A SCUOLA DI FINANZA, PER SAPERSI DIFENDERE

Si sta finalmente ricominciando a parlare di educazione finanziaria. Lo scorso dicembre, negli Stati Uniti, il ministro del Tesoro Geithner e il ministro della Educazione Duncan hanno lanciato alcuni progetti di educazione finanziaria nelle scuole. Programmi di questo tipo sono già stati adottati in Inghilterra, uno dei primi paesi a documentare la mancanza di competenza finanziaria degli individui. Su lavoce.info Annamaria Lusardi, docente di Economia alla Dartmouth College, osserva che "se è importante che i giovani acquisiscano nozioni di economia e finanza prima e non dopo avere preso decisioni finanziarie, è altrettanto importante che possano avere accesso a queste informazioni a prescindere dalle loro condizioni sociali". Dagli studi condotti negli Stati Uniti è emerso che i giovani che hanno nozioni di finanza ed economia provengono da famiglie con alto livello di educazione (i genitori sono laureati) e alto livello di ricchezza (i genitori hanno risparmi pensionistici e investono nel mercato azionario). "Ma parlare di educazione finanziaria solo nelle scuole non basta, perché le decisioni finanziarie vengono prese a ogni età – osserva Lusardi -. E alcune di quelle più importanti sono proprie della vita adulta, come ad esempio quando andare in pensione e se trasformare o no in rendita la ricchezza pensionistica accumulata. In vari paesi, l’educazione finanziaria si fa nelle aziende. Se i governi e i datori di lavoro offrono pensioni che richiedono decisioni finanziarie da parte del singolo lavoratore, è utile offrire anche gli strumenti per prendere quelle più adeguate. Gli scettici sostengono che i piani di alfabetizzazione finanziaria sono costosi. In realtà la crisi ci insegna che è costoso non fare educazione finanziaria". (9Colonne)

Comments are closed