Archive for fondi pensione

DIECI PROPOSTE DI LIBERALIZZAZIONE A COSTO ZERO

Glocus e Istituto Bruno Leoni hanno presentato il rapporto “Liberalizzare e crescere. Dieci proposte al governo Monti” che contiene una serie di proposte di liberalizzazioni a costo zero per il bilancio dello Stato. Il rapporto, illustrato dai curatori Linda Lanzillotta (presidente di Glocus ed ex ministro degli Affari regionali) e Carlo Stagnaro (direttore ricerche e studi dell’IBL) è stato discusso da Marcello Clarich (LUISS Guido Carli), Carlo Scarpa (Università di Brescia) e dai responsabili economici dei maggiori partiti: Benedetto Della Vedova (FLI), Stefano Fassina (PD), Gian Luca Galletti (UDC) e Claudio Scajola (PDL). Il rapporto fornisce soluzioni tecniche per introdurre la concorrenza in dieci settori chiave dell’economia italiana: mercato del gas, poste, professioni, servizi pubblici locali, ferrovie, fondi pensione, welfare, lavoro, giustizia, istruzione ed università. Il dossier fornisce inoltre i dettagli degli interventi normativi che, secondo i due think tank, sono indispensabili per rilanciare la crescita economica in un paese come l’Italia, il cui Pil è stagnante da un ventennio per via dello scarso dinamismo dell’economia, dovuto all’eccesso di rendite monopolistiche che i settori produttivi devono sostenere. Il rapporto "fornisce elementi di approfondimento relativi al ‘come’ intervenire, ossia su quali siano le tipologie di riforma che è necessario mettere in atto per restituire dinamismo e vivacità all’economia italiana". E’ infatti sul ‘come’ che generalmente la decisione politica si è arenata o ha portato a soluzioni parziali e inefficaci. Alla redazione del rapporto ha collaborato un team di studiosi composto da Silvio Boccalatte, Cristina Dell’Aquila, Piercamillo Falasca, Ivana Paniccia, Sara Perugini, Emilio Rocca, Serena Sileoni, Vincenzo Visco Comandini. Del coordinamento editoriale si sono occupati Claudia Cavalieri e Filippo Cavazzoni, mentre il rapporto è stato curato da Lanzillotta e Stagnaro. (9colonne)

FONDI PENSIONE: NUOVO VERTICE PER COMETA

Cometa, il fondo di previdenza complementare senza scopo di lucro per i lavoratori dell’industria metalmeccanica, della installazione di impianti e dei settori affini, comunica che giovedì 21 luglio, l’Assemblea dei Delegati, appena insediata, ha nominato il nuovo Collegio dei Sindaci e il nuovo Consiglio di Amministrazione. Il nuovo organo di amministrazione di Cometa, riunitosi nel pomeriggio, ha inoltre eletto, per il prossimo triennio, il dott. Gianni Borghi quale Presidente in rappresentanza delle aziende associate e il prof. Felice Roberto Pizzuti, con la carica di Vice Presidente, in rappresentanza dei lavoratori. Cosi come prevede lo statuto del Fondo Cometa, per garantire la massima rappresentanza e partecipazione degli associati, i Presidenti sono nominati a turno tra i propri componenti rappresentanti le imprese e i lavoratori aderenti e durano in carica tre anni. Gianni Borghi, che sostituisce Fabio Ortolani eletto nel 2008 in rappresentanza dei lavoratori, è attualmente Presidente della Fondazione Manodori di Reggio Emilia e Vice Presidente Vicario della BPV-SGSP ed è stato Presidente dell’Associazione degli Industriali di Reggio Emilia. Classe 1940, Gianni Borghi è nato a Reggio Emilia e ha conseguito la laurea in Economia e Commercio presso l’Università di Bologna. Contemporaneamente agli studi, nel 1959, inizia la sua attività presso Lombardini Motori come tecnico di produzione, fino a diventarne AD e Presidente. Felice Roberto Pizzuti, già membro del Consiglio di Amministrazione di Cometa dal 2005, è attualmente professore ordinario di Politica Economica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma "La Sapienza" ed è membro del Dipartimento di Economia e Diritto. Il Collegio dei Sindaci, che è l’organismo di sorveglianza del Fondo pensione, è composto da 6 membri (4 effettivi e 2 supplenti) suddivisi in maniera paritetica tra rappresentanti dei lavoratori e delle aziende associate. In rappresentanza dei lavoratori sono stati nominati: Marino Paolo Giardini (effettivo), Antonio Lombardi (effettivo) e Gianni Ruggieri (supplente). Mentre in rappresentanza delle aziende: Francesco Perrini (effettivo), Guido Costa (effettivo) e Federico Raffaelli (supplente). Il Consiglio di Amministrazione, che ha il compito di amministrare il Fondo, è composto da 12 consiglieri, suddivisi, in maniera paritetica tra rappresentanti dei lavoratori e delle aziende associate. I nuovi componenti di parte aziendale sono: Gianni Borghi, Antonello Barocci, Nicola Rondinone, Angelo Megaro, Roberto Ascoli e Giuseppe Corvino. In rappresentanza dei lavoratori: Felice Roberto Pizzuti, Roberto Schiattarella, Luca Mangano, Roberto Toigo, Gian Carlo Zanoletti e Francesco Sampietro. Tra i fondi pensione complementare, Cometa è quello con il maggior numero di iscritti. (9colonne)

FONDI PENSIONE, I GIORNALISTI SI AFFIDANO A BNP PARIBAS

BNP Paribas Securities Services ha ricevuto l’incarico di gestire l’attività di banca depositaria per il "Fondo Pensione Complementare dei Giornalisti Italiani". Il Fondo è un regime pensionistico di categoria derivante dalla contrattazione collettiva e si affianca – quale fondo pensione complementare - al regime pensionistico obbligatorio di base, preposto cioè a liquidare la pensione di primo livello. E’ stato istituito per fornire ai dipendenti che vi hanno aderito un trattamento aggiuntivo a quello dell’INPGI. "L’accordo è stato siglato grazie alla buona reputazione che BNP Paribas Securities Services ha saputo costruire in Italia in oltre 10 anni di attività, risultato dell’impegno quotidiano di professionisti motivati e dell’ideazione di servizi sempre più innovativi - commenta Alessandro Gioffreda, direttore generale di BNP Paribas Securities Services in Italia -. Con questa operazione BNP Paribas Securities Services consolida la sua leadership in Italia come fornitore di servizi di banca depositaria per fondi pensione". BNP Paribas Securities Services, interamente controllata dal gruppo BNP Paribas, è leader in Europa e 5° nel mondo nel servizio titoli per asset in custodia. Opera nell’ambito del post-trading ed è in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza di istituzioni finanziarie ed emittenti. La banca ha una presenza in 32 paesi ed offre ai suoi clienti la possibilità di comprare e regolare attività finanziarie in più di 100 mercati. Il patrimonio in custodia è di 4.641 miliardi di euro, il patrimonio amministrato è di 771 miliardi di euro e 6.329 sono i fondi amministrati (Dati al 31/12/2010). (9colonne)

FONDI PENSIONE, AVANTI PIANO

"Pur in presenza di un aumento della percezione di un futuro non proprio soddisfacente riguardo all’entità della pensione obbligatoria, la crescita delle adesioni alle forme di previdenza complementare appare ancora piuttosto limitata". Lo ha affermato Antonio Finocchiaro, presidente della Covip, in occasione del Salone del Risparmio. "Alla fine dello scorso hanno aderito poco più di 5,3 milioni lavoratori. Prevalentemente si tratta di lavoratori dipendenti del settore privato e autonomi. Molto c’è ancora da fare nel settore pubblico: su tre milioni di potenziali aderenti, i fondi pensione operativi sono soltanto tre (uno a carattere nazionale e due a livello territoriale), e gli iscritti sono appena 100.000. Solo ultimamente si sta realizzando la costituzione di altri fondi rivolti al personale dipendente della pubblica amministrazione. La crisi economica che ha investito i mercati finanziari, la precaria situazione lavorativa dei giovani, la situazione di difficoltà in cui versano le famiglie italiane – ha proseguito Finocchiaro - sono certamente ostacoli alla crescita del sistema, in quanto limitano la possibilità e la capacità di risparmio dei lavoratori. Ma, a tutto questo, vorrei aggiungere un’altra ragione: la mancanza di iniziative forti di rilancio del settore, da parte di tutti i soggetti interessati.”. Quanto ai rendimenti, secondo il presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione "vanno visti nel lungo periodo. Certamente negli ultimi anni hanno risentito della crisi dei mercati finanziari, ma già nel 2009 e nel 2010 i risultati sono stati soddisfacenti, e molte forme pensionistiche hanno recuperato le perdite registrate nel 2008. Nella fase più acuta della crisi, le norme rigorose in tema di investimenti e l’azione di controllo esercitata dalla Covip hanno consentito di contenere le perdite anche rispetto ad altre gestioni prettamente finanziarie. Ma bisogna fare di più e agire su più fronti. Da un lato, ad esempio, potrebbe essere d’aiuto la revisione della disciplina degli investimenti ma, dall’altro, anche gli operatori del settore devono attuare una più efficace gestione del patrimonio”. (9Colonne)

CRESCE IL SETTORE DEI FONDI PENSIONE APERTI

La fotografia scattata dall’Ufficio Studi di Assogestioni sull’andamento dei Fondi pensione aperti al termine del secondo trimestre mette in evidenza dati di un settore che cresce gradualmente, sia sul fronte del numero degli iscritti sia dal punto di vista dell’attivo netto. Tra i mesi di aprile e giugno sono state registrate adesioni complessive per 431,5 milioni di euro. I contributi versati da lavoratori dipendenti e autonomi hanno pesato per il 54,6% delle adesioni, equivalenti a 235,4 milioni di euro. I lavoratori dipendenti hanno immesso nel sistema la parte più rilevante dei flussi, corrispondenti a 173 milioni di euro, il 40% delle adesioni. Il contributo dei lavoratori autonomi pesa per il 14,5% (62,5 milioni) del totale. Le operazioni di trasferimento da altri comparti e da altri fondi pensione garantiscono il restante 45,4% delle adesioni, un contributo pari a 196,1 milioni. Mediante le operazioni di erogazione e riscatti, i fondi pensione aperti hanno restituito al mercato 60,3 milioni di euro. La raccolta netta nel corso dei tre mesi è stata pari a 194 milioni di euro ed ha contribuito alla crescita dell’attivo netto che sfiora oggi i 6,7 miliardi di euro. È in crescita anche il numero complessivo degli iscritti che, al 30 giugno, è pari a 893 mila unità – valore al lordo delle duplicazioni. Gli uomini rappresentano il 65,5% dei soggetti aderenti alla previdenza complementare in fondi pensione aperti. Quasi due terzi degli iscritti si concentrano nella fascia di età che va dai 30 ai 49 anni. La parte restante si distribuisce nelle fasce 50-59 e under 30. I dati di adesione per i più giovani, il 10% degli iscritti, continuano ad essere deboli. (9Colonne)

FONDI PENSIONE APERTI, CRESCITA COSTANTE

E’ arrivato nei giorni scorsi dall’ufficio statistiche di Assogestioni la conferma di una costante crescita per il comparto dei fondi pensione aperti. Nel corso del secondo trimestre 2009 il numero di iscritti raggiunge le 860.035 unità (valore al lordo delle duplicazioni), mentre l’attivo netto, grazie anche al contributo di una raccolta netta di oltre 203 milioni, sfiora i 5,3 miliardi di euro.Tra aprile e giugno il settore ha raccolto adesioni per 280 milioni di euro. Ma allargando l’arco temporale di riferimento, fino ad osservare gli ultimi quattro trimestri, si possono contare adesioni per un ammontare complessivo di 1,38 miliardi di euro. Nel corso dei tre mesi di riferimento la voce erogazioni e riscatti ha determinato deflussi per 76,6 milioni di euro. Nel medesimo arco temporale i lavoratori dipendenti hanno immesso nel sistema il 60,2% dei contributi, corrispondenti a 168,5 milioni di euro. Il 22% del valore delle adesioni, pari a 61,6 milioni di euro, giunge invece dai lavoratori autonomi. Osservando gli ultimi 4 trimestri l’andamento dei flussi evidenzia per i lavoratori dipendenti contributi pari al 53,4%, mentre per i lavoratori autonomi gli apporti sfiorano il 28,2% delle adesioni complessive. L’asset allocation generale subisce nuove modifiche. Gli aderenti alla previdenza complementare in fondi tornano, infatti, a preferire i comparti Azionari, seguiti da quelli Bilanciati e dai Bilanciati Obbligazionari. La categoria degli Azionari, con poco meno di 51 milioni di raccolta, detiene un attivo di quasi 1,1 miliardi di euro e il 19,5% degli iscritti. I prodotti Bilanciati raccolgono 48 milioni di euro e sono, con il 26,7% degli aderenti, quelli con il maggior numero di iscritti e l’attivo netto più consistente pari a oltre 1,4 miliardi di euro. I Bilanciati Obbligazionari hanno raccolto oltre 43 milioni di euro, detengono un attivo netto che sfiora gli 1,3 miliardi di euro e sono stati selezionati dal 22,8% degli iscritti. Gli Obbligazionari chiudono il trimestre con flussi pari a 22 milioni di euro, un attivo netto di oltre 577 milioni e l’11,4% degli iscritti. Scelti dal 10,1% degli iscritti, che hanno contribuito con versamenti per un totale di 16 milioni di euro, i Bilanciati Azionari hanno un attivo netto di 503 milioni di euro. Monetari e Flessibili sono i comparti con il minor numero di iscritti e l’attivo netto meno consistente rispettivamente pari a 314 e 113,5 milioni di euro. I primi hanno raccolto 14 milioni, mentre nelle casse dei secondi sono stati versati poco più di 10 milioni di euro. Relativamente alla composizione del portafoglio è possibile osservare una sottile diminuzione degli investimenti in Titoli e Oicr obbligazionari in favore di quelli azionari. (9Colonne)

FONDI PENSIONE APERTI: RACCOLTA POSITIVA

Nel corso del terzo trimestre dell’anno aumenta il numero di iscritti e cresce l’attivo netto del comparto dei fondi pensione aperti in Italia. Gli aderenti, al lordo delle duplicazioni, arrivano a 832.184 unità, mentre l’attivo netto raggiunge la soglia dei 4,6 miliardi di euro. Nel corso dei mesi di luglio, agosto e settembre – informa Assogestioni - i fondi pensione aperti sono stati sostenuti da una raccolta netta pari a 219 milioni di euro. Il 56,3% delle adesioni complessive, equivalente a poco meno di 170 milioni di euro, giunge da contributi dei lavoratori dipendenti, mentre il 21%, pari a oltre 63 milioni di euro, dai lavoratori autonomi. Nel corso del trimestre cambiano le preferenze dei sottoscrittori che, al comparto dei bilanciati, prediligono i bilanciati obbligazionari. La categoria raccoglie così più di 55 milioni di euro, conta il 22,5% degli iscritti e un attivo netto di quasi 1,1 miliardi di euro. I bilanciati, con una raccolta netta superiore a 48 milioni di euro, restano ai primi posti per numero di iscritti (27,4%) e attivo netto (circa 1,3 miliardi di euro). In aumento anche le preferenze per i comparti azionari che, con 43 milioni di raccolta, continuano a detenere il 19,8% degli iscritti e un attivo netto che supera il miliardo di euro. Flussi pari a oltre 30 milioni di euro e attivo netto di 461 milioni per gli obbligazionari, che contano l’11,1% degli iscritti. Per i bilanciati azionari la raccolta si è attestata a circa 16 milioni, gli iscritti sono il 10,3% e l’attivo netto è di circa 473 milioni di euro.

Monetari e flessibili, che hanno raccolto rispettivamente 14,5 e 12 milioni di euro, sono nell’ordine i comparti con l’attivo netto meno consistente e il minor numero di iscritti. In relazione alla composizione del portafoglio la rilevazione di Assogestioni convalida il trend crescente degli investimenti in iitoli e Oicr obbligazionari, che nei portafogli dei fondi pensione aperti arrivano a pesare per il 54,7%. Ancora in calo il ricorso a titoli e Oicr azionari, che a fine settembre è pari al 36,3%. Nel corso dei tre mesi in esame, le Imprese di assicurazione, grazie al contributo del 48% degli iscritti, hanno raccolto oltre 106 milioni di euro, pari al 48,5% della raccolta netta complessiva. Le Sgr, sostenute da una raccolta di oltre 96 milioni di euro (43,9% della raccolta totale), possono contare sul 33,5% degli iscritti. La raccolta delle banche si è chiusa a 6,8 milioni e la quota di iscritti è pari al 4,7%. Torna il segno più sull’andamento della raccolta delle Sim, che nel trimestre divengono titolari di 9,8 milioni di euro e contano il 13,8% degli iscritti. (9Colonne)

DECOLLA L’AZIONARIATO CRITICO

Lunedì 21 gennaio alle 17 l’aula magna dell’Università Cattolica ospita una tavola rotonda nel corso della quale la “Fondazione Culturale Responsabilità Etica” e “Valori” lanciano un progetto di azionariato critico. La tavola rotonda è un’occasione per presentare l’iniziativa e per confrontarsi, con esperti italiani e stranieri, su un tema poco conosciuto e poco utilizzato in Italia, ma molto apprezzato negli Usa e in nord Europa. Che cosa significa azionariato critico? Acquistare le azioni di una grande impresa quotata in Borsa per cercare di influenzarne il comportamento dall’interno e migliorare il suo impatto ambientale e sociale. Il possesso delle azioni di un’impresa dà diritto a partecipare alle assemblee, dove si può prendere la parola per interventi critici verso l’operato dell’azienda. Ma, prima ancora (e dopo) l’assemblea, bisogna monitorare le azioni dell’impresa e dialogare con i vertici. Dialogo che, nella maggior parte dei casi, porta a concreti risultati. Gli obiettivi sono ottenere una gestione dell’impresa più trasparente, evidenziare le distorsioni nei compensi dei manager e dei dipendenti, eliminare i conflitti di interesse, sostenere una separazione netta tra controllo e gestione delle aziende, ottenere il rispetto dei diritti dei lavoratori dell’impresa in qualsiasi suo stabilimento, anche nei Paesi dove tali diritti non sono garantiti. Indirizzare il comportamento dell’impresa verso una sostenibilità di lungo periodo. La Fondazione Culturale Responsabilità Etica sta selezionando alcune imprese quotate alla Borsa italiana, particolarmente criticate dal punto di vista della tutela dei diritti umani e sindacali, delle relazioni industriali, del rispetto dell’ambiente e della trasparenza. Verranno quindi acquistate le azioni di queste imprese, grazie a un fondo di 25.000 euro, costituito dalla Fondazione. Inizierà un costante monitoraggio dell’operato delle imprese e del loro impatto sociale e ambientale, per poi dare vita ad una attività di partecipazione, informazione e dialogo, da un lato con l’azienda, dall’altro con l’opinione pubblica. Negli Stati Uniti e in molti Paesi europei l’azionariato attivo è una prassi comune, che ha portato ottimi risultati. Ad adottarla di solito sono fondi pensione (negli Usa i principali sono Calpers, fondo pensione dei dipendenti pubblici californiani, e Calsters, fondo pensione degli insegnanti californiani; in Svizzera Ethos ne raggruppa un’ottantina), ordini religiosi (un centinaio quelli rappresentati dalla statunitense Iccr), associazioni di consumatori (come l’olandese Vbdo). La tavola rotonda di oggi sarà introdotta da Gian Paolo Barbetta, coordinatore del master in “Terzo settore e imprese sociali” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Interverranno poi Jean Laville, direttore aggiunto di Ethos, Fondazione svizzera per lo sviluppo sostenibile, che gestisce oltre 1,5 miliardi di euro per conto di un’ottantina di fondi pensione elvetici e li rappresenta nelle assemblee degli azionisti; Ernst van Weperen, direttore di VBDO, Forum per la Finanza Sostenibile Olandes; Ugo Biggeri, presidente della Fondazione Culturale Responsabilità Etica,; Mauro Meggiolaro, di Etica Sgr; Antonio Tricarico, di CRBM (Campagna per la Riforma della Banca Mondiale); Walter Ganapini, presidente di Greenpeace Italia. Modera Andrea di Stefano, direttore di “Valori”. (9Colonne)