspettative iniziali. Paolo d’Amico, Vice Presidente Confitarma, ha confermato che investitori italiani ed esteri sono molto interessati al nuovo titolo della sua società il cui flottante è funzionale allo sviluppo degli investimenti. Egli ha comunque voluto ricordare come evoluzione del modello gestionale e della mentalità delle imprese armatoriali consentono oggi iniziative impensabili fino a pochi anni fa. Giuseppe Castagna, Direttore Relazioni Corporate Gruppo Intesa, nel rispondere alla domanda relativa al MAC (mercato alternativo dei capitali) come opportunità per le imprese armatoriali ha chiarito che questo mercato non è specifico per il settore marittimo. Ha sottolineato che il mercato finanziario offre un’ampia gamma di possibilità di investimento e di partecipazione all’equity delle società. In questo senso il private equity può essere uno strumento idoneo alla crescita. Vittorio Ogliengo, Responsabile Divisione Corporate Unicredito, nel ricordare che il suo gruppo impiega nel settore navale un controvalore di 9 miliardi di euro, ha confermato che i rapporti tra mondo bancario e shipping si stanno sempre più rafforzando.