Archive for investimenti online

ACQUISTI: GLI ITALIANI SI FIDANO DEL WEB

Gli italiani si fidano sempre di più del web e, a dispetto del luogo comune che spesso evidenzia una sorta di "timore" da acquisto on-line, nel 2007 l’80% dei pagamenti in rete è stato effettuato contestualmente all’acquisto tramite carte di credito tradizionali e prepagate e Paypal. I dati diffusi in internet, dunque, sono ritenuti dagli acquirenti del Balpaese comodi, rapidi e, soprattutto, sicuri. A fornire il dato sulle spese e gli investimenti online è l’osservatorio di Netcomm e School of Management del Politecnico di Milano, che – anche se con lievi oscillazioni - confermano i dati diffusi recentemente da Eurisko, secondo la quale solo il 27% di chi acquista su web sceglie metodi off line di pagamento: in contrassegno il 13%, con bonifico bancario l’8%, bollettino postale il 5%, carta di credito off line il 2%, altre modalità il 4%. Oltre alla fiducia è interessante notare come cresca anche la soddisfazione: il 98% dei consumatori intervistati si dichiara soddisfatto della modalità di pagamento utilizzata nell’ultimo acquisto che è valutata ottima dal 23% del campione, molto buona dal 43% e buona dal 29%. Solo il 2% la definisce mediocre, nessuno la valuta scarsa. Lo strumento di pagamento che preferito dagli italiani negli ultimi tre mesi è la carta prepagata (25%), seguita dalla carta di credito (23%), contrassegno e Paypal (pari merito 13%). Ampliando l’orizzonte temporale agli ultimi 12 mesi, in pole position sempre la carta prepagata (38%), seguita dalla carta di credito (31%), contrassegno (23%) e Paypal con il 21%. E, d’altra parte, il boom degli acquisti trova corrispondenza nel boom di diffusione delle carte di credito. Il 76% degli intervistati dichiara di possedere una carta di credito o una prepagata. La utilizza il 50% per una media di circa 3 volte al mese per fare acquisti in generale. Questa frequenza si dimezza nel caso dell’acquisto on line con una media di 1,60%. (9Colonne)

INTERNET, FORTISSIMAMENTE INTERNET

Internet, solo Internet e ancora Internet. E’ questo il 2008 secondo l’analista della JPMorgan Imran Khan e il suo team. Specializzati sull’economia della Rete, questi studiosi hanno pubblicato un voluminoso report di 312 pagine intitolato appunto “Nothing But Net” che dipinge un quadro piu’ che ottimistico per le principali azioni delle aziende online (le piu’ importanti: Google, Amazon, Yahoo, eBay, Expedia, Salesforce.com, Ominiture, ValueClick, Monster.com, Orbitz, Priceline, CNET). Khan e colleghi notano che nell’anno appena concluso le azioni di Internet hanno generato un ritorno del 14 per cento contro il 5 per cento della media dello S&P 500; su queste basi la JPMorgan prevede quindi una crescita dei guadagni del 34 per cento nel 2008 per le azioni di Internet (contro il +8 delle azioni dello S&P 500). Altri dati che emergono dallo studio: crescita della penetrazione della banda larga, con conseguente aumento dei guadagni per il commercio elettronico ma soprattutto per gli investimenti online da parte degli inserzionisti. Il search advertising continuera’ a dominare quest’ultimo settore, crescendo da 22 miliardi di dollari (in tutto il mondo) l’anno scorso a 50 miliardi nel 2010. Le entrate legate ai motori di ricerca nel mondo aumenteranno del 38 per cento nel 2008, secondo la JPMorgan, arrivando a 30,5 miliardi di dollari. (9Colonne)

INVESTIMENTI ON LINE NEL FUTURO DI MURDOCH

Ci sono impegnativi investimenti online nel futuro di Rubert Murdoch. “Ci stiamo posizionando e stiamo investendo in modo da poter operare in una societa’ globale sempre piu’ dipendente dai media digitali” ha dichiarato Murdoch in occasione della presentazione di risultati del primo trimestre della News Corp.

Tra le strategie per il prossimo futuro: aumentare lettori e inserzionisti della Dow Jones eliminando l’abbonamento al WSJ.com (che peraltro veleggia verso il milione di abbonati a pagamento), che diventera’ gratuito. Inoltre, il sito di MySpace verra’ aperto ai programmatori, che potranno aggiungere funzioni da loro create. MySpace ha anche ampliato il suo programma di pubblicita’ mirata per piccoli gruppi di utenti: oggi riunisce 50 inserzionisti, tra cui Microsoft e Toyota Motor, per creare pubblicita’ specializzate rivolte ai gruppi di utenti piu’ piccoli.

Entro la fine dell’anno, le categorie coperte, a volte veramente di nicchia, saranno oltre mille. Circa il 45 per cento delle entrate della News Corp. deriva dalla pubblicita’. MySpace ha anche in progetto di aprire il sito in 30 diversi Paesi nel corso del prosimo anno; entro il 2012 oltre la meta’ delle sue vendite potrebbero essere effettuate fuori dagli Stati Uniti. Infine, a dicembre sara’ completato l’acquisto della Dow Jones, editore del Wall Street Journal, deciso ad agosto.