Archive for investimenti pubblicitari

INVESTIMENTI PUBBLICITARI IN RIPRESA

Inizio d’anno con il segno più per l’advertising: a gennaio 2010 si registra, infatti, una variazione del +1,8% rispetto al gennaio 2009. La crescita, con diversa intensità, riguarda la maggior parte dei mezzi. Dei ventiquattro settori in cui è classificato il mercato, quindici hanno segno positivo e nove negativo. E’ quanto rileva Nielsen Media Research nel report sugli investimenti pubblicitari nel mese di gennaio 2010 e il confronto con l’anno scorso pubblicato dall’edizione on line di Prima Comunicazione. Wind, Ferrero, Vodafone, Perfetti, Tim, P&G, Volkswagen, Danone, Citroen e Telecom guidano la classifica dei Top spender a gennaio 2010. L’analisi dei mezzi mostra che la televisione, considerando sia i canali generalisti che quelli satellitari (marchi Sky e Fox), ha un aumento sul mese del +3,7%. Tra i principali settori si evidenzia la crescita di Alimentari (+10,2%), Farmaceutici (+12,3%), Gestione Casa (+1,5%) e l’exploit dei Toiletries (+42,1%). L’Auto segna il -5,3% e le Tlc sono sui valori del gennaio 2009 (+0,7%). La stampa, nel suo complesso, ha un calo gennaio su gennaio del -4,9%. I periodici sono ancora in sofferenza e diminuiscono del -17,7% con l’Abbigliamento a -14,5%, l’Abitazione a -1,8% e la Cura persona a -10,5%. Considerando la periodicità: i settimanali diminuiscono del -15,9% e i mensili del -23,7%. I quotidiani a pagamento, invece, fanno segnare il +0,7% con l’Auto, il settore più importante, ancora negativo (-22,8%). A livello di tipologie: la Commerciale Nazionale cresce del +8,0%, la Locale del +2,2% e la Rubricata/Di Servizio è in flessione del -12,1%. La raccolta dei quotidiani Free/Pay Press è in linea con il gennaio 2009 (+0,1%). Il primo mese dell’anno è positivo per la radio che fa registrare il +6,9%, per l’Outdoor (+14,4%), per il cinema (+38,8%) e per le cards (+1,2%). Il direct mail passa da 41,8 milioni nel gennaio 2009 a 42,1 milioni nel gennaio 2010 (+0,7%). Cresce anche internet (+4,7%) con le tipologie: Display a +10,2%, Search a +1,5% e Affiliate a +7,8%. Da gennaio 2010, Nielsen ha ampliato la copertura dell’Out of Home Tv. Agli investimenti pubblicitari sulle televisioni degli aeroporti e della metropolitana di Telesia, si sono aggiunti quelli sugli schermi presenti nelle catene di elettronica di consumo gestiti da Neo Advertising. Il totale nel mese è di 549.000 euro. Importante novità anche per il Transit. Da gennaio 2010 (con i dati storici a partire da gennaio 2009) alla pubblicità dinamica gestita da IGPDecaux su metropolitane, aeroporti, autobus e tram, si aggiungono i prodotti che si rivolgono ad un target in movimento gestiti da Clear Channel e CBS Outdoor. Gli investimenti complessivi ammontano a 5,9 milioni di euro nel mese. (9Colonne)

PUBBLICITA’. BOCCATA D’OSSIGENO DAGLI INCENTIVI AUTO

"Gli incentivi varati lo scorso anno dal Governo a supporto dell’auto hanno attenuato la crisi del mercato pubblicitario, portando nelle tasche degli operatori pubblicitari 100 milioni di ricavi in più". E’ questa la conclusione di una ricerca del Centro Studi Fleet & Mobility tesa misurare l’impatto delle misure a sostegno dell’acquisto di auto nuove sull’andamento del mercato pubblicitario nel 2009. Dall’analisi emerge come a trarre vantaggio dagli incentivi non siano stati solo i privati cittadini intenzionati ad acquistare un veicolo nuovo e le Case automobilistiche che producono modelli con le caratteristiche giuste per ottenere il massimo dell’incentivo (come le Case "generaliste", tra cui Fiat); anche l’indotto dell’automotive ne ha tratto vantaggio, a cominciare dai concessionari fino al mercato della pubblicità. Il comparto auto è il secondo investitore pubblicitario dopo quello alimentare. All’inizio del 2009, quando si era in piena crisi e i clienti a tutto pensavano fuorché a cambiare l’auto, il mercato pubblicitario perdeva oltre il 30% rispetto all’anno precedente. A febbraio sono stati varati gli incentivi e subito le Case hanno aumentato gli investimenti pubblicitari, per attirare i clienti in concessionaria. Risultato: il mercato pubblicitario ha recuperato, limitando la flessione rispetto al 2008 al 19%, grazie appunto al periodo febbraio-dicembre dove la perdita di giro d’affari è stata del 17%. Si è così passati dagli 840 milioni del 2007 ai 662 del 2009, che certamente sarebbero stati molti meno senza la "corsa al cliente" scatenata dagli incentivi. In valore assoluto, il recupero ha portato circa 100 milioni in più di ricavi nelle tasche degli operatori pubblicitari, prima fra tutti la televisione, che attira circa i 2/3 del totale investimenti. (9Colonne)

BAKECA.IT INVESTE IN COMUNICAZIONE

Bakeca.it, sito italiano di annunci gratuiti online leader nel settore con 4,6 milioni di utenti unici al mese, nel 2010 punta a rafforzare la sua leadership nel mercato degli annunci online attraverso un significativo incremento e una diversificazione mirata dei suoi investimenti in comunicazione. Per la prima volta Bakeca.it dedicherà una parte rilevante del budget del 2010 a una capillare campagna pubblicitaria sui media tradizionali (quotidiani e radio) e sul web. Con questo investimento la web company torinese debutta nell’advertising offline: fin dagli esordi infatti Bakeca ha puntato principalmente su campagne di street marketing il cui protagonista principale è stato l’ormai noto scuolabus giallo con cui lo staff di Bakeca ha animato le piazze delle principali città italiane. Mediastreet continuerà ad essere l’agenzia che curerà il viral marketing di Bakeca e a cui è stato affidato il compito di creare il nuovo concept di comunicazione. L’advertising online e il web marketing saranno curati da Seolab, e particolare importanza sarà dato allo sviluppo della comunicazione sui Social Network. Nel 2010 gli investimenti in advertising, sia online sia offline, focalizzati alla comunicazione del marchio determineranno un incremento delle risorse destinate alle attività di marketing del 120% rispetto allo scorso anno, con l’obiettivo di accrescere la brand awareness di Bakeca. La pianificazione degli investimenti pubblicitari riguarderà anche la comunicazione a livello locale; mission dell’azienda è infatti facilitare gli scambi e i rapporti fra le persone, diventa quindi fondamentale la geo-localizzazione del prodotto e della comunicazione. Si punterà sulle città in cui Bakeca è già presente e anche su quelle in cui è previsto il lancio del servizio: entro il 2010 infatti Bakeca.it prevede di estendere la sua offerta a tutte le province italiane. Internamente queste attività saranno gestite direttamente da Anna Porello (già ideatrice della felice iniziativa Spystory, il gioco reality di spionaggio che la scorsa estate ha animato le principali città italiane), nominata Responsabile Marketing e Comunicazione. Il cda dell’azienda ha inoltre deciso di innovare e migliorare ulteriormente l’offerta per continuare a mantenere standard elevati di qualità e per perfezionare la facilità d’uso del portale: nei primi mesi del 2010 l’azienda opererà un restyling del sito Bakeca.it ed è prevista l’estensione del servizio a tutte le province italiane. Per sviluppare e seguire questo importante progetto è stato nominato il nuovo Project Manager Franco Billi. (9Colonne)

LA CHIESA D’INGHILTERRA CONTRO LA PUBBLICITA’ OCCULTA

Fermo no dalla Chiesa d’Inghilterra all’utilizzo del product placement sulle reti televisive della Gran Bretagna. Il product placement è una tecnica di comunicazione aziendale mediante la quale si progetta e si realizza, a fronte di specifici costi e nel rispetto di definiti contratti, il collocamento di un prodotto o di una marca all’interno di un contesto narrativo precostituito sia questo una pellicola cinematografica, un programma televisivo, un romanzo, un video musicale o un videogioco. Lo scorso settembre il governo britannico aveva suggerito di rallentare ed alleggerire le ferree regole che regolano la strategia di marketing televisivo, allo scopo di aiutare le emittenti a contenere il crollo degli investimenti pubblicitari. Era stato il ministro alla cultura Ben Bradshaw il primo ad avanzare il progetto, ma al momento della discussione parlamentare l’idea ha trovato una decisa opposizione. Secondo la Chiesa d’Inghilterra, il product placement dovrebbe rimanere ancora interdetto sulla televisione dei bambini e lungo tutta la programmazione della BBC. L’istituzione religiosa anglicana ritiene infatti "che un’iniziativa del genere potrebbe erodere la fiducia del pubblico nelle emittenti televisive". Trattandosi di un messaggio commerciale "camuffato" quando addirittura non subliminale, il product placement non consentirebbe al consumatore di esercitare le sue scelte in piena consapevolezza. Nel comunicato ufficiale rilasciato dalla Chiesa Anglicana, si sottolinea quanto sia essenziale "mantenere la fiducia nell’integrità e nell’equilibrio editoriale dei network televisivi, elementi essenziali per salvaguardare il senso civico". (9Colonne)

GRAN BRETAGNA: CALANO GLI SPOT, NON LA FIDUCIA

La televisione resta sempre il mezzo di comunicazione più apprezzato in Gran Bretagna ed il pubblico si dichiara "estremamente soddisfatto" del servizio fornito sia dalle emittenti pubbliche che da quelle private. E’ il giudizio espresso dai telespettatori britannici,che, tramite un sondaggio dell’Ofcom, decretano il successo della tv, reputandola "all’altezza di soddisfare egregiamente quasi ogni esigenza". Nonostante la crisi abbia ristretto i fondi pubblici e rallentato le entrate commerciali, costringendo molte emittenti a tagli nelle spese e nei contenuti, la programmazione televisiva britannica vince ancora la sua sfida. Pubblicato oggi, il sondaggio dell’Ofcom emerge dalle pagine del suo più vasto Report annuale sul servizio radiotelevisivo, che il regolatore ha mostrato alla stampa citando tutte le cifre che attestano l’aumento del gradimento del mezzo televisivo. Nel 2008, il 63% degli utenti ha commentato positivamente i contenuti dei canali, dichiarandoli "di qualità e sempre più orientati alle esigenze della società del Paese, in continua evoluzione". Vincono all’unanimità le programmazioni dedicate all’informazione e all’attualità, con un netto 70% di consensii, mentre due anni prima si arrestavano al 62%. Gli inglesi sono poi molto soddisfatti di come i network coprono i maggiori eventi nazionali. Il regolatore dei Media non manca poi di citare gli investimenti compiuti nel 2008 dal settore, che nonostante siano crollati dagli originali 3 miliardi di sterline del 2004 ai 2,6 di oggi, hanno prodotto ugualmente un risultato soddisfacente. Unico tasto dolente forse, la quantità di tempo che ogni cittadino dedica al piccolo schermo, diminuita del 15%. A snobbare la tv sono maggiormente i ragazzi e gli adulti al di sotto dei 44 anni. Anche gli investimenti pubblicitari mostrano una flessione, non certo piccola visto che tra il 2004 ed il 2008 sono diminuiti vertiginosamente del 70%. Solo la BBC è stata costretta a passare in un anno da 97 a 77 milioni di sterline. Tiene dunque ancora testa lo strumento mediatico più diffuso nelle case, ma l’Ofcom stessa raccomanda alle emittenti "di tenersi in allerta con le continue sfide poste dai nuovi modelli di comunicazione che il mercato tecnologico offre a ritmo incalzante". (9Colonne)

FOX ACQUISTA HOMEPAGE DI YOUTUBE

L’homepage di YouTube è pronta a passare nelle mani della 20th Century Fox per dare vita all’accordo pubblicitario più ingente - e mai realizzato prima sul mercato europeo - sul celeberrimo portale dell’audiovisivo. YouTube, acquistato da Google lo scorso ottobre per 1,65 miliardi di dollari, cederà la sua pagina iniziale alla Fox dal 25 aprile, data che coinciderà con il lancio dell’ultimo film della casa di produzione cinematografica statunitense, "Wolverine". E proprio alla promozione della pellicola sarà destinata l’ homepage del sito: un trailer con le immagini più avvincenti del colossal, con protagonista Hugh Jackman, farà il giro sulle reti di Gran Bretagna, Francia, Italia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Svezia e Irlanda, ma anche in Russia, Brasile sino ad arrivare in Australia. E’ la seconda volta in quest’anno che la Fox utilizza un promo del genere per i suoi films su YouTube. A gennaio, il sito di video sharing fu il palcoscenico per la promozione di "The Day the Earth Stood Still", promo che fece il giro di 10 paesi. Ma l’accordo della Century Fox con Google non finisce qui. Entrambe collaboreranno congiuntamente per un sondaggio, realizzato da Metrix Lab, per misurare l’efficacia degli investimenti pubblicitari sull’homepage. Consisterà nel rilevare la costanza degli utenti nel guardare il trailer, nel calcolare il traffico di utenti che si sposterà verso il link ufficiale del film e, infine, se il promo riuscirà a provocare un brusio di voci e pareri positivi intorno alla pellicola.

Utilizzando anche le capacità di ricerca di Google, tale studio potrà misurare quante volte Wolverine sia stato posto come chiave di ricerca, e se gli utenti abbiamo poi voluto discutere, scambiarsi informazioni e opinioni sul film. (9Colonne)

IL GRUPPO ESPRESSO CHIUDE IL TRIMESTRE IN ROSSO

Il Gruppo Espresso ha chiuso il primo trimestre in perdita. Il “rosso” è di 2,5 milioni di euro con 215 milioni di ricavi (-18% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso) e un margine operativo lordo pari a 16,7 milioni (-53,2%) e risultato operativo a 6 milioni (-76,2%). I risultati consolidati dei primi tre mesi del 2009 sono stati approvati questa mattina dal consiglio di amministrazione riunito sotto la presidenza di Carlo De Benedetti. La situazione dell’editoria – spiega una nota del Gruppo - ha subito un’evoluzione estremamente negativa nella seconda parte dell’anno come conseguenza della drastica caduta degli investimenti pubblicitari, in un contesto di intensificazione della recessione economica. Secondo i dati formulati da Nielsen Media Research, il mercato pubblicitario nel suo complesso ha registrato a fine 2008 una flessione del 2,8% rispetto allo scorso anno (-7,1% per la stampa). Nel quarto trimestre dell’anno la diminuzione è stata del 9,5% e del 13,4% per i mezzi stampa. Tali andamenti si sono riflessi sui risultati del Gruppo Espresso che ha registrato una significativa contrazione dei ricavi pubblicitari. Per far fronte alla situazione e alle prospettive del mercato, sono state adottate misure di contenimento dei costi riguardanti fondamentalmente la riduzione delle operazioni promozionali e il costo del lavoro, con l’avvio di piani di riorganizzazione aziendale. (9Colonne)

IL LUSSO NON CONOSCE CRISI

C’è la crisi, ma gli investimenti pubblicitari sui prodotti di lusso vanno ancora a gonfie vele. E’ partito ieri sul web ThinkLux, ‘The Luxury Revolution’, un nuovo portale dedicato appunto al lusso. ‘The Luxury Revolution’ si occupa di moda, nautica, viaggi, design, architettura, gusto e bien vivre. Si rivolge - spiegano i suoi promotori- a un utente della rete moderno, ormai maturo, che ama il lusso e lo stile nella propria vita e lo ricerca anche online. "Ogni giorno - afferma una nota- una redazione giornalistica offrirà ai lettori notizie su prodotti, marchi eventi e personaggi che rappresentano l’eccellenza, l’innovazione, la creatività, in ogni ambito del lifestyle, unendo a una visione internazionale, il gusto tipico dell’italian style." Il primo dossier multimediale di ThinkLux è dedicato al Salone Nautico di Genova. Azionista della società che gestisce il magazine, informa la rivista specializzata in advertising ,Pubblicitalia, è La Stampa di Torino. Il sito è edito dalla omonima società ThinkLux srl, guidata dall’amministratore delegato Aureliano Rojo, ex direttore di Luxgallery.it. La raccolta pubblicitaria è affidata a Publikompass, la concessionaria di Itedi, holding editoriale del Gruppo Fiat che controlla Editoriale La Stampa. "L’iniziativa risponderebbe a un doppio obiettivo strategico di Itedi- rivela Pubblicitalia- il primo è allargare sempre più le attività editoriali e pubblicitarie al web, il secondo è seguire sempre meglio i mercati del lusso, che tradizionalmente hanno sempre fatto comunicazione pubblicitaria su magazine cartacei, ma oggi si affacciano con interesse al mondo del web". (9Colonne)

L’ESPRESSO: MARCO BENEDETTO LASCIA

"In relazione alla scadenza del mandato, che avviene con il presente esercizio, di Amministratore delegato del Gruppo Editoriale L’Espresso, il Dottor Marco Benedetto ha concordato con il Presidente del Gruppo, l’Ingegner Carlo De Benedetti, in piena armonia, di lasciare l’incarico. L’Ingegner Carlo De Benedetti sottoporrà nei tempi opportuni al Consiglio di Amministrazione la nomina della Dottoressa Monica Mondardini alla carica di Amministratore delegato del Gruppo". Con questa nota l’Espresso conferma le indiscrezioni apparse oggi su alcuni quotidianI e si separa dal suo "storico" amministratore delegato. 62 anni, genovese, laureato in scienze politiche, Marco Benedetto aveva iniziato la sua attività professionale come giornalista nell’agenzia di informazione Ansa nelle sedi di Genova e Londra. Successivamente aveva ricoperto l’incarico di capoufficio stampa della Fiat e amministratore delegato dell’Editrice La Stampa. Entrato a far parte del Gruppo editoriale L’Espresso nel 1984 come amministratore delegato dell’Editoriale L’Espresso e della Finegil Editoriale, dal 1992 guidava l’intero gruppo editoriale facente capo a Carlo De Benedetti. Monica Mondardini, che gli succederà nell’incarico, è Cfo di Generali in Spagna ed ex manager della Fabbri, di Hachette e di Europe Assistance. Il cambio al vertice del gruppo quotato in Borsa e proprietario di importanti testate – tra cui la Repubblica – avviene in un momento di profonda trasformazione del mercato editoriale, alle prese, per quanto riguarda la carta stampata, con una contrazione degli investimenti pubblicitari e una redistribuzione dell’audience, sempre più orientata verso i new media. (9Colonne)

MEDIA: GRANDI MARCHI EUROPEI TENGONO TESTA A INTERNET

I grandi marchi dei media paneuropei restano dei valori riconosciuti dai consumatori nonostante l’abbondanza di contenuti audiovisivi su Internet e lo sviluppo dell’informazione sui portali web. Giornali e canali televisivi tradizionali non perdono la loro influenza sulle elite intellettuali, secondo quanto risulta dall’ultimo studio EMS (European media and marketing survey), che rileva un’audience dei media stabile in Europa all’interno della fascia di pubblico più colta e ricca. Lo studio internazionale, che ha coperto 16 Paesi, tra cui anche l’Italia, si è interessato proprio al pubblico dei fruitori di media più agiati, una popolazione che include 39,6 milioni di europei. Un bacino importante anche per gli investimenti pubblicitari. Secondo lo studio 2008, il Financial Times resta il quotidiano a pagamento di riferimento con un pubblico stimato di 548.000 lettori. Una vera "bibbia" degli affari e della finanza, edito dalla britannica Pearson, che distanzia gli altri giornali economici di prestigio che hanno edizioni in Europa, l’Herald Tribune e il Wall Street Journal. Importante anche l’ascesa nel nostro continente dei quotidiani gratuiti, con un’audience di 2,5 milioni di lettori per Metro e 998.000 lettori per il rivale 20 Minutes. Performance solide anche per la famiglia di riviste paneuropee. Il mensile National Geographic è in testa con 2,14 milioni di lettori, davanti al settimanale Time. Lo studio EMS ha incluso anche alcune riviste gratuite, quelle distribuite a bordo degli aerei: ai primi posti si collocano Air France Magazine (1,1 milioni di lettori) e Lufthansa Magazin (1,4 milioni). Quanto alla televisione, lo sport domina. Eurosport si aggiudica ben il 32% dell’audience complessiva europea (12,7 milioni di telespettatori in media a settimana). Seguono Mtv e Discovery Channel. Nell’informazione, Euronews si conferma al primo posto, con uno share del 17,6%, davanti a Cnn International. (9Colonne)