L’EREDITA’ DI PADOA SCHIOPPA

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze Tommaso Padoa-Schioppa ha presentato al Consiglio dei Ministri le linee portanti della Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese (RGE) per il 2007. Dalla Relazione emerge che nel 2007 si è determinato un tasso di espansione dell’economia mondiale sostanzialmente in linea con la performance dell’anno precedente: a una fase di decelerazione della crescita nelle economie avanzate si è contrapposto il dinamismo delle aree emergenti, non coinvolte dagli effetti della crisi creditizia statunitense nella seconda metà dell’anno. Fino ai mesi estivi, le prospettive di espansione dell’economia internazionale apparivano robuste. In seguito, l’aumento del premio a rischio sulle attività di credito ha gradualmente aumentato le attese di un contagio sull’economia reale, se pur limitato al paese epicentro della crisi. In Europa, indipendentemente dagli effetti diffusivi dagli Stati Uniti, l’apice della fase espansiva è stato raggiunto tra la fine del 2006 e l’inizio del 2007; in corso d’anno si è quindi assistito a un rallentamento dell’attività economica, guidato dal graduale restringimento delle condizioni monetarie attraverso l’apprezzamento dell’euro e la fase di rialzo dei tassi di interesse nominali, in un contesto in cui l’apporto alla crescita da parte delle componenti esterne di domanda non è stato rimpiazzato da un rafforzamento di quelle interne. In Italia, la crescita è risultata nel 2007 leggermente inferiore a quella registrata l’anno precedente (1,5%, tre decimi di punto in meno rispetto al 2006). Gli indicatori congiunturali evidenziano una frenata più intensa che nei partner europei occorsa negli ultimi mesi dell’anno. Dal lato dell’offerta, la dinamica produttiva è stata principalmente trainata dai servizi (soprattutto quelli per l’intermediazione monetaria e finanziaria e per le attività immobiliari e imprenditoriali) e dalle costruzioni, mentre l’attività manifatturiera ha sperimentato un andamento meno brillante rispetto all’anno precedente; stagnante è risultato il valore aggiunto dell’agricoltura. Sul fronte dei conti pubblici, il 2007, come già avvenuto per il 2006, si è chiuso con risultati più favorevoli di quanto atteso in corso d’anno. Grazie a queste evoluzioni, il deficit pubblico è tornato abbondantemente sotto il limite europeo (attestandosi all’1,9%, contro il 3,4% del 2006), l’avanzo primario ha raggiunto livelli che non si sperimentavano da alcuni anni (3,1%, in rialzo dall’1,3% del 2006) e la tendenza all’aumento del debito pubblico in rapporto al PIL si è invertita (la percentuale del debito rispetto al prodotto lordo è stata pari al 104%, contro il 106,5% dell’anno precedente). In presenza di una lieve riduzione della spesa in percentuale del PIL, a riflesso di una minore incidenza di quelle al netto degli interessi, il miglioramento dell’indebitamento netto delle Amministrazioni Pubbliche è scaturito soprattutto da una dinamica molto favorevole delle entrate. La Relazione, che si compone di tre volumi, è stata pubblicata oggi sul sito del Ministero (www.mef.gov.it). Il primo volume analizza l’evoluzione dell’economia internazionale e italiana, con un’appendice statistica dedicata alla contabilità nazionale; il secondo volume raccoglie le informazioni relative alla formazione del prodotto da parte delle varie branche produttive, la sua distribuzione e l’azione delle Amministrazioni Pubbliche (prima sezione); analizza la situazione del mercato del lavoro e del sistema di protezione sociale (seconda sezione); espone i dati di consuntivo di finanza pubblica relativi ai conti finanziari del settore statale e degli enti pubblici esterni a tale settore (terza sezione); il terzo volume, infine, espone un’ampia appendice statistica su tutti gli argomenti trattati nel secondo volume. (9Colonne)

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