Dollaro: 7 anni consecutivi di rialzi

- Scritto da: admin - Forex

Non tutte le valute seguono però questo andamento, disegnando uno scenario differenziato da diversi elementi e contesti.

Maggio è stato un mese positivo per il dollaro USA.
Il biglietto verde è salito contro tutte le valute principali nel mercato del Forex con un guadagno dell’1% contro la sterlina e di circa il 5% contro il dollaro australiano.

Grazie al movimento rialzista della valuta statunitense, l’indice del dollaro USA è salito del 3.25%, il che ha segnato il settimo anno consecutivo di guadagno nel mese di maggio.

Il rapporto con le altre valute

Sulla scia del rafforzamento del dollaro, il cambio Euro/Dollaro (EUR/USD) ha perso oltre il 2.5% nel mese di maggio.

L’impatto della stagionalità data dal mese di maggio è stato particolarmente forte quest’anno ma, anche se il dollaro entra a giugno sotto una nuova pressione di vendita, le prospettive per il dollaro statunitense rimangono positive.

Le prese di profitto hanno spinto il dollaro USA in ribasso contro lo yen giapponese, il dollaro australiano e quello neozelandese, ma la valuta statunitense è riuscita a salire contro l’euro, la sterlina, il franco svizzero e il dollaro canadese.

Ieri, i dati macroeconomici statunitensi si sono rivelati contrastati: la spesa al consumo personale e i prezzi delle case in rialzo sono stati oscurati dal calo della fiducia dei consumatori e dall’indice sulla attività manifatturiera del distretto di Chicago.

Oggi sul Calendario Economico è in programma la pubblicazione l’indice PMI manifatturiero dell’ISM - che potrebbe portare una qualche pressione al ribasso nel medio termine per il dollaro.

Tuttavia, il Beige Book della Fed potrebbe segnalare ancora una volta un buon andamento dell’economia degli Stati Uniti, il che potrebbe spingere la Federal Reserve a rialzare i tassi di interesse questa estate.

Il Dollaro rimane un buy durante i ribassi e un’occasione interessante potrebbe essere vista tra 110.50 e 110.70 sul cambio dollaro-yen.

Dollaro australiano oscurato dalla Cina?

L’attenzione durante la scorsa notte è stata tutta sul dollaro australiano con la pubblicazione dell’indice PMI cinese e il dato sul PIL dell’Australia del primo trimestre.
Il dollaro australiano è salito durante la sessione asiatica dopo che i dati hanno mostrato un rialzo del PIL oltre le attese.

Anche i permessi di costruzioni sono aumentati del 3% contro le aspettative per un calo del 3%, il che ha spinto ancora il rialzo del dollaro australiano.

Prezzo del petrolio e Dollaro canadese

Il cambio USD/CAD ha aumentato il rialzo per la terza sessione consecutiva sopra quota 1.3100 sulla scia del calo del prezzo del petrolio e il dato sul PIL più debole delle attese.

Secondo gli ultimi dati, la crescita dell’economia del Canada è diminuita del -0.2% a marzo, mentre la crescita annualizzata è scesa da +1.4% a +1.1%.
Il dato si è rivelato sotto le attese, come anche la variazione del primo trimestre.

Con il calo delle vendite al dettaglio e il deficit sulla bilancia commerciale del Canada a livelli record, un rallentamento non sarebbe una sorpresa.

Nel mentre, il prezzo del petrolio ha superato i 50 dollari al barile per poi scendere ancora mentre il mercato rimane in attesa della riunione dell’OPEC di domani.
Il recente recupero del prezzo del petrolio riduce la possibilità di un taglio alla produzione da parte del cartello economico.

Il rappresentante iracheno dell’OPEC ha rivelato che in agenda non c’è alcuna proposta specifica sul fronte della produzione ma, nonostante il mercato non si aspetti alcun cambiamento, l’annuncio a seguito della riunione potrebbe comunque spingere il prezzo del petrolio in basso. Per questo motivo possiamo vedere nei pullback del cambio USD/CAD delle buone opportunità di acquisto.

Gran Bretagna in bilico: fuori o dentro

La peggior valuta di ieri è stata la Sterlina, che è caduta fortemente dinanzi tutte le maggiori altre. Ciò è stato dato da un nuovo sondaggio sulla Brexit, che ha trovato dei voti più tesi dei precedenti.

Secondo ORB, il 51% dei britannici ha votato a favore della Brexit, contro il 46% che invece ha votato per rimanere all’interno dell’Unione.

Il report sul PMI manifatturiero britannico è pronto per essere rilasciato mercoledì e ci si aspetta una reazione.

Comunque la Brexit, continuerà a dominare i flussi della valuta, e continuerà ad oscurare il report, proprio come è accaduto il mese scorso.