Cosa sono i fondi hedge? Tecniche e strategie del modello speculativo

- Scritto da: Alessandro - Fondi di investimento - Fondi hedge

Cosa sono i fondi hedge? Diffusi in tutto il mondo e dal ’99 anche in Italia ecco tutte le tecniche e le strategie di questa tipologia di fondo speculativo così in voga negli Usa.

Cosa sono i fondi hedge? Alla domanda apparentemente non è facile rispondere in maniera semplice. Per agevolare questo compito potremmo aiutarci con l’etimologia del termine hedging che inglese ha il significato di copertura.

Ritornando quindi alla domanda su cosa sono i fondi hedge ecco che la traduzione dall’inglese ci aiuta a comprendere meglio il significato base di questa strategia speculativa, ovvero quella di ridurre al minimo le probabilità di volatilità dei vari portafogli, navigando in un mare che sia più lontano possibile dai rischi del mercato.

Ecco perché non sono pochi gli analisti e gli esperti del settore a non essere d’accordo con chi parla di fondi hedge in termini meramente speculativi, in quanto alla fine dei conti questo tipo di attività non ha quel livello di aggressività finanziaria che si potrebbe immaginare.

Sostanzialmente quindi i fondi hedge sono riferibili per la loro struttura ai fondi comuni di investimento, differenziandosi però da questi sia per quanto riguarda la strategia, in questo caso volta alla ricerca del rendimento assoluto anche senza guardare per forza all’andamento dei mercati, sia per avere accesso a strumenti negati invece agli investitori tradizionali.

Cosa sono i fondi hedge? I suoi strumenti

La grande particolarità dei fondi hedge quindi è quella di poter adoperare tutta una serie di strategie e strumenti negate in alcuni casi ad altri. Vediamo nel dettaglio quali.

  • Short Selling, in italiano conosciuto come vendita allo scoperto, consente di prendere in prestito delle azioni che si credono possano avere dei ribassi per poi rivenderle subito, riacquistando poi le stesse ad un prezzo minore per poi restituirle, generando così un guadagno al netto delle commissioni. Se invece che subire un ribasso le azioni crescono nel caso allora avremo invece una perdita.
  • Derivati, sia futures, con obbligo di acquisto, che opzioni, senza necessariamente obbligo, vengono utilizzati in maniera molto frequente e spesso interconnessi tra di loro sempre in un’ottica di minimizzare i rischi. Prima per i fondi comuni l’uso dei derivati era consentito solo per il 10% del proprio patrimonio ma, dal 2006, questo vincolo è stato abolito.
  • Hedging, in italiano come abbiamo visto copertura, è una pratica che consiste nell’effettuare operazioni, vendite allo scoperto o uso di derivati, per proteggersi dai rischi di un insuccesso di un investimento precedente minimizzando nel caso le possibili perdite ma, al tempo stesso, diminuendo anche i possibili profitti se l’investimento dovesse al contrario risultare fruttuoso.
  • Leverage, in italiano leva finanziaria, ovvero un utilizzo dell’indebitamento, naturalmente se i guadagni sperati sono ben superiori agli interessi dovuti, che consente così di amplificare i guadagni ma anche le eventuali perdite.

Cosa sono i fondi hedge? Le strategie

La nascita dei fondi hedge è da attribuire all’esperto di finanza di origine australiana Alfred Winslow Jones che, nel 1949, iniziò ad attuare delle vendite allo scoperto però più per proteggere il proprio portafoglio che per una attività totalmente speculativa.

La strategia di Jones era sostanzialmente quella di rastrellare titoli che credeva fossero sottovalutati dal mercato mentre in contemporanea vendeva allo scoperto quei titoli concorrenti che al contrario credeva fossero sopravvalutati. Così facendo lo scopo era quello di diminuire sensibilmente la volatilità del suo fondo hedge, proteggendo anche il proprio capitale aumentando le posizioni lunghe quando prevedeva periodi di rialzo dei mercati e viceversa.

I fondi hedge di Jones ebbero subito risultati più che soddisfacenti, con guadagni netti anche doppi dei mutual fund, soprattutto per l’abilità nell’individuare arbitraggi privi di rischio sfruttando le varie falle del mercato. Col tempo però queste inefficienze sono state superate dai vari mercati e così è tornato il risk arbitrage la tecnica più usata ma certamente non l’unica.

Altre strategie usate dai fondi hedge, grazie alle ingenti somme a disposizione, sono quelle di individuare i mercati emergenti in una strategia sempre di lunga coda ma anche, in un’ottica di prevedere quali possano essere grandi cambiamenti politici e sociali, sfruttare le distorsioni di mercato generate dai grandi avvenimenti.

Altro mezzo sono gli utilizzi dei vari arbitraggi. Investire con una coda lunga su titoli che si credono sottovalutati usando come fondi la vendita allo scoperto di titoli etichettati come sopravvalutati, porta ad un quadro generale capace di controbilanciarsi con gli introiti delle posizioni corte che possono coprire i potenziali insuccessi di quelle lunghe.

Cosa sono i fondi hedge? La regolamentazione in Italia

In Italia i fondi hedge sono stati regolamentati con una legge del ‘99 dove per accedervi bisogna avere almeno 500.000 Euro di capitale, 1 milioni di dollari negli Usa, senza però che ci possa essere una sollecitazione all’investimento. In più inizialmente era ristretto al massimo a 200 persone il numero degli investitori che potevano farne parte, limite ora caduto. Sono presenti invece spesso i limiti all’uscita con soventi periodi di immoblizzo, vista la necessità di mantenere stabile il patrimonio investito, che possono avere la durata anche di più di un anno.

In sostanza possiamo dire che i fondi hedge sono una tipologia di investimento riservata ad una élite finanziaria, come grandi gruppi o privati dalle ingenti risorse, che hanno a disposizione grossi capitali da poter investire.