Archive for mutui

MUTUI: BANCHE ANCORA TROPPO RIGIDE

Per valutare con attenzione l’attuale situazione di crisi economica, sottolinea la Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) nel suo report sul mercato immobiliare urbano nel primo semestre 2010, va evidenziato come l’andamento fin qui osservato finisca col riflettere scelte d’acquisto avvenute, in gran parte, prima delle concitate settimane della crisi greca e delle ondate speculative che si sono abbattute sull’euro, ed anche prima, inoltre, delle annunciate manovre di messa in sicurezza dei conti pubblici. Quanto abbia pesato o quanto peserà nella scelta dei potenziali acquirenti, la forte fase di incertezza sul futuro che i fenomeni accennati hanno prodotto, è ancora da valutare. E’ possibile, tuttavia, che nei prossimi mesi motivi di natura precauzionale possano indurre le famiglie a rinviare l’acquisto di un immobile. Ma al tempo stesso, proprio la fase di incertezza potrebbe indurre i potenziali acquirenti a collocare i propri risparmi sul mattone, visto anche il sostanziale contenimento dei prezzi che garantisce la tenuta complessiva dell’investimento. Insomma, la svolta positiva del primo trimestre 2010, per essere considerata una vera e propria chiusura del ciclo negativo è indispensabile che si consolidi nei prossimi mesi. "La vera sfida, tuttavia – dichiara Mario Condò di Satriano, presidente del Centro Studi Fiaip - comincia adesso ed è quella che si apre con l’andamento delle insolvenze sui mutui. Non si può dimenticare, infatti, come proprio il capitolo degli approvvigionamenti bancari finisca col pesare, in maniera negativa, sulla fascia di mercato intermedia, quella, cioè, compresa tra i 300 mila euro e i 400 mila euro". E’ questa l’area di mercato a più scarsa movimentazione visto che ormai le banche non finanziano più il 100% dell’importo dell’immobile, ma arrivano al massimo a coprire l’80% del valore. A tale proposito, i dati evidenziano una sempre maggiore difficoltà da parte delle famiglie a fronteggiare la scadenza delle rate dei mutui, sebbene problemi più gravi sembrano avere prevalentemente coloro i quali hanno scelto di indebitarsi a breve termine (credito al consumo). Per contro, il forte calo dei tassi di interesse ha avuto come conseguenza una riduzione della rata pagata per chi ha scelto un mutuo a tasso variabile. Una situazione, questa, che se da un lato agevola l’acquirente, dall’altro irrigidisce, paradossalmente e fino all’eccesso, il mondo bancario. Dato confermato dal fatto che nei primi sei mesi del 2010 la tendenza indica un calo sostanzioso dei prestiti rispetto al 2009 quando, ad esempio, nella sola provincia di Napoli, furono erogati complessivamente 1.825 finanziamenti contro i 1.874 complessivi del 2008 e i 2.095 del 2007. A risentirne sono pure i tempi medi di vendita che oscillano tra i quasi 8 mesi per portare a termine l’acquisto di un immobile in zona centro, agli 8,8 mesi che occorrono per acquistarne uno nell’hinterland, con una media pari a 6,5 mesi che si mostra, comunque, di gran lunga inferiore alla media nazionale calcolata per le grandi città, pari a 7,5 mesi di attesa. Tornando all’andamento del mercato nei primi sei mesi del 2010, va segnalato il ribasso del costo di bilocali e trilocali, tipologie di appartamento che ancora una volta si guadagnano la palma dell’immobile più richiesto da Nord al Sud della Penisola. I "piccoli tagli", infatti, sono per gli agenti immobiliari Fiaip quelli che al momento maggiormente movimentano il mercato immobiliare. (9Colonne)

MILANO: PER GLI IMMOBILI LENTA RIPRESA

Mercato immobiliare milanese in lenta ripresa nei primi sei mesi del 2010. Nonostante gli effetti ancora presenti della crisi internazionale e le difficoltà nel mercato dei mutui, i prezzi a Milano riprendono a salire in città per gli immobili residenziali nuovi o ristrutturati (+1,5% in sei mesi), ma restano stabili in periferia (+0,2) e in provincia (+0,1% le case nuove in centro, in flessione zone periferiche e appartamenti recenti o vecchi). Comprare casa a Milano costa in media 4.627 euro al metro quadro, per gli immobili residenziali nuovi o ristrutturati. La crescita maggiore nella zona Lagosta – Stazione Garibaldi, interessata dalle nuove trasformazioni urbanistiche di Porta Nuova (+9% in sei mesi, 4.225 euro al mq) e in centro (+3,1%, 8.600 euro al mq), specialmente in Brera (+4,1%, 8.950 euro al mq). Tempi lunghi per la contrattazione: in media ci vogliono sei mesi per cambiar casa. Mentre a Sarpi (+0%, peggio del resto della zona) e in via Padova (-1,7%) l’effetto stranieri abbassa i prezzi. Le case più care? In Spiga-Montenapoleone con 12.850 euro al mq (+2,8%) e Vittorio Emanuele – S. Babila con 9.850 euro al mq (+3,7%). Le più convenienti in Salomone-Bonfadini con 2.600 euro al mq (+2%), in Forlanini Mecenate e Ronchetto (entrambe a 2.750 euro al mq, rispettivamente +0,0% e +1,9%). Nel primo semestre 2010 il prezzo di locazione di un appartamento è in diminuzione: per esempio un trilocale costa in media 124 euro al mq all’anno, -0,5% in sei mesi e -2% in un anno. Ma sono in flessione in sei mesi soprattutto gli appartamenti di grandi dimensioni (quattro o più locali) con un -2,6% e i monolocali con un -1%. Sono questi alcuni dei dati che emergono dalla 37° edizione della "Rilevazione dei prezzi degli immobili sulla piazza di Milano" sul primo semestre 2010 realizzata dalla Camera di commercio di Milano attraverso l’azienda speciale Borsa Immobiliare, in collaborazione con gli agenti rilevatori di FIMAA Milano. (9Colonne)

SOSPESI MUTUI PER 1 MILIARDO

In meno di due mesi, tra febbraio e marzo 2010, le banche hanno sospeso mutui per 1 miliardo di euro a oltre 10 mila famiglie. Già a quota 66 milioni di euro, nel primo periodo di avvio dell’iniziativa la liquidità in più per far fronte alla crisi. Sono stati infatti 10.281 i contratti di mutuo – per un debito residuo di 969 milioni di euro – che hanno usufruito di questa opportunità. Ogni famiglia avrà dunque a disposizione in media 6.600 euro in più. Questi i primi dati del monitoraggio sulla sospensione dei mutui, presentati a Roma dall’Abi. Nel dettaglio, la soluzione più frequente per le operazioni di sospensione ha riguardato l’intera rata (93% dei casi). La causa più frequente che ha determinato la necessità di ricorrere a questa opportunità nelle posizioni "in bonis" (senza ritardi nei pagamenti) è stata la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario (Cig, mobilità ecc.). Nelle posizioni con ritardo nei pagamenti, invece, la cessazione del rapporto di lavoro subordinato. Dal punto di vista "territoriale", il maggior numero di domande ammesse è al Nord con il 58%, seguono Sud e isole con il 23% e il Centro al 19%. Nei giorni scorsi è stata presentata la Guida "Diamo credito alla tua voglia di ripartire", un opuscolo sul funzionamento delle iniziative che l’Abi promuove insieme a istituzioni pubbliche e private: sospensione dei mutui, anticipo dell’indennità di cassa integrazione guadagni straordinaria, fondo nuovi nati, prestiti per studenti universitari, programmi di microcredito, accesso ai fondi per la prevenzione dell’usura. In particolare, l’Accordo sulla sospensione delle rate di rimborso dei mutui realizzato lo scorso dicembre tra Abi e Associazioni dei consumatori, è diretto ad offrire uno strumento immediato di aiuto alle famiglie. Le caratteristiche principali sono: sospensione per almeno 12 mesi, anche nei confronti dei clienti con ritardi nei pagamenti fino a 180 giorni consecutivi; mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale; clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui, che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione). L’iniziativa costituisce la misura minima alla quale le banche associate potevano aderire, ferma restando la piena libertà di ciascuna banca di offrire al cliente condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall’Accordo. Ad oggi hanno offerto condizioni migliorative 172 banche, rappresentative del 64% del mercato. (9Colonne)

ISTAT, MUTUI IN CALO

Nel terzo trimestre 2009, a livello nazionale, le convenzioni relative a compravendite di unità immobiliari sono pari a 174.800, in calo del 10,5 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Di queste, 162.514 (93 per cento) riguardano immobili ad uso abitazione ed accessori, 10.924 (6,2 per cento) unità immobiliari ad uso economico. Considerando la tipologia di utilizzo, sono le compravendite di immobili ad uso economico, con un tasso tendenziale del -15,9 per cento, a registrare la flessione maggiore, mentre le compravendite di immobili ad uso residenziale si riducono del 10,1 per cento. Questo diverso andamento delle due categorie di immobili ha caratterizzato anche i primi due trimestri del 2009 e può essere spiegato con il fatto che le compravendite del settore immobiliare ad uso economico, a differenza delle altre, risentono probabilmente in misura maggiore della congiuntura economica. Nel terzo trimestre 2009 le compravendite di unità immobiliari calano meno nel Sud e nelle Isole (rispettivamente -5,7 per cento e -4 per cento). Il Centro (-10,7 per cento) rimane sostanzialmente in linea con il dato nazionale, mentre il Nord-ovest e il Nord-est si caratterizzano per le contrazioni tendenziali più significative, pari rispettivamente al -13,7 e al -12,4 per cento. Questo andamento è generalmente comune sia alle compravendite di unità immobiliari ad uso abitazione, sia a quelle ad uso economico. Come per i primi due trimestri del 2009, anche nel terzo trimestre le compravendite di unità immobiliari ad uso economico degli archivi notarili aventi sede nelle città metropolitane mostrano una diminuzione tendenziale leggermente superiore (-16,2 per cento) rispetto a quella registrata nei restanti archivi distrettuali (-15,7 per cento). Nel terzo trimestre 2009, a livello nazionale, sono stati stipulati 174.974 mutui, di cui 103.709 (pari al 59,3 per cento) con costituzione di ipoteca immobiliare e 71.265 (40,7 per cento) senza costituzione di ipoteca immobiliare. Rispetto al terzo trimestre del 2008, il numero totale dei mutui resta sostanzialmente stabile, in calo di appena lo 0,8 per cento. In particolare, i mutui non assistiti da ipoteca immobiliare segnano un aumento tendenziale del 2,9 per cento, mentre quelli garantiti da ipoteca immobiliare diminuiscono del 3,1 per cento. Per i mutui garantiti da costituzione di ipoteca immobiliare, sono le ripartizioni del Nord-est e del Sud le sole a registrare degli incrementi rispetto al terzo trimestre 2008 (rispettivamente 3,1 e 3,5 per cento), mentre nell’Italia nord-occidentale si osserva una variazione tendenziale negativa pari al 10,7 per cento. (9Colonne)

MUTUI INPDAP, TASSI DA RICALCOLARE

Mutui Inpdap, tutto fermo. Dopo aver presentato un’ interrogazione parlamentare alla quale non ha ancora ricevuto risposta, il deputato del Pd Gino Bucchino ha scritto al presidente e commissario straordinario dell’Inpdap, Paolo Crescimbeni, "per capire cosa stia succedendo all’Istituto previdenziale visto che da tre anni non viene emanato il nuovo regolamento (deliberato dal Consiglio di amministrazione dell’Inpdap) che disciplina la concessione dei mutui ipotecari e ne fissa il tasso di interesse". "L’emanazione del regolamento – osserva il parlamentare eletto nella Circoscrizione Estero – riveste una grande importanza in un periodo in cui l’andamento dell’Euribor è tale da garantire tassi di interesse più bassi di quelli attuali. Infatti, dal 2007 a oggi, i tassi di interesse sui mutui ipotecari si sono notevolmente ridotti grazie alla costante discesa dell’Euribor. Migliaia di iscritti alla gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali beneficerebbero di un aggiornamento dei mutui ipotecari dell’Inpdap in conformità agli attuali tassi di interesse regolati dalla Banca centrale europea". Nella lettera al presidente Inpdap, Bucchino lo informa "di aver ricevuto numerose e-mail di ringraziamento e richieste di chiarimento da parte di iscritti dell’Inpdap e che quindi si sente in dovere di rispondere. Considerato che l’interrogazione ai ministeri competenti non ha ancora ricevuto una risposta chiarificatrice", il parlamentare ha deciso di tentare una strada alternativa "interrogando" direttamente il presidente dell’Inpdap. "Si tratta semplicemente – sottolinea Bucchino – di rispettare norme e regolamenti per garantire un trattamento equo e corretto ai lavoratori dipendenti e ai pensionati dell’Istituto previdenziale dei pubblici dipendenti. Spero che il presidente Crescimbeni abbia la sensibilità di darmi una risposta tempestiva e credibile". (9Colonne)

BEEASY SBARCA IN SARDEGNA

Tra le primissime aperture in Italia di BeEasy, la rete di agenzie di Altachiara Italia, figura il negozio finanziario di Olbia, nella centrale via Vittorio Veneto 8/A, aperto e gestito da due validi professionisti del credito, Santino Filippeddu e Giuseppe Perra. I negozi finanziari BeEasy funzionano con la logica del one-stop shop, sono cioè strutturati per soddisfare tutte le esigenze di credito di una famiglia attraverso un portafoglio prodotti in continuo ampliamento. I mutui residenziali, studiati ad hoc per ogni finalità, i prestiti personali, le cessioni del quinto e i prodotti assicurativi compongono l’offerta multibrand sviluppata, oltre che con il partner Banca Popolare Commercio & Industria, anche in accordo con altri intermediari finanziari e assicurativi. Tutti i prodotti sono costruiti per BeEasy direttamente con il fornitore e sono fortemente competitivi, non solo in termini di prezzo, ma anche in termini di valore aggiunto, soprattutto quelli assicurativi che presentano livelli di garanzie molto "ricchi". I mutui, ad esempio, sono tutti offerti in base al principio del Price at Risk, cioè l’individuazione delle migliori condizioni valutate sulla base del profilo del singolo cliente. Circa i prodotti assicurativi, BeEasy ha in portafoglio diverse soluzioni di polizze danni Scoppio e incendio, di pacchetti Creditor Protection oltre alle polizze sulla vita (TCM). Comedetto, BeEasy è il marchio di proprietà di Altachiara Italia che identifica la rete agenziale. Nata nel settembre 2007, Altachiara Italia S.p.A opera nell’intermediazione finanziaria promuovendo e collocando prodotti di finanziamento, in particolare mutui residenziali. (9Colonne)

DA OGGI LA MORATORIA SUI MUTUI

Scatta oggi la moratoria sui mutui per le famiglie in difficoltà. Gli interessati pssono presentare la domanda di sospensione delle rate per un massimo di 12 mesi presso la propria banca, anche se non tutti gli istituti hanno aderito e sono previste precise regole per vedere accettata la propria richiesta. La sospensione si applica per i mutui di importo fino a 150.000 euro accesi per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione dell’abitazione principale, nei confronti dei clienti con un reddito imponibile fino a 40.000 euro annui che hanno subito o subiscono nel biennio 2009 e 2010 eventi particolarmente negativi (morte, perdita dell’occupazione, insorgenza di condizioni di non autosufficienza, ingresso in cassa integrazione). I clienti potranno fare la richiesta per attivare la sospensione del rimborso a partire da oggi, con riferimento ad eventi accaduti dal gennaio 2009 in poi. “L’iniziativa - ricorda un comunicato - costituisce la misura minima alla quale le banche associate sono invitate ad aderire, ferma restando la piena libertà di ciascuna banca di offrire al cliente in sede di adesione al piano condizioni migliori rispetto a quanto previsto dall’accordo". La lista delle banche aderenti è pubblicata nel sito internet dell’Abi (www.abi.it), dove è anche possibile “scaricare” il facsimile del modulo di richiesta di sospensione da parte del cliente. Tale modello sarà inoltre distribuito presso le filiali delle banche aderenti. L’Abi e le associazioni dei consumatori hanno previsto di monitorare l’andamento dell’iniziativa nel corso del 2010 (almeno ogni sei mesi) per avere un quadro aggiornato e attualizzato della situazione. La moratoria dovrebbe interessare circa 110-130mila famiglie e il valore totale dell’operazione dovrebbe ammontare a 8 miliardi. (9Coonne)

MILANO, CONTRATTI BANCARI SOTTO LA LENTE

Al via la Commissione tecnica di esperti della Camera di commercio di Milano per monitorare i contratti bancari e verificare l’esistenza di eventuali clausole vessatorie e inique. È composta da illustri giuristi quali il prof. avv. Giorgio De Nova, il prof. avv. Aldo Dolmetta e il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano avv. Paolo Giuggioli. Il Servizio Armonizzazione del Mercato, preposto dalla Camera di commercio di Milano per seguire l’intero iter, si avvia dunque al monitoraggio dei contratti bancari. La Commissione coglierà l’occasione per accertare la conformità delle clausole contrattuali alle novità legislative che hanno recentemente interessato questo settore. In particolare, si inseriscono in questo contesto le nuove disposizioni della Banca d’Italia in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari (prestiti, mutui ecc.), focalizzate sulla correttezza delle relazioni tra intermediari e clienti, e la norma volta a specificare gli obblighi informativi dei prestatori dei servizi di pagamento e a disciplinarne le responsabilità secondo una linea comune a tutti gli Stati membri della Comunità Europea. Oltre alla verifica dell’applicazione della riforma della commissione di massimo scoperto.

Sono 8.358 le imprese attive nel settore della finanza a Milano al primo trimestre 2009, pari al 7,8% del totale italiano. La provincia meneghina si conferma così, nonostante lo scorporo di Monza e Brianza, prima in Italia per imprese attive nel settore credito, tra banche e finanziarie, e nel settore assicurativo, mentre Roma è prima per attività ausiliarie dell’intermediazione finanziaria (gestione risparmio conto terzi, cambiavalute, attività di vigilanza e controllo). Milano concentra, infatti, un numero di aziende superiore al totale dell’intera regione Sicilia (6.615 imprese) o della Puglia (5.399) ed è alla pari con Emilia Romagna (8.359). Solo Lazio e Campania hanno più attività finanziarie. In particolare, nel comparto dell’intermediazione monetaria e finanziaria Milano conta circa un quarto delle imprese nazionali del settore (24,8%), più di Lazio e Piemonte messi insieme (22,5%). Milano eccelle anche nel comparto dei fondi pensione e assicurazioni (25,6% del totale italiano) mentre nelle attività ausiliarie della finanza il capoluogo lombardo (5,9%) viene subito dopo Roma (prima con 8,9%). E in un anno, nonostante le difficoltà internazionali, l’intero settore a Milano ha continuato a crescere segnando, tra primo trimestre 2008 e primo trimestre 2009, un aumento percentuale dello 0,4%. (9Colonne)

MORATORIA SUI MUTUI, RAGGIUNTO L’ACCORDO

E’ stato raggiunto l’accordo siglata tra l’Abi e le associazioni dei consumatori per la moratoria sui mutui non superiori a 150mila euro per l’acquisto dell’abitazione principale. Ne beneficeranno le famiglie che si sono trovate in difficoltà nel corso del 2009. Il reddito del titolare del mutuo non deve superare i 40mila euro annui. L’intesa è al vaglio del Comitato esecutivo dell’Abi per l’approvazione definitiva e dovrebbe entrare in vigore a partire dalle rate in pagamento a febbraio 2010. Secondo quanto riferisce l’Ansa, venerdì 18 dicembre è prevista la firma di un documento comune. Il confronto tra l’Abi e le associazioni dei consumatori ha portato ad alcune modifiche della proposta formulata a novembre dall’associazione bancaria. Il tetto, infatti, era inizialmente previsto a 120mila euro. Questo ampliamento è stato comunque bilanciato dall’introduzione del limite di reddito che nelle prime formulazioni della misura non era previsto. Ampliato anche dal secondo semestre all’intero 2009 il periodo in cui devono essersi verificate le condizioni per beneficiare della moratoria. La sospensione delle rate per 12 mesi sarà applicata, a meno di modifiche dell’ultimo minuto, a chi ha perso il lavoro, ma anche in caso di morte, non autosufficienza, sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni. Queste circostanze devono essersi verificate tra il 1 gennaio 2009 al 31 dicembre 2009. L’Abi ha dato la disponibilità anche ad estendere a 180 giorni (dai 90 inizialmente previsti) il limite massimo di ritardo nel pagamento oltre il quale la moratoria non si applica: più disponibilità, insomma, nei confronti di chi è stato moroso fino a un massimo di 6 mesi, sempre a causa dell’aggravarsi delle condizioni economiche familiari. (9Colonne)

MERCATO DELLE ABITAZIONI, IL TERMOMETRO DI BANKITALIA

A partire dal mese di gennaio 2009 la Banca d’Italia ha avviato la pubblicazione di un nuovo Supplemento al Bollettino Statistico che, a frequenza trimestrale, riporta i risultati di un sondaggio condotto presso un campione rappresentativo di agenti immobiliari sul mercato delle abitazioni in Italia, condotto congiuntamente con Tecnoborsa. I dati relativi al terzo trimestre del 2009 rivelano che il saldo negativo tra le indicazioni di aumento e di diminuzione dei prezzi si è ulteriormente ridotto (a -44,5 punti percentuali, da -53,2 nel trimestre precedente). Il risultato riflette il minor numero di giudizi di riduzione dei prezzi (46,1 per cento, da 54,2 dell’inchiesta di luglio) e l’aumento di quelli di stabilità (52,3 per cento, da 44,8). Il miglioramento è maggiore nelle aree urbane (con popolazione superiore a 250 mila abitanti), dove la quota di agenzie che ha espresso giudizi negativi è scesa al 50 per cento, da circa il 60 nel sondaggio precedente. La quota di operatori che hanno venduto almeno un immobile si è mantenuta al 65 per cento, risultando superiore nelle regioni del Nord Est (73,3 per cento), come nell’indagine precedente; per contro, tale quota si è ridotta di quasi 5 punti (al 54 per cento) nelle regioni meridionali. Il numero totale di compravendite effettuate mediante intermediazione avrebbe ripreso a flettere nel terzo trimestre rispetto a quello precedente; tuttavia, tale andamento potrebbe in parte riflettere effetti stagionali. Non si attenua la divergenza tra i prezzi di offerta e di domanda: circa due terzi delle agenzie indicano che la motivazione principale di cessazione dell’incarico a vendere è rappresentata dall’assenza di proposte di acquisto, a fronte di richieste del venditore ritenute troppo elevate; oltre metà delle agenzie segnala anche proposte di acquisto a prezzi giudicati troppo bassi. Rispetto all’inchiesta di luglio si registra un aumento della percentuale di coloro che segnalano un ritiro dell’incarico dovuto a attese di prezzi più favorevoli. Resta sostanzialmente stabile al 50 per cento la quota di operatori secondo i quali i potenziali acquirenti presentano difficoltà di reperimento del mutuo. La quota di acquisti di abitazioni effettuata con accensione di mutui ipotecari è stata pari al 69 per cento, all’incirca come nel trimestre precedente, con un incremento di circa 7 punti percentuali nelle aree urbane a fronte di una riduzione nelle altre località. Le agenzie segnalano per il trimestre in corso una notevole attenuazione del pessimismo circa le condizioni del proprio mercato di riferimento: il saldo tra giudizi "favorevoli" e "sfavorevoli", dopo il temporaneo, forte peggioramento osservato nel trimestre primaverile (-22,6 punti percentuali), si è fortemente ridotto a -3,9 punti percentuali. (9Colonne)