ECONOMIA REALE VERSUS FINANZA
"Altreconomia" dedica la copertina di febbraio a una infografica che aiuta a comprendere le dimensioni dell’economia reale e di quella finanziaria. La prima, pur cresciuta del 73% tra il 2003 e il 2010, vale 64mila miliardi di dollari di prodotto interno lordo. La seconda, che nello stesso periodo ha conosciuto un incremento del 167%, oggi vale 857mila miliardi. La parte da leone la fanno i derivati (605mila miliardi nel 2010; 708mila stimati nel 2011), che per il 96,2% vengono scambiati su mercati non regolamentati. Solo i credit default swap, le "scommesse" sui fallimenti di un Paese o un’azienda, valgono 62mila miliardi di dollari, quasi il Pil mondiale. L’economia reale, in Italia, è fatta da 4,4 milioni di imprese, di cui 4,15 milioni (pari al 94,8%) con meno di 10 addetti. Sono 328, invece, le società quotate in Borsa a Milano: le prime 75 realizzano il 90% della capitalizzazione totale, pari a circa 300 miliardi di euro. Di fronte a un quadro del genere, e al ruolo della finanza e dell’economia di carta, Antonio Tricarico, coordinatore della Campagna per la riforma della Banca mondiale, suggerisce un passo decisivo per il nostro Paese: "Non aver paura di dichiarare il default, per avviare una ristrutturazione del debito pubblico", che ha toccato i 1.924 miliardi di euro, pari al 121,1% del Pil. (9colonne)

