Archive for Finanza

DOPPIA ANTEPRIMA PER IL FESTIVAL DELL’ECONOMIA

Con la sua sesta edizione il Festival dell’Economia si dilata nello spazio e si proietta nel tempo. Ai quattro tradizionali giorni d’incontri, tra economisti, operatori dell’informazione, statistici, studiosi, imprenditori e personalità pubbliche - a Trento dal 2 al 5 giungo – si aggiungono infatti due anteprime. Il 26 maggio, sempre a Trento, in collaborazione con la Federazione Trentina della Cooperazione, lectio di Amartya Sen, Premio Nobel per l’Economia nel 1998 sul tema del Festival: "I confini della libertà economica". Il 28 maggio a Napoli appuntamento per discutere "Il sommerso e l’economia da svelare" – ospitato nelle suggestive e significative "catacombe" - a cura della Fondazione Ahref e della Fondazione per il Sud. Non solo. Sabato 4 giugno, anche Rovereto ospiterà i protagonisti del Festival con un’attenzione particolare alla declinazione ambientale dei temi dell’economia, un carattere che diventerà permanente nelle edizioni a venire e che quest’anno, imprescindibilmente, affronta il tema del nucleare tornato alla ribalta dopo il terremoto in Giappone. Ancora una volta l’attualità dell’economia e della finanza sarà analizzata e interpretata dalle voci più autorevoli del dibattito pubblico. Nei giorni scorsi il presidente della Provincia autonoma di Trento Lorenzo Dellai, il presidente dell’Università di Trento Innocenzo Cipolletta, il professor Tito Boeri, coordinatore scientifico dell’iniziativa, e il presidente di Laterza Editore Giuseppe Laterza hanno presentato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il programma della sesta edizione del Festival dell’Economia. Il Presidente della Repubblica ha voluto infatti concedere il proprio alto Patronato alla sesta edizione di questa importante manifestazione. (9colonne)

TRENTO: I CONFINI DELLA LIBERTA’ ECONOMICA

La sesta edizione del Festival dell’Economia, l’evento che ogni anno per quattro giorni attira a Trento economisti, operatori dell’informazione, studiosi, statistici, esponenti del mondo della finanza, imprenditori e personalità pubbliche di rilievo nazionale e internazionale avrà come tema "I confini della libertà economica" e si terrà dal 2 al 5 giugno. "Quest’anno nella scelta del titolo abbiamo colto nel segno", osserva Tito Boeri, direttore scientifico del Festival. "Basta guardare alle prese di posizione dell’Unione Europea e ai vari piani nazionali di riforme che tentano di ridefinire i confini tra iniziativa privata e tutela pubblica con l’obiettivo di rendere più efficiente l’intervento dello Stato". Tra le principali novità di quest’anno, l’allargamento del Festival sia nello spazio, con il coinvolgimento della città di Rovereto, sia nel tempo, con due anteprime in programma il 26 e il 28 maggio, una delle quali a Napoli per raccogliere la crescente attenzione e partecipazione tra i giovani del Sud. Nuova anche la formula del "pro e contro", gli incontri all’insegna del dibattito approfondito, al di là degli slogan, su questioni centrali nel rapporto tra iniziativa pubblica e privata, in cui saranno coinvolti gli studenti, gli ospiti e i relatori e il pubblico con l’allargamento della riflessione finale ai risultati delle indagini Istat proprio sui temi toccati. Tematiche cruciali e di attualità al centro del Festival saranno soprattutto l’immigrazione e i problemi dei rifugiati - con la presenza del ministro Maroni - ma si parlerà anche di regolamentazione della prostituzione, di disponibilità delle risorse idriche, di tasse di successione e di finanziamenti all’università italiana. "Il Festival ci offre un’occasione per riflettere su come l’economia i confronta con tutti gli altri temi della nostra vita – spiega Innocenzo Cipolletta, presidente dell’Università di Trento. La parola confine, citata nel titolo dell’edizione 2011, è sì da intendersi come frontiera, come limite, ma anche come punto di passaggio verso nuovi orizzonti e argomenti. Attraverso quella impostazione multidisciplinare che rispecchia il modo di porsi e di affrontare le questioni che è tipico delle Università. Un’apertura che invita al dialogo è un fatto importante, soprattutto nel nostro Paese, certamente diviso su molte questioni ma anche disposto a sentire le ragioni degli altri. È questo il primo passo per contrastare la tendenza al populismo" . Il Festival mantenerà la formula delle precedenti edizioni anche nei numeri (40 incontri e 36 nel programma partecipato, molto ricco), adatti a garantire una fruizione ottimale. Significativa la presenza nel programma 2011 dei relatori stranieri (30 su 52), dei non economisti (24) e delle donne (14). Il Presidente della Repubblica ha concesso il suo alto Patronato a questa nuova, attesa edizione del Festival dell’economia. (9colonne)

THE ECONOMIST LANCIA "THINKING SPACE"

L’ Economist, con la sua nuova campagna di annunci, chiede: " Da dove nascono le tue idee?" ("Where do you get your ideas?"). Il settimanale annuncia il lancio di un’ applicazione iPhone e di un sito web interattivo progettato per permettere di localizzare gli altri lettori dell’Economist, scoprire e condividere i luoghi in cui pensano e nascono le loro idee. La campagna si propone "di costruire una consapevolezza diversa del marchio Economist in tutta Europa e superare eventuali pregiudizi diffusi che il settimanale si concentri solo su temi di finanza ed economia". "Partendo dai nostri lettori – si legge in una nota dell’editore - abbiamo voluto creare un mondo pieno di spazi dedicati ai loro pensieri favoriti, con l’intento di mostrare come la diversità dei nostri lettori riflette l’ampiezza dei nostri contenuti e stimola la riflessione dell’Economist". L’applicazione è disponibile per il download gratuito negli Apple Store e su http://thinkingspace.economist.com. La piattaforma ha lanciato anche una serie di spazi "vetrina" per i lettori. Ad esempio il fashion designer Andrea Llosa raccomanda il suo cafè preferito a Barcellona. L’imprenditore attivo nel settore dei media e del marketing Conrad Fritzsch suggerisce una scuola di cucina a Berlino; mentre il cineasta sperimentale e musicista Carlos Casas raccomanda la Passerelle Simone de Beauvoir che attraversa la Senna a Parigi. Per caricare “Thinking Space”, bisogna utilizzare la mappa in modo da individuare rapidamente il proprio spazio, poi basta semplicemente caricare una foto e una descrizione del luogo. L’intero contenuto è pubblico e condivisibile, quindi se si sta visitando una città nuova, o se si sta facendo il turista nella propria città, la piattaforma Economist Thinking Spaces sarà uno strumento prezioso per scoprire posti nuovi e stimolanti da visitare. (9colonne)

ARRIVA IN SENATO IL DEF DI TREMONTI

Arriva in Senato il Def del 2011, il Documento di economia e finanza che, dopo la riforma della legge di contabilità ha sostituito il vecchio Dpef (dopo una breve apparizione di un altro documento chiamato Decisione di finanza pubblica). Quasi tutte le Commissioni discutono nella tre giorni prepasquale che si chiude mercoledì (da giovedì inizia una breve sospensione dell’attività parlamentare) delle parti di loro competenza, per arrivare all’approvazione di pareri destinati alla Commissione Bilancio. Che, dal canto suo, in questa settimana ha stilato un fitto calendario di audizioni ai massimi livelli, insieme ai colleghi della Quinta Commissione di Montecitorio: si è cominciato ieri sera coi sindacati, per arrivare al clou di questa sera, quando all’ora di cena è previsto l’intervento del ministro Tremonti, passando per Confindustria, Banca d’Italia e enti locali. Tremonti non è l’unico ministro che farà capolino a palazzo Madama questa settimana: anche il neotitolare delle Politiche Agricole, Saverio Romano, verrà ascoltato oggi dalla Commissione Agricoltura sulle linee programmatiche del suo Dicastero. Senza dimenticare l’intervento di Frattini sulla Libia, stavolta alla Camera, davanti alle Commissioni Esteri e Difesa dei due rami del Parlamento. Sul fronte legislativo, riflettori puntati sull’ufficio di presidenza odierno della Commissione Giustizia, che dovrebbe stilare il calendario dei lavori sul processo breve. Possibile, infine, l’approvazione, da parte della Commissione Sanità, del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sul trasporto degli infermi e la rete di emergenza-urgenza. (9colonne)

REAL ESTATE: FARI PUNTATI SUGLI INVESTIMENTI INTERNAZIONALI

Punta i riflettori sugli investitori la seconda edizione di TrE - Tourism real Estate organizzata da Expo Venice e in programma dal 4 al 6 maggio all’Arsenale di Venezia, dove un pubblico eterogeneo – composto da architetti, investitor, istituzioni, hotel group, sviluppatori, progettisti e agenzie immobiliari – si darà appuntamento per discutere sui trend di mercato e sull’ appealing che il Belpaese ha in ambito internazionale, in un frangente che segna ancora sofferenze sul fronte della finanza immobiliare, ma che al tempo stesso registra importanti segnali di ripresa in ambito turistico. Il turismo contribuisce in Italia per il 9,7% alla formazione del prodotto interno lordo, per un ammontare complessivo di oltre 147 miliardi di euro, e un’ occupazione complessiva di oltre due milioni di unità, nell’ ordine quindi del 10% del totale. Numeri importanti, che potrebbero crescere in maniera esponenziale e dare nuovo ossigeno anche al real estate se si considerano le potenzialità del nostro Paese, dove lo sviluppo dell’ industria turistica non può prescindere dalle caratteristiche del "fattore immobiliare". Da un recente Investment Outlook di JLL Hotels emerge che nel corso del 2011 gli investimenti alberghieri nell’area Emea raggiungeranno un volume di 8,3 miliardi di euro, con un aumento del 18% sul volume realizzato nel 2010. Forti segnali di ripresa, quindi, che si affiancheranno al graduale recupero dei valori di mercato dopo la crisi economico-finanziaria degli ultimi anni. A seguito della nascita di nuovi fondi, sarà disponibile sul mercato una notevole quantità di capitale alla ricerca di investimenti immobiliari nel settore alberghiero. In particolare, le previsioni evidenziano un indice di crescita sostenuto nelle vendite, fino a superare gli 8 miliardi, di cui una piccola parte (circa il 7%) sarà generata da vendite finalizzate alla ristrutturazione del debito, una situazione che offrirà opportunità molto interessanti in un mercato caratterizzato da limitate opportunità di finanziamento. L’aumento della domanda corporate e dell’attività congressuale prevista, con ovvi benefici sui tassi di crescita dei ricavi medi per camera, indurranno inoltre il miglioramento delle performance di redditività delle strutture e, di conseguenza, l’interesse degli investitori. Un segnale che TrE ha voluto cogliere e „cavalcare‟, invitando importanti realtà internazionali a raccontare le proprie strategie a breve termine- (9colonne)

INVESTMENT CHALLENGE, VINCE IL POLITECNICO DI MILANO

Un team di studenti del Corso di Laurea in Ingegneria Gestionale del Politecnico di Milano ha vinto a Madrid la finale per la Regione EMEA della Global Investment Research Challenge e si recherà l’8 aprile ad Omaha, Nebraska, per concorrere al titolo mondiale. La Global Investment Research Challenge è una competizione con finalità formative organizzata da CFA Institute, affermata associazione di professionisti della finanza, e dall’affiliata Italian CFA Society. Obiettivo della sfida è promuovere le best practices tra i futuri analisti finanziari e dare agli studenti universitari la possibilità di conoscere da vicino il settore in cui si preparano ad operare. Gli studenti vengono seguiti da affermati professionisti in tutte le fasi di preparazione del lavoro, dalla analisi iniziale alla presentazione delle raccomandazioni ad un panel di esperti. La valutazione esamina sia i contenuti tecnici dello studio, sia l’efficacia della presentazione e la capacità di gestire le richieste di approfondimento da parte dei giudici. A Madrid il team italiano ha sfidato le squadre provenienti dal Centro Internacional de Formacion Financiera (Spagna), dalla Stockholm School of Business (Svezia) e dalla Copenhagen Business School (Danimarca) in una selezione che ha visto coinvolte 21 squadre provenienti dai migliori atenei della regione EMEA. Nella finale che si terrà l’8 aprile in Nebraska, il team italiano sfiderà gli studenti della Thammasat University (Tailandia) e della Rutgers University (USA), vincitori rispettivamente per l’area Asia-Pacifico e per le Americhe. La fase precedente della Challenge per l’Italia si era svolta a Milano con la partecipazione di altri cinque atenei italiani: la Libera Università di Bolzano, la Bocconi, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università di Padova e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Nel ruolo di analisti finanziari Anna Belli, Francesca Maria Claudio, Nicolò Rolando, Giacomo Saibene e Stefano Viganò hanno presentato un report di analisi sul Gruppo Piaggio. Il team è stato coordinato e supportato dal professor Marco Giorgino, ordinario di Finanza Aziendale presso il Politecnico di Milano e MIP, School of Management, e dall’ingegner Marco Jean Aboav, dottorando in Ingegneria Gestionale presso il Politecnico di Milano, nel ruolo di Faculty Advisors. Andrea Dal Santo, CFA, membro del Consiglio Direttivo di Italian CFA Society, è stato il loro Industry Mentor. (9Colonne)

IMPRESE: LA LOMBARDIA E’ PRIMA IN EUROPA

La Lombardia è la regione più "imprenditoriale" in Europa: con oltre 820 mila imprese si classifica prima tra le regioni europee, precedendo l’Ile de France (fermo a 628 mila imprese) e la Catalogna (547 mila imprese). Questo grazie a una voglia di fare impresa tra i suoi cittadini che è il doppio della media europea: in Lombardia c’è 1 impresa quasi ogni 10 abitanti (rapporto imprese su popolazione: 8,4%), rispetto a poco meno di 1 impresa ogni 20 abitanti nel resto d’Europa (4,3%). E così non stupisce che pur avendo solo il 2% della popolazione in Europa, la Lombardia fornisca il 4% delle imprese totali attive. E il peso delle imprese lombarde sul totale europeo cresce ancor di più nel settore manifatturiero (arrivando al 6,1%), nelle attività immobiliari (5,3%) e nelle attività professionali, scientifiche e tecniche (4,4%). Si tratta per lo più di imprese piccole: in media l’impresa lombarda ha 4,2 addetti, rispetto ai 9,8 europei. Ben 196 regioni (su 262) in Europa presentano una dimensione media di impresa superiore a quella lombarda. Ma non solo Lombardia: tra le prime 10 regioni europee per imprese, ben 6 sono le italiane. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Eurostat del 2010 su 262 regioni europee (i settori dell’agricoltura e della finanza non sono inclusi nel dataset Eurostat). (9Colonne)

“I GUASTI DEL LIBERO MERCATO”

Molta della finanza facile, quella che oggi è in default, è stata fatta dai giovani trentenni di Londra e New York: intelligenti, cinici, lavoratori; ma anche ignoranti, presuntuosi, arroganti: erano l’élite destinata a cambiare il mondo e trattavano coloro che con prudenza ricordavano le situazioni negative di un passato pur recente come ruderi da museo. La ragioneria poi era una materia da trogloditi: quanti fra i giovani bankers sapevano che cos’è, e sapevano usare, un mastrino? E quanti, invece di imparare la lezione di Lehman, hanno scelto di rimuovere e ignorare tutto? Nel libro "I guasti del libero mercato" (Egea, 137 pag, 18 euro), l’autore Arnaldo Borghesi ripercorre le fasi salienti della prima crisi letteralmente globale, originata dalla finanza e propagatasi poi all’economia reale, i cui effetti stanno influenzando, e continueranno a influenzare nei prossimi anni, le economie mondiali e soprattutto quella italiana. Nel libro vengono approfondite le radici della crisi, da ricercarsi sia nella storia economica e politica degli ultimi tre-quattro decenni, sia nelle scelte sbagliate operate da parte delle autorità competenti e dagli atteggiamenti di coloro che operano nella finanza. Sono loro che hanno contribuito, secondo l’autore, a creare le condizioni perché i pilastri su cui si basava il sistema del libero scambio e della deregulation crollassero: dalla crescita dimensionale delle grandi corporation e delle banche, che sono diventate troppo grandi per fallire anche quando i loro bilanci l’avrebbero imposto, all’utilizzo spregiudicato della leva finanziaria nelle operazioni di M&A, al fallimento degli organismi di controllo, al superamento del concetto stesso di rischio da parte della moderna ingegneria finanziaria. La conclusione è chiara: l’obiettivo di massimizzazione dei profitti a breve da parte delle banche e del mondo finanziario in genere ha condotto ad una politica del credito "facile" che, in spregio ad un’attenta valutazione del rischio, ha inondato per anni di liquidità le economie. Ma il gioco non ha retto e l’economia reale delle imprese e delle famiglie ne sta pagando il conto. La seconda parte del libro, Borghese la dedica all’analisi della crisi in Italia, una crisi che si è innestata sulla crisi internazionale, ma che nel nostro Paese ha caratteristiche peculiari. In Italia la crisi si origina dalla stessa struttura finanziaria e dall’assetto regolamentare di un Paese in cui la proprietà delle aziende è ancora soprattutto privata e dove i patti di sindacato, le partecipazioni incrociate, le holding a cascata, le azioni a voto limitato sono strumenti largamente utilizzati, non solo al fine di mantenere il controllo limitando il più possibile gli investimenti di capitale, ma anche per consentire a gruppi di azionisti di perseguire interessi eterogenei, spesso distanti dalla mera creazione di valore. Dato il venir meno di motivazioni di carattere economico, qual è il collante che tiene insieme nel patto di sindacato RCS azionisti tanto eterogenei? I meccanismi di controllo di Generali, di Intesa Sanpaolo e di Unicredit rispondono agli effettivi interessi dei soci, tra cui il mercato? Tali meccanismi sono allineati agli standard delle public company di matrice anglosassone? In che misura il "peccato originale" della privatizzazione di Telecom Italia e della successiva OPA di Colaninno ha influito, influisce e continuerà ad influire sulle scelte industriali e sulle decisioni strategiche del primo gruppo telefonico italiano? Nella terza e ultima parte, infine, l’autore fa una disamina dei principi e delle pratiche della finanza straordinaria, che la crisi ha messo in discussione, anche questi però letti attraverso il racconto di casi dalla della nostra storia finanziaria recente: dalla fusione tra Unicredit e Capitalia alla conquista di Antonveneta da parte di ABN Amro prima e di Monte dei Paschi poi, dalla battaglia per il controllo di BNL alle vicende della Popolare di Lodi. Arnaldo Borghesi è partner della Borghesi Colombo & Associati S.p.A, società di advisory in operazioni di finanza straordinaria. E’ stato amministratore delegato di Lazar Italia e direttore generale di Cofide, holding del Gruppo De Benedetti. Insegna finanza straordinaria d’impresa all’Università di Trento e crisi di impresa all’Università Bocconi. (9Colonne)

TARANTOLA: NON BASTA CREARE “VALORE PER GLI AZIONISTI”

"Gli obiettivi reddituali, e questa è una lezione della crisi, vanno conseguiti in una visione di lungo periodo, avendo riguardo alla robustezza del bilancio e alla preservazione del capitale economico nel tempo. Il perseguimento di una crescita aziendale sostenibile e responsabile, che tenga conto delle esigenze di tutti gli attori in gioco, è il migliore presidio alla stabilità". Lo ha detto il vice direttore generale della Banca d’Italia, Annamaria Tarantola, inaugurando a Napoli il "Master in Finanza avanzata" della Scuola di Alta Formazione dell’Istituto per ricerche ed attività educative (I.P.E.). "Il processo produttivo – ha proseguito Tarantola - deve svilupparsi avendo riguardo alla remunerazione degli azionisti ma anche alle esigenze dei dipendenti (ai quali spetta un’adeguata retribuzione), dei clienti (ai quali vanno offerti prodotti di qualità al giusto prezzo), dei cittadini (che non devono essere chiamati a sostenere oneri impropri connessi, ad esempio, ai dissesti bancari). Si è molto insistito negli ultimi anni sulla creazione di valore per gli azionisti, ma a lungo andare non la si può realizzare senza tener conto del benessere di tutti i soggetti coinvolti nel processo produttivo. Dal soddisfacimento delle loro esigenze trae vantaggio l’impresa stessa: dipendenti motivati, clienti soddisfatti, cittadini fiduciosi sono un asset fondamentale. La finanza non deve essere fine a se stessa, bensì uno strumento al servizio della crescita. Va usata in modo corretto. Le regole servono perché ciò si realizzi; comportamenti improntati alla correttezza e alla prudenza fanno il resto". (9Colonne)

IRAP: LA CONSULTA DA’ RAGIONE ALLA PROVINCIA DI TRENTO

La Corte Costituzionale ha dato ragione alla Provincia autonoma di Trento in merito alla riduzione di un punto percentuale dell’aliquota Irap nel settore agricolo e per le cooperative della piccola pesca e loro consorzi, oggetto di una legge provinciale, la n. 2 del marzo 2009, impugnata dal Consiglio dei Ministri. Lo Stato sosteneva che la Provincia autonoma di Trento, come le altre Regioni, potesse modificare fino al massimo di 1 punto percentuale la sola aliquota base dell’Irap (ora fissata al 3,90%), ma non le aliquote speciali (quale quella relativa al settore agricolo e della piccola pesca). Con una sentenza del 15 dicembre la Corte ha stabilito che, alla luce delle modifiche apportate allo Statuto in materia di finanza provinciale nel dicembre 2009 (art. 73 dello Statuto), la Provincia gode di una maggiore autonomia rispetto alle altre Regioni, potendo, nell’ipotesi in cui il gettito di un tributo erariale sia interamente devoluto alla Provincia stessa, modificare "liberamente" le aliquote delle imposte erariali, con il solo limite del rispetto delle “aliquote superiori" fissate dalla legge statale. Soddisfazione è stata espressa dal presidente Lorenzo Dellai secondo il quale, con questa sentenza, “vengono riconosciute nuovamente, anche in questa materia, le prerogative dell’Autonomia speciale, ma viene parimenti confermata la bontà del lavoro svolto dall’amministrazione provinciale, nel muoversi con competenza all’interno dei parametri fissati dalla legge. Tutto ciò con l’obiettivo di sostenere settori vitali della nostra economia come quello agricolo, le cui ricadute per l’intera comunità sono ben note”. (9Colonne)