PIU’ FIDUCIA NELLE AZIENDE, MENO NELLE ISTITUZIONI

A diciotto mesi dall’inizio della crisi della finanza internazionale che si è poi tramutata in crisi economica, nonostante l’"annunciata" ripresa da più parti, i lavoratori italiani restano "attendisti". Il dato generale dell’Indice di Fiducia si ferma, infatti, a 34,6 punti in una scala da 0 a 100, leggermente superiore alla seconda rilevazione di settembre 2009 (34), ma sempre al di sotto della positività e del valore di giugno scorso (36), anche se in alcuni casi si evidenziano differenze importanti legate all’incidenza del livello di istruzione, del territorio in cui si lavora e della dimensione aziendale. Così i più "fiduciosi" sono lavoratori del Nord Ovest (36), i dirigenti (39,5), i giovani (38) e i laureati (36), mentre i meno ottimisti i lavoratori del centro Italia (30), gli operai (33) e gli over 50 (32 punti). In questo contesto è da segnalare la ripresa di fiducia nell’azienda che passa da 44 a 47 punti (+3 rispetto a settembre) e, unico dato nazionale della rilevazione che supera quota 50, la fiducia dei lavoratori delle grandi aziende nella propria impresa (53 punti). Queste alcune tra le prime evidenze dell’Indice di Fiducia dei lavoratori dipendenti italiano realizzato da Gi Group in collaborazione con OD&M Consulting. "Tre sono i dati importanti di questo indice: da una parte la timida risalita nella fiducia personale ci dice che la crisi, per quanto pesante, non ha gettato nel panico i lavoratori e anzi, le prime avvisaglie di un ritorno alla normalità si sentono. Inoltre, aumenta di 3 punti la fiducia nelle aziende: questo grazie all’azione del governo e degli ammortizzatori sociali che hanno permesso a realtà ‘sane’ di stare in piedi in un momento critico come quello del 2009" commenta Stefano Colli-Lanzi, amministratore delegato di Gi Group. Delle quattro aree che compongono l’Indice, la fiducia nella propria azienda è, infatti, l’area cresciuta di più rispetto a settembre, seguita dalla fiducia nella propria situazione personale (+ 2); rimasta abbastanza stabile la fiducia nel mercato del lavoro (40 punti – 1 rispetto a settembre), mentre ha proseguito il trend negativo fin da giugno scorso la fiducia nelle istituzioni nazionali e sovra-nazionali ( 24 punti –2 rispetto a settembre e –3 rispetto a giugno). Al questionario hanno risposto circa 3.500 lavoratori dipendenti rappresentativi di tutte le categorie professionali e di tutto il territorio italiano, in prevalenza diplomati (37%) e laureati (31%) e appartenenti ad una fascia d’età compresa per lo più tra i 41 e i 50 anni (43%) e nella fascia 31-40 anni (34%). (9Colonne)

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