Archive for finanza pubblica

BANKITALIA: MERCATI RISENTONO PEGGIORAMENTO CONTI PUBBLICI

Nell’area dell’euro i mercati risentono del peggioramento dei conti pubblici; nei paesi con acuti problemi di bilancio i premi per il rischio sono molto elevati. I rischi di contagio sono stati contenuti dalle misure eccezionali attuate dalle autorità europee. E’ quanto si legge nel Rapporto sulla stabilità finanziaria presentato ieri dalla Banca d’Italia. "In prospettiva – si legge - il persistere degli squilibri di finanza pubblica nei paesi avanzati rischia di frenare gli investimenti, di alimentare timori di inflazione, di ampliare ancora i premi per il rischio sul debito sovrano. Ne potrebbero derivare rialzi significativi dei tassi a medio e a lungo termine, con effetti negativi sulla ripresa e sui mercati dei capitali. Le favorevoli aspettative sugli utili delle imprese e il calo dei tassi di interesse hanno sostenuto la ripresa dei mercati azionari e obbligazionari a livello globale. La solidità di questo miglioramento dovrà trovare conferma nelle condizioni di fondo dell’economia, poiché l’abbondante offerta di liquidità a basso costo da parte delle banche centrali è destinata nel tempo a venire meno. Il basso livello dei tassi di interesse nei paesi avanzati può spingere gli investitori ad assumere rischi elevati, al fine di conseguire rendimenti anch’essi elevati. Crescenti afflussi di capitali si indirizzano verso i paesi emergenti, spingendovi al rialzo i prezzi delle attività finanziarie". (9Colonne)

DAI GIOCHI UN MILIARDO DI EURO

Una pioggia di gare, un miliardo di euro di gettito, lotta sempre più dura all’evasione fiscale. E’ questo, secondo fonti governative interpellate da Agipronews, il quadro del nuovo intervento normativo previsto dall’Esecutivo e che vedrà la luce nei prossimi giorni attraverso un maxiemendamento da presentare in Commissione Bilancio della Camera. L’obiettivo è ovviamente quello di migliorare i conti della finanza pubblica. Il testo, su cui i tecnici dell’Economia stanno ancora lavorando, prevede la delega ai Monopoli di Stato per la realizzazione di almeno quattro procedure europee, da cui ci si attendono cospicue entrate per l’Erario: verranno messe a bando 200 licenze online, la gestione dei giochi a consumo a estrazione differita da giocare nei supermercati (il cui decreto attuativo è già stato inviato a Bruxelles nei giorni scorsi), l’assegnazione di 2000 agenzie di scommesse e nuove concessioni per gli apparecchi da intrattenimento. Inoltre, apprende ancora Agipronews, verranno poste le basi per una modifica della norma che – attraverso una serie di vincoli legislativi e economici - rende al momento impraticabile il varo di un network legale di sale da poker "live". Una volta modificate con una legge primaria le condizioni poste dalla legge comunitaria 2008, che essenzialmente impediscono ai gestori il fine di lucro dell’attività, stabiliscono un "modico valore" per le quote di partecipazione acquistabili dai giocatori e limitano fortemente il numero di tornei, Ministero dell’Economia e Viminale potranno emanare già nei primi mesi del 2011 un decreto che dia il via alle procedure di selezione dei locali e dei concessionari cui sarà consentito di gestire poker room sul territorio. Infine, una parte del pacchetto approntato dai Monopoli di Stato riguarderà la lotta all’evasione fiscale e alla raccolta illegale di giochi e scommesse. I trasgressori delle norme fiscali in vigore nel settore giochi saranno perseguiti anche penalmente e verrà contestato loro anche l’imponibile derivante dall’attività di raccolta non autorizzata. (9Colonne)

TREMONTI: GRANDI PROGETTI COL SOSTEGNO DEI PRIVATI

“I numeri della finanza pubblica non lasciano grandi spazi di manovra” e per questo “in aggiunta alle risorse pubbliche è necessario creare le condizioni per attirare sui grandi investimenti capitali privati”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, nel messaggio inviato ad un forum organizzato dalla Cassa Depositi e Prestiti a Venezia. “Per sostenere la crescita, così come per non perdere competitività, è vitale finanziare grandi progetti di investimento nei settori strategici, come le infrastrutture, l’energia, l’ambiente, la ricerca e le biotecnologie”, ha detto il ministro che ha poi sottolineato come sui mercati globali il risparmio sia ampio e come sia “abbondante e in crescita la domanda di risparmio sicuro e di lungo periodo”. “Per intercettare questa domanda - ha continuato Tremonti - l’Europa deve dotarsi di nuovi strumenti finanziari comuni e di un contesto di regole per finanziare gli investimenti strategici europei che sono volano di crescita, competitività, coesione sociale”. Queste nuove regole dovrebbero contenere anche “incentivi e disincentivi fiscali che favoriscano gli investimenti produttivi e scoraggino la speculazione” e nuovi strumenti comuni di lungo periodo emessi dalle grandi casse europee. “Non si tratta solo di attirare capitali in Europa - ha concluso il ministro - ma prima ancora di correggere le distorsioni che le attuali regolazioni provocano favorendo gli impieghi finanziari a breve termine e la speculazione e di riflesso favorendo gli investimenti di lungo termine nei settori fondamentali per promuovere una crescita sostenibile”. (9Colonne)

ECCO L’ECONOMIA DELL’ITALIA UNITA

Le ricerche promosse dalla Banca d’Italia in vista delle Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia sono centrate sulle risposte che l’economia italiana ha saputo dare, nel corso della propria storia, ai grandi mutamenti del contesto internazionale: episodi di espansione e di crisi, di globalizzazione e di chiusura autarchica. Oltre ad accrescere la conoscenza della storia del nostro Paese, gli studi offriranno spunti per meglio comprendere la posizione attuale dell’Italia nel contesto dell’economia mondiale. I risultati saranno presentati in un convegno internazionale che si terrà a Roma nell’autunno del 2011. Il progetto si articola in diciassette ricerche, affidate a studiosi italiani e stranieri. Oltre all’evoluzione della produttività e del benessere, si analizzano l’uso della tecnologia, i cambiamenti nella specializzazione produttiva dell’economia, i casi più rilevanti di internazionalizzazione delle imprese, l’accumulazione del capitale umano, il capitale sociale, i flussi migratori, le interazioni tra economia e sistema legale. Un lavoro approfondisce le relazioni tra finanza e crescita; un altro esamina il ruolo della finanza pubblica in alcune fasi critiche dell’economia italiana. Infine, due ricerche sono dedicate alla politica economica, prima e dopo la seconda guerra mondiale. Le ricerche saranno affiancate dalla ricostruzione e pubblicazione di statistiche storiche. In particolare verranno messe a disposizione, in collaborazione con l’Istat, nuove serie storiche dei principali aggregati di contabilità nazionale. Saranno pubblicate le statistiche del commercio con l’estero dal 1862 al 1950, con un livello di disaggregazione merceologica molto dettagliato. Infine, verranno pubblicati i dati di bilancio delle aziende di credito dal 1890 al 1973, raccordabili con le moderne segnalazioni. Parallelamente è stata avviata, da parte di un nucleo di giuristi, una ricostruzione storica della normativa italiana in materia bancaria, finanziaria e assicurativa. L’opera, che conterrà un’analisi integrata di banca, finanza e assicurazione, sarà caratterizzata da una prospettiva internazionale e comparatistica, con particolare riferimento al diritto comunitario. Coordina i lavori per il Convegno storico internazionale un Comitato Scientifico. (9Colonne)

FINANZA PUBBLICA, ALLARME BCE

La Banca centrale europea (BCE) ha pubblicato ieri il Rapporto sulla convergenza del 2010, in cui valuta la convergenza economica e legale di nove Stati membri dell’Unione europea: Bulgaria, Repubblica Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia, Romania e Svezia. Nel complesso, secondo le conclusioni della BCE in molti paesi "sono emerse problematiche importanti connesse a vulnerabilità e squilibri accumulati in precedenza, che hanno dato luogo a un profondo processo di aggiustamento negli ultimi anni. Sotto la spinta della crisi finanziaria ed economica mondiale, il PIL in termini reali ha registrato una caduta o una forte contrazione nella maggior parte degli Stati membri in esame. Se da un lato l’indebolimento dell’attività economica unitamente alle influenze esterne ha contribuito a frenare l’inflazione, dall’altro le situazioni di finanza pubblica hanno mostrato un brusco deterioramento e i premi per il rischio paese, come denotano i tassi di interesse a lungo termine, sono aumentati in misura significativa". Per quanto riguarda la finanza pubblica, rispetto al rapporto del 2008 è emerso un forte deterioramento nella maggior parte dei paesi, riconducibile soprattutto al significativo peggioramento delle condizioni macroeconomiche. Nel 2009 Bulgaria, Repubblica Ceca, Lettonia, Lituania, Ungheria, Polonia e Romania hanno registrato un rapporto fra disavanzo pubblico e PIL superiore al valore di riferimento del 3%. La Commissione europea sta avviando una procedura per un disavanzo eccessivo nei confronti della Bulgaria, mentre gli altri paesi menzionati sono oggetto di una decisione del Consiglio sull’esistenza di un disavanzo eccessivo. Per il 2009 soltanto l’Estonia e la Svezia hanno evidenziato disavanzi inferiori al valore di riferimento. Per quanto riguarda il rapporto fra debito pubblico e PIL, nel 2009 solo l’Ungheria ha superato il valore di riferimento del 60%. Negli altri casi l’incidenza del debito è stata inferiore, sebbene sia aumentata in tutti i nove paesi analizzati, talvolta in misura considerevole. (9Colonne)

LOTTA ALL’EVASIONE, +32% RISPETTO AL 2008

I risultati della lotta all’evasione 2009 da parte dell’Agenzia delle Entrate superano il primato del 2008. Sono stati, infatti, incassati 9,1 miliardi di euro da gennaio a dicembre dello scorso anno grazie all’attività di contrasto all’evasione, il 32% in più rispetto al 2008, che era già stato un anno da record con quasi 7 miliardi riportati nelle casse dell’Erario. Nel biennio, quindi, per la finanza pubblica sono stati recuperati 16 miliardi. "I risultati raggiunti nel 2009 - ha detto il direttore dell’Agenzia, Attilio Befera - sono il frutto dell’impegno e della professionalità dei 36 mila dipendenti dell’Agenzia. Persone oneste, che lavorano ogni giorno con grande dedizione e professionalità, e che non possono essere messe in ombra dalle poche mele marce presenti, purtroppo, in ogni grande organizzazione". Come ha riferito il direttore centrale Accertamento, Luigi Magistro, s’impenna il riscosso dall’utilizzo degli istituti definitori dell’adesione e dell’acquiescenza (4,3mld), con un balzo in avanti del +72% rispetto al 2008 (2,5mld). E’ boom anche per gli accertamenti sintetici, con +81% per quelli eseguiti (oltre 28 mila) e +61% per la maggiore imposta accertata (460mln); nonché per gli accertamenti assistiti da indagini finanziarie, che registrano + 25% (passando da circa 7 mila a quasi 9 mila). Gli interventi esterni si sono concretizzati in più di 9 mila verifiche e controlli mirati, con buoni risultati sia in termini di maggiore Iva - pari a 673 milioni di euro - sia di rilievi ai fini di imposte dirette e Irap, pari, rispettivamente, a quasi 6,9 miliardi e a 5,4 miliardi di euro. Quanto alle linee d’azione per il 2010 il direttore vicario, Marco Di Capua, ha precisato che "nell’area della prevenzione e del contrasto all’evasione l’Agenzia punterà al consolidamento dei risultati raggiunti migliorando ancora l’efficienza e l’efficacia dissuasiva dei controlli". Al fine di verificare i riflessi sui comportamenti dei contribuenti che sono stati accertati con esito positivo, l’Agenzia ha già avviato, e intende proseguire nel corso del 2010, uno studio per misurare il grado di adeguamento, in termini di adempimento spontaneo, negli anni successivi, in modo da conoscere quanta parte dell’evasione recuperata si traduce in un incremento della compliance. Per quanto riguarda i servizi ai contribuenti Di Capua ha ricordato che nel 2010 "la centralità del rapporto con il contribuente, ancor più che in passato, sarà il punto di riferimento dell’Agenzia". (9Colonne)

VERSAMENTI D’IMPOSTA, NUOVA CAMPAGNA DI CONTROLLI

Parte una nuova campagna di controlli volta a intercettare i contribuenti che non hanno versato, in tutto o in parte, le imposte dovute nell’anno in corso, come ad esempio le imposte sui redditi – acconto e saldo – l’Iva periodica e a saldo, le ritenute operate e così via. Una direttiva firmata il 30 novembre dal direttore dell’Agenzia delle Entrate lancia l’operazione, che ha l’obiettivo di contrastare un fenomeno che, negli ultimi tempi, ha assunto dimensioni preoccupanti, determinando un danno per l’erario particolarmente rilevante in un momento così delicato per la finanza pubblica. L’Agenzia – spiega una nota - individuerà le situazioni anomale analizzando i comportamenti adottati nel corso del 2009 alla luce anche di quelli tenuti negli anni precedenti. L’assenza di un versamento periodico, ad esempio, verrà considerata anomala – e quindi da approfondire – se il contribuente nei mesi o negli anni precedenti ha costantemente versato le somme dovute allo stesso titolo, come nel caso dell’Iva periodica o delle ritenute. Anche i versamenti degli acconti d’imposta saranno oggetto di analisi e monitoraggio per individuare eventuali omissioni. Le posizioni a rischio saranno oggetto di specifiche attività di controllo. La direttiva prevede inoltre che, nell’ambito delle ordinarie attività di verifica, vengano effettuati appositi controlli sulla tempestività e congruità dei versamenti eseguiti nel corso del 2009, tenendo conto della tipologia del contribuente, della sussistenza di specifici fattori di rischio e della particolare entità degli importi dovuti. (9Colonne)

PROPOSTA CERM: LIBERALIZZIAMO I SALDI

A ottobre, l’indice armonizzato europeo dei prezzi al consumo (l’Ipca) fa registrare una variazione congiunturale di +0,4% ed una tendenziale di +0,3. Osservando l’indice nazionale (il Nic), le variazioni sono un po’ più contenute ma entrambe positive: +0,1% la congiunturale, +0,3 la tendenziale. Inoltre la variazione tendenziale della componente di fondo (escludendo, cioè, energetici e alimentari non lavorati) si attesta al +1,3%, confermando il dato del mese precedente. L’inflazione annuale sinora acquisita è del +0,7% nell’ipotesi che l’indice Nic si confermi allo stesso livello anche nei restanti mesi dell’anno; ma se, come è probabile, dovesse continuare la serie delle variazioni positive sia nella congiuntura che nella tendenza, il 2009 – secondo gli econmisti del Cerm Fabio Pammolli e Nicola C. Salerno- chiuderebbe con un inflazione attorno al +1%. Se si osservano le serie storiche dell’indice armonizzato dall’ottobre del 2007 (pre crisi) ad oggi, i prezzi al consumo hanno fatto registrare solo tendenziali positivi, con la sola eccezione di un -0,1% a luglio 2009. Sul lato congiunturale, solo in 6 occasioni su 25 mesi si sono verificate correzioni al ribasso. La dinamica inflativa ha continuato senza interruzioni, incurante della recessione e della caduta della produzione industriale e dei consumi delle famiglie. Anche adesso che, passate le fasi più acute della crisi, produzione industriale e consumi delle famiglie restano deboli, più deboli in Italia che nella media dei Partner Ue, i prezzi al consumo restano insensibili. In Eurozona, il congiunturale Ipca di ottobre è di +0,2% (inferiore di 2 punti rispetto all’Italia), mentre il tendenziale è negativo per -0,1% (in Italia +0,3%). Paesi come Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Portogallo e Spagna stanno già da alcuni mesi facendo registrare tendenziali negativi. Solo Olanda, Finlandia e Grecia hanno tendenziali di ottobre superiori a quello italiano. Insomma, in Italia i prezzi son rigidi alle condizioni dell’economia e dei mercati, anche in una fase ciclica avversa di proporzioni storiche come quella che stiamo vivendo. In queste condizioni, sicuramente specchio di una insufficiente concorrenza nella distribuzione commerciale e al dettaglio, secondo il Cerm sarebbe opportuno liberalizzare completamente i saldi di stagione, uno dei passi non compiuti dalla recenti riforme "Bersani". Ne deriverebbe un chiaro sostegno ai redditi delle famiglie e ai loro consumi, con effetti di stimolazione della produzione e dei volumi di vendita degli stessi distributori al dettaglio. Se le condizioni di finanza pubblica non rendono praticabile, neppure quest’anno, la detassazione delle tredicesime, quest’altro tipo di intervento sarebbe una misura anticiclica a costo zero per l’Erario, e anche in linea con le esigenze di apertura e ammodernamento dei mercati. Per il Cerm va decisa subito, in modo che possa dispiegare per tempo gli effetti positivi, incentivando comportamenti concorrenziali e riduzioni dei prezzi da subito. (9Colonne)

TREMONTI: INCERTEZZA SULLA VELOCITA’ DELLA RIPRESA

La ripresa è vicina, ma c’è incertezza sulla futura velocità della crescita dell’economia. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. I dati macroeconomici, ha detto, “suggeriscono un rimbalzo” dell’economia nel nostro Paese “tra la seconda metà dell’anno in corso e l’inizio del 2010. Tuttavia, la velocità, della crescita da quel momento in poi rimane incerta. La ripresa dell’economia italiana si sta sviluppando largamente in linea con il resto d’Europa. Sin dalla primavera scorsa, e con maggiore convinzione questa estate, sia gli indicatori di fiducia che quelli sulla congiuntura sono rimbalzati notevolmente”. "Dall’estate 2009 – ha aggiunto – le condizioni complessive della congiuntura sono migliorate con segnali di stabilizzazione e ripresa. Le tensioni sui mercati internazionali si sono attenuate e anche le Borse registrano un progressivo aumento”. In ogni caso, ribadisce Tremonti, “siamo ancora in terra incognita”. Per quanto riguarda l’Italia, prosegue il ministro, “si registrano segni positivi, sale la fiducia dei consumatori e da aprile la produzione industriale ha arrestato la caduta”. Inoltre, “i dati sull’andamento economico che si stanno accumulando sono positivi”. Tremonti ha poi affermato che il Pil italiano scenderà quest’anno “di circa il 5%, in larga parte a causa della dura contrazione durante l’inverno”. Per quanto riguarda la finanza pubblica, l’indebitamento netto dell’Italia, ha specificato il ministro, "è tra i più contenuti, attestandosi al livello che nel 2010, per la prima volta in tanti anni, è inferiore alla media europea”. Per il prossimo anno, spiega Tremonti, il livello di deficit “resta fissato al 5%. Crediamo che un deficit oltre la soglia del 5% non sarebbe augurabile. E’ giusto continuare nella logica della prudenza dato l’elevato debito pubblico italiano. La politica della prudenza è fondamentale". Relativamente all’azione di contrasto alla crisi messa in opera dal governo, Tremonti ha affermato: "Abbiamo agito con tempestività nella convinzione che la stabilità finanziaria sia fattore essenziale per il Paese e per la crescita”. La Finanziaria, in particolare, non contiene una manovra ma solo interventi ordinari e alcune proroghe. “Sarà possibile un eventuale potenziamento quando emergerà un gettito da destinare a finalità sociali”. Il ministro dell’Economia ha spiegato che "a oggi non c’è nessuna decisione europea sulla tempistica dell’exit strategy, siamo di fronte ad una elevata incertezza sulle prospettive dell’economia che non trova precedenti prossimi storici ha richiesto forte prudenza per evitare effetti contrari agli interesse generali”. (9Colonne)

FINANZA PUBBLICA: ON LINE TUTTE LE CONSULENZE

Sul sito del Ministero del Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione (www.innovazionepa.it) sono consultabili i primi dati che si riferiscono agli incarichi di consulenza e collaborazione esterna affidati dalle Amministrazioni pubbliche e comunicati dalle stesse all’Anagrafe delle Prestazioni relativamente all’anno 2008. I dati pubblicati si riferiscono a quanto presente nella banca dati informatica alla data del 2 luglio 2009. Gli elenchi, suddivisi per comparto e settore di appartenenza dell’amministrazione dichiarante, riguardano gli incarichi affidati a consulenti e collaboratori esterni con la descrizione e la durata dell’incarico, l’importo previsto da corrispondere, nonché l’importo erogato nel periodo di riferimento a fronte di quell’incarico (art. 53 del D.Lgs. 165/2001 comma 14). Gli incarichi sono tutti quelli regolarmente approvati dal Responsabile del Procedimento di ogni amministrazione e trasmessi dalle Amministrazioni pubbliche, per via telematica, tramite il sito web www.anagrafeprestazioni.it. La loro divulgazione rientra nell’ambito dell’Operazione Trasparenza avviata nel giugno 2008 dal Ministro Renato Brunetta con la pubblicazione dei dati relativi agli anni 2006 e 2007 e che ha introdotto per la prima volta, in pieno accordo con il Garante della privacy, la diffusione online dei dati sulle consulenze, come già stabilito dalle vigenti disposizioni di legge sull’anagrafe delle prestazioni. Il primo blocco di elenchi, pubblicato ieri, si riferisce agli incarichi conferiti da Amministrazioni centrali (Presidenza del Consiglio e Ministeri, Agenzie Fiscali, Magistratura, Forze Armate e di Polizia, Enti pubblici non economici), Regioni, Autonomie locali e territoriali. Nei prossimi giorni verranno integrati con quelli dei comparti Scuola e Università, Sanità, AFAM (Enti di Alta Specializzazione Artistica e Musicale), Aziende autonome, Enti di ricerca ed Enti di Vigilanza.

Complessivamente, gli elenchi relativi all’anno 2008 riguardano 11.608 amministrazioni che hanno comunicato 285.466 incarichi, per un totale di compensi che gravano sulla finanza pubblica per un totale di 1.449.411.992,27 euro. Nel mese di settembre 2008 le amministrazioni che avevano effettuato la comunicazione per l’anno 2007 erano 9.843 unità, per 269.455 incarichi, per un totale di compensi erogati pari a 1.354.509.416,21 euro. Confrontando i dati relativi ai due anni di osservazione, si registra un incremento pari al 17,93% delle amministrazioni che hanno effettuato la comunicazione. L’Operazione Trasparenza avviata dal Ministro Renato Brunetta continua quindi a determinare un miglior comportamento delle pubbliche amministrazioni nel rispettare le scadenze di legge. Rimane peraltro un numero cospicuo di amministrazioni (poco meno del 50%) che o non hanno conferito alcun incarico oppure non hanno trasmesso, nei tempi e con le modalità previste, i dati sulle consulenze. Per questo motivo si può continuare a stimare che esistano circa 500.000 consulenze per un ammontare pari a circa 2.500.000.000 di euro. Come previsto dal comma 14 dell’art. 53 Dlgs. 165/01, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha trasmesso alla Corte dei conti "l’elenco delle amministrazioni che hanno omesso di effettuare la comunicazione, avente ad oggetto l’elenco dei collaboratori esterni e dei soggetti cui sono stati affidati incarichi di consulenza", relativamente all’anno 2007, affinché possa verificare la posizione di ciascuna. Si ricorda, infatti, che la legge (art. 53, comma 15 del decreto legislativo 165/2001) prevede che le amministrazioni che hanno omesso gli adempimenti di comunicazione, non possono conferire nuovi incarichi fino a quando non adempiono. (9Colonne)