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TRACCIABILITA’, COMMERCIALISTI DEL TRIVENETO A CONVEGNO

L’Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie organizza venerdì 1 luglio a Vicenza un incontro sul tema della tracciabilità dei flussi finanziari a seguito dell’introduzione del decreto legge che interpreta e modifica la legge 136/2010 per la prevenzione e il contrasto delle infiltrazioni mafiose negli appalti, estendendo le norme a tutti i contratti pubblici. Il DL, che si riferisce ai contratti sottoscritti dopo il 7 settembre 2010, data di entrata in vigore della legge 136/2010, stabilisce che ogni operazione finanziaria relativa a commesse pubbliche deve essere realizzata tramite uno o più conti correnti bancari o postali dedicati, anche in via non esclusiva, alle commesse pubbliche. L’obiettivo è garantire la piena tracciabilità delle operazioni in modo che ogni incasso e pagamento possa essere controllato ex post. La gestione del conto corrente dedicato e tutte le disposizioni che le aziende sono tenute ad adempiere per procedere correttamente ai pagamenti sono fra i temi che apriranno la giornata, durante la quale verranno poi affrontate le differenti attività di controllo in materia di tracciabilità dei flussi finanziari messe in atto dall’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici, dalla Guardia di Finanza e dalla Corte dei Conti. Nella parte finale e conclusiva della giornata si parlerà dei rapporti fra Enti Pubblici e Imprese per quanto riguarda i pagamenti e gli incassi attraverso il racconto di alcuni casi aziendali rappresentativi, esperienze applicative concrete che siano esplicative di quelle che possono essere le criticità operative anche nella gestione dei rapporti con i fornitori e le banche. "L’incontro – spiega Dante Carolo, presidente Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili delle Tre Venezie - si pone l’obiettivo di approfondire le modifiche introdotte nell’ambito della legislazione antimafia che obbligano le aziende e tutti i soggetti coinvolti nelle commesse pubbliche a modificare i propri comportamenti per garantire la trasparenza delle procedure. L’obiettivo dell’Associazione è affiancare i Professionisti attraverso l’organizzazione di percorsi formativi sulle tematiche più attuali, in modo che possano essere costantemente aggiornati e preparati per sostenere e guidare le aziende nella gestione dei rapporti con gli Enti Pubblici per pagamenti e incassi". (9colonne)

VENETO, CONTROLLI SUI CONTRIBUTI AGLI ALLUVIONATI

Luca Zaia, commissario delegato per il superamento dell’emergenza alluvione e presidente della Regione del Veneto, ha sottoscritto con il generale Walter Lombardo Cretella, comandante regionale Veneto della Guardia di Finanza, un protocollo d’intesa finalizzato a controllare il corretto impiego dei finanziamenti e delle agevolazioni destinate alle comunità colpite dall’alluvione di ottobre e novembre. Nel suo genere, ha ricordato lo stesso generale Cretella, l’accordo è il primo in Italia per il tipo di collaborazione che costruisce, secondo "un principio che è di federalismo morale": "è un Patto di stabilità per la legalità tra enti – ha concluso il generale – tra lo Stato e la società nella sua dinamica regionale". "Noi abbiamo piena fiducia nei nostri cittadini e nei nostri sindaci – ha ribadito Zaia – e se c’è anche un solo furbetto in questa vicenda, è bene che sia scovato nell’interesse degli alluvionati. La Guardia di Finanza ha mezzo a disposizione i suoi uomini, in piena e totale collaborazione, con la volontà di essere precisi fino in fondo". Il documento, stipulato su richiesta dello stesso Zaia nella sua veste di commissario per l’emergenza, si riferisce alle verifiche della effettiva titolarità a ricevere i finanziamenti, i contributi e le agevolazioni previsti dall’Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, così da garantire l’efficiente, trasparente ed efficace impiego delle risorse finanziarie. L’intesa in questione prevede l’attivazione di controlli mirati individuali e individua come prioritari i seguenti ambiti: soggetti privati che beneficeranno dei contributi per la ricostruzione degli immobili danneggiati; imprenditori che beneficeranno delle diverse forme di sostegno economico previste; altri soggetti che otterranno comunque rimborsi. Saranno effettuati controlli a campione, cui si aggiungeranno controlli mirati su beneficiari che abbiano percepito acconti senza aver fornito rendicontazione della spesa e in relazione ad eventuali anomalie riscontrate nel corso delle istruttorie. La Guardia di Finanza opererà in via tradizionalmente autonoma. (9Colonne)

LA TOSCANA RECUPERA 160 MILIONI DI TASSE EVASE

Due mesi fa la stima era di arrivare alla fine dell’anno con un recupero di 150 milioni sui tributi regionali evasi, 60 milioni in più rispetto alle previsioni fatte all’inizio del 2010. Alla fine i milioni sono stati addirittura 160, con l’aggiunta di qualche spicciolo. "Siamo chiaramente soddisfatti – commenta l’assessore ai tributi e al bilancio della Regione Toscana, on. Riccardo Nencini –. La lotta all’illegalità economica, con un particolare attenzione al caso Prato e al distretto cinese, è una priorità per la nuova giunta regionale. Ma possiamo anche fare di più e meglio". "Possiamo ulteriormente crescere – aggiunge l’assessore – facendo squadra e condividendo le informazioni che ogni singolo ente o branca della pubblica amministrazione ha. Lo potremo fare grazie anche agli accordi firmati in questi mesi". La Regione dall’avvio della nuova legislatura ha siglato infatti una serie di protocolli e accordi con la Guardia di Finanza, per una maggiore collaborazione e scambio di informazioni, con l’Agenzia delle entrate, per rinnovare l’incarico per la gestione di Irap e addizionale Irpef, con Rete Imprese Toscana, ancora per uno scambio di informazioni e analisi, e con l’Anci, permettendo ai Comuni di ricevere nelle loro casse la metà dei tributi evasi che saranno recuperati grazie alle loro segnalazioni: una percentuale più alta di quella dei tributi nazionali, che è solo un terzo. E’ stato dato vita anche ad un tavolo attorno a cui far sedere tutti i vari soggetti che lavorano sul fronte della lotta all’evasione, non solo fiscale ma anche contributiva. E procede il progetto per mettere a disposizione di tutte le amministrazioni comunali un nuovo software (Elisa) per meglio condividere le banche dati in possesso delle diverse branche della pubblica amministrazione. Nel dettaglio l’evasione fiscale recuperata nel 2010 è stata di 160 milioni e 688.609 euro. Rispetto ai 111 milioni e 891.442 del 31 dicembre 2009 è il 43,61 per cento in più: il 30 per cento se si tolgono 7 milioni e 659 mila frutto di una conciliazione giudiziale. Il recupero riguarda in particolar modo il bollo auto, l’Irap e l’addizionale Irpef, che sono i principali tra i tributi regionali, e in piccola parte le tasse di concessione e il tributo per il conferimento in discarica dei rifiuti. (9Colonne)

EVASIONE: ACCERTATI 25 MILIARDI IN 5 MESI

La Guardia di Finanza festeggerà stasera, allo Stadio dei Marmi di Roma, il suo 236° anniversario di fondazione. L’evento è l’occasione per tracciare il bilancio dei primi 5 mesi del 2010 che risulta decisamente positivo, soprattutto grazie all’avvenuta rimodulazione, da un punto di vista qualitativo, delle strategie adottate nella lotta agli illeciti economico-finanziari. I risultati conseguiti ed una Guardia di Finanza pronta alle prossime sfide sono la dote che il Generale Cosimo D’Arrigo affida al Generale di Corpo d’Armata Nino Di Paolo, primo Comandante Generale proveniente dal Corpo. Ma eccole, le cifre. Al 31 maggio scorso, la Guardia di Finanza ha

scoperto redditi non dichiarati al fisco per 22,2 miliardi di euro, a cui devono aggiungersi omessi versamenti di IVA per 3,1 miliardi di euro; individuato 3.790 evasori totali ossia soggetti che, pur svolgendo attività economiche aperte al pubblico, non avevano mai presentato le dichiarazioni dei redditi, occultando così redditi per 7,9 miliardi di euro; 1.390 tra questi soggetti sono stati denunciati alle Procure della Repubblica poiché responsabili di gravi condotte; identificato 12.927 lavoratori irregolari, di cui 8.937 completamente in nero, impiegati da 3.477 datori di lavoro; accertato un’evasione all’IVA per 1,4 miliardi derivante da frodi “carosello”, realizzate mediante l’interposizione di imprese "cartiere" (costituite cioè al solo scopo di far girare fatture false) che acquistano merci da altri Paesi comunitari e da San Marino in sospensione d’IVA, le rivendono ai reali destinatari applicando l’imposta, ma poi omettono di versare le somme all’erario, svanendo nel nulla dopo poco tempo. Le Fiamme Gialle hanno poi individuato filoni di evasione fiscale internazionale per 4,3 miliardi di euro, posti in essere

mediante trasferimenti fittizi della residenza di persone fisiche e società o attraverso esportazioni di capitali nei paradisi fiscali. Inoltre, sempre in tema di polizia finanziaria, vanno evidenziati gli oltre 31,5 milioni di euro di diritti doganali evasi accertati, con il sequestro di 182 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando; più di 16 milioni di euro di accise evase per contrabbando di olii minerali ed alcool, con sequestri di 7,4 tonnellate di prodotti energetici; la chiusura di 485 centri di raccolta di scommesse non autorizzate. (9Colonne)

FONDI UE, PIEMONTE: PIU’ CONTROLLI CONTRO LE FRODI

Regione Piemonte e Comando regionale della Guardia di Finanza hanno siglato il 18 marzo un protocollo d’intesa per migliorare l’efficacia complessiva dei controlli sui finanziamenti delle politiche strutturali e di coesione dell’Unione europea, in modo da agevolare il recupero delle risorse indebitamente incassate da chi ne abbia fatto richiesta nell’ambito dei programmi cofinanziati. Pertanto, la Regione dovrà fornire periodicamente gli aggiornamenti e le eventuali rettifiche alla banca dati dei beneficiari dei cofinanziamenti comunitari (relativi al periodo di programmazione 2000-2006 e 2007-2013), trasmettere l’elenco dei beneficiari dei cofinanziamenti, segnalare i fatti che possono configurarsi come violazioni tributarie esibendo l’eventuale documentazione comprovante la presunta frode, consentire l’abilitazione on line alle banche dati dei beneficiari dei cofinanziamenti comunitari e a tutti i sistemi informativi (della Regione, degli Enti strumentali e Pubblici intermedi, che permettono l’identificazione dei soggetti che hanno percepito le risorse) a due militari del Corpo in forza a ciascuno degli otto Comandi provinciali piemontesi, comunicare ai singoli reparti della Guardia di Finanza segnalatori e ai rispettivi Comandi provinciali sovraordinati l’esito delle decisioni assunte in relazione alla segnalazione con l’obiettivo di migliorare l’attività di controllo e l’aggiornamento delle banche dati. Dal canto suo, la Guardia di Finanza si impegna a comunicare tempestivamente l’avvio di accessi, ispezioni e verifiche, comunicare le generalità delle persone fisiche e giuridiche coinvolte per avviare le procedure di recupero dei finanziamenti indebiti, dare comunicazione delle violazioni di natura amministrativa eventualmente rilevate, indicando anche le disposizioni violate, la natura e l’entità della spesa, tutti i dettagli relativi all’irregolarità compresa l’identità delle persone fisiche o giuridiche che l’hanno commessa. Le due parti provvederanno inoltre a sviluppare, nel rispetto delle reciproche attribuzioni, ogni iniziativa volta alla formazione e alla specializzazione del personale impiegato nell’attività ispettiva di competenza. Il vicepresidente della Giunta regionale, nel firmare il documento, ha rilevato che il contrasto alle irregolarità e alle frodi nei finanziamenti europei è un tema di grande rilievo economico e sociale per il Piemonte. Negli ultimi 20 anni, infatti, il Fondo europeo di sviluppo regionale ha permesso di finanziare 36.391 interventi con un investimento pubblico di oltre 2,6 miliardi di euro e 6 miliardi di investimenti attivati. (9Colonne)

GDF: SCOPERTI REDDITI NON DICHIARATI PER 30 MILIARDI

Si è tenuta questa mattina a Roma, presso il Comando Generale della Guardia di Finanza, la tradizionale conferenza stampa di fine anno con la quale il Corpo ha reso noto il bilancio dell’attività operativa svolta nel 2009. Nell’occasione il Comandante Generale gen. C.A. Cosimo D’Arrigo ha presentato il "Rapporto Annuale 2009". Da gennaio a novembre di quest’anno le Fiamme gialle hanno scoperto 6.715 evasori totali (+4,6%) e 1.343 evasori paratotali (+19.9%). In tutto 8.058, il 6,9% in più rispetto al 2008. Nel periodo in questione, sono stati accertati redditi non dichiarati per 30.050 milioni (+9.2%), e Iva dovuta non versata per 5.470 milioni (+28%). Sul fronte estero, è stata scoperta un’evasione pari a 5.376 milioni di euro (+6,3%). Le verifiche effettuate dai finanzieri sono state 30.340, i controlli 71.854, i controlli strumentali 739.626, i controlli su scontrini e ricevute fiscali 101.720. Nel settore dei reati e delle frodi fiscali sono stati denunciati 9.517 soggetti (+28,7%), di cui 114 arrestati: le violazioni accertate sono state 8.860 (+12,6%), divise tra “emissione di fatture e documenti per operazioni inesistenti” (1.854), “dichiarazioni fraudolente” (2.886), “omessa dichiarazione” (1.404), “occultamento e distruzione di documenti contabili” (1.384), “dichiarazione infedele” (905). I beni mobili e immobili sottoposti a sequestro hanno superato i 270 milioni. Per “reati societari” sono state denunciate 470 persone - di cui 26 tratte in arresto - e sequestrati beni e disponibilità finanziarie per 45 milioni (contro i 4,5 del 2008); alla voce “reati fallimentari” risultano 1.350 denunce per bancarotta (+37.7%) e 98 arresti, oltre a sequestri di beni per 54 milioni, il doppio rispetto all’anno precedente; per “abusivismo bancario e finanziario” sono state denunciate 1.109

persone (+33,4%) di cui 59 tratte in arresto. L’attività di contrasto alle frodi comunitarie ha prodotto 943 interventi e 617 denunce e l’accertamento di 315 milioni di aiuti indebitamente percepiti o richiesti, mentre i controlli sulla spesa sanitaria hanno visto 1.156 interventi, 2.694 denunce e 48 frodi accertate. In materia di accise, sono stati effettuati 4.657 interventi per 30 milioni di tributi evasi; sequestrati 4,1 migliaia di tonnellate di prodotti energetici e 31.233 litri di alcol. Nel quadro dei controlli alle dogane, sono state denunciate 2.476 persone, di cui 354 tratte in arresto; sono stati sequestrati 256.690 chili di tabacchi lavorati esteri (il 29,4% in più dell’anno precedente), di cui 28.841 contraffatti. Gli interventi nel quadro della lotta al carovita sono stati 18.310, e 1.515 i soggetti verbalizzati per violazioni alla disciplina dei prezzi. Sul fronte dello sfruttamento della manodopera, sono stati scoperti 11.133 lavoratori irregolari (di cui 1.925 di origine extracomunitaria) e 15.192 lavoratori in nero (di cui 2.732 di origine extracomunitaria): 5.677 i datori di lavoro verbalizzati, il 12,7% in più dell’anno scorso. (9Colonne)

LA CONTRAFFAZIONE TRASLOCA DAI MARCIAPIEDI AL WEB

Nei giorni scorsi la Federazione contro la Pirateria Musicale ha consegnato un riconoscimento alla Guardia di Finanza per l’attività svolta, in campo nazionale ed internazionale, a contrasto di tutte le forme di illecito nel settore del diritto d’autore. L’occasione ha costituito lo spunto per rendere noti i risultati raggiunti dalle Fiamme Gialle nel contrasto alla pirateria musicale, fenomeno in forte crescita negli ultimi anni. I sequestri di prodotti "piratati", da parte dei finanzieri sono infatti aumentati di 6 volte, passando dai 4,7 milioni del 2007 ai quasi 29 milioni del 2008. Cifre che danno l’idea delle dimensioni di questa porzione del "mercato del falso" che, nel nostro Paese, sta erodendo spazi sempre più ampi ai danni degli operatori che rispettano le regole. Il fenomeno della pirateria musicale è in costante evoluzione in quanto si assiste, accanto al tradizionale smercio per strada dei supporti audiovisivi "piratati" da parte di ambulanti, ad una continua espansione delle condotte illecite perpetrate via internet. In proposito, è sintomatico il fatto che i sequestri degli strumenti elettronici e dei supporti informatici operati dalle Fiamme Gialle nel 2008 sono quattro volte maggiori rispetto al 2007. Il web costituisce ormai la nuova frontiera della pirateria, perché consente di velocizzare le transazioni, garantisce l’anonimato ed è capace di eludere il dispositivo di contrasto. Il ricorso ad imprese "di facciata", l’utilizzo di false identità e le frequenti delocalizzazioni dei server all’estero rappresentano gli espedienti illeciti maggiormente utilizzati. (9Colonne)

SOLDI ALL’ESTERO, OLTRE 10 MILA EURO SI DICHIARANO

Dal 1 gennaio scattano sequestro e sanzioni contro chi entra o esce dall’Italia con oltre 10mila euro contanti senza averli dichiarati. Lo stabilisce l’articolo 3 del decreto legislativo 19 novembre 2008, n. 195, in vigore dal 1 gennaio 2009, in base al quale "Chiunque entra nel territorio nazionale o ne esce e trasporta denaro contante di importo pari o superiore a 10.000 euro deve dichiarare tale somma all’Agenzia delle dogane". Le nuove misure sono dirette a individuare, attraverso l’obbligo della dichiarazione, movimenti di denaro contante in entrata nella Comunità europea o in uscita da essa e sono inoltre estese ai movimenti di denaro contante tra l’Italia e gli altri Paesi comunitari. A partire dal 1 gennaio la dichiarazione potrà essere trasmessa telematicamente, prima dell’attraversamento della frontiera, secondo le modalità e le specifiche pubblicate nel sito dell’Agenzia delle dogane oppure consegnata in forma scritta, al momento del passaggio, presso gli uffici doganali di confine o limitrofi, che ne rilasciano copia con attestazione del ricevimento da parte dell’ufficio. Il dichiarante dovrà recare al seguito copia della dichiarazione con attestazione del ricevimento. La disposizione si applica anche a tutti i trasferimenti di denaro contante, da e verso l’estero, effettuati mediante plico postale o equivalente. In questo caso la dichiarazione sarà consegnata a Poste italiane s.p.a. o ai fornitori di servizi postali all’atto della spedizione o nelle 48 ore successive al ricevimento. La disposizione non si applicherà ai trasferimenti di vaglia postali o cambiari, ovvero di assegni postali, bancari o circolari, tratti su o emessi da banche o Poste italiane s.p.a. che rechino l’indicazione del nome del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. Nel caso di omessa dichiarazione il denaro contante trasferito o che si tenta di trasferire, di importo pari o superiore a 10.000 euro, sarà sequestrato dall’Agenzia delle dogane o dalla Guardia di finanza e sarà comminata una sanzione amministrativa pecuniaria fino al quaranta per cento dell’importo trasferito o che si tenta di trasferire, eccedente la soglia di 10mila euro, con un minimo di 300 euro. (9Colonne)

GUARDIA DI FINANZA CERCA 310 ALLIEVI MARESCIALLI

C’è un’opportunità di lavoro qualificato nelle file della Fiamme Gialle. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 51 del 1° luglio 2008 – 4a Serie Speciale - è stato

pubblicato il bando di concorso, per titoli ed esami, per l’ammissione di 310 Allievi Marescialli del contingente ordinario all’80° corso presso la Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza, per l’anno accademico 2008/2009. La presentazione delle domande dovrà avvenire entro il prossimo 31 luglio 2008. Possono partecipare al concorso i cittadini italiani che, alla data del 31 luglio 2008, abbiano età non inferiore ad anni 18 e non superiore ad anni 26 e siano in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi di laurea previsti dal Decreto Interministeriale 12 aprile 2001. La domanda di partecipazione va presentata, possibilmente a mano, oppure inviata a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, al Comando Provinciale della Guardia di Finanza del Capoluogo di Provincia nella cui circoscrizione l’aspirante risiede. La domanda deve essere redatta esclusivamente su apposito modello, riproducibile anche in fotocopia e disponibile presso tutti i Reparti del Corpo nonché sul sito internet www.gdf.it, nella sezione relativa ai concorsi. Sul predetto sito istituzionale è comunque possibile acquisire ulteriori informazioni di dettaglio sul concorso e prendere visione del bando. (9Colonne)

FISCO, LIECHTENSTEIN: 390 ITALIANI INDAGATI

Sono 390 i nominativi della lista di titolari di conti correnti in Liechtenstein iscritti nel registro degli indagati della procura di Roma che indagherà, insieme ad altre 36 procure italiane, sui presunti casi di evasione fiscale. I reati ipotizzati riguardano la infedele e la omessa dichiarazione dei redditi, vale a dire la violazione degli articoli 4 e 5 della legge n. 74 del 2000 in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto. I fatti risalgono a un periodo antecedente al 2002 e sono a rischio prescrizione in quanto tali reati decadono in sette anni e mezzo. Le somme depositate sui conti correnti del Liechtenstein variano da un minimo di 200 mila euro a un massimo di 400 milioni di euro. La maggior parte delle posizioni da esaminare riguardano Milano, con oltre 100 conti correnti: seguono Roma (circa 60), Bolzano (40) e Firenze (20). Pochissimi casi di persone residenti nel sud Italia: due sono a Napoli. Oltre all’indagine delle procure, è in corso un’inchiesta della procura nazionale antimafia e dello Scico della guardia di finanza che dovrà accertare eventuali profili di riciclaggio di denaro sporco e la presenza di eventuali prestanome. Gli accertamenti del procuratore Giovanni Ferrara, dell’aggiunto Pierfilippo Laviani e del pubblico ministero Mario Dovinola, condotti dal nucleo di polizia tributaria di Roma, riguardano anche due fondazioni. La procura di Roma chiederà ora insieme al ministero della Giustizia una rogatoria internazionale alle autorità del Liechtenstein per avere riscontri sui depositi e l’autenticità della lista. L’inchiesta procederà anche in Francia con l’esame, annunciato dal ministro del Bilancio Eric Woerth, delle posizioni tributarie di 20 delle 200 persone o gruppi familiari che figuravano sulla lista di tenutari di conti bancari nel Liechtenstein. (9Colonne)