29 Mar, 2010
Nonostante un contesto economico non certo favorevole, l’industria dei fondi immobiliari italiani continua la sua crescita. Sia il patrimonio che il volume delle attività sono aumentati nel 2009 rispettivamente del 9,4% e del 10,7% su base annua. Lo ha reso noto Assogestioni . Nel corso dell’ultimo semestre il numero di fondi analizzati è aumentato di 11 unità, mentre le quote di mercato rappresentate dai fondi riservati ad investitori qualificati si consolidano ulteriormente in termini numerici, di patrimonio complessivo e di totale attivo. Rispetto a giugno 2009, la crescita è del 7,9% e dell’8,4% rispettivamente in termini di patrimonio e attività. Al 31 dicembre 2009 i 154 fondi immobiliari operativi censiti da Assogestioni/IPD hanno un patrimonio pari a 22.054,7 milioni di euro, con un incremento rispetto a giugno 2009 del 7,9% (+9,4% a un anno e +44,1% a tre anni). Nel secondo semestre 2009 i flussi di raccolta si attestano a 691 milioni di euro, una raccolta positiva ed in crescita rispetto a quella registrata nel semestre precedente. Al termine del secondo semestre del 2009 l’81% dei fondi hanno fatto ricorso alla leva, ossia hanno effettuato operazioni di finanziamento per incrementare le attività investite. Il grado di utilizzo della leva (ossia il rapporto tra quanto ciascun fondo si è indebitato e quanto avrebbe potuto potenzialmente indebitarsi) è in leggera diminuzione nell’ultimo semestre e passa dal 72,5% a giugno 2009 al 69,0% a fine anno. Aumenta anche il valore delle attività che al 31 dicembre 2009, sono pari a 38.316,9 milioni di euro, con un incremento in sei mesi del 8,4% (+10,7% a un anno e +51,5% a tre anni). (9Colonne)
4 Giu, 2007
Il piccolo risparmiatore , è diventato più accorto. Prima di fare un investimento vuole dare un’occhiata ai documenti.
Impiegare qualche ora per i propri risparmi è necessario. Altrimenti, meglio affidarsi a un consulente. A chi la perizia? Chi intende acquistare la quota di un fondo immobiliare o le azioni di una società specializzata nel mattone, dovrebbe farsi un giro sui siti web di queste aziende.
Il regolamento Consob sugli emittenti, così stringente per i fondi immobiliari in tema di perizie, non prevede alcunché sul versante dell’informativa societaria per le società italiane specializzate nel mattone. Il piccolo risparmiatore, quindi, non può metterci il naso. C’è chi fa notare la gran messe di dati e informazioni che bisognerebbe riversare sul web: ma oggi la tecnologia consente il massimo rendimento con il minimo sforzo.
Le perizie servono comunque agli amministratori delle quotate e ai revisori contabili. Sono loro che verificano (e si prendono la responsabilità di ciò) la congruità, in caso di compravendita per esempio, del valore espresso nelle relazioni di stima rispetto ai prezzi di mercato. Il valore equo.
C’è poi la questione fair value: è il valore di mercato degli immobili. I nuovi principi contabili internazionali (Ias) danno la discrezionalità di inserire nel bilancio il costo storico dell’edificio che può esser molto differente dal fair value.
C’è poi chi usa il «valore equo e fa emergere le plusvalenze. Altre aziende invece preferiscono utilizzare il metodo del costo storico.
C’è un però: in quest’ultimo caso vi è l’obbligo per la società di indicare nelle informazioni di bilancio il fair value degli investimenti immobiliari. Ecco dunque un’altra notizia utile per il risparmiatore, che si trova nei bilanci di fine anno e sui siti Internet. Meglio se la perizia è stilata da un consulente indipendente anche se non vi è un obbligo normativo in tal senso.
Ora si è in attesa del regolamento sulle Siiq. Sono le nuove società d’investimento immobiliare quotate, introdotte dall’ultima Finanziaria, che svolgeranno in via prevalente attività di locazione