20 Mag, 2010
Nel corso dei primi tre mesi dell’anno l’industria del risparmio gestito ha raccolto 23 miliardi di euro. Il Patrimonio in gestione si rafforza ulteriormente collocandosi a quota 993 miliardi. Le sottoscrizioni registrate per le Gestioni collettive superano i 7,1 miliardi di euro, con un contributo proveniente dai Fondi aperti pari a oltre 7 miliardi. I dati evidenziati nella analisi trimestrale effettuata dall’ufficio statistiche di Assogestioni rivelano una raccolta di oltre 16 miliardi proveniente dalle Gestioni di Portafoglio. Le categorie con il segno più sono quelle degli Obbligazionari, dei Non classificati, dei Bilanciati, dei Flessibili e degli Azionari. Chiudono il trimestre con il segno meno i prodotti Immobiliari, gli Hedge e i Monetari. Prosegue la fase di raccolta positiva per i prodotti Obbligazionari che, con flussi per 15,4 miliardi, sono nuovamente protagonisti del trimestre. La categoria Non classificato recupera somme equivalenti a 6,7 miliardi di euro. Degno di nota l’exploit dei prodotti Bilanciati che proseguono il loro cammino in territorio positivo raccogliendo più di 5,5 miliardi di euro in tre mesi. Alla categoria dei Flessibili vengono affidati 2,9 miliardi di euro. Stabile, rispetto al trimestre precedente, la raccolta dei prodotti Azionari che, tra gennaio e marzo, incassano ancora 1,8 miliardi di euro. L’associazione conteggia per i prodotti Immobiliari deflussi pari a 109 milioni di euro. Negativa anche la raccolta degli Hedge che faticano a tornare in positivo e chiudono il periodo di riferimento con deflussi in crescita pari a 395 milioni. Flussi negativi anche per i prodotti Monetari che chiudono il trimestre con - 8,5 miliardi di raccolta. (9Colonne)
18 Mag, 2010
Il Fondo Cometa, il fondo di previdenza complementare per lavoratori metalmeccanici, orafi e argentieri, ha approvato il bilancio d’esercizio relativo all’anno 2009. L’assemblea degli associati, che rappresenta sia i lavoratori che le aziende aderenti al Fondo e composta da 90 delegati (45 parte lavoratori e 45 parte aziende), nell’approvare all’unanimità il bilancio, ha espresso soddisfazione per la gestione del Fondo. Nonostante la crisi internazionale degli ultimi anni, il 2009 è stato caratterizzato da una positiva performance economica del patrimonio gestito, facendo registrare una crescita di tutti i comparti d’investimento del Fondo, con un rendimento maggiore rispetto al TFR. A conferma della leadership di Cometa tra i fondi previdenziali privati, il 2009 è stato caratterizzato inoltre dalla crescita del patrimonio gestito, giunto a fine anno a quota 5 miliardi di euro, frutto dell’adesione di oltre 460 mila iscritti. Nel corso dell’assemblea è stato affrontato infine il tema della promozione del Fondo, un’attività necessaria per garantire la crescita, fondamentale per il tipo di attività svolta e per la tutela del risparmio degli associati. Il Consiglio di Amministrazione del Fondo Cometa ha previsto infatti per il 2010, un’attività di marketing, intesa come capacità di sviluppo di un rapporto diretto con gli associati attuali e potenziali e una strategia di potenziamento dell’immagine, anche attraverso l’appoggio delle Parti Istitutive e delle società partner. L’attività di promozione programmata prevede anche specifiche iniziative presso le sedi delle società di gestione e dei rispettivi gruppi di appartenenza, così da assicurare la massima informazione in merito alle proposte del Fondo agli associati e ai possibili nuovi iscritti. Dopo l’affidamento a Unipol Gruppo Finanziario e Cattolica Assicurazioni del mandato di gestione del Comparto d’investimento Sicurezza (comparto con garanzia di rendimento), nel prossimo Consiglio d’Amministrazione del Fondo Cometa, in programma oggi, 18 maggio, è prevista la scelta dei nuovi gestori per gli altri comparti: Monetario (comparto composto prevalentemente da titoli di tipo obbligazionario Governativo) Reddito (comparto obbligazionario bilanciato) e Crescita (comparto bilanciato). (9Colonne)
3 Mag, 2010
Nel capitolo dedicato alle famiglie, l’ultimo Bollettino Economico della Banca d’Italia (aprile 2010) segnala che i consumi hanno ristagnato nel quarto trimestre del 2009, dopo essere cresciuti di oltre mezzo punto percentuale in quello precedente. La contrazione degli acquisti di beni semidurevoli (-2,2 per cento sul trimestre precedente) e durevoli (-1,4 per cento, nonostante lo stimolo proveniente dagli incentivi alla rottamazione scaduti a dicembre) è stata compensata dal rialzo dei consumi di beni non durevoli (0,6 per cento), il primo dopo sei cali consecutivi. La spesa in servizi è rimasta stazionaria. Nel complesso del 2009 la contrazione dei consumi (-1,8 per cento) ha riflesso soprattutto l’andamento del reddito disponibile delle famiglie. Sulla base di un insieme informativo ancora incompleto la Banca d’Italia stima infatti che in termini reali il reddito disponibile sia sceso di oltre due punti percentuali rispetto al 2008, registrando la seconda flessione annua consecutiva. In presenza della lieve diminuzione del deflatore dei consumi, la contrazione è interamente ascrivibile al complesso dei redditi nominali; sui redditi da lavoro ha inciso il netto calo degli occupati, mentre su quelli da capitale ha gravato la caduta sia dei dividendi e degli utili distribuiti dalle imprese, sia degli interessi netti affluiti alle famiglie. A partire dai mesi estivi la ricchezza delle famiglie ha beneficiato della ripresa dei corsi azionari. Il clima di fiducia dei consumatori, in progressivo miglioramento nella seconda metà del 2009, è tornato a peggiorare quest’anno, riportandosi, in marzo, sui livelli dello scorso giugno. Sulla fiducia delle famiglie pesa il maggiore pessimismo circa la situazione economica generale del paese e l’accresciuta preoccupazione sulle condizioni del mercato del lavoro: la percentuale dei consumatori intervistati che prevede un forte aumento della disoccupazione nei prossimi dodici mesi è salita oltre il 30 per cento in marzo, il doppio di quanto registrato lo scorso luglio. Incide sui giudizi dei consumatori anche il deterioramento dei bilanci familiari: le prospettive di risparmio sono viste come sensibilmente meno favorevoli. Inoltre le percezioni d’inflazione sono aumentate nell’ultimo semestre, in sintonia con la risalita dell’indice dei prezzi al consumo.
Nel quarto trimestre del 2009, il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile è lievemente salito, al 60 per cento. L’incremento ha riflesso prevalentemente l’aumento dei prestiti bancari a medio e a lungo termine e la riduzione del reddito disponibile. Il livello dell’indebitamento rimane comunque nettamente inferiore a quello medio dell’area dell’euro (prossimo al 95 per cento a settembre del 2009). Gli oneri sostenuti dalle famiglie per il servizio del debito (pagamento di interessi e restituzione del capitale) hanno continuato a scendere, al 9,2 per cento del reddito disponibile, grazie anche a un ulteriore calo dei tassi di interesse sui prestiti per l’acquisto di abitazioni. I tassi sul credito al consumo sono invece lievemente aumentati. (9Colonne)
23 Apr, 2010
Che cosa può fare il mercato dei fondi per la ripresa sul fronte della produzione, della distribuzione e del cliente? È questo l’oggetto del sondaggio che GfK Eurisko, in collaborazione con Assogestioni e Prometeia, sta realizzando nell’ambito delle tre giornate del Salone della gestione del risparmio, in corso a Milano, intervistando i partecipanti dell’evento. I risultati emersi durante la prima giornata dedicata alla produzione mettono in evidenza che a un prodotto passivo è preferibile uno attivo, magari centrato sul lungo periodo, anche se non necessariamente in un’ottica previdenziale. Anche l’orientamento al risparmio graduale (piani di accumulo) trova una buona fetta di professional orientati a sostenere questo ingrediente nella formulazione della ricetta anti crisi. I 210 professionisti intervistati descrivono il risparmiatore come molto attento alla sicurezza del capitale, ancora immobile su una strategia attendista e basata sulla liquidità, ma che sembra elaborare qualche primo segnale di interesse verso approcci meno basici e meno schiacciati sul presente. Insomma, un risparmiatore pronto a riattivare il ciclo dell’investimento e dell’investimento nel risparmio gestito. Ma non disposto a comprare qualsiasi prodotto finanziario. Gli orientamenti sul prodotto non cambiano radicalmente quando si chiede ai professional intervistati di articolare la risposta sui diversi piani: cosa aiuta nel superamento della crisi in generale, cosa aiuta nel superamento della crisi dell’Industria, cosa potrebbe aiutare nel miglioramento del rapporto con il cliente finale, risparmiatore ed investitore. (9Colonne)
19 Apr, 2010
Uscire dalla crisi innovando. Può sembrare il solito slogan, mal praticato dalle imprese italiane. E invece in Toscana una piccola e dinamica azienda lo ha trasformato in realtà: Italia Impianti s.r.l., 25 dipendenti, grazie all’innovazione ha visto crescere il proprio fatturato tra il 2008 e il 2009 da 2,8 milioni a 3,5 milioni di euro (+25%). Italia Impianti ha ottenuto questa performance grazie alla sua divisione parcheggi, Park Global Service, su cui ha investito in creatività, tecnologia e con una finanza d’impresa innovativa: un mix di ingredienti di successo in un settore, quello del parcheggio a pagamento, che ha una committenza sia pubblica che privata. “Abbiamo puntato puntato sul noleggio dei parcheggi e non più sulla mera vendita” - ha detto Massimo Mini, fondatore dell’azienda. “Nel mercato della sosta il noleggio degli impianti è un settore totalmente inesplorato, che ha portato subito i suoi frutti. Per garantire la massima qualità delle soluzioni che vengono fornite a noleggio, Park Global Service adotta esclusivamente impianti Skidata, che consentono un controllo a distanza della massima affidabilità e sicurezza oltre a garantire funzionalità estremamente avanzate.” Altra chiave della crescita dell’impresa toscana è la sala di controllo centralizzata. Un luogo fisico dotato delle più avanzate tecnologie per il controllo da remoto e la teleassistenza per gli impianti di parcheggio ovunque essi si trovino. L’accresciuta competitività di Park Global Service (www.parkglobalservice.com) deriva anche dalla fornitura del servizio “chiavi in mano” o “global service”. Basta un terreno disponibile e in poche settimane è possibile installare un parcheggio mobile multipiano in carpenteria metallica, dotato dei più avanzati sistemi di automazione e sicurezza. Park Global Service è attiva in Italia (Rovigo, Teramo, Firenze, Lucca, Asciano e La Spezia) ma anche all’estero, in Svizzera (Locarno) e a Malta, dove è stato molto apprezzato il mix di innovazione e creatività in un mercato fino a ieri fermo sulle grande realizzazioni. La capacità di mantenere un buon posto sul mercato ha inoltre consentito ad Italia Impianti di consolidare la fiducia delle banche, che supportano l’impresa con finanziamenti chirografari, in una stagione in cui questi restano una chimera per la maggior parte delle imprese. Grazie a tale innovativo modello di business, la società, ha trasformato la crisi in opportunità. (9Colonne)
15 Apr, 2010
L’Italia si sente ancora in crisi. Anzi convive con la crisi: secondo l’Osservatorio Confesercenti-Ispo la preoccupazione generale resta ancora oggi molto alta all’83% (circa 40 milioni di persone), anche se c’è un 15% meno pessimista, in rialzo di 4 punti rispetto all’anno scorso. Disagio che ovviamente tocca la punta massima fra i disoccupati (94%). La preoccupazione attraversa anche gli orientamenti politici: più accentuata a sinistra (90%) resta su livelli alti nel centrosinistra (85%) e nel centro (83%) per poi scendere ma non di molto nel centrodestra (78%) e nella destra (76%). E gli "apolitici"? Anche il loro barometro segna tempo brutto con un 88% appena inferiore al pessimismo dei sostenitori della sinistra. Lo stato di incertezza generale si riflette anche sulla percezione del contributo delle istituzioni in questo periodo di crisi che continua ad essere non molto avvertito nell’opinione pubblica. Le meglio considerate sono le Associazioni delle Pmi con un 29% di valutazioni positive (+13 punti rispetto ad ottobre 2009). Al secondo posto gli italiani collocano l’operato del Governo (28% in lieve calo sul 31% di ottobre) e di regioni ed enti locali (27% rispetto al 26%). In netta risalita i sindacati (dal 15% di ottobre al 24% odierno) e le opposizioni parlamentari ( 21% rispetto al precedente 12%). Fanalino di coda restano le banche (14%, era il 9% l’anno scorso). Il livello di preoccupazione si conferma alto anche quando l’attenzione si sposta sulla situazione economica dell’Italia: il 91% del campione si dice molto o abbastanza preoccupato. Guidano l’allerta-crisi il Sud e le isole (dove il 60% si dice molto preoccupato), tallonati a breve distanza dal nord-est (55%). I più allarmati sono dirigenti e disoccupati: i primi con il timore di perdere il lavoro, i secondi con quello di non ritrovarlo. Molto elevata anche la considerazione delle difficoltà delle pmi che secondo l’81% degli italiani sono state penalizzate più della grandi aziende. A sostenerlo sono soprattutto gli imprenditori, gli studenti ed anche i disoccupati. Quanto alla situazione economica della propria famiglia preoccupa ancora 2 intervistati su 3. Anche in questo caso però sale l’ottimismo verso il futuro: tra un anno il 66% ritiene che la situazione della propria famiglia sarà comunque positiva. Sempre a livello di attenzione la questione dell’accesso al credito: coloro che lamentano difficoltà nell’ottenere prestiti e finanziamenti passano dal 55% di ottobre scorso al 51% di questo periodo. (9Colonne)
14 Apr, 2010
Ammontano a 65.4 miliardi di euro, a gennaio 2010, i finanziamenti bancari destinati all’economia campana, con un incremento del 5,6% rispetto allo stesso periodo del 2009. In particolare i prestiti complessivi al sistema delle imprese hanno raggiunto quota 36 miliardi di euro e un aumento sul 2009 dell’1,9%. I dati sono stati presentati nei giorni scorsi a Napoli dal presidente di ABI Campania, Giuseppe Castagna, nel corso di un incontro sui contenuti principali dell’attività della Commissione e sulla situazione creditizia del territorio. La struttura del sistema bancario regionale vede attive sul territorio, nel 2009, 85 banche di cui 34 con sede in regione per un totale di 1.653 sportelli che servono 340 comuni. Secondo gli ultimi dati disponibili, il numero di Atm (sportelli bancomat) è salito a 2.601 unità con una crescita del 21,9%; i Pos (apparecchiature necessarie per pagare con il Bancomat direttamente nei negozi) sono 78.276 su tutto il territorio (in aumento del 4,5%). Nella regione i lavoratori bancari sono il 4,5% del totale nazionale di settore che ha toccato le 343.000 unità. I finanziamenti delle banche alle imprese locali (comprese le famiglie produttrici) hanno superato i 36 miliardi di euro a gennaio 2010, con un aumento del 1,9% rispetto al 2009; alle famiglie consumatrici sono andati 23,8 miliardi con una crescita annuale del 10,2%. Buono anche l’andamento dei depositi da parte della clientela: complessivamente 50 miliardi di euro pari ad un incremento di circa il 3,8%. A fronte dell’ampio sostegno a famiglie e imprese, il settore bancario sconta ancora la difficile congiuntura economica sul territorio con il risultato che le sofferenze sono cresciute del 39,1% per circa 4 miliardi di euro, mentre in Italia la crescita si è attestata sul 41,5%. (9Colonne)
18 Mar, 2010
Fondata nel 2007 con l’idea di erogare piccoli prestiti a persone in difficoltà che non possono accedere ai tradizionali servizi bancari, la società Permicro (www.permicro.it) si rivolge ai cittadini italiani e stranieri che vogliono avviare un’attività imprenditoriale. La richiesta di piccoli finanziamenti è fortemente aumentata in coincidenza della crisi economica, così Permicro cerca di venire incontro ai bisogni ordinari delle persone. I prestiti, infatti, vengono erogati anche per aiutare a pagare un mutuo, le spese mediche, fare lavori in casa, cambiare auto o tutte quelle che possono essere le spese di una normale famiglia. Mediamente le richieste sono intorno ai 7.500 euro da restituire in 36 mesi. Permicro offre prestiti fino a un massimo di 15.000 euro, con condizioni eque e trasparenti basandosi sul "credito di rete", ovvero la garanzia viene offerta tramite un rapporto di fiducia che si crea in una rete di riferimento. Il beneficiario del microfinanziamento, infatti, deve appartenere a una rete di riferimento come associazioni o comunità etniche, agenzie o associazioni di sviluppo territoriale, consorzi o cooperative, centri di aggregazioni o parrocchie, associazioni o organizzazioni non governative, che fanno da garante e referente sull’affidabilità del beneficiario e che si impegnano ad aiutarlo nella realizzazione del progetto imprenditoriale. Per avere accesso al microcredito è necessario, inoltre, avere una buona idea imprenditoriale e avere le capacità per svolgere questa attività. Sono inclusi anche prestiti personalizzati con un tasso annuo nominale che si attesta intorno all’8,90-10%, contro il 10-12% richiesto per il microcredito. Si tratta di tassi di interesse leggermente più alti di altre realtà che offrono prestiti ma che possono fare affidamento su un fondo di garanzia. Tuttavia, Permicro assicura il prestito in brevissimo tempo, professionalità e flessibilità nel rimborso. Oltre al denaro, infatti, offre attività di consulenza sul business plan dell’attività e sostegno durante tutta la durata del finanziamento. Finora sono già stati finanziati molti progetti. Ad esempio, per avviare un’attività di muratore/decoratore di interni, sono stati richiesti 12.000 euro per comprare il furgone, gli attrezzi di lavoro e il ponteggio. Le spese di istruttoria sono state di 100 euro, mentre le rate, in totale 42, sono da 355 euro ognuna. Per l’acquisto di un’automobile usata, invece, sono stati richiesti 5.000 euro. Le rate sono state fissate in 30, ciascuna dell’importo di 198 euro, più le spese di istruttoria di 100 euro. (9Colonne)
12 Mar, 2010
Il supplemento dell’ultimo bollettino statistico della Banca d’Italia indica una situazione difficile: famiglie indebitate, tassi sui mutui ai minimi storici e difficoltà in continua crescita. Non solo, dall’indagine della Commissione Finanze della Camera sui prestiti personali emergono dati poco incoraggianti. "A fine gennaio l’ammontare dei prestiti concessi alle famiglie era pari a 498.999 milioni di euro, il 6,4% in più rispetto ai 468.918 milioni di euro dello stesso mese del 2009. Sono cresciuti - commenta Bruno Iambrenghi, Business Development Manager di Supermoney.eu sia il credito al consumo che i mutui e su quest’ultimo fronte si evidenzia un calo ulteriore dei tassi di interesse, il taeg a gennaio è sceso al 2,89% contro il 3,01% di dicembre 2009. Siamo sotto la soglia del 3%. Le sofferenze delle famiglie però continuano, tantissime hanno difficoltà a rispettare il pagamento delle rate dei prestiti, sia con riferimento ai prestiti personali che ai mutui". Un dato piuttosto negativo viene evidenziato anche dalla Commissione Finanze della Camera che dall’anno scorso a febbraio 2010 ha condotto un’indagine conoscitiva sul settore dei prestiti personali. I risultati indicano che i prestiti personali offrono scarsa tutela ai consumatori, hanno costi troppo elevati e nettamente superiori alla media europea e sono infine poco trasparenti. "I dati dell’indagine della Commissione Finanze della Camera continua Iambrenghi indicano nettamente l’allarmante crescita dei costi per i prestiti personali. Nel nostro paese i tassi passivi applicati ai prestiti personali sono risultati superiori dell’1,5% rispetto alla media europea. E dire che il numero di operatori è elevato e questo dovrebbe aumentare la concorrenza e ridurre i costi, invece i tassi non accennano a diminuire". Ad oggi le società iscritte all’elenco previsto dall’articolo 107 del testo unico bancario, sono circa 171 ma solo 35 di queste risultano nell’elenco speciale e sono sottoposte alla vigilanza della Banca d’Italia. "Non è semplice districarsi nel mercato del credito conclude Iambrenghi quindi prima di stipulare un contratto di prestito personale occorre sempre effettuare un attento confronto tra tutte le proposte degli operatori. Il nostro sito Supermoney.eu ha una sezione dedicata proprio al confronto dei prestiti personali, profiliamo le esigenze degli utenti e indichiamo loro il prodotto più adatto ed economicamente più vantaggioso. Ricordiamo che quando si sottoscrive un contratto di prestito personale è sempre bene fare un check attento del proprio bilancio familiare, conoscere le proprie capacità di spesa e restituzione del debito e leggere tutte le clausole contrattuali e l’indice del tasso applicato". (9Colonne)
10 Mar, 2010
SIA-SSB si è aggiudicata il bando di gara indetto dalla Banca d’Italia per la gestione della Centrale di Allarme Interbancaria (CAI), l’archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento irregolari. Il valore totale dell’appalto, di durata quinquennale con eventuale proroga triennale della Concessione, è di 23.174.800 euro. L’offerta di SIA-SSB è stata selezionata per le elevate caratteristiche tecnico-qualitative e per le migliori condizioni economiche rispetto alle altre società concorrenti. SIA-SSB gestirà l’intero sistema informatico della sezione centrale della CAI, di cui la Banca d’Italia è titolare, nonché le interconnessioni tra questa e le sezioni remote (archivi locali) che risiedono presso gli enti tenuti alla segnalazione (banche, Poste Italiane, intermediari finanziari vigilati emittenti carte di pagamento, prefetture per il tramite del Ministero dell’Interno, Autorità Giudiziaria per il tramite del Ministero della Giustizia). Sono inoltre previste nuove funzionalità tra cui l’apertura ad altre infrastrutture di rete, attualmente disponibili, ammesse a partecipare al "Sistema per la trasmissione telematica di dati" (SITRAD) ed il rafforzamento delle procedure di "disaster recovery". La Centrale di Allarme Interbancaria scambierà dati con le sezioni remote tramite la Rete Nazionale Interbancaria (RNI) secondo gli attuali standard. Quotidianamente gli enti segnalanti saranno tenuti ad inviare a SIA-SSB le informazioni pertinenti ai diversi strumenti di pagamento irregolari e ricevono dalla medesima società le conferme e le relative divulgazioni. La Centrale di Allarme Interbancaria della Banca d’Italia, istituita per legge in seguito alla depenalizzazione di una serie di reati minori tra cui l’emissione di assegni senza provvista o autorizzazione, fornisce un servizio di interesse generale finalizzato ad assicurare il regolare funzionamento del sistema dei pagamenti. Esso contiene le generalità dei soggetti che hanno emesso assegni bancari e postali senza autorizzazione o presentati al pagamento senza provvista, cioè senza che vi fossero fondi necessari per far fronte al pagamento dell’assegno; o a cui sia stata revocata l’autorizzazione all’utilizzo di carte di credito e di debito a causa del mancato pagamento delle somme relative alle transazioni o ai prelievi effettuati con le suddette carte. L’iscrizione in archivio dei soggetti che hanno tratto assegni senza autorizzazione o provvista determina l’applicazione della cosiddetta "revoca di sistema", che comporta il divieto, per la durata di 6 mesi, di emettere assegni e di stipulare nuove convenzioni di assegno presso il sistema bancario e postale. L’iscrizione in archivio dei soggetti a cui sia stata revocata l’autorizzazione all’utilizzo di carte di credito e di debito dura 2 anni ma non comporta l’impossibilità di ottenere il rilascio di altre carte: tale scelta è lasciata ai singoli emittenti. Nella Centrale di Allarme Interbancaria confluiscono anche le informazioni relative alle sanzioni amministrative e penali applicate rispettivamente dai Prefetti e dall’Autorità Giudiziaria per l’emissione di assegni bancari e postali senza l’autorizzazione o senza provvista. Nella CAI sono inoltre presenti i dati anonimi identificativi degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento "a rischio" (ad esempio, sottratti o smarriti oppure bloccati per altri motivi). (9Colonne)