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FONDI PENSIONE APERTI, CRESCITA COSTANTE

E’ arrivato nei giorni scorsi dall’ufficio statistiche di Assogestioni la conferma di una costante crescita per il comparto dei fondi pensione aperti. Nel corso del secondo trimestre 2009 il numero di iscritti raggiunge le 860.035 unità (valore al lordo delle duplicazioni), mentre l’attivo netto, grazie anche al contributo di una raccolta netta di oltre 203 milioni, sfiora i 5,3 miliardi di euro.Tra aprile e giugno il settore ha raccolto adesioni per 280 milioni di euro. Ma allargando l’arco temporale di riferimento, fino ad osservare gli ultimi quattro trimestri, si possono contare adesioni per un ammontare complessivo di 1,38 miliardi di euro. Nel corso dei tre mesi di riferimento la voce erogazioni e riscatti ha determinato deflussi per 76,6 milioni di euro. Nel medesimo arco temporale i lavoratori dipendenti hanno immesso nel sistema il 60,2% dei contributi, corrispondenti a 168,5 milioni di euro. Il 22% del valore delle adesioni, pari a 61,6 milioni di euro, giunge invece dai lavoratori autonomi. Osservando gli ultimi 4 trimestri l’andamento dei flussi evidenzia per i lavoratori dipendenti contributi pari al 53,4%, mentre per i lavoratori autonomi gli apporti sfiorano il 28,2% delle adesioni complessive. L’asset allocation generale subisce nuove modifiche. Gli aderenti alla previdenza complementare in fondi tornano, infatti, a preferire i comparti Azionari, seguiti da quelli Bilanciati e dai Bilanciati Obbligazionari. La categoria degli Azionari, con poco meno di 51 milioni di raccolta, detiene un attivo di quasi 1,1 miliardi di euro e il 19,5% degli iscritti. I prodotti Bilanciati raccolgono 48 milioni di euro e sono, con il 26,7% degli aderenti, quelli con il maggior numero di iscritti e l’attivo netto più consistente pari a oltre 1,4 miliardi di euro. I Bilanciati Obbligazionari hanno raccolto oltre 43 milioni di euro, detengono un attivo netto che sfiora gli 1,3 miliardi di euro e sono stati selezionati dal 22,8% degli iscritti. Gli Obbligazionari chiudono il trimestre con flussi pari a 22 milioni di euro, un attivo netto di oltre 577 milioni e l’11,4% degli iscritti. Scelti dal 10,1% degli iscritti, che hanno contribuito con versamenti per un totale di 16 milioni di euro, i Bilanciati Azionari hanno un attivo netto di 503 milioni di euro. Monetari e Flessibili sono i comparti con il minor numero di iscritti e l’attivo netto meno consistente rispettivamente pari a 314 e 113,5 milioni di euro. I primi hanno raccolto 14 milioni, mentre nelle casse dei secondi sono stati versati poco più di 10 milioni di euro. Relativamente alla composizione del portafoglio è possibile osservare una sottile diminuzione degli investimenti in Titoli e Oicr obbligazionari in favore di quelli azionari. (9Colonne)

FONDI PENSIONE APERTI: RACCOLTA POSITIVA

Nel corso del terzo trimestre dell’anno aumenta il numero di iscritti e cresce l’attivo netto del comparto dei fondi pensione aperti in Italia. Gli aderenti, al lordo delle duplicazioni, arrivano a 832.184 unità, mentre l’attivo netto raggiunge la soglia dei 4,6 miliardi di euro. Nel corso dei mesi di luglio, agosto e settembre – informa Assogestioni - i fondi pensione aperti sono stati sostenuti da una raccolta netta pari a 219 milioni di euro. Il 56,3% delle adesioni complessive, equivalente a poco meno di 170 milioni di euro, giunge da contributi dei lavoratori dipendenti, mentre il 21%, pari a oltre 63 milioni di euro, dai lavoratori autonomi. Nel corso del trimestre cambiano le preferenze dei sottoscrittori che, al comparto dei bilanciati, prediligono i bilanciati obbligazionari. La categoria raccoglie così più di 55 milioni di euro, conta il 22,5% degli iscritti e un attivo netto di quasi 1,1 miliardi di euro. I bilanciati, con una raccolta netta superiore a 48 milioni di euro, restano ai primi posti per numero di iscritti (27,4%) e attivo netto (circa 1,3 miliardi di euro). In aumento anche le preferenze per i comparti azionari che, con 43 milioni di raccolta, continuano a detenere il 19,8% degli iscritti e un attivo netto che supera il miliardo di euro. Flussi pari a oltre 30 milioni di euro e attivo netto di 461 milioni per gli obbligazionari, che contano l’11,1% degli iscritti. Per i bilanciati azionari la raccolta si è attestata a circa 16 milioni, gli iscritti sono il 10,3% e l’attivo netto è di circa 473 milioni di euro.

Monetari e flessibili, che hanno raccolto rispettivamente 14,5 e 12 milioni di euro, sono nell’ordine i comparti con l’attivo netto meno consistente e il minor numero di iscritti. In relazione alla composizione del portafoglio la rilevazione di Assogestioni convalida il trend crescente degli investimenti in iitoli e Oicr obbligazionari, che nei portafogli dei fondi pensione aperti arrivano a pesare per il 54,7%. Ancora in calo il ricorso a titoli e Oicr azionari, che a fine settembre è pari al 36,3%. Nel corso dei tre mesi in esame, le Imprese di assicurazione, grazie al contributo del 48% degli iscritti, hanno raccolto oltre 106 milioni di euro, pari al 48,5% della raccolta netta complessiva. Le Sgr, sostenute da una raccolta di oltre 96 milioni di euro (43,9% della raccolta totale), possono contare sul 33,5% degli iscritti. La raccolta delle banche si è chiusa a 6,8 milioni e la quota di iscritti è pari al 4,7%. Torna il segno più sull’andamento della raccolta delle Sim, che nel trimestre divengono titolari di 9,8 milioni di euro e contano il 13,8% degli iscritti. (9Colonne)

DECOLLA L’AZIONARIATO CRITICO

Lunedì 21 gennaio alle 17 l’aula magna dell’Università Cattolica ospita una tavola rotonda nel corso della quale la “Fondazione Culturale Responsabilità Etica” e “Valori” lanciano un progetto di azionariato critico. La tavola rotonda è un’occasione per presentare l’iniziativa e per confrontarsi, con esperti italiani e stranieri, su un tema poco conosciuto e poco utilizzato in Italia, ma molto apprezzato negli Usa e in nord Europa. Che cosa significa azionariato critico? Acquistare le azioni di una grande impresa quotata in Borsa per cercare di influenzarne il comportamento dall’interno e migliorare il suo impatto ambientale e sociale. Il possesso delle azioni di un’impresa dà diritto a partecipare alle assemblee, dove si può prendere la parola per interventi critici verso l’operato dell’azienda. Ma, prima ancora (e dopo) l’assemblea, bisogna monitorare le azioni dell’impresa e dialogare con i vertici. Dialogo che, nella maggior parte dei casi, porta a concreti risultati. Gli obiettivi sono ottenere una gestione dell’impresa più trasparente, evidenziare le distorsioni nei compensi dei manager e dei dipendenti, eliminare i conflitti di interesse, sostenere una separazione netta tra controllo e gestione delle aziende, ottenere il rispetto dei diritti dei lavoratori dell’impresa in qualsiasi suo stabilimento, anche nei Paesi dove tali diritti non sono garantiti. Indirizzare il comportamento dell’impresa verso una sostenibilità di lungo periodo. La Fondazione Culturale Responsabilità Etica sta selezionando alcune imprese quotate alla Borsa italiana, particolarmente criticate dal punto di vista della tutela dei diritti umani e sindacali, delle relazioni industriali, del rispetto dell’ambiente e della trasparenza. Verranno quindi acquistate le azioni di queste imprese, grazie a un fondo di 25.000 euro, costituito dalla Fondazione. Inizierà un costante monitoraggio dell’operato delle imprese e del loro impatto sociale e ambientale, per poi dare vita ad una attività di partecipazione, informazione e dialogo, da un lato con l’azienda, dall’altro con l’opinione pubblica. Negli Stati Uniti e in molti Paesi europei l’azionariato attivo è una prassi comune, che ha portato ottimi risultati. Ad adottarla di solito sono fondi pensione (negli Usa i principali sono Calpers, fondo pensione dei dipendenti pubblici californiani, e Calsters, fondo pensione degli insegnanti californiani; in Svizzera Ethos ne raggruppa un’ottantina), ordini religiosi (un centinaio quelli rappresentati dalla statunitense Iccr), associazioni di consumatori (come l’olandese Vbdo). La tavola rotonda di oggi sarà introdotta da Gian Paolo Barbetta, coordinatore del master in “Terzo settore e imprese sociali” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Interverranno poi Jean Laville, direttore aggiunto di Ethos, Fondazione svizzera per lo sviluppo sostenibile, che gestisce oltre 1,5 miliardi di euro per conto di un’ottantina di fondi pensione elvetici e li rappresenta nelle assemblee degli azionisti; Ernst van Weperen, direttore di VBDO, Forum per la Finanza Sostenibile Olandes; Ugo Biggeri, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica,; Mauro Meggiolaro, di Etica Sgr; Antonio Tricarico, di CRBM (Campagna per la Riforma della Banca Mondiale); Walter Ganapini, presidente di Greenpeace Italia. Modera Andrea di Stefano, direttore di “Valori”. (9Colonne)