Cos’è un ETF?

- Scritto da: Marco - Finanza - Fondi di investimento

Cos’è un ETF? Ecco una guida sull’Exchange-Traded Fund, come funziona e quali sono le sue principali caratteristiche

Cos’è un ETF? Per rispondere alla domanda su che tipo di strumento finanziario sia l’Exchange-Traded Fund occorre partire da una delle caratteristiche che differenzia due tipi differenti di fondi di investimento.

Uno degli elementi che infatti differenzia le varie tipologie di fondi di investimento è la loro modalità di gestione, distinguibile in:

  • attiva: cercare di ottenere rendimenti più alti rispetto a quelli offerti dal mercato;
  • passiva: utilizzare fondi a basso costo che cercano di rispecchiare i rendimenti di uno specifico mercato. In questo caso il rendimento del fondo è legato esclusivamente alla quotazione di un particolare indice e non alle abilità di compravendita del suo gestore.

Proprio all’interno della categoria dei fondi di investimento a gestione passiva troviamo la particolare tipologia dell’ETF. Ma cos’è un ETF e quali sono le sue principali caratteristiche? Di seguito vi offriamo una guida pratica che cercherà di spiegarvelo.

Cos’è un ETF? Le principali caratteristiche

L’Exchange-Traded Fund, anche noto con l’acronimo di ETF, rappresenta una particolare tipologia di fondo di investimento appartenente alla macro-categoria dei prodotti ad indice quotati, a loro volta conosciuti come ETP (Exchange Traded Products).

In particolare gli ETF sono fondi che replicano il loro benchmark, ovvero l’andamento di una determinata selezione di titoli individuata secondo il criterio dichiarato nel prospetto formativo (ad esempio, un ETF può replicare l’andamento della borsa di Milano o di una data gamma di titoli a maggior capitalizzazione di una certa borsa).

Un ETF si caratterizza per due particolari aspetti:

  • la gestione passiva del fondo: ovvero la tendenza a replicare l’indice al quale fa riferimento;
  • la quotazione e negoziazione in borsa con le stesse modalità che riguardano azioni e obbligazioni.

Proprio per la loro speciale caratteristica di unire in un unico strumento i vantaggi di un fondo e di un titolo azionario, gli ETF permettono all’investitore di:

  • poter diversificare e ridurre il rischio del fondo;
  • godere di informazioni trasparenti e immediate sulle negoziazioni delle azioni.

ETF: pro e contro

La gestione passiva di un ETF rende questo particolare tipo di fondo di investimento assai più economico (con spese di gestione molto basse) e quindi più competitivo nei confronti dei fondi a gestione attiva, maggiormente legati alla capacità e all’abilità di compravendita del suo gestore. Vediamo ora quali sono i principali vantaggi e svantaggi che un ETF offre al piccolo risparmiatore e ai grandi investitori.

Vantaggi di un ETF

Dopo aver visto quali sono le principali caratteristiche di un ETF, vediamo quali sono i vantaggi che questo particolare prodotto finanziario offre all’investitore.

  • Accessibilità: gli ETF sono strumenti finanziari che possono essere trattati come semplici azioni tramite una banca, una società di intermediazione mobiliare (Sim) o un broker, inoltrando un ordine comprensivo del codice ISIN dello strumento in questione;
  • Costi di gestione più bassi: puntando a rispecchiare il rendimento di un particolare indice di mercato, gli ETF risultato essere molto più economici rispetto agli altri fondi di investimento, in quanto possono essere gestiti con costi molto più bassi rispetto ai fondi di investimento a gestione attiva. Nell’investire in un ETF il soggetto pagherà solo una commissione di negoziazione alla propria banca/Sim al fine di operare in Borsa;
  • Replica dell’indice benchmark: per effetto della gestione del fondo di investimento di tipo passiva un ETF permette all’investitore un rendimento minimo pari a quello del benchmark (parametro di riferimento del titolo azionario). L’unica eccezione si verifica qualora la valuta di riferimento dell’indice sia diversa da quella di negoziazione, allora il rendimento dell’ETF potrebbe non corrispondere a quella del benchmark;
  • Diversificazione: investire in un ETF significa puntare su un assett diversificato di titoli azionari (ad esempio, chi investe in un ETF sull’indice Ftse Mib sta investendo su tutti i titoli che compongono l’indice in questione). Diversificando il proprio investimento l’investitore riduce automaticamente il proprio rischio;
  • Liquidità: la liquidità dell’ETF è garantita dalla presenza di un operatore, detto specialist, che ha la funzione di quotare prezzi di acquisto e vendita, con obbligo di quotazione continua, conforme allo spread massimo e una quantità minima stabiliti dal regolamento di Borsa;
  • Dividendi: gli ETF riconoscono agli investitori dividendi che fanno riferimento alle azioni possedute in portafoglio, nonché i guadagni dal loro reinvestimento dal prestito (securities lending) delle azioni in portafoglio.

Svantaggi di un ETF

Dopo aver elencato tutti gli aspetti positivi dell’investire in un ETF, diamo un’occhiata ai suoi svantaggi.

  • Rischio: i fondi di investimento a gestione passiva sono caratterizzati da un livello di rischio medio-alto, poiché legati all’andamento del mercato di riferimento (azionario, obbligazionario, delle materie prime). La diversificazione offerta da un ETF diminuisce il rischio, ma non lo elimina del tutto;
  • Negoziazione: gli investitori privati di un ETF non possono negoziare l’acquisto e la vendita del fondo di investimento direttamente con le società emittenti, ma possono farlo solo all’interno del mercato secondario per mezzo di un broker;
  • Impossibilità di selezionare i titoli qualitativamente: la natura di gestione passiva dell’ETF non permette all’investitore di poter effettuare una selezioni qualitativa dei titoli e quindi di escludere eventuali società rischiose. Questa selezione può essere fatta solo attraverso una gestione di investimento attiva.

ETF: quanto rende e in quali settori è possibile investire?

Il rendimento di un ETF dipende dall’andamento dell’indice o del paniere di titoli sottostante. Facendo riferimento al proprio benchmark chiunque investa in un ETF avrà quindi la certezza di ottenere un rendimento minimo pari a quello del benchmark cui si è scelto di affidarsi.

Gli ETF permettono al risparmiatore di potere investire in un ampio ventaglio di settori dell’economia riguardanti: la liquidità (obbligazioni zero coupon a breve scadenza), indici obbligazionari (nazionali, mondiali), mercati azionari geografici (indici di una singola nazione, o di uno o più continenti), le materie prime e settori merceologici.