TREMONTI: INCERTEZZA SULLA VELOCITA’ DELLA RIPRESA
La ripresa è vicina, ma c’è incertezza sulla futura velocità della crescita dell’economia. Lo ha sottolineato il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti. I dati macroeconomici, ha detto, “suggeriscono un rimbalzo” dell’economia nel nostro Paese “tra la seconda metà dell’anno in corso e l’inizio del 2010. Tuttavia, la velocità, della crescita da quel momento in poi rimane incerta. La ripresa dell’economia italiana si sta sviluppando largamente in linea con il resto d’Europa. Sin dalla primavera scorsa, e con maggiore convinzione questa estate, sia gli indicatori di fiducia che quelli sulla congiuntura sono rimbalzati notevolmente”. "Dall’estate 2009 ha aggiunto le condizioni complessive della congiuntura sono migliorate con segnali di stabilizzazione e ripresa. Le tensioni sui mercati internazionali si sono attenuate e anche le Borse registrano un progressivo aumento”. In ogni caso, ribadisce Tremonti, “siamo ancora in terra incognita”. Per quanto riguarda l’Italia, prosegue il ministro, “si registrano segni positivi, sale la fiducia dei consumatori e da aprile la produzione industriale ha arrestato la caduta”. Inoltre, “i dati sull’andamento economico che si stanno accumulando sono positivi”. Tremonti ha poi affermato che il Pil italiano scenderà quest’anno “di circa il 5%, in larga parte a causa della dura contrazione durante l’inverno”. Per quanto riguarda la finanza pubblica, l’indebitamento netto dell’Italia, ha specificato il ministro, "è tra i più contenuti, attestandosi al livello che nel 2010, per la prima volta in tanti anni, è inferiore alla media europea”. Per il prossimo anno, spiega Tremonti, il livello di deficit “resta fissato al 5%. Crediamo che un deficit oltre la soglia del 5% non sarebbe augurabile. E’ giusto continuare nella logica della prudenza dato l’elevato debito pubblico italiano. La politica della prudenza è fondamentale". Relativamente all’azione di contrasto alla crisi messa in opera dal governo, Tremonti ha affermato: "Abbiamo agito con tempestività nella convinzione che la stabilità finanziaria sia fattore essenziale per il Paese e per la crescita”. La Finanziaria, in particolare, non contiene una manovra ma solo interventi ordinari e alcune proroghe. “Sarà possibile un eventuale potenziamento quando emergerà un gettito da destinare a finalità sociali”. Il ministro dell’Economia ha spiegato che "a oggi non c’è nessuna decisione europea sulla tempistica dell’exit strategy, siamo di fronte ad una elevata incertezza sulle prospettive dell’economia che non trova precedenti prossimi storici ha richiesto forte prudenza per evitare effetti contrari agli interesse generali”. (9Colonne)

























