Diminuisce il reddito delle famiglie

- Scritto da: martina -

Nel capitolo dedicato alle famiglie, l’ultimo Bollettino Economico della Banca d’Italia (aprile 2010) segnala che i consumi hanno ristagnato nel quarto trimestre del 2009, dopo essere cresciuti di oltre mezzo punto percentuale in quello precedente. La contrazione degli acquisti di beni semidurevoli (-2,2 per cento sul trimestre precedente) e durevoli (-1,4 per cento, nonostante lo stimolo proveniente dagli incentivi alla rottamazione scaduti a dicembre) è stata compensata dal rialzo dei consumi di beni non durevoli (0,6 per cento), il primo dopo sei cali consecutivi. La spesa in servizi è rimasta stazionaria. Nel complesso del 2009 la contrazione dei consumi (-1,8 per cento) ha riflesso soprattutto l’andamento del reddito disponibile delle famiglie. Sulla base di un insieme informativo ancora incompleto la Banca d’Italia stima infatti che in termini reali il reddito disponibile sia sceso di oltre due punti percentuali rispetto al 2008, registrando la seconda flessione annua consecutiva. In presenza della lieve diminuzione del deflatore dei consumi, la contrazione è interamente ascrivibile al complesso dei redditi nominali; sui redditi da lavoro ha inciso il netto calo degli occupati, mentre su quelli da capitale ha gravato la caduta sia dei dividendi e degli utili distribuiti dalle imprese, sia degli interessi netti affluiti alle famiglie. A partire dai mesi estivi la ricchezza delle famiglie ha beneficiato della ripresa dei corsi azionari. Il clima di fiducia dei consumatori, in progressivo miglioramento nella seconda metà del 2009, è tornato a peggiorare quest’anno, riportandosi, in marzo, sui livelli dello scorso giugno. Sulla fiducia delle famiglie pesa il maggiore pessimismo circa la situazione economica generale del paese e l’accresciuta preoccupazione sulle condizioni del mercato del lavoro: la percentuale dei consumatori intervistati che prevede un forte aumento della disoccupazione nei prossimi dodici mesi è salita oltre il 30 per cento in marzo, il doppio di quanto registrato lo scorso luglio. Incide sui giudizi dei consumatori anche il deterioramento dei bilanci familiari: le prospettive di risparmio sono viste come sensibilmente meno favorevoli. Inoltre le percezioni d’inflazione sono aumentate nell’ultimo semestre, in sintonia con la risalita dell’indice dei prezzi al consumo.

Nel quarto trimestre del 2009, il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile è lievemente salito, al 60 per cento. L’incremento ha riflesso prevalentemente l’aumento dei prestiti bancari a medio e a lungo termine e la riduzione del reddito disponibile. Il livello dell’indebitamento rimane comunque nettamente inferiore a quello medio dell’area dell’euro (prossimo al 95 per cento a settembre del 2009). Gli oneri sostenuti dalle famiglie per il servizio del debito (pagamento di interessi e restituzione del capitale) hanno continuato a scendere, al 9,2 per cento del reddito disponibile, grazie anche a un ulteriore calo dei tassi di interesse sui prestiti per l’acquisto di abitazioni. I tassi sul credito al consumo sono invece lievemente aumentati.