Archive for mutui

AD AGOSTO -18% LE RICHIESTE DI MUTUI

La recrudescenza delle crisi economica che si è manifestata negli ultimi mesi ha immediatamente avuto un riflesso diretto sulle aspettative delle famiglie italiane, che hanno tirato il freno a mano rinviando a momenti più propizi la richiesta di finanziamenti. In particolare, per quanto riguarda i mutui il decremento della domanda registrato a fine agosto è stato complessivamente pari a –10% (dato ponderato sui giorni lavorativi) rispetto ai primi otto mesi del 2010, ma nell’ultimo mese di rilevazione si può parlare di un vero e proprio crollo, con un pesantissimo -18% che conferma ulteriormente i cali in doppia cifra sistematicamente rilevati a partire da aprile in avanti rispetto ai corrispondenti mesi del 2010. Relativamente ai prestiti, nell’aggregato prestiti personali più finalizzati, le cose sono andate leggermente meglio dal momento che il decremento alla fine del II quadrimestre dell’anno ha segnato un più contenuto -3% (anche in questo caso dato ponderato sui giorni lavorativi), con un calo del -6% nel mese di agosto. Questa l’evidenza più rilevante che emerge dall’analisi dei dati sull’andamento complessivo della domanda di mutui e prestiti rilevate su Eurisc, il Sistema di Informazioni Creditizie di Crif che raccoglie i dati relativi a oltre 78 milioni di posizioni creditizie. L’estrema cautela adottata dalle famiglie italiane in questa fase cruciale è confermata anche dal progressivo allungamento delle durate e dal calo dell’importo medio dei finanziamenti richiesti. Per quanto riguarda i mutui si mantiene lo spostamento della quota parte di domanda nelle classi superiori ai 20 anni. Nello specifico, la classe in cui si sono maggiormente concentrate le richieste degli italiani è stata quella compresa tra i 25 e i 30 anni, con una quota pari quasi al 31% del totale. Di pari passo si è consolidata anche la crescita delle classi fino a 100.000 euro. L’importo medio dei mutui richiesti ad agosto 2011 si è assestata intorno ai 136.000 euro. Relativamente alle richieste di prestiti, invece, le classi che crescono maggiormente sono quella con durata compresa tra 2 e 3 anni (per effetto dei Prestiti Finalizzati) e quella fino ad 1 anno; le altre classi calano tutte ad eccezione di un leggero aumento per i finanziamenti con durata da 1,5 a 2 anni e quelli oltre i 5 anni. Circa la distribuzione dei prestiti per classi di importo, per quelli finalizzati si consolida il trend di redistribuzione verso i ticket più bassi tanto che oltre il 66% della domanda si concentra sotto i 5.000 euro. L’importo medio cumulato registrato nei primi otto mesi del 2011 si assesta a 5.347 euro contro i 5.752 dello stesso periodo 2010. Anche per i prestiti personali si evidenzia uno spostamento verso i ticket di importo più basso (sotto i 5.000 euro) anche se le fasce di importo comprese tra i 10.000 e i 20.000 euro continuano a essere quelle in cui si concentra la maggior parte della domanda. (9colonne)

IL NUOVO STADIO DELLA JUVE, ALTRAECONOMIA FA I CONTI

Oggi a Torino, s’inaugura il nuovo stadio della Juventus. È "lo stadio che cambia il calcio", secondo la società bianconera. Stadio di proprietà, una novità in Italia. Eppure, per realizzarlo la squadra degli Agnelli -che è quotata in Borsa- ha fatto ricorso a ricette antiche: due mutui per complessivi 60 milioni di euro in prestito da una banca pubblica, l’Istituto per il credito sportivo; una variante che trasforma l’area dello Stadio delle Alpi da area destinata a servizi pubblici a Zona urbana di trasformazione; la concessione -da parte del Comune di Torino- di 349mila metri quadri per 99 anni al prezzo di meno di un euro al metro quadro per ogni anno. E, come se non bastasse, una seconda variante che ha permesso di costruire -accanto allo stadio- due centri commerciali, progetto nel quale la Juve ha coinvolto alcune cooperative (Cmb, Unieco, Nordiconad). Il modello potrebbe ripetersi: in autunno potrebbe passare la legge sugli stadi di proprietà, caldeggiata -tra gli altri- dalla Lazio di Lotito. Anche il presidente dell’Atalanta, il costruttore Antonio Percassi, vorrebbe realizzare una nuova "Cittadella dello sport". Per festeggiare il ritorno in serie A della società, verrebbero sacrificati 35 ettari del Parco agricolo ecologico della cintura Sud di Bergamo. Manca il progetto, ma il Comune ha già votato la Variante al Piano di governo del territorio. Ai nuovi stadi che diventano anche centri commerciali è dedicato il numero di settembre del mensile Altraeconomia, in vendita in abbonamento (cartaceo e PDF) e nelle botteghe del commercio equo. (9colonne)

SOSPENSIONE MUTUI, PROROGATI I TERMINI

Prorogato al 31 gennaio 2012 il termine di presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui. Gli eventi in base ai quali può essere chiesta la sospensione devono verificarsi entro il 31 dicembre 2011. Questo è quanto stabilito dal nuovo Accordo firmato dall’Associazione bancaria italiana e 13 Associazioni dei Consumatori: Acu, Adiconsum, Adoc, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, che ripropone quanto stabilito a gennaio scorso, al momento della prima proroga semestrale.

In un contesto in cui la congiuntura economica segnala il permanere di una ripresa ancora debole, la nuova proroga si è resa necessaria per supportare le famiglie che dovessero trovarsi in situazione di momentanea difficoltà. In questo ambito, si riconferma la volontà di continuare a sostenere il dialogo e la collaborazione tra banche e Associazioni dei consumatori. Le parti firmatarie hanno concordato che: 1. l’arco temporale entro il quale si devono verificare gli eventi che determinano l’avvio della sospensione è prorogato al 31 dicembre 2011; 2. le domande possono essere presentate entro il 31 gennaio 2012; 3. alla sospensione delle rate dei mutui potranno essere ammesse soltanto le operazioni che non ne abbiano già fruito. Nel frattempo, secondo gli ultimi dati disponibili, al 31 maggio 2011 sono stati sospesi 46.308 mutui per un controvalore di circa 5,5 miliardi di euro garantendo alle famiglie interessate una liquidità complessiva di 339 milioni di euro. Con la seconda proroga, l’iniziativa sulla sospensione delle rate di mutuo prevista nel "Piano Famiglie" dell’ABI e concordata con le Associazioni dei consumatori si avvia alla sua conclusione e impegna le parti ad attivarsi per incrementare l’efficienza e l’efficacia degli strumenti pubblici di sostegno alle famiglie. In particolare, le parti intendono proporre delle modifiche ai regolamenti del Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa e del Fondo di garanzia per l’accesso al credito alle famiglie con nuovi nati per rispondere alle esigenze delle famiglie che devono riprendere il pagamento delle rate al termine della sospensione. A questo proposito ABI e Associazioni dei consumatori hanno promosso un confronto congiunto con gli altri soggetti partecipanti al Tavolo tecnico di attuazione del Piano famiglie (Anci, Cei, Conferenza delle Regioni, Dipartimenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, oltre che ad ABI e Aacc) riunitosi il 19 luglio scorso.

L’Associazione bancaria s’impegna inoltre a sensibilizzare i propri associati ad adottare eventuali misure a sostegno delle famiglie che, avendo usufruito della sospensione, si trovino ancora in gravi difficoltà nella ripresa del regolare pagamento delle rate del mutuo. (9colonne)

USURA, IN UMBRIA 80 RICHIESTE D’AIUTO

Le famiglie umbre riescono a onorare i loro impegni economici con difficoltà e, proprio ora, la Fondazione Umbria contro l’usura deve tenere alta la guardia. E’ quanto emerso ieri a Perugia durante l’assemblea dei soci fondatori e benemeriti della Fondazione. Il presidente Alberto Bellocchi, in apertura dell’incontro ha evidenziato che, proprio per il momento di grandissima difficoltà in cui versa l’economia umbra, il fenomeno dell’usura cresce. "Se gli anni 2009 e 2010 – ha precisato - furono caratterizzati principalmente dalla necessità di porre mano alla riorganizzazione della Fondazione colpita dalle note vicende causate dal comportamento di una dipendente, possiamo affermare che l’anno trascorso ha avuto come caratteristica la totale ripresa dell’attività dando assistenza a molte persone che si sono rivolte all’ente". A dimostrazione dell’attività vitale della Fondazione il presidente Bellocchi ha reso noto che nell’anno 2010 sono stati deliberati interventi assistenziali per 1.168.765 euro. Le pratiche di prevenzione all’usura analizzate sono state 80. Il 41 per cento delle richieste proveniva da dipendenti o pensionati, il 58 per cento da lavoratori autonomi (commercianti ed artigiani). Oltre il 75 per cento dei soggetti che hanno chiesto aiuto alla Fondazione lamentavano una situazione economica negativa per rapporti con banche, Equitalia e finanziarie, mentre il 25 per cento si trovava nell’ impossibilità di onorare mutui bancari contratti in passato. Il 75 per cento delle richieste è arrivato nell’ambito della Provincia di Perugia, la restante parte dal Ternano. Bellocchi ha evidenziato un altro particolare indicativo dello stato generale dell’economia umbra:"Nel corso dell’anno, sono state ben 14 le posizioni escusse dalle banche per mancato pagamento delle rate di mutuo per un totale 213.149 euro. Ciò dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, le difficoltà generali in cui versano molte famiglie". Bellocchi ha poi aperto il capitolo dedicato ai procedimenti giudiziari relativi alla ex ragioniera della Fondazione: "C’è da dire che la Sezione Umbra della Corte dei Conti ha emesso sentenza a carico della ragioniera Pasqua riconoscendo un danno erariale in favore della Fondazione Umbria contro l’Usura per 340mila 860 euro. Nonostante la sentenza favorevole emessa dalla sezione locale della Corte dei Conti, e nonostante la condanna per truffa della ragioniera, il Ministero delle Finanze si è ben guardato dal revocare l’ingiunzione fatta nei confronti del nostro ente a rifondere 300 mila euro per presunto danno erariale. Abbiamo provveduto ad inoltrare una formale richiesta di provvedere all’annullamento dell’atto, ma alla nostra lettera è arrivata una risposta con la quale il Ministero chiede informazioni sulle azioni poste in essere per l’esecuzione della sentenza di condanna emessa dalla Corte dei Conti, invita la Fondazione a porre in essere tutte le precauzioni per tutelare i fondi statali afferenti l’ipotesi di danni erariali e chiede il riscontro delle spese di giustizia. Tutto ciò, senza però rispondere nulla relativamente alla nostra richiesta di annullamento dell’atto di ingiunzione. A questo punto – ha aggiunto - il Consiglio direttivo ha dato mandato agli avvocati della Fondazione perché venga fissata l’udienza relativa al ricorso già proposto al TAR del Lazio". (9colonne)

ANCHE IL MUTUO E’ MIGRANTE

Se la costruzione di un’Italia multietnica è sotto gli occhi di tutti, meno evidenti sono alcuni aspetti della progressiva integrazione della comunità straniera in Italia. Mutui.it (www.mutui.it) – broker online per la scelta del mutuo – ha fatto passare sotto la lente i preventivi di mutuo per l’acquisto di prima casa compilati sul sito negli ultimi mesi, scoprendo che l’11,04% di queste arriva da cittadini di nazionalità straniera. L’immigrato che vuole comprare la sua prima casa in Italia richiede, in media, 132.000 euro (pari all’80% del valore dell’immobile da acquistare), nel 54% dei casi preferisce il tasso variabile, intende impegnarsi con la banca finanziatrice per 25 anni e, al momento della richiesta del mutuo ha 35 anni. Se confrontati con i valori medi italiani delle richieste di finanziamento per l’acquisto della prima casa, questi dati evidenziano l’interesse dei cittadini stranieri per immobili di valore inferiore rispetto alla media (165.000 contro 200.000 euro) e il bisogno di un finanziamento maggiore (mediamente si vuole finanziare solo il 75% del costo totale dell’immobile). A quanto pare, pur di comprare casa gli immigrati accettano immobili più periferici, o in condizioni peggiori, e di impegnarsi in mutui più importanti. Per quanto riguarda la nazionalità degli stranieri censiti da Mutui.it, a rappresentare il campione statistico più importante è la comunità rumena: circa 1 mutuo su 3 fra quelli richiesti da stranieri proviene da cittadini della Romania. Un dato, questo, che va contestualizzato: quella che è ormai la comunità straniera più grande d’Italia (secondo gli ultimi dati Istat, si stimano attualmente 997.000 Rumeni in Italia, seguiti a grande distanza da 491.000 Albanesi) ha subito un incremento davvero esponenziale, soprattutto dal 2007, anno dell’ingresso della Romania nell’UE. Ecco che si spiega come mai un terzo delle richieste (il 32,5%) arrivi proprio da cittadini romeni, mentre nonostante rappresentino la seconda comunità straniera in Italia, gli Albanesi – il cui flusso migratorio è meno recente –richiedano solo il 5,73% dei mutui analizzati. In merito alla distribuzione territoriale delle richieste di mutuo, il quadro che emerge tratteggia una condizione piuttosto nota: le regioni in cui vi è la richiesta maggiore sono quelle del Nord e del Centro Italia, Lombardia (25,80%) e Lazio (13,38%) su tutte. Seguono Emilia Romagna (12,61%), Veneto (11,15%), Piemonte (8,47%), Toscana (7,20%) e Friuli Venezia Giulia (3,12%). (9colonne)

MUTUI: -2% NEL PRIMO TRIMESTRE

Nel primo trimestre dell’anno la domanda di mutui fa registrare un calo del -2% rispetto al primo trimestre 2010. Il dato emerge dalle analisi del Barometro CRIF elaborato sul patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF che raccoglie i dati relativi ad oltre 77 milioni di posizioni creditizie. Prendendo in considerazione il dato trimestrale, l’andamento anno su anno degli ultimi quattro si dimostra piuttosto stabile. Si parte con un segno negativo sul confronto 2008 su 2007 (-2%) per poi passare a un +2% per i due confronti successivi, 2009 su 2008 e 2010 su 2009, per poi tornare a un -2% per il 2011 su 2010. La sostanziale "crescita zero" della domanda di mutui appare ancor più evidente osservando l’andamento cumulato del primo trimestre 2011 sugli anni precedenti. Le variazioni non si discostano molto dallo zero (0 sia rispetto al 2009 che al 2007 e +1% rispetto al 2008. Analizzando l’ultima rilevazione mensile, a marzo 2011 la domanda dei mutui ipotecari da parte delle famiglie italiane fa registrare un -3% (dato ponderato sui giorni lavorativi) rispetto al corrispondente mese del 2010. Come spiegare questa tendenziale flessione della domanda? "Surroghe e rinegoziazioni stanno perdendo slancio, a fronte di una sottoscrizione di mutui per acquisto di nuove abitazioni che resta allineata ad un mercato ancora piatto per quanto attiene gli immobili residenziali - spiega Enrico Lodi, direttore generale Credit Bureau Services di CRIF - In più sarà interessante verificare l’effetto dell’atteso rialzo dei tassi di interesse da parte della BCE: darà nuovo impulso alle surroghe e in particolare alle rinegoziazioni? Qualora le famiglie interpretassero questo segnale come una tendenza, cioè si attivassero aspettative di ulteriori aggiustamenti al rialzo dei tassi da parte della BCE, potremmo riscontrare nei prossimi mesi una spinta verso l’alto della domanda, sostenuta da una reazione impulsiva delle famiglie tesa a trasformare il tasso variabile in tasso variabile con cap o in tasso fisso". Analizzando la distribuzione per fasce di durata, emerge come nel primo trimestre 2011 la ripartizione sia sostanzialmente stabile fra le varie classi, senza variazioni di rilievo. La classe di durata compresa tra i 25 e i 30 anni continua ad essere quella maggiormente richiesta dalle famiglie italiane, con una quota del 30%. Anche per la distribuzione delle richieste di mutuo in funzione dell’importo non si rilevano variazioni significative rispetto al primo trimestre 2010. La classe di maggior richiesta continua ad essere quella tra i 100.000 e i 150.000 euro. (9Colonne)

NUOVO SITO DI COMPARAZIONE MUTUI

E’ sbarcato online MutuiSupermarket.it, il nuovo motore di ricerca e di comparazione mutui che permette di confrontare i preventivi delle più importanti realtà bancarie presenti in Italia e scegliere il mutuo più adatto alle proprie esigenze. MutuiSupermarket è da oggi a completo regime, dopo un primo mese di test durante il quale ha già totalizzato oltre 50.000 visite raccogliendo più di 1.000 richieste di mutuo. Completamente gratuito e indipendente, MutuiSupermarket rappresenta una nuova opportunità alla portata di tutti (anche di chi ha poca dimestichezza con Internet) per accedere a offerte a condizioni esclusive, valide unicamente per le richieste di mutuo inviate tramite il sito www.MutuiSupermarket.it o al numero verde 800.901.900. Grazie a MutuiSupermarket i mutui possono essere "avviati" sul web, avvalendosi di servizi facili e intuitivi che permettono di calcolare online la rata, di comparare i finanziamenti degli istituti finanziari convenzionati (fra cui Barclays, BNL – Gruppo BNP Paribas, CheBanca! - Gruppo Mediobanca, IWBank - Gruppo UBI Banca, Woolwich e Unicredit) e di iniziare le pratiche di approvazione direttamente da casa tagliando drasticamente i tempi e i costi necessari al richiedente per ottenere il mutuo desiderato. Sulla homepage di MutuiSupermarket, gli utenti hanno una visione comparativa immediata di tutte le indicazioni necessarie per stipulare un mutuo. Il canale dialoga con gli utenti per fornire ai consumatori informazioni tempestive, autorevoli, complete e indipendenti. Il meccanismo di contrattazione virtuale su MutuiSupermarket è molto semplice e si articola in due momenti distinti: comparazione e richiesta online del mutuo e assistenza telefonica dei consulenti MutuiSupermarket ai fini dell’ottenimento della pre-approvazione ed erogazione del finanziamento. Tutti i consulenti, che rispondono al numero verde dalle 9 alle 20, vantano un’esperienza di almeno 5 anni nel campo della mediazione mutui. Il sito introduce numerosi servizi online innovativi per il mercato italiano quali, ad esempio, la preventivazione per singola banca e per prodotto, la comparazione offerte side-by-side e, con la creazione di un Profilo Personale, la gestione delle richieste inviate, delle mailing personalizzate di offerta e dei commenti nel Forum News Mutui, in puro stile "social". (9Colonne)

IL MERCATO IMMOBILIARE E’ FERMO

Nonostante la positiva evoluzione del clima di fiducia negli operatori, non sembra ancora esaurirsi la fase recessiva che ha caratterizzato il mercato immobiliare italiano nell’ultimo triennio, e non solo per effetto del quadro macroeconomico. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Immobiliare Nomisma – il primo del 2011 – che restituisce, in oltre 200 pagine, la fotografia più recente dell’Italia del "mattone". Un’istantanea che inquadra le 13 principali aree metropolitane (oltre a Milano, Roma e naturalmente Bologna, anche Torino, Napoli, Bari, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Padova, Palermo, Venezia-Mestre) e 13 città intermedie (Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno, Taranto, Trieste, Verona), raccontando di un’Italia sospesa, in cui tutti gli attori del sistema – dalle famiglie agli operatori economici, alle fonti di credito – sembrano chiamati a rivalutare piani, parametri e previsioni. I fattori che nei primi mesi del 2010 avevano ispirato un eccesso di ottimismo – si legge nel documento - si sono scontrati con dinamiche di mercato particolarmente rigide, che ora disegnano un quadro di stagnazione, destinato ad appesantire ogni previsione. Tra gli elementi nuovi e preoccupanti emersi dal Rapporto: il calo delle compravendite registrato nel secondo semestre del 2010 (-3,5% rispetto allo stesso periodo del 2009, con punte del -5,5% nei centri urbani minori e del -10% al Sud), che, seppur parzialmente compensato da una buona capacità di tenuta dei mercati urbani del Centro-Nord, porta il saldo annuale ad appena un +0,4% rispetto al 2009; l’insensibilità delle quotazioni (dinamica che ormai avvicina Nord e Sud, centri e periferie) alla progressiva flessione della domanda e, non ultimo, il difficile accesso ai mutui da parte delle famiglie, a causa non dei tassi di interesse (esigui nel corso del 2010), ma dell’atteggiamento severo mostrato dal sistema creditizio, più impegnato a sostenere i mutui dei nuclei oggi in bilico e le imprese in difficoltà, che a concedere nuove operazioni. Ed è proprio la maggiore selettività scaturita dalla crisi finanziaria che, riducendo la disponibilità di un supporto divenuto per molti italiani imprescindibile, pregiudica, di fatto, le prospettive di una pronta ripresa del mercato. Ma le capacità negoziali del sistema bancario non paiono illimitate – si legge nel Rapporto - soprattutto nella prospettiva che il progressivo innalzamento dei tassi di interesse determini un ampliamento delle sofferenze. In sintesi, "considerata l’ingente mole di invenduto – spiega Luca Dondi, responsabile dell’Area Immobiliare di Nomisma – e in assenza di una repentina correzione al ribasso dei prezzi, specie delle localizzazioni secondarie e di un allentamento dei criteri di concessione del credito è, infatti, impossibile ipotizzare che l’offerta attuale e prospettica trovi riscontro nelle autonome capacità di assorbimento della domanda".

Una situazione di stallo, dunque, dove tutti gli attori del sistema, senza eccezioni, sembrano accomunati dall’incertezza sui valori di mercato. "Quanto vale davvero questo immobile"? Per dare una risposta più affidabile ad un interrogativo che si fa pressante, Nomisma ha messo a punto un nuovo strumento di valutazione – l’indice di "illiquidità" - presentato contestualmente al Rapporto, che misura la capacità di un immobile di essere prontamente trasformato in moneta, senza significative perdite in conto capitale. Il nuovo indice, nella sua prima formulazione, tiene conto non solo degli elementi tradizionali, ma anche degli sconti che vengono praticati sulle transazioni (cresciuti nel 2010 in tutti i mercati segmenti, ad eccezione delle abitazioni nelle gradi aree urbane) e dei tempi medi di vendita che continuano a dilatarsi. Applicato ai 13 maggiori centri urbani osservati nel periodo 2006-2010, l’indice rivela che a fine 2010, nel segmento delle abitazioni nuove e usate l’area meno illiquida risulta essere quella di Milano (con domanda in aumento e sconti bassi, livelli di compravendite ancora esigui, tempi di vendita elevati e prezzi ai minimi), mentre Palermo si colloca all’estremo opposto. (9Colonne)

BANCHE E CONSUMATORI, CONFRONTO SUI MUTUI

Sta per partire il confronto al Tavolo permanente di dialogo tra l’Abi e le Associazioni dei consumatori per analizzare i punti di vista e valutare possibili iniziative comuni sui mutui. Il Comitato esecutivo dell’Abi ha sottolineato l’importanza di una riflessione comune sul tema, sottolineando anche l’importanza di un confronto con i rappresentanti dei consumatori. L’invito al confronto è stato rivolto a tutte le 17 Associazioni che fanno parte del Tavolo: Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro tutela consumatori e utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori. Il mutuo rappresenta una scelta che impegna una famiglia per anni. Di qui – si legge in una nota dell’Abi - l’importanza di lavorare insieme per far crescere la consapevolezza, mettendo a disposizione informazioni chiare sugli elementi da tenere in considerazione per decidere tra un tasso fisso ed un variabile. Senza dimenticare gli strumenti messi a disposizione dalle banche per "proteggersi" dalle eccessive fluttuazioni. In questo ultimo caso, pur scegliendo la variabilità, si può sapere subito quale potrà essere l’incidenza massima della rata. Le ultime tendenze del mercato dei mutui ipotecari residenziali registrano una prevalenza dei contratti a tasso variabile, il cui costo è parametrato all’andamento dei tassi. Peraltro, negli ultimi mesi va aumentando il numero di coloro che preferiscono i mutui a tasso fisso. Nel secondo semestre 2010, il 47% dei nuovi mutui stipulati è stato a "tasso variabile", il 24% a "tasso fisso", il 26,5% a "tasso variabile con Cap" ossia con un tetto massimo, il 2,5% a "tasso misto". Fisso o variabile: la scelta va fatta sulla base delle proprie disponibilità economiche, presenti e prospettiche, tenendo conto della durata del mutuo che si va a sottoscrivere. "Per le banche – sostiene l’Abi - non c’è differenza. Per le banche c’è indifferenza a vendere prodotti con tasso fisso o variabile, perché entrambi sono indicizzati su previsioni relative al periodo scelto. La redditività per la banca è la stessa. Le banche trovano vantaggio quando il cliente è soddisfatto delle proprie scelte finanziarie". (9Colonne)

FAMIGLIE SOLIDE SUL FRONTE FINANZIARIO

Le famiglie italiane, nonostante la debolezza del ciclo economico, confermano una positiva capacità di tenuta sul fronte finanziario, anche grazie al supporto delle banche. Ecco in sintesi la fotografia contenuta nel quarto numero del "Report trimestrale – indicatori di indebitamento, vulnerabilità e patologia finanziaria delle famiglie italiane", realizzato da ABI in collaborazione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Il Report rappresenta un nuovo strumento di monitoraggio trimestrale che consentirà di tenere sotto stretta osservazione l’indebitamento delle famiglie in un contesto congiunturale non favorevole alla luce dello shock. Le analisi hanno passato in rassegna un ampio set di indicatori in grado di segnalare lo stato delle condizioni finanziarie delle famiglie quali: indicatori di indebitamento, vulnerabilità, patologia finanziaria, domanda e offerta di credito. Il Report di febbraio 2011 evidenzia come i finanziamenti per la casa continuino a crescere in quanto favoriti, da un lato, dall’effetto di calmieramento dei prezzi degli immobili dovuto alla crisi e, dall’altro, dal basso livello dei tassi d’interesse. A settembre 2010 i prestiti per l’acquisto di abitazioni sono cresciuti del 5,5% (+6,6% un anno prima). I dati più recenti relativi a novembre 2010 segnalano una crescita del 7,7%. Nel complesso va segnalato un incremento del rapporto tra rata media sui mutui per l’acquisto di abitazioni e reddito disponibile, che in ogni caso si mantiene su un livello ben inferiore rispetto ai massimi registrati due anni prima. Infatti, a settembre 2010, secondo i dati disponibili più recenti, il complesso delle rate assorbivano il 5,1% del reddito, incidenza di mezzo punto più alta rispetto a un anno prima ma inferiore di 1,6 punti percentuali rispetto al mese di settembre 2008. Le sofferenze, seppure su livelli ancora molto bassi, registrano un leggero incremento, coerente con la situazione di crisi che stiamo attraversando: l’incidenza delle sofferenze del "debitore famiglia" si attesta, infatti, complessivamente all’1,6% del totale erogato. Tra gli indicatori di vulnerabilità è stato preso in considerazione l’indice di accessibilità

all’abitazione. Tale indice costruito dall’Ufficio Analisi Economiche dell’ABI sulla base di prassi metodologiche internazionali e stime su dati dell’Agenzia del Territorio, dell’Istat e della Banca d’Italia, permette di misurare la possibilità di acquisto della casa da parte della famiglia media, dato l’apporto del credito bancario nonché dei livelli di reddito e dell’andamento del mercato immobiliare. L’indice di accessibilità è da circa due anni è in tendenziale miglioramento, a testimonianza di una maggiore possibilità di acquistare una casa: l’indice di affordability infatti mostra che a novembre la rata che la famiglia media deve pagare per comprare la propria casa è pari a poco meno del 24% del proprio reddito disponibile, quindi il bene casa rimane accessibile per la famiglia media grazie soprattutto al basso livello dei tassi. In generale, il livello di indebitamento delle famiglie, seppure in crescita, rimane contenuto, anche rispetto al confronto internazionale, e la dinamica dei tassi di interesse associata all’andamento del mercato immobiliare compensa la dinamica dei redditi consentendo una maggiore accessibilità all’acquisto di un’abitazione. (9Colonne)