COMMERCIO, LA CRISI E’ ADESSO

"L’affanno con cui le famiglie convivono con la crisi è preoccupante: nel 2009 il calo del reddito è netto e nel primo trimestre del 2010 i dati della Cigs che riguardano il commercio parlano di un boom senza precedenti indotto evidentemente dalla frenata dei consumi". E’ quanto si legge in una nota della Confesercenti. "Senza ripresa della domanda interna non si va da nessuna parte. Ecco perché bisogna riflettere di più sui segnali reali della crisi: è inspiegabile come sia passato sotto silenzio il fatto che nel trimestre gennaio-marzo la Cigs relativa al settore commercio abbia conosciuto un impressionante sussulto, registrando un aumento del 1409,90%, con l’industria che segna un +99% e l’edilizia attestata a +53,1%. Se aggiungiamo il fatto che le piccole imprese che non possono utilizzare la cassa integrazione hanno chiuso a migliaia (solo nel 2009 si registra un saldo negativo nel commercio di circa 30 mila unità e di oltre 50 mila posti di lavoro persi) lo scenario appare ancora fosco. Inoltre anche la Cigs nell’artigianato ha conosciuto una forte escalation con un +1711%: una ulteriore riprova del fatto che le Pmi sono le più tartassate dalla crisi. Se per la riforma fiscale occorrerà un confronto approfondito ed ampio, come è giusto che sia, serve ora però a sostegno dei redditi familiari e delle Pmi una terapia d’urgenza che comprenda meno tasse ed, a copertura, un taglio coraggioso delle spese e degli sprechi". Confesercenti insiste su una riduzione di un punto e mezzo della pressione fiscale come segnale indispensabile per ricreare anche un clima di fiducia attorno all’economia e per dare un po’ di ossigeno al settore e alla sua disastrata finanza. "E visti i dati che girano – conclude - non c’è tempo da perdere". (9Colonne)

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