25 Mag, 2010
Tre su quattro hanno ridotto il fatturato nel 2009, ma guardano con pacato ottimismo al 2010 e oltre una su quattro è convinta che fatturato, produzione e export quest’anno torneranno a crescere. Ecco le indicazioni congiunturali emerse dal rapporto sul nord ovest dell’indagine sui bilanci delle medie imprese industriali che Mediobanca e Unioncamere effettuano dal 2000 e che è stato presentato a Genova. Il rapporto ha passato al setaccio i bilanci di 1826 medie imprese del comparto manifatturiero con sede in Liguria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta, che rappresentano il 15% del valore totale della produzione manifatturiera, percentuale che sale al 26% considerando l’indotto nel nord ovest. L’indagine sui bilanci per il periodo 1998/2007 rivela che i profitti delle medie imprese del nord ovest, dopo aver toccato il minimo nel 2003 (1,2% del fatturato) sono tornati a salire raggiungendo, nel 2007, il valore assoluto più alto del decennio (2,3% del fatturato). Nello stesso anno sono entrate nella media dimensione 104 società del nord ovest, mentre 21 sono diventate grandi. Interessanti le modalità della crescita, prevalentemente per linee interne: le operazioni di aggregazione interessano infatti ogni anno solo lo 0,7% delle imprese. Il rendimento degli investimenti nelle medie imprese del nord ovest è stato del 12,2%, contro il 12,9% dei gruppi maggiori italiani. I 3/5 delle medie imprese del nord ovest operano all’interno dei distretti, e queste hanno una forte propensione all’export: 45% (contro il 35% delle imprese localizzate in altre aree). Il rapporto nord ovest ompleta il ciclo di presentazione dell’indagine complessiva Unioncamere-Mediobanca, aperto a Milano l’11 marzo scorso con la presentazione del quadro nazionale e proseguito a Ravenna, il 7 maggio, con l’illustrazione di quello del nord est del paese. (9Colonne)
21 Apr, 2010
E’ partito da Genova il 16 aprile e proseguirà fino ad ottobre con l’ultima tappa di Verona l’edizione 2010 dell’ IW Tour, il più grande evento di formazione itinerante su trading e investimenti promosso da IW Bank, la prima banca on line d’Italia. Il tour farà tappa in diciannove città italiane (Genova, Ancona, Udine, Venezia, Salerno, Napoli, Reggio Calabria, Catania, Palermo, Lecce, Bari, Firenze, Viareggio, Torino, Brescia, Bologna, Pescara, Roma e Verona) e offrirà ai partecipanti la possibilità di seguire gratuitamente corsi di formazione sul trading on line tenuti da esperti e di usufruire dei servizi dello sportello itinerante. Nelle diverse tappe si alterneranno due docenti d’eccezione. Giovanni Lapidari, trader professionista, parlerà di "Analisi grafica innovativa" per interpretare correttamente le informazioni inviate dai grafici di mercato: un viaggio fra canali e ritracciamenti di Fibonacci, swing e svolte dei prezzi. Lapidari mostrerà ai presenti come costruire la propria "mappa del territorio", utilizzando nuovi calcoli di volatilità e indicatori personalizzati sulle piattaforme IWBank. Antonio Lengua, futures trader e analista di mercati finanziari, si focalizzerà sulle "Tecniche di scalping sui futures azionari", approfondendo temi quali il setup, il money management e la gestione psicologica della posizione. Inoltre illustrerà i segreti per effettuare trading in tempo reale sui maggiori futures azionari, DAX e EuroStoxx. In tutte le tappe saranno illustrati i due innovativi servizi per trader evoluti appena lanciati da IW Bank: SuperScalper e SuperDerivati. Oltre alle iniziative di formazione, l’IWTour metterà a disposizione lo sportello itinerante IW Bank: un vero e proprio sportello dove si potrà consegnare documentazione come la modulistica di apertura conto, di richiesta carte (Bancomat, carta di credito, carta ricaricabile) o di servizi accessori (finanziamenti, assicurazioni, investimenti, trading online) e ritirare di persona gli strumenti di pagamento come carte e/o assegni richiesti tramite sito e il dispositivo Token - generatore di password temporanee. Per usufruire del servizio di sportello non è necessaria la prenotazione. IWBank è già presente sul territorio con i due sportelli di Milano (via Cavriana 20 - corso Europa 20) e ogni mese presso le sedi Centrobanca di sei importanti città. Inoltre, per prelievi e versamenti di contante sono a disposizione più di 1.000 filiali del Gruppo UBI e gli oltre 14.000 Uffici Postali. Tutti coloro che, durante l’IW Tour, apriranno un Conto Trading riceveranno subito 200 Euro in trading Bonus da utilizzare entro il 31 dicembre. (9Colonne)
16 Apr, 2010
Intesa Sanpaolo con Mediocredito Italiano, la banca del Gruppo specializzata nello sviluppo delle PMI, insieme ad Assinform, l’associazione nazionale dell’Information Technology aderente a Confindustria, hanno siglato un accordo quadro che destina alle imprese associate e ai loro clienti un plafond di 1 miliardo di euro per investimenti destinati alla ricerca e all’innovazione
tecnologica. L’accordo, sottoscritto dal consigliere delegato e CEO di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, dal direttore generale di Mediocredito Italiano, Carlo Stocchetti e dal presidente di Assinform, Paolo Angelucci, mira a promuovere la diffusione di soluzioni informatiche innovative nelle imprese industriali e di servizi, attraverso prodotti di finanziamento a medio-lungo termine, anche su misura. L’obiettivo è facilitare l’accesso al credito per sostenere progetti di innovazione destinati a rafforzare la competitività sul mercato globale delle imprese italiane. La principale novità sta nel meccanismo operativo che, attraverso il coinvolgimento diretto di Assinform, consentirà alle imprese informatiche di proporre alle aziende clienti un pacchetto completo di soluzioni IT e soluzioni finanziarie, secondo le diverse esigenze. Le potenzialità di sviluppo dell’accordo sono ampie. Assinform oggi rappresenta non solo i grandi gruppi informatici nazionali e internazionali, ma anche i principali protagonisti del settore sul territorio, capaci di offrire applicazioni specializzate verso tutti i settori dell’industria, del made in Italy e dei servizi. Il Gruppo Intesa Sanpaolo offre una gamma di finanziamenti a medio termine e servizi di consulenza specialistica sviluppati dalla controllata Mediocredito Italiano e destinati alle imprese che intendono migliorare le proprie competenze tecnologiche e di innovazione. In particolare, la gamma di finanziamenti Nova+ di Mediocredito Italiano è l’unica in Italia che finanzia l’intelligenza, l’immaterialità delle idee, il tempo e la creatività dei clienti; un prodotto flessibile che copre fino al 100% del costo del progetto anche senza ricorrere a garanzie reali. Tutto ciò è possibile grazie alla presenza in Mediocredito Italiano di un team di 30 professionisti (ingegneri specializzati per settore merceologico, esperti di contabilità industriale) in grado di affiancare all’analisi creditizia una valutazione di tipo tecnico-industriale, coinvolgendo opportunamente anche ricercatori di prestigiose università convenzionate. (9Colonne)
2 Apr, 2010
Intesa Sanpaolo e Confesercenti hanno firmato un accordo che destina alle imprese associate un plafond di 1 miliardo di euro. L’obiettivo è sostenere le piccole imprese del commercio, del turismo e dei servizi, assicurando loro la liquidità necessaria per soddisfare le esigenze di cassa e per realizzare programmi di rafforzamento patrimoniale e nuovi progetti. L’accordo, sottoscritto dal consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera, e dal presidente di Confesercenti, Marco Venturi, traduce in un atto concreto la necessità di unire le forze e garantire la continuità dell’afflusso di credito al sistema produttivo e distributivo, salvaguardando i livelli occupazionali e consolidando i presupposti per la futura ripresa economica. Il pacchetto di iniziative predisposto da Intesa Sanpaolo per Confesercenti si articola per specifiche aree di intervento. Rafforzamento patrimoniale: finanziamenti rivolti alle aziende costituite in forma di società di capitali che intraprendono processi di rafforzamento patrimoniale. Flessibilità dei finanziamenti, studiati per consentire alle imprese di gestire in forma flessibile il prestito in corso di ammortamento, in termini sia di ulteriori erogazioni sia di estensione della durata del finanziamento. Sviluppo produttivo: il principale strumento di intervento è un finanziamento a mediolungo termine finalizzato a sostenere ogni tipologia di investimento correlato all’attività economica professionale dell’associato. Sono finanziabili gli investimenti già ultimati da non oltre 12 mesi dalla data di presentazione della domanda, nonché quelli ancora in corso o da realizzare. Capitale circolante: allungamento scadenze breve termine, finanziamento scorte, finanziamento imposte e mensilità aggiuntive, finanziamento per il ripristino di liquidità e progetti di ristrutturazione finanziaria, polizza copertura rischi crediti commerciali, anticipo transato. Il coinvolgimento delle strutture territoriali di Intesa Sanpaolo e di Confesercenti consentirà di declinare l’accordo a livello regionale e di essere più vicini alle imprese. Intesa Sanpaolo agisce attraverso le 6.200 filiali della Banca dei Territori distribuite in tutto il Paese. Confesercenti può contare su 135 articolate organizzazioni territoriali. L’intervento dei Confidi di riferimento contribuirà a rendere più agevole l’utilizzo degli strumenti di garanzia e più fluido l’accesso al credito. (9Colonne)
24 Mar, 2010
Meno scartoffie, più tempo per dedicarsi a produzione, investimenti, conquista dei mercati. Finita la fase di sperimentazione, dal primo aprile chi vorrà avviare una nuova impresa potrà farlo inviando una sola comunicazione alla Camera di Commercio. Dal prossimo mese entrerà infatti in vigore ‘ComUnica’, la procedura attraverso la quale le nuove imprese potranno essere operative in un giorno e assolvere, "al massimo in una settimana, gli adempimenti dichiarativi verso Registro delle Imprese, Inps, Inail e Agenzia delle Entrate mediante la presentazione di un modello informatico unificato indirizzato (per via telematica o su supporto informatico), alla sola Camera di commercio competente per territorio", si legge in una nota. InfoCamere, la società di informatica di Unioncamere, si occuperà dell’attribuzione del codice fiscale e della partita Iva (Agenzia delle Entrate), dell’iscrizione al Registro delle Imprese e delle procedure per la previdenza (Inps) e le assicurazioni (Inail). Il neo-imprenditore, così come le oltre 6 milioni di imprese attualmente esistenti in Italia, dovrà dialogare "con un solo soggetto in rappresentanza della Pubblica amministrazione (la Camera di commercio) che provvederà in modo del tutto trasparente a comunicare alle altre amministrazioni interessate i dati di competenza di ciascuna". ComUnica consentirà poi di adempiere anche agli obblighi verso l’Albo ministeriale delle società cooperative. I tempi per aprire una nuova attività si riducono sensibilmente e la nuova impresa potrà entrare in funzione immediatamente, non appena "le giungerà - presso una casella di posta elettronica certificata (PEC) - la ricevuta di protocollo della pratica che costituisce titolo per l’immediato avvio dell’attività". La stessa procedura si applicherà ad ogni altro evento della vita di un’impresa (modificazioni e cessazione dell’attività), riducendo così ad un unico canale il flusso di tutte le notizie e informazioni che l’impresa è tenuta ad inviare alla pubblica amministrazione. Evidenti i vantaggi. Durante la sperimentazione, terminata il 14 marzo scorso, sono state avviate con questo sistema alla Camera di Commercio ben 94mila imprese. (9Colonne)
22 Mar, 2010
Un plafond di 30 milioni di euro - con scadenza al 31 dicembre 2010 - dal quale le imprese possono attingere per sviluppare progetti di investimento, ricapitalizzazione aziendale e internazionalizzazione, uno strumento per agevolare l’accesso al credito di PMI e di grandi aziende locali che con intraprendenza vogliono delineare sentieri di crescita e di innalzamento della propria competitività sui mercati. È questo il cuore dell’accordo siglato nei giorni scorsi da Confindustria Modena con Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper) per agevolare i percorsi di uscita dalla crisi o di rafforzamento del profilo competitivo delle proprie associate. In particolare, le operazioni incluse nell’accordo - erogate a un tasso di interesse pari all’Euribor a tre o a sei mesi maggiorato di spread variabili a seconda della dimensione aziendale, della forma tecnica di finanziamento e della classe deliberativa assegnata - spaziano dal rafforzamento patrimoniale dell’azienda al sostegno degli investimenti, dai progetti di internazionalizzazione con garanzia Sace fino al 70% a operazioni di leasing immobiliare. Tra i punti chiave della convenzione, anche la possibilità di richiedere anticipazioni bancarie per lo smobilizzo dei crediti verso la pubblica amministrazione (con la copertura Sace fino al 50%) e di effettuare gestione e smobilizzo di crediti mediante operazioni di factoring "pro-solvendo". (9Colonne)
5 Mar, 2010
A un anno dalla sua costituzione Cooperare, ultima società finanziaria nata in casa Legacoop, rafforza il proprio assetto e si appresta ad ampliare l’attività con interventi nei segmenti più avanzati dell’imprenditoria cooperativa. Costituita alla fine del 2008 per offrire alle cooperative medio grandi un servizio finanziario a sostegno delle operazioni di sviluppo, Cooperare ha infatti completato il processo di capitalizzazione. La disponibilità di mezzi propri ha raggiunto i 252 milioni (232,5 di capitale sociale; 5,5 di riserve; 14 di prestito obbligazionario convertibile) grazie all’ingresso, nella compagine sociale, di tre banche che vantano rapporti consolidati con l’economia cooperativa: Banca Popolare dell’Emilia Romagna, Banca Popolare di Verona e Cariparma-Crédit Agricole. La quota del capitale sociale in capo alle tre banche rappresenta il 4,3% del totale, per un importo complessivo di 10 milioni (BPER per 8 milioni; Banca Popolare di Verona e Cariparma 1 milione ciascuna). I tre Istituti hanno inoltre congiuntamente sottoscritto un prestito obbligazionario convertibile di 14 milioni di Euro (4 milioni BPER, 5 milioni Banca Popolare di Verona e 5 milioni Cariparma - Crédit Agricole). L’apporto finanziario complessivo dei tre istituti assomma, quindi, a 24 milioni, pari ad una quota del 9,74% (12 milioni da BPER e 6 milioni ciascuna da Banca Popolare di Verona e Cariparma). Con questo assetto, Cooperare si prepara a deliberare, nel Consiglio di Amministrazione in programma il 9 marzo, la prima operazione del 2010: un intervento in un’iniziativa imprenditoriale ad elevata vocazione ambientale, finalizzata alla produzione congiunta di compost da rifiuti dell’industria alimentare e di energia da fonti rinnovabili con l’utilizzo di tecnologie innovative. Il bilancio 2009 di Cooperare in start up chiuderà con un utile netto che si aggira attorno a 2 milioni, con investimenti per 67 milioni in 7 operazioni d’interesse cooperativo distribuite in quattro settori dell’articolazione Legacoop. Queste operazioni hanno in comune la volontà di crescere delle grandi cooperative ed hanno come obiettivo la conquista della leadership di mercati regionali e/o nazionali. Dister Energia e Fontenergia sono due operazioni in campo energetico che hanno consentito di raggiungere primati locali, la prima nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel Ravennate e la seconda nella distribuzione di gas nell’Ogliastra nella Sardegna orientale. Mibic, Porta Medicea e CMC Immobiliare sono tre grandi operazioni immobiliari condotte rispettivamente da CMB Carpi, IGD e CMC Ravenna che influiscono fortemente sull’assetto urbanistico di Milano, Livorno e Ravenna. Le ultime due consentono di spostare il baricentro delle città verso i rispettivi porti. Manutencoop Facility Management ha consolidato il suo primato italiano nei servizi integrati acquisendo la Pirelli Real Estate Integrated Facility Management. Anche Grandi Salumifici Italiani ha consolidato la leadership dell’industria salumiera acquisendo la F.lli Parmigiani per il segmento dell’alta salumeria. (9Colonne)
24 Feb, 2010
L’Unione degli Industriali e delle imprese di Roma e UniCredit Group, in occasione del II Forum Economico del Mediterraneo che si aprirà il 25 febbraio in Campidoglio, sigleranno un protocollo di intenti per il sostegno alle imprese romane con l’agenzia per la Promozione e il supporto degli investimenti all’estero della Turchia. L’accordo prevede la cooperazione della UIR, dell’Ispat e del Gruppo UniCredit per supportare le imprese romane e quelle turche nel dar vita a progetti comuni, favorire il trasferimento di know how e l’offerta di specifici servizi bancari dedicati. L’Unione industriali di Roma, in particolare, fornirà alle imprese romane informazioni in relazione alle opportunità offerte agli operatori stranieri dal sistema economico turco. Tutte le parti promuoveranno la cooperazione tra le imprese romane e quelle turche, aiutando entrambe e trovare partners commerciali. UniCredit Group, che opera nell’area romana tramite UniCredit Banca di Roma e UniCredit Corporate Banking è si avvale di un network che opera in 22 paesi ed ha una posizione strategica in Turchia con la Yapi Kredi, una delle principali banche commerciali turche. In particolare UniCredit Group in Turchia, attraverso Yapi Kredi, offrirà il supporto di un desk italiano specializzato nell’offrire assistenza e servizi bancari alle imprese straniere che operano nel mercato turco. Le parti trarranno beneficio dallo scambio di informazioni tra le imprese sul tema delle tecnologie e del know-how, dagli accordi sulle licenze commerciali e le consulenze industriali. A questo scopo intendono organizzare incontri tecnici che coinvolgano istituzioni e aziende. Tutto questo verrà fatto coinvolgendo anche le istituzioni locali. Saranno presenti alla firma dell’accordo Aurelio Regina presidente della UIR, Fabrizio Sadun, responsabile delle Relazioni Istituzionali per l’Italia, la Germania e l’Austria UniCredit Group e Alpaslan Korkmaz presidente Agenzia per la Promozione e il supporto degli investimenti all’estero della Turchia. (9Colonne)
5 Feb, 2010
"Una prima vittoria importante delle imprese che riafferma un diritto sacrosanto, negato a causa di un meccanismo-beffa che ora auspichiamo venga definitivamente abbandonato. Il primo obiettivo concreto è ora individuare le risorse necessarie a garantire l’uso del credito d’imposta per la ricerca a tutte le aziende che hanno fatto ricorso, sia alle vincitrici, sia a quelle i cui diritti sono stati in ogni caso riconosciuti, pur se il loro ricorso non è stato accolto". E’ il commento del presidente di Confindustria Padova Francesco Peghin alla sentenza della terza sezione della Commissione Tributaria Provinciale di Pescara, che ha accolto il ricorso di un primo gruppo di 800 aziende contro il "click day" per l’assegnazione del credito d’imposta per gli investimenti in ricerca. Una lotteria telematica che lo scorso 6 maggio, in soli 35 secondi, aveva esaurito il plafond di 1,62 miliardi a disposizione per 2008 e 2009, escludendo di fatto dal bonus fiscale centinaia di aziende padovane - molte dopo aver già realizzato l’investimento - e 22 mila in tutta Italia, a prescindere da ogni valutazione sul merito dei progetti. "La nostra associazione - spiega Peghin - insieme ad altre territoriali, aveva assistito l’azione legale delle aziende contro il "diniego", motivata, tra l’altro, con la violazione del principio di uguaglianza contenuto nella Costituzione e anche di quello di libera concorrenza, ritenendo che si fossero prodotte immotivate disparità di trattamento tra aziende in condizioni analoghe". Violato anche, secondo i ricorrenti, lo Statuto del contribuente, che vieta la retroattività di norme volte a cancellare diritti acquisiti. La terza sezione della Commissione Tributaria di Pescara, sede del Centro operativo dell’Agenzia delle Entrate che aveva annunciato il rifiuto del bonus, ha riconosciuto la fondatezza delle istanze delle aziende, che ora potranno ottenere il bonus fiscale. Per alcune il credito d’imposta sarà immediatamente utilizzabile, per altre bisognerà attendere che il Governo individui forme e modalità per l’utilizzo. L’iniziativa di Confindustria Padova deriva da una certezza. "Gli investimenti in ricerca sono un fattore vitale per le imprese - sottolinea Peghin -. Agire in modo selettivo su alcune leve, come l’innovazione, può essere infatti la chiave per consolidare i prudenti segnali di miglioramento e ripartire". (9Colonne)
4 Feb, 2010
Se la fase di caduta delle economie è finita, quella di risalita è appena all’inizio, e ancora esposta ad incertezza. E’ l’analisi di Fabio Pammolli e Nicola C. Salerno, rispettivamente direttore e senior economist del Cerm, dopo la decisione della Bce di mantenere invariati i tassi all’1 per cento. Il costo del denaro in Eurolandia resta quindi al minimo storico, cosa che dovrebbe aiutare gli investimenti. "La Cina osservano i due economisti - ha ricominciato a trainare la domanda mondiale, e la sua produzione industriale ha ripreso a crescere a ritmi sconosciuti sia all’Europa che agli Stati Uniti. Ma ciò avveniva già prima che la crisi deflagrasse e, anzi, unitamente alle tensioni sul cambio Euro/Dollaro e ai problemi del twin deficit Usa (anche questi elementi non superati), è stato tra i fattori che hanno originato la crisi. Si ricominciamo ad affacciare prospettive di inflazione, con alla base i nuovi corsi ascendenti del greggio (anche questo un dejà vu nel pre crisi); ma per adesso la dinamica dei prezzi resta tutto sommato contenuta, ed è troppo presto per provvedimenti rialzisti sui tassi, tenuto conto anche dell’economia reale. Né si intravede l’opportunità di riduzioni, che la Bce non ha operato neppure nei mesi più critici per evitare di portare al minimo il suo spazio di manovra. Incertezza deriva anche dal fatto che le economie europee sono molto diverse tra loro e, come è stato evidente nell’avvicinamento alla crisi e nel suo svolgimento, reagiscono in maniera diversa anche agli stimoli monetari. I Partner, oltretutto, hanno adottato packages anticrisi di diversa portata e di diversa composizione, e non sono ancora stati definiti, né tantomeno concordati, tempi e modi di rientro. In queste condizioni, è condivisibile la scelta della Bce di attendere senza introdurre elementi che potrebbero adesso risultare di “disturbo”. L’evoluzione delle economie nel 2010 e l’esplicitarsi delle scelte dei Paesi renderanno più chiaro concludono Pammolli e Salerno - come meglio utilizzare la leva monetaria". (9Colonne)