Confcooperative, il sistema tiene

- Scritto da: martina -

"In giro sento che c’è chi va peggio di noi"…"alcune imprese hanno ridotto il fatturato anche del 20% - 30% o stanno chiudendo"…"fino ad ora è andata bene, bisogna tener duro per altri 4/5 mesi". È la voce dei cooperatori delle oltre 20.500 cooperative aderenti a Confcooperative. Ed è quanto emerge dal XV rapporto congiunturale, I quadrimestre 2010, realizzato da Elabora centro Studi di Confcooperative. "Seppur in un clima di insoddisfazione generalizzata – dice Vincenzo Mannino, segretario generale Confcooperative – risale la fiducia, anche se il sentiment mantiene una connotazione negativa. Molti i segnali che indicano un’intensa attività da parte dei cooperatori finalizzata alla diversificazione del business, alla creazione di reti, alla promozione di integrazioni, alla spinta sui mercati esteri". Ma ecco alcuni numeri. Incassi e tesoreria: il livello di liquidità è giudicato buono solo da un operatore su tre. La maggioranza assoluta dei cooperatori, il 53,5%, ha giudicato come mediocre il livello di liquidità e il 12,7% degli operatori ha espresso un giudizio totalmente negativo. Export: nei primi quattro mesi dell’anno migliora il saldo, anche se il livello degli ordini è giudicato insoddisfacente dal 43,2% che segna un miglioramento rispetto al 48% di gennaio e al 66% di settembre. Prezzi alla vendita e di fornitura: la dinamica congiunturale vede 7 operatori su 10 aver mantenuto costanti i prezzi alla vendita, mentre 1 su 3 ha segnalato un incremento dei prezzi di fornitura (in parte legato all’aumento di alcune materie prime e alla cosiddetta bolletta energetica). Ricavi: 4 cooperatori su 10 hanno valutato come stazionario il volume dei ricavi, 3 hanno segnalato un aumento del fatturato rispetto ai quattro mesi precedenti, 3, infine, una diminuzione del giro d’affari rispetto ai quattro mesi precedenti. Occupazione: La dinamica registrata sul fronte occupazionale vede 7 cooperatori su 10 mantenere stabili i livelli occupazionali; 1 su dieci segnalano un aumento dell’occupazione, mentre 2 su dieci dichiarato di aver contratto le risorse umane. Per quanto riguarda il credito riprende vigore l’incidenza delle richieste di rientro nel Mezzogiorno. Si tratta di un inasprimento che si potrebbe cumulare ai precedenti e aggravare la stretta già messa in atto nelle regioni del Sud. A livello nazionale, il 5,9% dei cooperatori ha segnalato di aver ricevuto richieste di rientro dai prestiti (quasi il doppio al Sud). A livello settoriale, sono sempre gli operatori delle cooperative "dell’area lavoro" (in particolare, manifatturiero e servizi) quelli più coinvolti nelle richieste delle banche.