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	<title>Finanza</title>
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	<description>Finanza  Fondi  Investimenti  Mutuo Prestiti</description>
	<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:43:32 +0000</pubDate>
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		<title>SOSPENSIONE MUTUI, DECISA LA TERZA PROROGA</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 08:43:32 +0000</pubDate>
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	<category>mutui</category>
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		<description><![CDATA[E stato prorogato al 31 luglio 2012 il termine di presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui. Gli eventi in base ai quali può essere chiesta la sospensione devono verificarsi  entro il 30 giugno 2012. Questo è quanto stabilito dal nuovo Accordo firmato dallAssociazione bancaria italiana e 13 Associazioni dei Consumatori: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&rsquo; stato prorogato al 31 luglio 2012 il termine di presentazione delle domande per la sospensione delle rate dei mutui. Gli eventi in base ai quali può essere chiesta la sospensione devono verificarsi  entro il 30 giugno 2012. Questo è quanto stabilito dal nuovo Accordo firmato dall&rsquo;Associazione bancaria italiana e 13 Associazioni dei Consumatori: Acu, Adiconsum, Adoc, Assoconsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori, che ripropone quanto stabilito a luglio scorso, al momento della seconda proroga semestrale. Nell&rsquo;attesa di esaminare congiuntamente un quadro di possibili misure strutturali di sostegno alle famiglie, quest&rsquo;ultima proroga si è resa necessaria per supportare ancora i nuclei che dovessero trovarsi in situazione di momentanea difficoltà. In questo ambito, si riconferma la volontà di continuare a sostenere il dialogo e la collaborazione tra banche e Associazioni dei consumatori e la rinnovata attenzione del settore a favore delle famiglie nel contesto dell&rsquo;attuale crisi. Le parti firmatarie hanno concordato che: 1)  l&rsquo;arco temporale entro il quale si devono verificare gli eventi che determinano l&rsquo;avvio della sospensione è prorogato al 30 giugno 2012; 2) le domande possono essere presentate entro il 31 luglio 2012; 3)  sulla base delle disposizioni di vigilanza per le banche, per l&rsquo;accesso alla misura di sospensione, l&rsquo;arco temporale per la definizione di ritardo nel pagamento delle rate è rimodulata a 90 giorni; 4) alla sospensione delle rate dei mutui potranno essere ammesse soltanto le operazioni che non ne abbiano già fruito. Nel frattempo, secondo gli ultimi dati disponibili, al 30 novembre 2011, le banche hanno sospeso oltre 55.000 mutui, pari a circa 7 miliardi di debito residuo, garantendo alle famiglie interessate una liquidità complessiva di oltre 420 milioni di euro, pari a 7.636,00 euro a famiglia. Con la terza proroga, l&rsquo;iniziativa sulla sospensione delle rate di mutuo si avvia alla sua conclusione e impegna le parti a promuovere un confronto congiunto con gli altri soggetti partecipanti al Tavolo di attuazione del "Piano Famiglie"  al quale è invitato a partecipare anche il Ministero dell&rsquo;Economia e delle Finanze - al fine di promuovere le possibili sinergie e di verificare i possibili miglioramenti da apportare al funzionamento delle altre misure di sostegno previste dal Piano Famiglie. (9colonne)
</p>
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		<title>ECONOMIA REALE VERSUS FINANZA</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 09:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Altreconomia dedica la copertina di febbraio a una infografica che aiuta a comprendere le dimensioni dell&#8217;economia reale e di quella finanziaria. La prima, pur cresciuta del 73% tra il 2003 e il 2010, vale 64mila miliardi di dollari di prodotto interno lordo. La seconda, che nello stesso periodo ha conosciuto un incremento del 167%, oggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>"Altreconomia" dedica la copertina di febbraio a una infografica che aiuta a comprendere le dimensioni dell&#8217;economia reale e di quella finanziaria. La prima, pur cresciuta del 73% tra il 2003 e il 2010, vale 64mila miliardi di dollari di prodotto interno lordo. La seconda, che nello stesso periodo ha conosciuto un incremento del 167%, oggi vale 857mila miliardi.  La parte da leone la fanno i derivati (605mila miliardi nel 2010; 708mila stimati nel 2011), che per il 96,2% vengono scambiati su mercati non regolamentati. Solo i credit default swap, le "scommesse" sui fallimenti di un Paese o un&#8217;azienda, valgono 62mila miliardi di dollari, quasi il Pil mondiale.  L&#8217;economia reale, in Italia, è fatta da 4,4 milioni di imprese, di cui 4,15 milioni (pari al 94,8%) con meno di 10 addetti. Sono 328, invece, le società quotate in Borsa a Milano: le prime 75 realizzano il 90% della capitalizzazione totale, pari a circa 300 miliardi di euro.  Di fronte a un quadro del genere, e al ruolo della finanza e dell&#8217;economia di carta, Antonio Tricarico, coordinatore della Campagna per la riforma della Banca mondiale, suggerisce un passo decisivo per il nostro Paese: "Non aver paura di dichiarare il default, per avviare una ristrutturazione del debito pubblico", che ha toccato i 1.924 miliardi di euro, pari al 121,1% del Pil.  (9colonne)
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		<title>COPPIE GAY, 16 MILA RICHIESTE DI MUTUO</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
	<category>mutui</category>
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		<description><![CDATA[Le coppie omosessuali in Spagna possono sposarsi, nel Regno Unito possono adottare un figlio, nel nostro Paese, in attesa di essere riconosciute legalmente, almeno provano a comprare casa. Secondo le analisi del broker Mutui.it (www.mutui.it) nel 2011 sono state oltre 16.000 le domande di mutuo inviate alle banche da coppie dello stesso sesso.  Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le coppie omosessuali in Spagna possono sposarsi, nel Regno Unito possono adottare un figlio, nel nostro Paese, in attesa di essere riconosciute legalmente, almeno provano a comprare casa. Secondo le analisi del broker Mutui.it (www.mutui.it) nel 2011 sono state oltre 16.000 le domande di mutuo inviate alle banche da coppie dello stesso sesso.  Il dato è stato ricavato analizzando le richieste di fattibilità di mutuo inviate al sito nel corso dello scorso anno; fatte le ovvie esclusioni dei cittadini che richiedono un mutuo cointestato con soggetti dello stesso sesso, ma con legami di parentela, il quadro che emerge è quello di un segmento di mercato ancora piccolo, ma comunque significativo, anche per la sua portata simbolica.  Con l&rsquo;indagine condotta tra le domande compilate attraverso il sito, Mutui.it ha rilevato che il 65% delle richieste di mutuo presentate da coppie omosessuali riguarda i finanziamenti per l&rsquo;acquisto della prima casa, seguiti a distanza da quelli per surroga (12%) e ristrutturazione (7%).  Focalizzandoci sui mutui prima casa, la domanda media per questo tipo di finanziamento è piuttosto elevata: si richiedono più di 190.000 euro, pari al 75% del valore dell&rsquo;immobile che si intende acquistare.  Il valore così elevato (+18% rispetto a un mutuo prima casa medio) si spiega col fatto che un mutuo cointestato è, per la banca che lo eroga, più sicuro, e quindi consente ai mutuatari di richiedere una somma più alta. Il tasso variabile appare quello più ambito dalle coppie considerate: è scelto nel 51% dei casi, contro il 37% delle richieste di tasso fisso. L&rsquo;età media della coppia al momento della richiesta è di 40 anni, mentre la durata media del finanziamento è di oltre 25 anni. Le coppie formate da due uomini rappresentano la maggioranza del campione analizzato: sono il 58%, contro un 42% delle coppie di donne.  "Benché quello che abbiamo evidenziato possa definirsi un fenomeno di nicchia afferma Alberto Genovese, amministratore delegato di Mutui.it  è interessante notare come stia diminuendo il timore delle coppie ad esporsi. In questo senso, l&rsquo;anonimato garantito da un comparatore online come Mutui.it abbatte l&rsquo;insicurezza legata all&rsquo;affrontare di persona un consulente in banca". (9colonne)
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		<title>GRANDI IMPRESE: A TERMINE 7 CONTRATTI SU 10</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:32:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
	<category>Generica</category>
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		<description><![CDATA[Nei sei anni che vanno dal 2005 al 2010, il 71% delle assunzioni nelle grandi imprese è avvenuto con contratti a termine.  Ciò non ha impedito, anzi forse ha contribuito  al fatto che in questo arco di tempo il bilancio sia stato sconfortante: loccupazione è infatti diminuita  del 2,9%. Il primo motivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei sei anni che vanno dal 2005 al 2010, il 71% delle assunzioni nelle grandi imprese è avvenuto con contratti a termine.  Ciò non ha impedito, anzi forse ha contribuito  al fatto che in questo arco di tempo il bilancio sia stato sconfortante: l&rsquo;occupazione è infatti diminuita  del 2,9%. Il primo motivo per cui in Italia si perde il lavoro non si chiama dunque licenziamento ma scadenza del contratto. La seconda causa sono quelle che l&rsquo;Istat definisce cessazioni spontanee, la terza sono le uscite incentivate. I licenziamenti sono al quarto posto e pesano per il 7,5 per cento delle uscite nel 2010. Una quota intorno al 3% è costituita dalle uscite per raggiunti  limiti di età. Benché riferiti solo alle grandi aziende, questi dati, resi noti ieri, sono forse il più chiaro preambolo al confronto sulla riforma del mercato del lavoro che governo e sindacati si accingono ad avviare.  Un altro tema del negoziato sarà  la semplificazione delle formule contrattuali, che attualmente sono una cinquantina. Il quotidiano La Stampa ha avuto la pazienza di elencarle tutte e il risultato è impressionante.   Oltre al lavoro a tempo indeterminato, che è la méta più ambita, troviamo il tempo determinato, il lavoro a termine stagionale, i rapporti speciali in agricoltura, il part time e le sue varianti, tre tipologie dell`apprendistato, il contratto di inserimento, quello di reinserimento e quello di formazione e lavoro, le due formule della somministrazione, le cinque varianti del lavoro a chiamata e poi job sharing, lavoro a domicilio, telelavoro subordinato,  contratto a progetto, collaborazione coordinata e continuativa, prestazioni occasionali, prestazioni autonome con partita Iva, associazione in partecipazione, buoni lavoro, stage, tirocini e altro ancora.. Se il problema è creare nuove imprese, questa giungla non aiuta. (9colonne)
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		<title>FONDI UE, VENDOLA POLEMICO CON BARCA</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:08:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Il presidente della regione Puglia Nichi Vendola ha scritto al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca questa lettera. Gentile Ministro Barca, non mi pare corretto, da parte di un uomo della sua finezza culturale, spingere un contrasto di natura politico-istituzionale sul terreno scivoloso dei giudizi personali. Qui parliamo di Sud, non di psicanalisi. Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della regione Puglia Nichi Vendola ha scritto al ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca questa lettera. "Gentile Ministro Barca, non mi pare corretto, da parte di un uomo della sua finezza culturale, spingere un contrasto di natura politico-istituzionale sul terreno scivoloso dei giudizi personali. Qui parliamo di Sud, non di psicanalisi. Di fondi europei, non di nevrosi caratteriali. E comunque, seppure chi le scrive soffrisse di sdoppiamento della personalità, le assicuro che entrambi i miei "io" tenderebbero sempre e in ogni caso alla rigidità comportamentale nei casi in cui si tratta di tutelare gli interessi della Puglia. Io le ho dato una mano a dicembre, non penso l&rsquo;abbia dimenticato, per chiudere l&rsquo;accordo con il quale si riscriveva il Piano per il Sud, consentendo al governo di diminuire significativamente l&rsquo;intensità del co-finanziamento per la spesa comunitaria per le regioni dell&rsquo;obiettivo convergenza. Ma non abbiamo affatto condiviso ciò che ora un documento del suo Dipartimento, sia pure nella confezione di un tavolo tecnico, tende ad annunciare. E cioè nuovi target di spesa per ognuno degli anni dell&rsquo;attuale programmazione dei fondi europei. Non una ricognizione o un monitoraggio, Signor Ministro, ma nuovi, inediti e non concordati target il cui mancato rispetto prevede importanti riduzioni della quota di co-finanziamento. Lei sa, Signor Ministro, che la mia non è la lamentazione di chi non vuole sottoporsi allo sforzo congiunto per non disperdere i finanziamenti europei. Noi non abbiamo mai perso un euro rispettando sempre gli obbiettivi. Lei sa che, per ragioni tecniche e oggettive, il grosso della spesa si concentra sempre nel secondo semestre dell&rsquo;anno. Lei capisce che con quei nuovi target ci viene messa una corda al collo. Così il governo fatalmente ci multerà, rastrellando risorse che (così è scritto non nella fantasia di una delle mie due personalità, ma nel documento) possono essere riversate anche alle regioni dell&rsquo;obiettivo competitività (cioè a quelle del centronord). Se l&rsquo;intenzione non era questa, ne sono felice. Basta togliere di mezzo quel documento, con i suoi evidenti equivoci, e possiamo con serenità ripartire nello spirito di quella "leale collaborazione" che chiede, per non essere una evocazione retorica, rispetto reciproco e rispetto della verità". (9colonne)
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		<title>AGENZIE DI RATING, NE DISCUTE IL SENATO</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
	<category>fondi di investimento</category>
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		<description><![CDATA[La Commissione Finanze del senato ha avviato lesame dei due atti comunitari sulle agenzie di rating: il regolamento che ne modifica la disciplina e la direttiva che impone ai gestori dei fondi di investimento di non affidarsi esclusivamente alle valutazioni delle agenzie ma di procedere autonomamente a valutazioni su rischio di credito e prospettive. Sui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione Finanze del senato ha avviato l&rsquo;esame dei due atti comunitari sulle agenzie di rating: il regolamento che ne modifica la disciplina e la direttiva che impone ai gestori dei fondi di investimento di non affidarsi esclusivamente alle valutazioni delle agenzie ma di procedere autonomamente a valutazioni su rischio di credito e prospettive. Sui due provvedimenti potrebbe esserci nei primi giorni di febbraio un&rsquo;audizione di Leonardo Domenici, che ne è relatore al Parlamento europeo. Nell&rsquo;audizione dovrebbe essere coinvolta anche la Commissione Politiche Ue, che in settimana ha iniziato a discutere il parere sui due testi. Per il resto in Senato è stata la settimana delle audizioni: su tutte, quelle del presidente di Costa Crociere, Pierluigi Foschi sul naufragio della Concordia (che proseguirà anche martedì prossimo), e dei ministri Profumo, Passera, Riccardi e Fornero per le loro dichiarazioni programmatiche (la Fornero per la delega alle pari opportunità). Ma è stata anche la settimana dell&rsquo;approvazione del decreto sul processo civile in Commissione Giustizia e soprattutto della ripresa della discussione sulla legge elettorale in Commissione Affari costituzionali, con la presentazione delle proposte di Pd e Pdl. Per il resto, i lavori sono stati condizionati dall&rsquo;andamento dell&rsquo;Aula, impegnata nell&rsquo;approvazione del decreto svuotacarceri e nelle mozioni sulla politica europea, con l&rsquo;intervento del presidente del Consiglio Monti: la prossima settimana si riparlerà anche di riduzione del numero dei parlamentari, con l&rsquo;illustrazione dei 34 nuovi emendamenti al testo unificato e confisca dei beni informatici utilizzati per la commissione di reati (legge in via di approvazione definitiva in Commissione Giustizia).  (9colonne)
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		<title>I RICCHI E I POVERI, LE DUE ITALIE</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 08:30:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
	<category>mutui</category>
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		<description><![CDATA[Sommando case, aziende, oggetti di valore, depositi bancari e titoli, e sottraendo i mutui ed altri debiti, la ricchezza media di ogni famiglia italiana è di 163 mila euro.  Saremmo dunque un Paese di benestanti se fosse una media tra eguali. Ma il fatto è che quasi la metà di questo tesoretto è nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sommando case, aziende, oggetti di valore, depositi bancari e titoli, e sottraendo i mutui ed altri debiti, la ricchezza media di ogni famiglia italiana è di 163 mila euro.  Saremmo dunque un Paese di benestanti se fosse una media tra eguali. Ma il fatto è che quasi la metà di questo tesoretto è nelle mani del 10% delle famiglie, e che il divario tra queste e il restante 90%  sta aumentando con il passare degli anni. Secondo i dati forniti ieri dalla Banca d&rsquo;Italia, si va inoltre riducendo il reddito medio: nel 2010 per ogni famiglia è stato di 32.700 euro l&rsquo;anno, circa 2.700 euro al mese. In termini reali è inferiore del 2,4% rispetto a quello riscontrato vent&rsquo;anni fa.  Considerando sempre l&rsquo;ultimo ventennio, Banca d&rsquo;Italia osserva che il reddito dei lavoratori autonomi e dei pensionati è cresciuto assai più di quello dei lavoratori dipendenti. Gli italiani che le statistiche classificano come poveri  che hanno cioè un reddito inferiore alla metà della media  sono il 14,4 per cento della popolazione, l&rsquo; per cento in più rispetto al 2008. Questa quota supera il 40% tra i cittadini stranieri. C&rsquo;è da dire infine che quasi una famiglia su 3  reputa le proprie entrate insufficienti a coprire le spese.  Dunque sarà anche vero che i ristoranti sono pieni, ma questo non sembra un argomento decisivo per chi è solito mangiare in cucina.  (9colonne)
</p>
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		<title>BANCHE, ECCO IL BUSINESS SOSTENIBILE</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Online non solo per fare banca ma anche per rendicontare. Il bilancio di sostenibilità, attività ormai diventata prassi per la quasi totalità del sistema bancario - lo redige l80% del sistema -, viene infatti messo a disposizione dei vari referenti degli istituti tramite il canale Internet per un numero di banche pari al 74,6% del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Online non solo per fare banca ma anche per rendicontare. Il bilancio di sostenibilità, attività ormai diventata prassi per la quasi totalità del sistema bancario - lo redige l&rsquo;80% del sistema -, viene infatti messo a disposizione dei vari referenti degli istituti tramite il canale Internet per un numero di banche pari al 74,6% del totale attivo di sistema. Il 48,8% lo distribuisce in filiale; il 45% utilizza anche l&rsquo;intranet. Sono questi alcuni dei dati che verranno diffusi in occasione del Forum CSR, i cui lavori si terranno a Roma giovedì 26 e venerdì 27 gennaio. L&rsquo;appuntamento annuale che l&rsquo;Associazione bancaria italiana (ABI) dedica alla responsabilità sociale d&rsquo;impresa (Corporate social responsibility, CSR) giunge quest&rsquo;anno alla settima edizione; "Incentivi alla sostenibilità economica, ambientale e sociale. Quale ruolo per il mercato, le istituzioni e i cittadini?" il titolo. L&rsquo;evento è realizzato in partnership col CSR Manager Network, il Forum per la finanza sostenibile e il Global Compact Network Italia, le principali reti italiane che lavorano per la promozione operativa della sostenibilità del business. Il Forum si aprirà con l&rsquo;aggiornamento sui lavori che le banche, le imprese e le istituzioni stanno sviluppando per diffondere la CSR tra le organizzazioni. In particolare ci si confronterà sul miglioramento della relazione banca-impresa e le attività scaturite dalla sigla del protocollo tra ABI, Confindustria e Ministero dello Sviluppo Economico; sulle iniziative dell&rsquo;Inail per offrire tariffe agevolate a chi dimostra di comportarsi in maniera responsabile; sulle nuove iniziative della Commissione Europea per rilanciare la responsabilità sociale delle imprese e delle organizzazioni tutte. Nella due giorni di forum, focus su bilancio di sostenibilità quale strumento migliore per rendicontare ai propri referenti l&rsquo;impegno dell&rsquo;impresa per l&rsquo;integrazione dei processi e delle pratiche di CSR nel business; su reporting integrato; sugli standard internazionali di CSR per supportare lo sviluppo della responsabilità sociale d&rsquo;impresa; sul peso del fattore ambientale nelle strategie aziendali. A conclusione, la tavola rotonda del CSR Manager Network e Istat sul progetto di introdurre la rendicontazione finanziaria nel sistema statistico nazionale partendo dalle pratiche sviluppate dalle imprese. (9colonne)
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		<title>UN FALLIMENTO SU TRE PER RITARDI NEI PAGAMENTI</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 09:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
	<category>Generica</category>
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		<description><![CDATA[Nel 2011, quasi un fallimento su tre, stima la Cgia di Mestre, è stato causato dai ritardi nei pagamenti. A fronte di 11.615 imprenditori italiani che hanno portato i libri contabili in Tribunale, circa 3.600 (pari al 31% del totale) lo hanno fatto a causa dellimpossibilità di incassare in tempi ragionevoli le proprie spettanze. Una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2011, quasi un fallimento su tre, stima la Cgia di Mestre, è stato causato dai ritardi nei pagamenti. A fronte di 11.615 imprenditori italiani che hanno portato i libri contabili in Tribunale, circa 3.600 (pari al 31% del totale) lo hanno fatto a causa dell&rsquo;impossibilità di incassare in tempi ragionevoli le proprie spettanze. Una situazione, purtroppo, che non ha eguali in Europa. Come si è giunti alla soglia del 31% ? Secondo i dati Intrum Justitia, la percentuale di aziende che in Europa falliscono a causa dei ritardati pagamenti è pari al 25% del totale. Se teniamo conto che nel nostro Paese i ritardi superano la media europea di 26 giorni, la Cgia stima che la nostra media nazionale oltrepassa il 30% del totale. Indubbiamente anche la crisi economica ha contribuito ad aggravare questa situazione. Infatti, il trend dei ritardi avvenuto in Italia in questi ultimi 4 anni è quasi raddoppiato (+97,5 %). Se, infatti, nel 2008 la media era di 27 giorni, l&rsquo;anno scorso gli imprenditori italiani sono stati pagati mediamente con 53 giorni di ritardo. Se poi teniamo conto che i tempi medi effettivi di pagamento che si registrano in Italia sono i più elevati d&rsquo;Europa (180 giorni se il committente è la Pubblica amministrazione, 103 giorni se il committente è un&rsquo;azienda privata), la situazione che si è sviluppata in questi ultimi ani è drammatica: tra il 2008 ed il 2011 hanno fallito oltre 39.500 aziende. "Pur riconoscendo che questo Governo ha iniziato con il piede giusto  commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre  è necessario che recepisca quanto prima la Direttiva europea contro il ritardo nei pagamenti. La mancanza di liquidità sta facendo crescere il numero degli &lsquo;sfiduciati&rsquo;, ovvero di quegli imprenditori che hanno deciso, nonostante i grossi problemi che si sono accumulati in questi ultimi anni, di non ricorrere all&rsquo;aiuto di una banca. E&rsquo; un segnale preoccupante che rischia di indurre molte aziende a rivolgersi a forme illegali di accesso al credito, con il pericolo che ciò dia luogo ad un aumento dell&rsquo;usura e del numero di infiltrazioni malavitose nel nostro sistema economico". Infine, sottolineano dalla Cgia, a livello territoriale è la Lombardia la Regione che ha subito il numero più elevato di fallimenti, sia in termini assoluti, sia quando si prende in considerazione l&rsquo;incidenza ogni 10.000 imprese attive. L&rsquo;anno scorso 2.613 imprenditori lombardi hanno portato i libri in Tribunale: praticamente ci sono stati 31,5 fallimenti ogni 10.000 aziende attive. (9colonne)
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		<title>VICENZA, LE BANCHE INCONTRANO I CITTADINI</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 12:36:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Tappa in Veneto, dopo lesordio in Piemonte, per il Road Show Italia 2011-2012, viaggio da Nord a Sud della Penisola organizzato dallAssociazione bancaria italiana per avvicinare le banche a istituzioni, imprese e cittadini. Lobiettivo è riavvicinare lindustria bancaria alla società italiana, comunicando al contempo il valore di fare banca. Il prossimo 27 e 28 gennaio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tappa in Veneto, dopo l&rsquo;esordio in Piemonte, per il "Road Show Italia 2011-2012", viaggio da Nord a Sud della Penisola organizzato dall&rsquo;Associazione bancaria italiana per avvicinare le banche a istituzioni, imprese e cittadini. L&rsquo;obiettivo è riavvicinare l&rsquo;industria bancaria alla società italiana, comunicando al contempo il valore di fare banca. Il prossimo 27 e 28 gennaio sarà il turno di Vicenza, che ospiterà una due-giorni di eventi finalizzati a rafforzare la reciproca collaborazione e conoscenza tra istituti e città. Si partirà, nella mattinata di venerdì, con un incontro di educazione finanziaria rivolto a circa 200 studenti dell&rsquo;ultimo anno delle elementari e delle scuole medie. I ragazzi vicentini, accompagnati dai propri insegnanti, si troveranno presso il Palazzo per le Opere Sociali per assistere a una lezione interattiva tenuta da un docente di economia dell&rsquo;Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ispirata al tema "Come sarebbe il mondo senza le banche". Quindi le classi potranno visitare una decina di filiali così da sperimentare una prima esperienza di ingresso in banca. Ad accoglierli i direttori di sportello, che li guideranno in una breve visita finalizzata a mostrare come funziona una banca e quali professionalità operano al suo interno. Nella giornata di sabato il Road Show si sdoppierà: attorno alle 9 prenderà il via, nel Centro Congressi della Fiera di Vicenza, una mattinata di dibattito sul rapporto tra banche e territorio e sul ruolo delle banche italiane per il Paese. Sempre dalla mattinata nel centro commerciale "Le Piramidi" alcuni stand informativi, allestiti dall&rsquo;ABI e animati da personale delle banche del territorio, accoglieranno i cittadini con l&rsquo;obiettivo di approfondire la conoscenza della normale attività degli istituti. L&rsquo;evento ospitato dal Centro Congressi della Fiera di Vicenza si svolgerà in due sessioni. Nella prima tavola rotonda rappresentanti dell&rsquo;industria bancaria locale e del mondo produttivo regionale proveranno a fotografare assieme l&rsquo;attuale congiuntura, ragionando sulle possibilità di una sempre maggior sinergia e vicinanza tra banche e imprese. Nel secondo momento di dibattito il presidente dell&rsquo;ABI, Giuseppe Mussari e altri banchieri - tra cui Alessandro Azzi, numero uno di Federcasse, Vincenzo Consoli, amministratore delegato di Veneto Banca, Giovanni Costa, vicepresidente del Cdg di Intesa Sanpaolo, Carlo Fratta Pasini, presidente del Banco Popolare, Roberto Nicastro, direttore generale di Unicredit, e Gianni Zonin, presidente della Banca Popolare di Vicenza - darà vita a un confronto con imprenditori veneti di successo, in Italia e oltreconfine, sul tema dell&rsquo;impegno delle imprese bancarie per lo sviluppo dell&rsquo;Italia. Seguirà l&rsquo;intervento del vicepresidente della Commissione Europea e commissario per l&rsquo;Industria e l&rsquo;imprenditoria Antonio Tajani. A chiudere le riflessioni del numero uno dell&rsquo;ABI Mussari. E se il momento istituzionale terminerà attorno alle 13, l&rsquo;iniziativa nel centro commerciale proseguirà anche nel pomeriggio. Ogni stand, che resterà operativo sino a sera, sarà dedicato a uno dei cinque principali servizi bancari (conto corrente, carte di pagamento, mutui, servizi di investimento, banca online) e proporrà ai cittadini un divertente quiz &lsquo;educativo&rsquo; per testare le proprie conoscenze in tema di servizi bancari. Chi visiterà gli stand potrà anche ricevere una copia della guida "Se la Banca non ci fosse", realizzata da Bancaria Editrice. Attraverso dodici vignette il libretto invita i lettori a riflettere, sorridendo, su come si vivrebbe senza i principali servizi bancari: dal bonifico all&rsquo;assegno, dall&rsquo;amministrazione e custodia titoli ai prestiti personali, passando per Rid, prelievi agli sportelli Atm, servizi di investimento, credito alle imprese e mutui casa. (9colonne)
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