PIACE IL RISPARMIO, NON IL RISCHIO
Il Centro di Ricerca e Documentazione "Luigi Einaudi" e l’Ufficio Studi della Banca Nazionale del Lavoro hanno presentato il rapporto annuale, giunto alla ventisettesima edizione, sui comportamenti finanziari delle famiglie italiane. I protagonisti sono un campione di 800 famiglie in possesso di un conto corrente la cui condotta viene fotografata tramite una serie di domande riguardanti le aspettative e le motivazioni delle loro scelte. I risultati della ricerca parlano chiaro: gli italiani sono dei risparmiatori e anno dopo anno hanno dimostrato un atteggiamento sempre più parsimonioso in vista del futuro. Risparmiare quindi diventa una sorta di polizza che preserva per gli anni che verranno. Dallo studio risulta che sul lungo periodo la tendenza al risparmio è crescente: dal 1984 al 2008 i valori dei risparmi familiari sono saliti dal 6,2% al 68,9%. Poi nel 2008 si è verificato un picco negativo del 31% mentre l’attuale 2009 ha registrato un aumento portando al 47% la quota delle famigli che hanno risparmiato a fronte di un 53% che non riesce a mettere da parte denaro (nel 2008 il valore era però del 68,9%). Considerando che gli intervistati vedono il risparmio come una misura difensiva e cautelare all’avvicinarsi di pensioni sempre più magre, gli italiani prediligono i titoli a reddito fisso, i prodotti a basso contenuto azionario e gli immobili rispetto a prodotti finanziari potenzialmente più redditizi ma più rischiosi. Per quanto riguarda la propensione al rischio, il 45% degli intervistati ha dichiarato di non essere "per niente favorevole a correre rischi nel campo degli investimenti finanziari pur di aumentarne il rendimento atteso", mentre il 56% individua nella sicurezza dell’investimento, ovvero nella certezza di non perdere il capitale, il primo obiettivo del risparmiatore. Da notare che nell’ultimo anno, il 17,5% ha dovuto ricorrere a prestiti per le spese necessarie. Per quanto riguarda l’informazione il 31% si è rivolto al dipendente della banca o dell’ufficio postale per una consulenza, il 6,3% a un promotore finanziario e il 5,6% a un professionista, ben il 20% si è rivolto a familiari e amici e il 38% non si è rivolto a nessuno. (9Colonne)

