Archive for Finanza

FIDEURAM FORMA 700 PRIVATE BANKER

Banca Fideuram intende formare 700 neolaureati da avviare, su tutto il territorio nazionale, alla professione di consulente finanziario. Per garantire un’adeguata preparazione e per intraprendere la professione di Private Banker in Banca Fideuram, sarà messo a disposizione dei giovani aspiranti consulenti un percorso formativo qualificato che ha come punto di partenza il "1° Master Banca Fideuram in Private Banking", in collaborazione con la Business School de Il Sole 24 Ore e la Facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata di Roma. A questa edizione ne seguiranno altre 13 su tutto il territorio nazionale. Per la prima edizione del Master che si svolgerà da dicembre a Roma, verranno offerte 50 borse di studio (a copertura totale della quota di iscrizione) ad altrettanti giovani laureati in discipline economiche, giuridiche e scientifiche, che avranno dimostrato di possedere le qualità necessarie e la giusta motivazione per intraprendere la professione di consulenti finanziari. Il percorso formativo prevede tre fasi: la formazione in aula, un pre-inserimento nella Rete Banca Fideuram e l’ingresso vero e proprio nella stessa struttura di Rete. La formazione in aula, della durata di 4 mesi (450 ore), sarà svolta da docenti con importanti esperienze nel settore della finanza e da manager di Banca Fideuram. Saranno forniti inoltre supporti e strumenti necessari per prepararsi a tutti gli esami previsti. I giovani che avranno superato l’esame di fine corso saranno avviati all’attività di Private Banker in Banca Fideuram per un periodo di 6 mesi remunerato con un rimborso spese. In questa fase, saranno supportati da un manager di Rete che li guiderà al raggiungimento di obiettivi qualitativi e quantitativi predefiniti per accedere all’inserimento operativo vero e proprio. La terza e ultima fase, cioè l’inserimento in Rete, vero scopo dell’iniziativa, rappresenterà la parte conclusiva del percorso formativo. Un intenso programma di lavoro, della durata di 30 mesi, darà la possibilità ai consulenti finanziari junior di mettere in pratica le competenze acquisite e dimostrare le qualità necessarie per diventare un vero professionista, grazie anche a meccanismi gestionali, studiati appositamente, che aiuteranno i giovani a costruirsi un proprio portafoglio clienti. Per chi rispetta il percorso di crescita è assicurato un reddito minimo mensile. Nelle successive edizioni il programma di inserimento dei giovani riguarderà sia la Rete Banca Fideuram sia la Rete Sanpaolo Invest. Banca Fideuram, società del Gruppo Intesa Sanpaolo, è leader nel mercato italiano del risparmio con il 30% di quota di mercato e 70,8 miliardi di euro di attività in gestione con 616.000 clienti. La Rete è composta da oltre 4.300 Private Banker che operano su tutto il territorio nazionale con 97 filiali e 370 uffici. (9Colonne)

COME CAMBIA IL MERCATO DEI SERVIZI DI PAGAMENTO

A pochi mesi dal recepimento della nuova Direttiva europea sui Servizi di Pagamento (PSD, Payment Services Directive), il Gruppo Sia-Ssb organizza l’International Payments Summit "Do Yoy Sepa? – Drawing the future of the European payments market", che si terrà martedì 16 novembre presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, in Largo Gemelli 1, a Milano. Il convegno, giunto alla quinta edizione, è ormai diventato l’appuntamento di riferimento per il settore dei pagamenti e uno dei più attesi nel mondo del credito e della finanza. L’International Payments Summit rappresenta infatti un’importante occasione di dibattito e confronto sugli argomenti di maggiore interesse per il futuro economico-finanziario, ma anche socio-istituzionale, dell’Unione Europea. L’edizione 2010 farà il punto sull’evoluzione del mercato dei servizi di pagamento, in particolare nell’ambito delle relazioni tra la clientela, le banche, le imprese e la Pubblica Amministrazione. Al centro del dibattito, durante il quale Capgemini presenterà per la prima volta in Italia i dati del World Payments Report 2010, ci sarà il ruolo, attuale e futuro, delle direttive europee Sepa e Psd nel nuovo scenario, nonché l’emergere di nuovi attori, come le Payment Institutions, all’interno del sistema dei pagamenti europeo. Per rispondere a questi e altri interrogativi, il summit raccoglierà le testimonianze dei più autorevoli esponenti di Istituzioni Centrali, banche, imprese e P.A. Tra i relatori interverranno Daniela Russo (direttore generale Pagamenti e Infrastrutture di Mercato, Banca Centrale Europea), Paolo Marullo Reedtz (titolare Servizio di Supervisione sui mercati e sui sistemi di pagamento, Banca d’Italia), Alessandro Rivera (direttore generale, Direzione IV - Sistema Bancario e Finanziario - Affari Legali - Dipartimento del Tesoro, Ministero dell’Economia e delle Finanze), Giovanni Sabatini (direttore generale, ABI), Giacomo Vaciago (economista, Università Cattolica del Sacro Cuore), Stefano Pileri (presidente Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici), Giorgio De Rita (direttore generale, DigitPA), Gilbert Lichter (amministratore delegato, EBA Clearing), Bertrand Lavayssière (managing director, Global Financial Services, Capgemini Group), Chiara Frigerio (assistant professor e docente CeTIF, Università Cattolica del Sacro Cuore) e Nick Ogden (presidente e amministratore delegato di Voice Commerce Group). (9Colonne)

SERVIZI FINANZIARI, CONFERENZA EFPA

12 e 13 novembre prossimi si terrà a Roma, presso il Marriott Park Hotel, l’€FPA Italia European Conference 2010, un evento rivolto ai professionisti del settore dei servizi finanziari e realizzato anche con il supporto di Assogestioni. L’associazione sarà infatti presente alla due giorni con un proprio spazio espositivo per promuovere l’edizione 2011 del Salone del Risparmio nei confronti dei promotori finanziari. €FPA, €uropean Financial Planning Association, è la prima Organizzazione non governativa europea che prevede standard professionali, etici, di formazione e di esame accettati dal settore per gli operatori dei servizi finanziari in tutta Europa. E’ riconosciuta come autorità europea indipendente, obiettiva e trasparente nel campo dei servizi finanziari per l’organizzazione di esami destinati ai Financial Advisors e Financial Planners . Il programma dell’evento romano, intitolato "Le nuove sfide nella consulenza e nella pianificazione finanziaria: la certificazione, una risposta di qualità", propone un’agenda ricca di contenuti con seminari, tavole rotonde e interventi dei maggiori professionisti del settore su svariati argomenti come la gestione attiva, l’evoluzione del rischio, i rapporti tra produzione e distribuzione dei prodotti, l’ottimizzazione dei portafogli e la finanza comportamentale. Durante la Conference 2010 si svolgeranno anche i laboratori interattivi di €FPA Italia, i Think Tank, che tratteranno temi diversi e saranno guidati da componenti del Comitato Scientifico di €FPA Italia. La partecipazione di Assogestioni si inserisce nell’ambito della consolidata collaborazione con €FPA Italia, partner del Salone anche per l’edizione 2011. Il programma della prossima edizione del Salone del Rispamio, infatti, comprenderà corsi di formazione di cui verrà richiesto l’accreditamento a €FPA Italia e che potrebbero essere validi per il mantenimento della certificazione €FA. (9Colonne)

FINANZA ISLAMICA, CRESCITA RECORD

Consolidare la collaborazione economica coi Paesi del Golfo per accrescere gli scambi e cogliere le opportunità di investimento e finanziamento, anche attraverso l’introduzione in Italia di strumenti Sharia compliant: dai Sukuk, ossia i certificati di investimento conformi ai principi del Corano, agli strumenti islamici per la raccolta di fondi, fino ai prodotti di finanza islamica destinati al comparto retail. Con questo obiettivo, banche, imprese ed istituzioni italiane ed arabe si sono incontrate a Roma al Forum Internazionalizzazione dell’ABI, dedicato quest’anno al tema "Fare finanza islamica: come e perché", anche in vista della prossima missione di sistema che, all’inizio di novembre, vedrà dieci delle principali banche italiane in Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Il Forum – giunto alla sua quarta edizione - è stato l’occasione per fare il punto sulle relazioni economiche e finanziarie coi Paesi del Golfo all’indomani della crisi ed, in particolare, sul ruolo che l’Islamic Banking può giocare nell’economia italiana. Secondo studi recenti, infatti, la finanza islamica - che risponde sia alle regole del mercato che ai principi del Corano - è il segmento dell’industria finanziaria globale col più alto tasso di crescita (15-20% l’anno) ed entro il 2015 potrebbe superare i 4 trilioni di dollari di attività, con oltre 1,5 miliardi di risparmiatori interessati a questi prodotti. Nello stesso periodo, la finanza islamica potrebbe raggiungere in Italia un volume di ricavi pari a circa 170 milioni di euro, con una raccolta pari a circa 4,5 miliardi. "Già oggi - ha detto il vicepresidente dell’ABI, Guido Rosa, aprendo i lavori del Forum – diversi paesi europei sono pronti ad introdurre strumenti finanziari Sharia compliant. È importante non restare indietro e modificare il nostro impianto normativo, civilistico e fiscale, per favorire lo sviluppo della finanza islamica in Italia, aprendo la strada a nuove opportunità per gli intermediari e intercettando la grande liquidità dei paesi arabi". (9Colonne)

LIBRI: LA CRISI DELLA DEMOCRAZIA CAPITALISTA

A due anni dall’inizio della grande crisi finanziaria, secondo Richard A. Posner, giudice della Corte d’Appello degli Stati Uniti e lecturer alla University of Chicago Law School, i tempi sono maturi per una prima valutazione di come le democrazie, e in particolare l’amministrazione statunitense, hanno reagito alla crisi e per giudicare le proposte di riforme della regolamentazione finanziaria. E i giudizi nel suo nuovo volume ‘La crisi della democrazia capitalista’ (Università Bocconi editore, 2010, 391 pagg., 29,50 euro) non sono teneri. Secondo Posner la crisi ha travolto anche la politica e le sue istituzioni che invece dovrebbero intervenire con determinate riforme regolatorie che mancano, e che lui suggerisce, per riequilibrare i mercati. "Le sfide economiche che abbiamo di fronte non sono impossibili, ma forse non abbiamo le strutture governative e la cultura politica che occorrono per riuscire a vincerle," sostiene Posner. In particolare, gli Usa sanno "reagire prontamente ed efficacemente a una vera emergenza. Quando invece le sfide sono immense ma non c’è un’emergenza, il nostro sistema politico tende a rivelarsi inefficace". La prima parte del volume è dedicata a narrare le ragioni che hanno portato a quella che Posner sottolinea sia una depressione, e non recessione, e ad analizzare le contromisure prese successivamente. Posner rintraccia le radici della crisi della democrazia capitalistica di tipo americano in elementi come una politica basata troppo su gruppi d’interesse, nell’enorme debito pubblico e nell’assenza di regolamentazione e trasparenza nei mercati. E nello specifico sul programma di riforma della regolamentazione finanziaria dell’amministrazione Obama il giudizio è che appaia "affrettato, eccessivamente ambizioso, troppo politico e troppo interventista". Un’attenta analisi contenuta in un volume che secondo Guido Rossi nella sua prefazione "costituisce la più accurata descrizione della crisi finanziaria e della depressione sia per la dovizia dei dati frutto di un’impeccabile indagine sia per l’impianto teorico che rende le spiegazioni evidenti e accettabili". Nel suo intervento Rossi si trova d’accordo sulla conclusione di Posner che i regimi democratici siano incapaci di affrontare le gravi instabilità dell’economia capitalista e che la crisi prima ancora che economica sia politica. Auspicando poi che venga coltivata la proposta di "democratizzare l’economia di mercato". "La globalizzazione del capitalismo finanziario ha superato i confini e le regole dei singoli stati lasciando i mercati privi di regole," sostiene Rossi. "Il capitalismo si è dunque distaccato dalle democrazie, creando inaccettabili diseguaglianze. La politica ha ceduto all’economia." Il volume procede poi con l’analisi delle lezioni imparate, dalla fragilità della finanza alla necessità di una riflessione nuova sul ciclo economico che si ricolleghi alle idee originarie di Keynes, dal ruolo degli Usa oggi nell’economia mondiale all’impreparazione degli studi macroeconomici. Per concludere, Posner propone una decine di riforme, diverse da quelle proposte dall’amministrazione Obama, in ambito di regolamentazione finanziaria, partendo da una commissione che faccia un’indagine approfondita sulle cause della crisi. Posner passa poi dall’introduzione di politiche di rotazione del personale tra le diverse authority a modifiche dei finanziamenti alle stesse authority. Si prosegue con l’idea di una riforma del sistema dei rating all’istituzione di un’agenzia di intelligence finanziaria, per arrivare alle riforme che Posner ritiene più complesse ma anche più indispensabili, come la separazione del credito commerciale dal resto dell’intermediazione finanziaria, soprattutto dalle attività ad alto rischio. (9Colonne)

IN BOCCONI SI DISCUTE DI MERCATO SOLIDALE

Può esistere un sistema economico che sia davvero responsabile e solidale verso il maggior numero di individui? È la domanda principale alla base del 33° convegno annuale dell’Accademia italiana di economia aziendale (Aidea) "Pubblico e non profit per un mercato responsabile e solidale", organizzato in Bocconi giovedì 21 e venerdì 22 ottobre. Durante i lavori del convegno (dedicato alla comunità scientifica) saranno presentati 52 paper di ricerca selezionati tra 202 sottoposti al comitato scientifico, mentre saranno oltre 500 gli accademici partecipanti. Alla sessione plenaria di presentazione del convegno, giovedì 21 alle ore 14,30 presso l’Aula magna Bocconi di via Röntgen 1, interverranno Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, Guido Podestà, presidente della Provincia di Milano e il sindaco della città, Letizia Moratti. "Il tema di questo 33° convegno annuale dell’Accademia italiana di economia aziendale parte dalla considerazione che la crisi economica ha evidenziato in maniera ancora più forte quanto la contrapposizione tra pubblico e privato non abbia più ragion d’essere", spiega Elio Borgonovi, ordinario Bocconi e presidente del comitato organizzatore. "In questo contesto è necessario ripensare i ruoli e approfondire le interconnessioni tra tre componenti fondamentali della nostra società: le imprese, le amministrazioni pubbliche e il non profit, superando quindi anche la tradizionale dicotomia tra profit e non profit". Il convegno sarà anche l’occasione per presentare (giovedì 21, ore 10) il paper vincitore della prima edizione del Masini Award dell’Academy of management - Public e Non-Profit Division, il premio promosso dalla Bocconi e dedicato a Carlo Masini (professore emerito scomparso nel 1995 e direttore dell’Istituto di economia aziendale dell’ateneo dal 1981 al 1990, che ebbe anche posizioni di responsabilità nel mondo delle imprese manifatturiere, della finanza, dell’amministrazione pubblica e della sanità) e assegnato annualmente, per 10 anni a partire dal 2010, al migliore e più innovativo paper sui temi del management pubblico e non profit presentato all’Academy. Ad aggiudicarsi questa prima edizione del premio, 2.000 dollari, i due studiosi americani Peter J. Robertson e Taehyon Choi. Giovedì pomeriggio alle 17,15 sarà invece presentato il volume "Scritti in onore di Vittorio Coda", alla presenza, tra gli altri, del vicepresidente della Bocconi, Luigi Guatri, mentre alla sessione plenaria finale (venerdì 22, ore 11,45) si discuterà di promozione del benessere con, tra gli altri, il presidente di Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti, il presidente della Legacooperative, Giuliano Poletti, e il presidente Assolombarda, Alberto Meomartini. (9Colonne)

CONCILIARE CONVIENE

Tornano le iniziative della "Settimana nazionale del Servizio di Conciliazione delle Camere di commercio", giunta quest’anno alla VII edizione. Fino al prossimo 24 ottobre, presso tutte le Camere di commercio italiane sarà possibile risolvere economicamente liti e incomprensioni civili e commerciali, in modo completamente gratuito per tutte le controversie con valore inferiore a 50mila euro. La conciliazione è una proposta alternativa agli iter lunghi e costosi dei Tribunali. La conciliazione parte infatti dal presupposto che in affari sia meglio tutelare a mantenere i rapporti: in caso di conflitto meglio allora trovare in poche settimane, come normalmente avviene, un accordo vantaggioso per entrambe le parti piuttosto portare avanti la controversia per vie legali. La ricerca della soluzione è facilitata dai conciliatori professionisti, esperti in tecniche di negoziazione e selezionati dalle Camera di commercio. Ogni lite di carattere civile e commerciale può essere affrontata conciliando: da piccole questioni condominiali a complesse tematiche societarie. Può inoltre essere svolta in videoconferenza e anche in lingue diverse. Lo strumento della conciliazione si sta rivelando col tempo sempre più apprezzato, con un trend destinato ad aumentare, dal momento che da marzo 2011 diventerà obbligatorio per legge (il regolamento attuativo è in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale) tentare la via della conciliazione prima di ricorrere al Tribunale in moltissimi casi: dalle controversie di condominio alle successioni ereditarie, dai patti di famiglia alle questioni inerenti la locazione, dal comodato all’affitto di aziende, dalla responsabilità medica alla diffamazione mezzo stampa, dai contratti assicurativi a quelli che riguardano banche e finanza. La Settimana della Conciliazione sarà prolungata fino al 31 ottobre per controversie il cui valore non superi i 5mila euro. (9Colonne)

SACCOMANNI: COME SI TORNA ALLA PACE VALUTARIA

Per tornare rapidamente a una situazione di "pace valutaria" quello schema di cooperazione multilaterale che ha avuto la benedizione dei capi di stato del G20 nel 2008, quando la crisi della finanza internazionale era al suo apice, deve adesso trovare un’ossatura istituzionale in grado di influenzare le aspettative dei mercati. Il direttore generale della Banca d’Italia Fabrizio Saccomanni, grande esperto di negoziati valutari, spiega in una intervista al Sole 24 Ore attraverso quali passaggi si potrebbero fugare davvero i pericoli di un protezionismo risorgente, in vista del vertice del G20 a Seul: "Le direzioni da seguire sono due. La prima, già chiaramente identificata, è quella di ribilanciare gli squilibri globali: i paesi che sono in forte surplus di bilancia dei pagamenti devono fare politiche di sostegno della domanda interna; chi sta in disavanzo deve aumentare il risparmio e poi sviluppare l’export. Ma c’è anche una seconda strada da percorrere. Serve la garanzia che anche i cambi vadano nella direzione giusta, senza rischiare un over shooting valutario, cioè una variazione eccessiva e dannosa". Saccomanni ricorda che "gli attori sulla scena valutaria sono quattro: Usa, Europa, Cina e Giappone. In questo contesto, l’euro è una moneta che ha un ancoraggio nell’indipendenza e della missione della Bce, quella di mantenere la stabilità monetaria nel medio periodo. Una possibile lettura è che la Bce sia una roccia di stabilità, nel momento in cui tutti i paesi vogliono svalutare e che l’euro diventi automaticamente una calamità. Ma questa è una lettura semplicistica. Infatti, a livello globale l’area dell’euro è in equilibrio di bilancia dei pagamenti. I suoi problemi, semmai, sono di natura interna, tra paesi in surplus come la Germania e paesi che hanno perso competitività. Il cambio va seguito con grande attenzione; bisogna sapere, peraltro, che un euro che si apprezza stabilizza i prezzi e rende meno necessaria una politica monetaria restrittiva. Comunque la formulazione di strategie di riallineamento dei cambi delle quattro principali monete non può essere lasciata alle forze di mercato, ma va elaborata nelle opportune sedi di cooperazione internazionale, con il pieno coinvolgimento delle autorità monetarie europee". (9Colonne)

COMMERCIALISTI TRIVENETI PER UN’ECONOMIA SOSTENIBILE

Oltre 800 commercialisti provenienti da tutto il Triveneto sono attesi per la 1a Giornata organizzata dall’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie, l’incontro annuale che si svolgerà venerdì 8 ottobre, a partire dalle 9.30 nei padiglioni della Fiera di Vicenza. A fare da moderatore dell’intera giornata dedicata a "Economia Equonomia Eticonomia – Le nuove Economie. Prosperità e crescita sostenibile" sarà Alessandro Plateroti, viceirettore del Sole 24 Ore. La giornata, che apre la stagione 2010-2011 degli incontri organizzati dall’Adcectv, sarà suddivisa in due momenti: dopo la tavola rotonda organizzata nella mattinata, il pomeriggio sarà dedicato ai workshop. Gli interventi dei relatori affronteranno il tema della sostenibilità nelle sue diverse sfaccettature: il ruolo dei dottori commercialisti, l’impresa come soggetto etico sociale, l’etica finanziaria e la finanza etica, la sostenibilità ambientale, la produzione ecosostenibile. Nel corso del pomeriggio, invece, saranno affrontati temi più specifici (l’evoluzione del mercato professionale sul web, i rischi ambientali, la revisione legale dei conti, il ruolo del professionista a sostegno dell’azienda nei periodi di crisi) per approfondire e analizzare rischi, soluzioni, spunti e opportunità per l’impresa del Nord Est e per la professione del commercialista. "Il tema dello sviluppo sostenibile, è un tema cruciale nello scenario attuale - dice Dante Carolo, presidente dell’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie - Uno sviluppo volto a soddisfare i bisogni del presente in un’ottica futura, con un’attenzione particolare al rispetto e alla salvaguardia del patrimonio, delle risorse e delle riserve naturali. Tutti i professionisti della categoria ne hanno preso coscienza e si sono dimostrati molto sensibili, pronti a muoversi in questa direzione e a ricoprire il ruolo chiave che, sono convinto, hanno sia come categoria che come singoli consulenti delle aziende del territorio”. (9Colonne)

TEMPO MEDIO D’INCASSO: 83 GIORNI

E’ stata presentata da Atradius, tra le società leader a livello mondiale nel settore dell’assicurazione dei crediti commerciali, l’ottava edizione del "Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento", l’indagine che semestralmente analizza i comportamenti di pagamento delle imprese in Italia e a livello internazionale. L’indagine è stata condotta per conto di Atradius dalla società di ricerche di mercato Heliview Research su un campione di circa 4.000 imprese presenti in 22 Paesi (Australia, Austria, Belgio, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Hong Kong, Ungheria, Irlanda, Italia, Messico, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna, Svezia, Svizzera e Stati Uniti). Con una durata media che si attesta intorno ai 60 giorni dalla data di emissione della fattura, le dilazioni di pagamento concesse dalle imprese italiane ai propri clienti si confermano le più lunghe in Europa. In questa classifica, l’Italia si colloca significativamente al di sopra sia della media europea sia di quella mondiale (32 giorni), a pari merito solo con la Repubblica Ceca. Tra i criteri decisivi per la concessione di dilazioni di pagamento, le imprese intervistate collocano, in ordine d’importanza la "stabilità finanziaria del cliente" per il 43% degli intervistati, il "potere contrattuale del cliente" (35%), seguito dai "termini di pagamento tipici dell’impresa" (32%). In leggero aumento rispetto all’inizio dell’anno, la percentuale d’imprese italiane propense a diversificare i termini di pagamento a dilazione in base a "tipologia del cliente" (62%), "Paese in cui opera il cliente" (43%) e "settore merceologico di appartenenza" (40%). Questo risultato conferma che il profilo di rischio del cliente costituisce l’elemento cardine del processo decisionale in tema di pagamenti dilazionati. Il fatto che le dilazioni di pagamento applicate dai fornitori italiani si siano confermate nettamente più tolleranti rispetto a termini di pagamento più rigorosi applicati in altri Paesi, potrebbe suggerire che le imprese fornitrici abbiano di fatto finanziato la crisi, concedendo ai propri clienti maggior respiro per poter onorare i propri impegni di pagamento. Così facendo, però, le imprese si sono significativamente esposte al rischio di non incassare le fatture, un rischio concreto soprattutto in una fase di difficoltà per l’economia e la finanza. Il fatto che circa la metà (47%) delle fatture emesse verso clienti italiani ed esteri sia stato pagato notevolmente oltre la scadenza (anche oltre due mesi dalla scadenza) indica come i fornitori italiani siano comunque associati a una probabilità maggiore di essere pagati in ritardo rispetto ad imprese fornitrici operanti in altri Paesi. Prova ne è che nella prima metà del 2010, il tempo medio d’incasso (DSO) – calcolato su quanto dichiarato dalle imprese italiane intervistate – sia stato pari a 83 giorni, significativamente più alto rispetto alla media per l’Europa (43 giorni) e per l’indagine globale (46 giorni). (9Colonne)