Archive for finanza pubblica

ECCO L’ECONOMIA DELL’ITALIA UNITA

Le ricerche promosse dalla Banca d’Italia in vista delle Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia sono centrate sulle risposte che l’economia italiana ha saputo dare, nel corso della propria storia, ai grandi mutamenti del contesto internazionale: episodi di espansione e di crisi, di globalizzazione e di chiusura autarchica. Oltre ad accrescere la conoscenza della storia del nostro Paese, gli studi offriranno spunti per meglio comprendere la posizione attuale dell’Italia nel contesto dell’economia mondiale. I risultati saranno presentati in un convegno internazionale che si terrà a Roma nell’autunno del 2011. Il progetto si articola in diciassette ricerche, affidate a studiosi italiani e stranieri. Oltre all’evoluzione della produttività e del benessere, si analizzano l’uso della tecnologia, i cambiamenti nella specializzazione produttiva dell’economia, i casi più rilevanti di internazionalizzazione delle imprese, l’accumulazione del capitale umano, il capitale sociale, i flussi migratori, le interazioni tra economia e sistema legale. Un lavoro approfondisce le relazioni tra finanza e crescita; un altro esamina il ruolo della finanza pubblica in alcune fasi critiche dell’economia italiana. Infine, due ricerche sono dedicate alla politica economica, prima e dopo la seconda guerra mondiale. Le ricerche saranno affiancate dalla ricostruzione e pubblicazione di statistiche storiche. In particolare verranno messe a disposizione, in collaborazione con l’Istat, nuove serie storiche dei principali aggregati di contabilità nazionale. Saranno pubblicate le statistiche del commercio con l’estero dal 1862 al 1950, con un livello di disaggregazione merceologica molto dettagliato. Infine, verranno pubblicati i dati di bilancio delle aziende di credito dal 1890 al 1973, raccordabili con le moderne segnalazioni. Parallelamente è stata avviata, da parte di un nucleo di giuristi, una ricostruzione storica della normativa italiana in materia bancaria, finanziaria e assicurativa. L’opera, che conterrà un’analisi integrata di banca, finanza e assicurazione, sarà caratterizzata da una prospettiva internazionale e comparatistica, con particolare riferimento al diritto comunitario. Coordina i lavori per il Convegno storico internazionale un Comitato Scientifico. (9Colonne)

FINANZA PUBBLICA, ALLARME BCE

La Banca centrale europea (BCE) ha pubblicato ieri il Rapporto sulla convergenza del 2010, in cui valuta la convergenza economica e legale di nove Stati membri dell’Unione europea: Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Romania e Svezia. Nel complesso, secondo le conclusioni della BCE in molti paesi "sono emerse problematiche importanti connesse a vulnerabilità e squilibri accumulati in precedenza, che hanno dato luogo a un profondo processo di aggiustamento negli ultimi anni. Sotto la spinta della crisi finanziaria ed economica mondiale, il PIL in termini reali ha registrato una caduta o una forte contrazione nella maggior parte degli Stati membri in esame. Se da un lato l’indebolimento dell’attività economica unitamente alle influenze esterne ha contribuito a frenare l’inflazione, dall’altro le situazioni di finanza pubblica hanno mostrato un brusco deterioramento e i premi per il rischio paese, come denotano i tassi di interesse a lungo termine, sono aumentati in misura significativa". Per quanto riguarda la finanza pubblica, rispetto al rapporto del 2008 è emerso un forte deterioramento nella maggior parte dei paesi, riconducibile soprattutto al significativo peggioramento delle condizioni macroeconomiche. Nel 2009 Bulgaria, Repubblica Ceca, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia e Romania hanno registrato un rapporto fra disavanzo pubblico e PIL superiore al valore di riferimento del 3%. La Commissione europea sta avviando una procedura per un disavanzo eccessivo nei confronti della Bulgaria, mentre gli altri paesi menzionati sono oggetto di una decisione del Consiglio sull’esistenza di un disavanzo eccessivo. Per il 2009 soltanto l’Estonia e la Svezia hanno evidenziato disavanzi inferiori al valore di riferimento. Per quanto riguarda il rapporto fra debito pubblico e PIL, nel 2009 solo l’Ungheria ha superato il valore di riferimento del 60%. Negli altri casi l’incidenza del debito è stata inferiore, sebbene sia aumentata in tutti i nove paesi analizzati, talvolta in misura considerevole. (9Colonne)

LOTTA ALL’EVASIONE, +32% RISPETTO AL 2008

I risultati della lotta all’evasione 2009 da parte dell’Agenzia delle Entrate superano il primato del 2008. Sono stati, infatti, incassati 9,1 miliardi di euro da gennaio a dicembre dello scorso anno grazie all’attività di contrasto all’evasione, il 32% in più rispetto al 2008, che era già stato un anno da record con quasi 7 miliardi riportati nelle casse dell’Erario. Nel biennio, quindi, per la finanza pubblica sono stati recuperati 16 miliardi. "I risultati raggiunti nel 2009 - ha detto il direttore dell’Agenzia, Attilio Befera - sono il frutto dell’impegno e della professionalità dei 36 mila dipendenti dell’Agenzia. Persone oneste, che lavorano ogni giorno con grande dedizione e professionalità, e che non possono essere messe in ombra dalle poche mele marce presenti, purtroppo, in ogni grande organizzazione". Come ha riferito il direttore centrale Accertamento, Luigi Magistro, s’impenna il riscosso dall’utilizzo degli istituti definitori dell’adesione e dell’acquiescenza (4,3mld), con un balzo in avanti del +72% rispetto al 2008 (2,5mld). E’ boom anche per gli accertamenti sintetici, con +81% per quelli eseguiti (oltre 28 mila) e +61% per la maggiore imposta accertata (460mln); nonché per gli accertamenti assistiti da indagini finanziarie, che registrano + 25% (passando da circa 7 mila a quasi 9 mila). Gli interventi esterni si sono concretizzati in più di 9 mila verifiche e controlli mirati, con buoni risultati sia in termini di maggiore Iva - pari a 673 milioni di euro - sia di rilievi ai fini di imposte dirette e Irap, pari, rispettivamente, a quasi 6,9 miliardi e a 5,4 miliardi di euro. Quanto alle linee d’azione per il 2010 il direttore vicario, Marco Di Capua, ha precisato che "nell’area della prevenzione e del contrasto all’evasione l’Agenzia punterà al consolidamento dei risultati raggiunti migliorando ancora l’efficienza e l’efficacia dissuasiva dei controlli". Al fine di verificare i riflessi sui comportamenti dei contribuenti che sono stati accertati con esito positivo, l’Agenzia ha già avviato, e intende proseguire nel corso del 2010, uno studio per misurare il grado di adeguamento, in termini di adempimento spontaneo, negli anni successivi, in modo da conoscere quanta parte dell’evasione recuperata si traduce in un incremento della compliance. Per quanto riguarda i servizi ai contribuenti Di Capua ha ricordato che nel 2010 "la centralità del rapporto con il contribuente, ancor più che in passato, sarà il punto di riferimento dell’Agenzia". (9Colonne)

VERSAMENTI D’IMPOSTA, NUOVA CAMPAGNA DI CONTROLLI

Parte una nuova campagna di controlli volta a intercettare i contribuenti che non hanno versato, in tutto o in parte, le imposte dovute nell’anno in corso, come ad esempio le imposte sui redditi – acconto e saldo – l’Iva periodica e a saldo, le ritenute operate e così via. Una direttiva firmata il 30 novembre dal direttore dell’Agenzia delle Entrate lancia l’operazione, che ha l’obiettivo di contrastare un fenomeno che, negli ultimi tempi, ha assunto dimensioni preoccupanti, determinando un danno per l’erario particolarmente rilevante in un momento così delicato per la finanza pubblica. L’Agenzia – spiega una nota - individuerà le situazioni anomale analizzando i comportamenti adottati nel corso del 2009 alla luce anche di quelli tenuti negli anni precedenti. L’assenza di un versamento periodico, ad esempio, verrà considerata anomala – e quindi da approfondire – se il contribuente nei mesi o negli anni precedenti ha costantemente versato le somme dovute allo stesso titolo, come nel caso dell’Iva periodica o delle ritenute. Anche i versamenti degli acconti d’imposta saranno oggetto di analisi e monitoraggio per individuare eventuali omissioni. Le posizioni a rischio saranno oggetto di specifiche attività di controllo. La direttiva prevede inoltre che, nell’ambito delle ordinarie attività di verifica, vengano effettuati appositi controlli sulla tempestività e congruità dei versamenti eseguiti nel corso del 2009, tenendo conto della tipologia del contribuente, della sussistenza di specifici fattori di rischio e della particolare entità degli importi dovuti. (9Colonne)

PROPOSTA CERM: LIBERALIZZIAMO I SALDI

A ottobre, l’indice armonizzato europeo dei prezzi al consumo (l’Ipca) fa registrare una variazione congiunturale di +0,4% ed una tendenziale di +0,3. Osservando l’indice nazionale (il Nic), le variazioni sono un po’ più contenute ma entrambe positive: +0,1% la congiunturale, +0,3 la tendenziale. Inoltre la variazione tendenziale della componente di fondo (escludendo, cioè, energetici e alimentari non lavorati) si attesta al +1,3%, confermando il dato del mese precedente. L’inflazione annuale sinora acquisita è del +0,7% nell’ipotesi che l’indice Nic si confermi allo stesso livello anche nei restanti mesi dell’anno; ma se, come è probabile, dovesse continuare la serie delle variazioni positive sia nella congiuntura che nella tendenza, il 2009 – secondo gli econmisti del Cerm Fabio Pammolli e Nicola C. Salerno- chiuderebbe con un inflazione attorno al +1%. Se si osservano le serie storiche dell’indice armonizzato dall’ottobre del 2007 (pre crisi) ad oggi, i prezzi al consumo hanno fatto registrare solo tendenziali positivi, con la sola eccezione di un -0,1% a luglio 2009. Sul lato congiunturale, solo in 6 occasioni su 25 mesi si sono verificate correzioni al ribasso. La dinamica inflativa ha continuato senza interruzioni, incurante della recessione e della caduta della produzione industriale e dei consumi delle famiglie. Anche adesso che, passate le fasi più acute della crisi, produzione industriale e consumi delle famiglie restano deboli, più deboli in Italia che nella media dei Partner Ue, i prezzi al consumo restano insensibili. In Eurozona, il congiunturale Ipca di ottobre è di +0,2% (inferiore di 2 punti rispetto all’Italia), mentre il tendenziale è negativo per -0,1% (in Italia +0,3%). Paesi come Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Portogallo e Spagna stanno già da alcuni mesi facendo registrare tendenziali negativi. Solo Olanda, Finlandia e Grecia hanno tendenziali di ottobre superiori a quello italiano. Insomma, in Italia i prezzi son rigidi alle condizioni dell’economia e dei mercati, anche in una fase ciclica avversa di proporzioni storiche come quella che stiamo vivendo. In queste condizioni, sicuramente specchio di una insufficiente concorrenza nella distribuzione commerciale e al dettaglio, secondo il Cerm sarebbe opportuno liberalizzare completamente i saldi di stagione, uno dei passi non compiuti dalla recenti riforme "Bersani". Ne deriverebbe un chiaro sostegno ai redditi delle famiglie e ai loro consumi, con effetti di stimolazione della produzione e dei volumi di vendita degli stessi distributori al dettaglio. Se le condizioni di finanza pubblica non rendono praticabile, neppure quest’anno, la detassazione delle tredicesime, quest’altro tipo di intervento sarebbe una misura anticiclica a costo zero per l’Erario, e anche in linea con le esigenze di apertura e ammodernamento dei mercati. Per il Cerm va decisa subito, in modo che possa dispiegare per tempo gli effetti positivi, incentivando comportamenti concorrenziali e riduzioni dei prezzi da subito. (9Colonne)

TREMONTI: INCERTEZZA SULLA VELOCITA’ DELLA RIPRESA

La ripresa è vicina, ma c’è incertezza sulla futura velocità della crescita dell’economia. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. I dati macroeconomici, ha detto, “suggeriscono un rimbalzo” dell’economia nel nostro Paese “tra la seconda metà dell’anno in corso e l’inizio del 2010. Tuttavia, la velocità, della crescita da quel momento in poi rimane incerta. La ripresa dell’economia italiana si sta sviluppando largamente in linea con il resto d’Europa. Sin dalla primavera scorsa, e con maggiore convinzione questa estate, sia gli indicatori di fiducia che quelli sulla congiuntura sono rimbalzati notevolmente”. "Dall’estate 2009 – ha aggiunto – le condizioni complessive della congiuntura sono migliorate con segnali di stabilizzazione e ripresa. Le tensioni sui mercati internazionali si sono attenuate e anche le Borse registrano un progressivo aumento”. In ogni caso, ribadisce Tremonti, “siamo ancora in terra incognita”. Per quanto riguarda l’Italia, prosegue il ministro, “si registrano segni positivi, sale la fiducia dei consumatori e da aprile la produzione industriale ha arrestato la caduta”. Inoltre, “i dati sull’andamento economico che si stanno accumulando sono positivi”. Tremonti ha poi affermato che il Pil italiano scenderà quest’anno “di circa il 5%, in larga parte a causa della dura contrazione durante l’inverno”. Per quanto riguarda la finanza pubblica, l’indebitamento netto dell’Italia, ha specificato il ministro, "è tra i più contenuti, attestandosi al livello che nel 2010, per la prima volta in tanti anni, è inferiore alla media europea”. Per il prossimo anno, spiega Tremonti, il livello di deficit “resta fissato al 5%. Crediamo che un deficit oltre la soglia del 5% non sarebbe augurabile. E’ giusto continuare nella logica della prudenza dato l’elevato debito pubblico italiano. La politica della prudenza è fondamentale". Relativamente all’azione di contrasto alla crisi messa in opera dal governo, Tremonti ha affermato: "Abbiamo agito con tempestività nella convinzione che la stabilità finanziaria sia fattore essenziale per il Paese e per la crescita”. La Finanziaria, in particolare, non contiene una manovra ma solo interventi ordinari e alcune proroghe. “Sarà possibile un eventuale potenziamento quando emergerà un gettito da destinare a finalità sociali”. Il ministro dell’Economia ha spiegato che "a oggi non c’è nessuna decisione europea sulla tempistica dell’exit strategy, siamo di fronte ad una elevata incertezza sulle prospettive dell’economia che non trova precedenti prossimi storici ha richiesto forte prudenza per evitare effetti contrari agli interesse generali”. (9Colonne)

FINANZA PUBBLICA: ON LINE TUTTE LE CONSULENZE

Sul sito del Ministero del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione (www.innovazionepa.it) sono consultabili i primi dati che si riferiscono agli incarichi di consulenza e collaborazione esterna affidati dalle Amministrazioni pubbliche e comunicati dalle stesse all’Anagrafe delle Prestazioni relativamente all’anno 2008. I dati pubblicati si riferiscono a quanto presente nella banca dati informatica alla data del 2 luglio 2009. Gli elenchi, suddivisi per comparto e settore di appartenenza dell’amministrazione dichiarante, riguardano gli incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni con la descrizione e la durata dell’incarico, l’importo previsto da corrispondere, nonché l’importo erogato nel periodo di riferimento a fronte di quell’incarico (art. 53 del D.Lgs. 165/2001 comma 14). Gli incarichi sono tutti quelli regolarmente approvati dal Responsabile del Procedimento di ogni amministrazione e trasmessi dalle Amministrazioni pubbliche, per via telematica, tramite il sito web www.anagrafeprestazioni.it. La loro divulgazione rientra nell’ambito dell’Operazione Trasparenza avviata nel giugno 2008 dal Ministro Renato Brunetta con la pubblicazione dei dati relativi agli anni 2006 e 2007 e che ha introdotto per la prima volta, in pieno accordo con il Garante della privacy, la diffusione online dei dati sulle consulenze, come già stabilito dalle vigenti disposizioni di legge sull’anagrafe delle prestazioni. Il primo blocco di elenchi, pubblicato ieri, si riferisce agli incarichi conferiti da Amministrazioni centrali (Presidenza del Consiglio e Ministeri, Agenzie Fiscali, Magistratura, Forze Armate e di Polizia, Enti pubblici non economici), Regioni, Autonomie locali e territoriali. Nei prossimi giorni verranno integrati con quelli dei comparti Scuola e Università, Sanità, AFAM (Enti di Alta Specializzazione Artistica e Musicale), Aziende autonome, Enti di ricerca ed Enti di Vigilanza.

Complessivamente, gli elenchi relativi all’anno 2008 riguardano 11.608 amministrazioni che hanno comunicato 285.466 incarichi, per un totale di compensi che gravano sulla finanza pubblica per un totale di 1.449.411.992,27 euro. Nel mese di settembre 2008 le amministrazioni che avevano effettuato la comunicazione per l’anno 2007 erano 9.843 unità, per 269.455 incarichi, per un totale di compensi erogati pari a 1.354.509.416,21 euro. Confrontando i dati relativi ai due anni di osservazione, si registra un incremento pari al 17,93% delle amministrazioni che hanno effettuato la comunicazione. L’Operazione Trasparenza avviata dal Ministro Renato Brunetta continua quindi a determinare un miglior comportamento delle pubbliche amministrazioni nel rispettare le scadenze di legge. Rimane peraltro un numero cospicuo di amministrazioni (poco meno del 50%) che o non hanno conferito alcun incarico oppure non hanno trasmesso, nei tempi e con le modalità previste, i dati sulle consulenze. Per questo motivo si può continuare a stimare che esistano circa 500.000 consulenze per un ammontare pari a circa 2.500.000.000 di euro. Come previsto dal comma 14 dell’art. 53 Dlgs. 165/01, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha trasmesso alla Corte dei conti "l’elenco delle amministrazioni che hanno omesso di effettuare la comunicazione, avente ad oggetto l’elenco dei collaboratori esterni e dei soggetti cui sono stati affidati incarichi di consulenza", relativamente all’anno 2007, affinché possa verificare la posizione di ciascuna. Si ricorda, infatti, che la legge (art. 53, comma 15 del decreto legislativo 165/2001) prevede che le amministrazioni che hanno omesso gli adempimenti di comunicazione, non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono. (9Colonne)

FINANZA PUBBLICA E ISTITUZIONI, RAPPORTO ISAE

E’ stato presentato il Rapporto ISAE (Istituto di Studi e Analisi Economica) su “Finanza Pubblica e Istituzioni”. Il Rapporto affronta temi rilevanti e di attualità, riguardanti in larga misura le problematiche della spesa pubblica. Il Rapporto si divide in cinque capitoli. 1) L’individuazione di un benchmark per il fabbisogno di spesa dei Comuni italiani: una analisi per gruppi omogenei. Ha come obiettivo la stima dei fabbisogni standard di spesa dei Comuni italiani da utilizzare come benchmark per la individuazione di best practice nei comportamenti di spesa delle Amministrazioni comunali.

2) Le Province italiane: tra valorizzazione delle specificità territoriali e sostenibilità finanziaria. Alla luce del dibattito sull’utilità della conservazione o meno di questo ente intermedio, l’ISAE ritiene opportuna una riorganizzazione complessiva (strutturale - dimensionale e funzionale) del livello istituzionale intermedio tra Regione e Comune, il cui ruolo finora, svolgendo principalmente compiti di programmazione e coordinamento istituzionale, risulta poco conosciuto ai cittadini.

3) I derivati degli Enti Locali: origine, dimensione e criticità. Analizza il fenomeno della diffusione delle operazioni in derivati negli Enti Locali. La riduzione dei trasferimenti statali e la mancanza di una piena autonomia impositiva hanno accresciuto il ricorso all’indebitamento per finanziare le spese di investimento e favorito l’utilizzo di canali di finanziamento alternativi e l’accesso diretto al mercato dei capitali. La maggiore flessibilità e autonomia nella definizione delle strategie finanziarie delle Amministrazioni Locali si inseriscono tuttavia in un contesto in cui si amplificano le funzioni e le competenze ad esse assegnate, e sono introdotti stringenti vincoli di spesa posti dalla necessità di rispettare il Patto di stabilità interno.

4) Il controllo della spesa sanitaria e la credibilità dei Piani di rientro. Indaga sui Piani di rientro dai disavanzi sanitari e sugli esiti delle tre Regioni - Lazio, Campania e Sicilia -, i cui disavanzi sono i più rilevanti per dimensione e che appaiono per molti versi rappresentative della storia recente della finanza della sanità italiana. La necessità di porre sotto controllo l’andamento della spesa sanitaria ha condotto negli ultimi anni ad affiancare alle riforme un crescente interventismo del Governo centrale, per rendere più stringente il vincolo di bilancio. I Piani di rientro sono uno strumento di correzione dei disavanzi, che introduce forme di responsabilizzazione nei comportamenti di spesa; il loro obiettivo è di realizzare, entro tre anni dalla sottoscrizione, il pareggio di bilancio, razionalizzando al massimo i programmi di spesa.

5) La programmazione di medio termine della spesa pubblica nel Regno Unito e nei Paesi Bassi: spunti per l’Italia. Esamina l’esperienza della programmazione di medio termine della spesa pubblica nel Regno Unito e nei Paesi Bassi, dando risalto alle riforme dei processi di bilancio e istituzionali attuate già negli anni novanta. La programmazione di medio termine è sostenuta da un forte impegno politico, dato che sia il Regno Unito che l’Olanda utilizzano piani di bilancio pluriennali con obiettivi fissi, la cui attuazione è vincolata legislativamente. Regole specifiche vincolano la crescita della spesa pubblica, mentre l’esecuzione dei piani di bilancio è verificata non solo in termini di prodotto (output) ma anche di risultato (outcome), seppure per aree circoscritte. (9Colonne)

L’EREDITA’ DI PADOA SCHIOPPA

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Tommaso Padoa-Schioppa ha presentato al Consiglio dei Ministri le linee portanti della Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese (RGE) per il 2007. Dalla Relazione emerge che nel 2007 si è determinato un tasso di espansione dell’economia mondiale sostanzialmente in linea con la performance dell’anno precedente: a una fase di decelerazione della crescita nelle economie avanzate si è contrapposto il dinamismo delle aree emergenti, non coinvolte dagli effetti della crisi creditizia statunitense nella seconda metà dell’anno. Fino ai mesi estivi, le prospettive di espansione dell’economia internazionale apparivano robuste. In seguito, l’aumento del premio a rischio sulle attività di credito ha gradualmente aumentato le attese di un contagio sull’economia reale, se pur limitato al paese epicentro della crisi. In Europa, indipendentemente dagli effetti diffusivi dagli Stati Uniti, l’apice della fase espansiva è stato raggiunto tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007; in corso d’anno si è quindi assistito a un rallentamento dell’attività economica, guidato dal graduale restringimento delle condizioni monetarie attraverso l’apprezzamento dell’euro e la fase di rialzo dei tassi di interesse nominali, in un contesto in cui l’apporto alla crescita da parte delle componenti esterne di domanda non è stato rimpiazzato da un rafforzamento di quelle interne. In Italia, la crescita è risultata nel 2007 leggermente inferiore a quella registrata l’anno precedente (1,5%, tre decimi di punto in meno rispetto al 2006). Gli indicatori congiunturali evidenziano una frenata più intensa che nei partner europei occorsa negli ultimi mesi dell’anno. Dal lato dell’offerta, la dinamica produttiva è stata principalmente trainata dai servizi (soprattutto quelli per l’intermediazione monetaria e finanziaria e per le attività immobiliari e imprenditoriali) e dalle costruzioni, mentre l’attività manifatturiera ha sperimentato un andamento meno brillante rispetto all’anno precedente; stagnante è risultato il valore aggiunto dell’agricoltura. Sul fronte dei conti pubblici, il 2007, come già avvenuto per il 2006, si è chiuso con risultati più favorevoli di quanto atteso in corso d’anno. Grazie a queste evoluzioni, il deficit pubblico è tornato abbondantemente sotto il limite europeo (attestandosi all’1,9%, contro il 3,4% del 2006), l’avanzo primario ha raggiunto livelli che non si sperimentavano da alcuni anni (3,1%, in rialzo dall’1,3% del 2006) e la tendenza all’aumento del debito pubblico in rapporto al PIL si è invertita (la percentuale del debito rispetto al prodotto lordo è stata pari al 104%, contro il 106,5% dell’anno precedente). In presenza di una lieve riduzione della spesa in percentuale del PIL, a riflesso di una minore incidenza di quelle al netto degli interessi, il miglioramento dell’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche è scaturito soprattutto da una dinamica molto favorevole delle entrate. La Relazione, che si compone di tre volumi, è stata pubblicata oggi sul sito del Ministero (www.mef.gov.it). Il primo volume analizza l’evoluzione dell’economia internazionale e italiana, con un’appendice statistica dedicata alla contabilità nazionale; il secondo volume raccoglie le informazioni relative alla formazione del prodotto da parte delle varie branche produttive, la sua distribuzione e l’azione delle Amministrazioni Pubbliche (prima sezione); analizza la situazione del mercato del lavoro e del sistema di protezione sociale (seconda sezione); espone i dati di consuntivo di finanza pubblica relativi ai conti finanziari del settore statale e degli enti pubblici esterni a tale settore (terza sezione); il terzo volume, infine, espone un’ampia appendice statistica su tutti gli argomenti trattati nel secondo volume. (9Colonne)

CORDOGLIO PER LA SCOMPARSA DI FABIO GOBBO

Romano Prodi ha rinviato di un giorno la visita ufficiale in Egitto per partecipare ai funerali di Fabio Gobbo, sottosegretario presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri con la responsabilità del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica, scomparso all’età di 61 anni. La finanza pubblica perde un tecnico di grande valore e probità. Profondo cordoglio è stato espresso anche dal presidente della Repubblica. ‘’La prematura scomparsa del Prof. Fabio Gobbo – ha detto Napolitano - rappresenta una grave perdita per il mondo degli studi e delle istituzioni. Il suo impegno di insegnamento e di ricerca sui problemi dell’economia e della politica industriale, il suo contributo alla costruzione e all’avvio dell’attività dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, la sua passione e laboriosità di promotore di iniziative culturali, editoriali, scientifiche, ne hanno fatto una personalità tra le più qualificate e distinte nel servire l’interesse generale del paese e nel favorirne il progresso culturale'’. Fabio Gobbo , nato a Venezia nel 1947, era Professore ordinario di Politica economica e di Economia industriale dal 1980. Dopo aver studiato Scienze politiche con indirizzo economico all’Università di Bologna, dove si era laureato con lode, aveva completato i suoi studi alla London School of Economics and Political Sciences. Era sposato e aveva una figlia. La sua carriera accademica lo aveva visto impegnato negli atenei di Trento, Sassari, Bologna e – recentemente – alla Luiss. Direttore di riviste economiche quali “L’Industria”, rivista di economia e politica industriale, e "Economia dei servizi", ambedue edite da “Il Mulino”, e in precedenza di Moct/Most, rivista di economia sulla transizione dei paesi dell’est europeo, era stato presidente del Comitato Scientifico di Nomisma, presidente di Mirbis, Istituto di Ricerca e Formazione di Mosca e componente dell’Executive Committee dell’European Association for Research in Industrial Economics. (9Colonne)